Lettura quotidiana 14/1

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Jan 13, 2026, 7:00:12 PM (7 days ago) Jan 13
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La lettura per il giorno 14/1.
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--- Genesi 20-21 ---
Abraamo a Gherar
20:1 Abraamo partì di là andando verso la regione meridionale, si stabilì
fra Cades e Sur; poi abitò come straniero in Gherar. 2 Abraamo diceva di
sua moglie Sara: «È mia sorella». E Abimelec, re di Gherar, mandò a
prendere Sara. 3 Ma Dio venne di notte, in un sogno, ad Abimelec e gli
disse: «Ecco, tu sei morto, a causa della donna che ti sei presa; perché
è sposata». 4 Or Abimelec, che non si era ancora accostato a lei,
rispose: «Signore, faresti perire una nazione anche se giusta? 5 Egli non
mi ha forse detto: "È mia sorella?" Anche lei ha detto: "Egli è mio
fratello". Io ho fatto questo nell'integrità del mio cuore e con mani
innocenti». 6 Dio gli disse nel sogno: «Anch'io so che tu hai fatto
questo nell'integrità del tuo cuore: ti ho quindi preservato dal peccare
contro di me; perciò non ti ho permesso di toccarla. 7 Ora, restituisci la
moglie a quest'uomo, perché è profeta; egli pregherà per te e tu vivrai.
Ma, se non la restituisci, sappi che sicuramente morirai, tu e tutti i
tuoi». 8 Abimelec si alzò di mattina presto, chiamò tutti i suoi servi e
raccontò in loro presenza tutte queste cose. E quegli uomini furono presi
da grande paura. 9 Poi Abimelec chiamò Abraamo e gli disse: «Che ci hai
fatto? In che cosa ti ho offeso, ché tu abbia attirato su di me e sul mio
regno questo grande peccato? Tu mi hai fatto cose che non si debbono fare».
10 Di nuovo Abimelec disse ad Abraamo: «A che miravi facendo questo?»
11 Abraamo rispose: «L'ho fatto perché dicevo tra me: "Certo, in questo
luogo non c'è timor di Dio e mi uccideranno a causa di mia moglie".
12 Inoltre, è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di
mia madre, ed è diventata mia moglie. 13 Or quando Dio mi fece emigrare
lontano dalla casa di mio padre, io le dissi: "Questo è il favore che tu mi
farai; dovunque giungeremo dirai di me: 'È mio fratello'"». 14 Abimelec
prese delle pecore, dei buoi, dei servi e delle serve; li diede ad Abraamo e
gli restituì Sara, sua moglie. 15 Abimelec disse: «Ecco, il mio paese ti
sta davanti; va' a stabilirti dove ti piacerà». 16 E a Sara disse:
«Ecco, io ho dato a tuo fratello mille pezzi d'argento; questo sarà per te
come un velo agli occhi davanti a tutti quelli che sono con te, e sarai
riabilitata di fronte a tutti». 17 Abraamo pregò Dio e Dio guarì
Abimelec, la moglie e le serve di lui, ed esse poterono partorire.
18 Infatti, il SIGNORE aveva reso sterile l'intera casa di Abimelec a causa
di Sara, moglie di Abraamo.
Nascita d'Isacco
21:1 Il SIGNORE visitò Sara come aveva detto; e il SIGNORE fece a Sara come
aveva annunciato. 2 Sara concepì e partorì un figlio ad Abraamo, quando
egli era vecchio, al tempo che Dio gli aveva fissato. 3 Abraamo chiamò
Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. 4 Abraamo
circoncise suo figlio Isacco all'età di otto giorni, come Dio gli aveva
comandato. 5 Abraamo aveva cent'anni quando gli nacque suo figlio Isacco.
6 Sara disse: «Dio mi ha dato di che ridere; chiunque l'udrà riderà con
me». 7 E aggiunse: «Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe
allattato figli? Eppure io gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia».
8 Il bambino dunque crebbe e fu divezzato. Nel giorno che Isacco fu
divezzato, Abraamo fece un grande banchetto.
Agar nel deserto
9 Sara vide che il figlio partorito ad Abraamo da Agar, l'Egiziana, rideva;
10 allora disse ad Abraamo: «Caccia via questa serva e suo figlio; perché
il figlio di questa serva non dev'essere erede con mio figlio, con Isacco».
11 La cosa dispiacque moltissimo ad Abraamo a motivo di suo figlio. 12 Ma
Dio disse ad Abraamo: «Non addolorarti per il ragazzo, né per la tua
serva; acconsenti a tutto quello che Sara ti dirà, perché da Isacco
uscirà la discendenza che porterà il tuo nome. 13 Anche del figlio di
questa serva io farò una nazione, perché appartiene alla tua
discendenza». 14 Abraamo si alzò la mattina di buon'ora, prese del pane e
un otre d'acqua e li diede ad Agar, mettendoglieli sulle spalle con il
bambino, e la mandò via. Lei se ne andò e vagava per il deserto di
Beer-Sceba. 15 Quando l'acqua dell'otre finì, lei mise il bambino sotto un
arboscello. 16 E andò a sedersi di fronte, a distanza di un tiro d'arco,
perché diceva: «Che io non veda morire il bambino!» E seduta così di
fronte, alzò la voce e pianse. 17 Dio udì la voce del ragazzo e l'angelo
di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non temere,
perché Dio ha udito la voce del ragazzo là dov'è. 18 Àlzati, prendi il
ragazzo e tienilo per mano, perché io farò di lui una grande nazione».
19 Dio le aprì gli occhi ed ella vide un pozzo d'acqua e andò, riempì
d'acqua l'otre e diede da bere al ragazzo. 20 Dio fu con il ragazzo; egli
crebbe, abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco. 21 Egli si
stabilì nel deserto di Paran e sua madre gli prese per moglie una donna del
paese d'Egitto.
Abraamo a Beer-Sceba
22 In quel tempo Abimelec, accompagnato da Picol, capo del suo esercito,
parlò ad Abraamo, dicendo: «Dio è con te in tutto quello che fai.
23 Giurami dunque qui, nel nome di Dio, che tu non ingannerai me, né i
miei figli, né i miei nipoti; ma che userai verso di me e verso il paese
dove hai abitato come straniero la stessa benevolenza che io ho usata verso
di te». 24 Abraamo rispose: «Lo giuro». 25 Poi Abraamo fece delle
rimostranze ad Abimelec a causa di un pozzo d'acqua di cui i servi di
Abimelec si erano impadroniti con la forza. 26 Abimelec disse: «Io non so
chi abbia fatto questo; tu stesso non me l'hai fatto sapere e io non ne ho
sentito parlare che oggi». 27 Abraamo prese pecore e buoi e li diede ad
Abimelec; e i due fecero alleanza. 28 Poi Abraamo mise da parte sette
agnelle del gregge. 29 E Abimelec disse ad Abraamo: «Che cosa significano
queste sette agnelle che tu hai messe da parte?» 30 Abraamo rispose: «Tu
accetterai dalla mia mano queste sette agnelle, perché ciò mi serva di
testimonianza che io ho scavato questo pozzo». 31 Per questo egli chiamò
quel luogo Beer-Sceba, perché entrambi vi avevano fatto giuramento.
32 Così fecero alleanza a Beer-Sceba. Poi Abimelec, con Picol, capo del
suo esercito, si alzò e se ne tornarono nel paese dei Filistei. 33 E
Abraamo piantò un tamarindo a Beer-Sceba e lì invocò il nome del SIGNORE,
Dio dell'eternità. 34 Abraamo abitò molto tempo come straniero nel paese
dei Filistei.

--- Giobbe 11 ---
Zofar invita Giobbe ad allontanarsi dall'iniquità
1 Allora Zofar di Naama rispose e disse: 2 «Questa abbondanza di parole
rimarrà forse senza risposta? Basterà quindi essere loquace per avere
ragione? 3 Varranno le tue ciance a far tacere la gente? Farai dunque il
beffardo, senza che nessuno ti contesti? 4 Tu dici a Dio: "Quel che
sostengo è giusto e io sono puro in tua presenza". 5 Ma volesse Dio
parlare e aprire la bocca per risponderti 6 e rivelarti i segreti della sua
saggezza, poiché infinita è la sua intelligenza! Vedresti allora come Dio
dimentichi parte della tua colpa. 7 Puoi forse scandagliare le profondità
di Dio, arrivare a conoscere appieno l'Onnipotente? 8 Si tratta di cose
più alte del cielo; tu che faresti? Di cose più profonde del soggiorno dei
morti; come le conosceresti? 9 La loro misura è più lunga della terra,
più larga del mare. 10 Se Dio passa, se incarcera, se chiama in giudizio,
chi si opporrà? 11 Egli infatti conosce gli uomini perversi, scopre senza
sforzo l'iniquità. 12 Ma l'insensato diventerà saggio quando un puledro
d'onagro diventerà uomo. 13 Tu però, se ben disponi il cuore e tendi
verso Dio le mani, 14 se allontani il male che è nelle tue mani e non
alberghi l'iniquità nelle tue tende, 15 allora alzerai la fronte senza
macchia, sarai incrollabile e non avrai paura di nulla; 16 dimenticherai i
tuoi affanni; te ne ricorderai come d'acqua passata; 17 la tua vita
sorgerà più fulgida del pieno giorno, l'oscurità sarà come la luce del
mattino. 18 Sarai fiducioso perché avrai speranza; ti guarderai bene
attorno e ti coricherai sicuro. 19 Ti metterai a dormire e nessuno ti
spaventerà; e molti cercheranno il tuo favore. 20 Ma gli occhi degli empi
verranno meno; non ci sarà più rifugio per loro e non avranno altra
speranza che esalare l'ultimo respiro».

--- Isaia 10:1-19 ---
1 Guai a quelli che fanno decreti iniqui e a quelli che mettono per iscritto
sentenze ingiuste, 2 per negare giustizia ai deboli, per spogliare del loro
diritto i poveri del mio popolo, per far delle vedove la loro preda e degli
orfani il loro bottino! 3 Che farete il giorno che Dio vi visiterà, il
giorno che la rovina giungerà da lontano? Presso chi fuggirete in cerca di
soccorso? Dove lascerete la vostra gloria? 4 Non rimarrà loro che curvarsi
tra i prigionieri o cadere fra gli uccisi. Con tutto ciò, la sua ira non si
calma e la sua mano rimane distesa.
L'Assiria umiliata
5 «Guai all'Assiria, verga della mia ira! Ha in mano il bastone della mia
punizione. 6 Io la mando contro una nazione empia e la dirigo contro il
popolo che ha provocato la mia ira, con l'ordine di darsi al saccheggio, di
far bottino, di calpestarlo come il fango delle strade. 7 Ma essa non la
intende così, non così la pensa in cuor suo; essa ha in cuore di
distruggere, di sterminare nazioni in gran numero. 8 Infatti dice: "I miei
prìncipi non sono forse tanti re? 9 Forse Calno non è come Carchemis? O
Camat come Arpad? O Samaria come Damasco? 10 Come la mia mano è giunta a
colpire i regni degli idoli dove le immagini erano più numerose che a
Gerusalemme e a Samaria, 11 non posso io forse, come ho fatto a Samaria e
ai suoi idoli, fare anche a Gerusalemme e alle sue statue?"». 12 Ma quando
il Signore avrà compiuto tutta la sua opera sul monte Sion e a Gerusalemme,
«io», dice il SIGNORE, «punirò il re d'Assiria per il frutto della
superbia del suo cuore e dell'arroganza dei suoi sguardi alteri. 13 Infatti
egli dice: "Io l'ho fatto grazie alla forza della mia mano e alla mia
saggezza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli, ho
saccheggiato i loro tesori e, potente come sono, ho detronizzato dei re.
14 La mia mano ha trovato, come un nido, le ricchezze dei popoli; e come
uno raccoglie delle uova abbandonate, così io ho raccolto tutta la terra, e
nessuno ha mosso l'ala o aperto il becco o mandato un grido"». 15 La scure
si vanta forse contro colui che la maneggia? La sega si inorgoglisce forse
contro colui che la muove? Come se la verga facesse muovere colui che la
alza, come se il bastone alzasse colui che non è di legno! 16 Perciò il
Signore, DIO degli eserciti, manderà la consunzione tra i suoi più
robusti; e sotto la sua gloria accenderà un fuoco, come il fuoco di un
incendio. 17 La luce d'Israele diventerà un fuoco, e il suo Santo una
fiamma, che arderà e divorerà i suoi rovi e i suoi pruni in un solo
giorno. 18 La gloria della sua foresta e della sua fertile campagna egli la
consumerà, anima e corpo; sarà come il deperimento di un uomo che langue.
19 Il resto degli alberi della sua foresta sarà così minimo che un
bambino potrebbe farne il conto.


--- Matteo 10:1-15 ---
La missione dei dodici apostoli
1 Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere di
scacciare gli spiriti immondi e di guarire qualunque malattia e qualunque
infermità. 2 I nomi dei dodici apostoli sono questi: il primo, Simone
detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo
fratello; 3 Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo
d'Alfeo e Taddeo; 4 Simone lo Zelota e Giuda l'Iscariota, quello stesso che
poi lo tradì. 5 Questi sono i dodici che Gesù mandò, dando loro queste
istruzioni: «Non andate tra i pagani e non entrate in nessuna città dei
Samaritani, 6 ma andate piuttosto verso le pecore perdute della casa
d'Israele. 7 Andando, predicate e dite: "Il regno dei cieli è vicino".
8 Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi,
scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
9 Non provvedetevi d'oro, né d'argento, né di rame nelle vostre cinture,
10 né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di
bastone, perché l'operaio è degno del suo nutrimento. 11 In qualunque
città o villaggio sarete entrati, informatevi se vi sia qualcuno degno, e
lì rimanete finché partirete. 12 Quando entrerete nella casa, salutatela.
13 Se quella casa ne è degna, venga la vostra pace su di essa; se invece
non ne è degna, la vostra pace torni a voi. 14 Se qualcuno non vi riceve
né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città,
scuotete la polvere dai vostri piedi. 15 In verità vi dico che, nel giorno
del giudizio, la sorte del paese di Sodoma e Gomorra sarà più tollerabile
di quella di tale città.


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