Lettura quotidiana 27/6

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Jun 26, 2021, 6:16:35 PMJun 26
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La lettura per il giorno 27/6.
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--- Giudici 9 ---
1 Abimelec, figlio di Ierubbaal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e
parlò a loro e a tutta la famiglia del padre di sua madre, e disse: 2 «Vi
prego, dite ai Sichemiti, in modo che tutti odano: Che cos'è meglio per
voi, che settanta uomini, tutti figli di Ierubbaal, regnino su di voi,
oppure che regni su di voi uno solo? Ricordatevi ancora che io sono vostre
ossa e vostra carne». 3 I fratelli di sua madre parlarono di lui,
ripetendo a tutti i Sichemiti tutte quelle parole; e il cuore loro si
inclinò a favore di Abimelec, perché dissero: «È nostro fratello».
4 Gli diedero settanta sicli d'argento, che tolsero dal tempio di
Baal-Berit, con i quali Abimelec assoldò degli avventurieri audaci che lo
seguirono. 5 Egli andò alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una
stessa pietra i suoi fratelli, settanta uomini, figli di Ierubbaal; ma
Iotam, figlio minore di Ierubbaal, scampò perché si era nascosto. 6 Poi
tutti i Sichemiti e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a
proclamare re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a
Sichem.
Avvertimento di Iotam
2R 14:9-10; Ez 17
7 Iotam, essendo stato informato della cosa, salì sulla vetta del monte
Gherizim e, alzando la voce, gridò: «Ascoltatemi, Sichemiti, e vi ascolti
Dio! 8 Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere un re che
regnasse su di loro; e dissero all'ulivo: "Regna tu su di noi". 9 Ma
l'ulivo rispose loro: "E io dovrei rinunciare al mio olio che Dio e gli
uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?"
10 Allora gli alberi dissero al fico: "Vieni tu a regnare su di noi".
11 Ma il fico rispose loro: "E io dovrei rinunciare alla mia dolcezza e al
mio frutto squisito, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?"
12 Poi gli alberi dissero alla vite: "Vieni tu a regnare su di noi". 13 Ma
la vite rispose loro: "E io dovrei rinunciare al mio vino che rallegra Dio e
gli uomini, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" 14 Allora
tutti gli alberi dissero al pruno: "Vieni tu a regnare su di noi". 15 Il
pruno rispose agli alberi: "Se è proprio in buona fede che volete ungermi
re per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra; se no,
esca un fuoco dal pruno, e divori i cedri del Libano!" 16 Ora, avete agito
con fedeltà e con integrità proclamando re Abimelec? Avete agito bene
verso Ierubbaal e la sua casa? Avete ricompensato mio padre di quello che ha
fatto per voi? 17 Infatti egli ha combattuto per voi, ha messo a
repentaglio la sua vita e vi ha liberati dalle mani di Madian, 18 mentre
voi, oggi, siete insorti contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi
figli, settanta uomini, sopra una stessa pietra, e avete proclamato re dei
Sichemiti Abimelec, figlio della sua serva, perché è vostro fratello.
19 Se oggi avete agito con fedeltà e con integrità verso Ierubbaal e la
sua casa, godetevi Abimelec e Abimelec si goda voi! 20 Se no, esca da
Abimelec un fuoco, che divori i Sichemiti e la casa di Millo; ed esca dai
Sichemiti e dalla casa di Millo un fuoco, che divori Abimelec!» 21 Poi
Iotam corse via, fuggì a Beer, e rimase lì per paura di Abimelec, suo
fratello.
Castigo di Sichem; morte violenta di Abimelec
v. 1-20; Sl 7:14-16
22 Abimelec signoreggiò sopra Israele per tre anni. 23 Poi Dio mandò un
cattivo spirito fra Abimelec e i Sichemiti; e i Sichemiti non furono più
fedeli ad Abimelec, 24 affinché la violenza fatta ai settanta figli di
Ierubbaal ricevesse il suo castigo e il loro sangue ricadesse sopra
Abimelec, loro fratello, che li aveva uccisi, e sopra i Sichemiti che lo
avevano aiutato a uccidere i suoi fratelli. 25 I Sichemiti posero in
agguato contro di lui, sulla cima dei monti, della gente che derubava
chiunque passasse per la strada, vicino a loro. Abimelec venne a saperlo.
26 Poi Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli vennero a Sichem e i
Sichemiti riposero in lui la loro fiducia. 27 Usciti nei campi
vendemmiarono le loro vigne, pigiarono l'uva e fecero festa. Poi entrarono
nella casa del loro dio, mangiarono, bevvero e maledissero Abimelec.
28 Gaal, figlio di Ebed, disse: «Chi è Abimelec e chi è Sichem, che
dobbiamo servirlo? Non è forse il figlio di Ierubbaal? Zebul non è forse
il suo commissario? Servite gli uomini di Camor, padre di Sichem! Ma noi
perché serviremmo costui? 29 Ah, se questo popolo fosse ai miei ordini, io
scaccerei Abimelec!» Poi disse ad Abimelec: «Rinforza il tuo esercito e
fatti avanti!» 30 Zebul, governatore della città, avendo udito le parole
di Gaal, figlio di Ebed, si accese d'ira 31 e mandò segretamente dei
messaggeri ad Abimelec per dirgli: «Ecco, Gaal, figlio di Ebed, e i suoi
fratelli sono venuti a Sichem e sobillano la città contro di te.
32 Àlzati dunque di notte, con la gente che è con te, e fa' un'imboscata
nella campagna; 33 domani mattina, allo spuntar del sole, ti sveglierai e
piomberai sulla città. Quando Gaal e i suoi uomini usciranno contro di te,
tu gli farai quel che sarà necessario». 34 Abimelec e tutta la gente che
era con lui si alzarono di notte e si appostarono nei dintorni di Sichem,
divisi in quattro schiere. 35 Intanto Gaal, figlio di Ebed, uscì e si
fermò all'ingresso della porta della città; e Abimelec uscì
dall'imboscata con la gente che era con lui. 36 Gaal, veduta quella gente,
disse a Zebul: «C'è della gente che scende dall'alto dei monti». Zebul
gli rispose: «Tu vedi l'ombra dei monti e la prendi per uomini». 37 Gaal
riprese a dire: «Guarda, c'è gente che scende dalle alture del paese e una
schiera che giunge per la via della quercia degli indovini». 38 Allora
Zebul gli disse: «Dov'è ora la tua millanteria di quando dicevi: "Chi è
Abimelec, che dobbiamo servirlo?" Non è questo il popolo che disprezzavi?
Ora, fatti avanti e combatti contro di lui!» 39 Allora Gaal uscì alla
testa dei Sichemiti, e diede battaglia ad Abimelec. 40 Ma Abimelec lo
inseguì ed egli fuggì davanti a lui, e molti uomini caddero morti fino
all'ingresso della porta. 41 Abimelec si fermò ad Aruma e Zebul scacciò
Gaal e i suoi fratelli, che non poterono più rimanere a Sichem. 42 Il
giorno seguente, il popolo di Sichem andò nei campi; Abimelec ne fu
informato. 43 Egli prese allora la sua gente, la divise in tre schiere e
fece un'imboscata nei campi; e quando vide che il popolo usciva dalla
città, mosse contro di loro e ne fece strage. 44 Poi Abimelec e la gente
che era con lui corsero avanti e vennero a porsi all'ingresso della porta
della città, mentre le altre due schiere si gettarono su tutti quelli che
erano nei campi e ne fecero strage. 45 Abimelec attaccò la città per
tutta la giornata, la prese e uccise la gente che vi si trovava; poi spianò
la città e vi sparse sopra del sale. 46 Tutti gli abitanti della torre di
Sichem, udito ciò, si ritirarono nel torrione del tempio di El-Berit.
47 Fu riferito ad Abimelec che tutti gli abitanti della torre di Sichem si
erano radunati lì. 48 Allora Abimelec salì sul monte Salmon con tutta la
gente che era con lui; prese una scure, tagliò un ramo d'albero, lo
sollevò e se lo mise sulla spalla; poi disse a quelli che erano con lui:
«Quello che mi avete visto fare fatelo presto anche voi!» 49 Tutti
tagliarono dei rami, ognuno il suo, e seguirono Abimelec; posero i rami
contro al torrione e lo incendiarono con quelli che vi erano dentro. Così
perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini
e donne. 50 Poi Abimelec andò a Tebes, la cinse d'assedio e se ne
impadronì. 51 In mezzo alla città vi era una forte torre, dove si
rifugiarono tutti gli abitanti della città, uomini e donne; vi si
rinchiusero dentro e salirono sul tetto della torre. 52 Abimelec, giunto
alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta per appiccarvi il fuoco.
53 Ma una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e
gli spezzò il cranio. 54 Egli chiamò subito il giovane che gli portava le
armi, e gli disse: «Estrai la spada e uccidimi, affinché non si dica: "Lo
ha ammazzato una donna!"» Il suo servo allora lo trafisse ed egli morì.
55 Quando gli Israeliti videro che Abimelec era morto, se ne andarono,
ognuno a casa sua. 56 Così Dio fece ricadere sopra Abimelec il male che
egli aveva fatto contro suo padre uccidendo i suoi settanta fratelli.
57 Dio fece anche ricadere sul capo degli uomini di Sichem tutto il male
che avevano fatto; e su di loro si compì la maledizione di Iotam, figlio di
Ierubbaal.

--- Salmi 104:1-18 ---
Lode a Dio per la bellezza del creato
(Ge 1; Ap 4:11)(Sl 148; 8; 19:1-6; 147)
1 Anima mia, benedici il SIGNORE!
SIGNORE, mio Dio, tu sei veramente grande;
sei vestito di splendore e di maestà. 2 Egli si avvolge di luce come d'una
veste;
stende i cieli come una tenda; 3 egli costruisce le sue alte stanze sulle
acque;
fa delle nuvole il suo carro,
avanza sulle ali del vento; 4 fa dei venti i suoi messaggeri,
delle fiamme di fuoco i suoi ministri. 5 Egli ha fondato la terra sulle sue
basi:
essa non vacillerà mai. 6 Tu l'avevi coperta dell'oceano come d'una
veste,
le acque si erano fermate sui monti. 7 Alla tua minaccia esse si
ritirarono,
al fragore del tuo tuono fuggirono spaventate, 8 scavalcarono i monti,
discesero per le vallate
fino al luogo che tu avevi fissato per loro. 9 Tu hai posto alle acque un
limite che non oltrepasseranno;
esse non torneranno a coprire la terra. 10 Egli fa scaturire fonti nelle
valli
ed esse scorrono tra le montagne; 11 abbeverano tutte le bestie della
campagna,
gli asini selvatici vi si dissetano. 12 Vicino a loro si posano gli uccelli
del cielo;
tra le fronde fanno udir la loro voce. 13 Egli annaffia i monti dall'alto
delle sue stanze;
la terra è saziata con il frutto delle tue opere. 14 Egli fa germogliare
l'erba per il bestiame,
le piante per il servizio dell'uomo;
fa uscire dalla terra il nutrimento: 15 il vino che rallegra il cuore
dell'uomo,
l'olio che gli fa risplendere il volto
e il pane che sostenta il cuore dei mortali. 16 Si saziano gli alberi del
SIGNORE,
i cedri del Libano che egli ha piantati. 17 Gli uccelli vi fanno i loro
nidi;
la cicogna fa dei cipressi la sua dimora; 18 le alte montagne sono per i
camosci,
le rocce sono rifugio per gli iraci.


--- Geremia 50:1-16 ---
Profezia su Babilonia
(Is 13; 14; 21:1-10; 47; Da 5) Ap 18
1 Ecco la parola che il SIGNORE pronunciò riguardo a Babilonia, riguardo al
paese dei Caldei, per mezzo del profeta Geremia: 2 «Annunciatelo fra le
nazioni, proclamatelo, issate una bandiera,
proclamatelo, non tenetelo nascosto!
Dite: "Babilonia è presa! Bel è coperto di vergogna, Merodac è
infranto!
Le sue immagini sono coperte di vergogna; i suoi idoli, infranti!" 3 Infatti
dal settentrione marcia contro di lei una nazione
che ne ridurrà il paese in un deserto
e non vi sarà più nessuno che abiti in lei;
uomini e bestie fuggiranno, se ne andranno. 4 In quei giorni, in quel
tempo», dice il SIGNORE,
«i figli d'Israele e i figli di Giuda torneranno insieme;
cammineranno piangendo,
cercheranno il SIGNORE, il loro Dio. 5 Domanderanno qual è la via di
Sion,
volgeranno le loro facce in direzione d'essa, e diranno:
"Venite, unitevi al SIGNORE con un patto eterno,
che non si dimentichi più!" 6 Il mio popolo era un gregge di pecore
smarrite;
i loro pastori le avevano sviate sui monti dell'infedeltà;
esse andavano di monte in colle,
avevano dimenticato il luogo del loro riposo. 7 Tutti quelli che le
trovavano, le divoravano;
i loro nemici dicevano: "Noi non siamo colpevoli,
poiché essi hanno peccato contro il SIGNORE!
Territorio di giustizia e speranza dei loro padri è il SIGNORE". 8 Fuggite
di mezzo a Babilonia, uscite dal paese dei Caldei,
siate come dei capri davanti al gregge! 9 Poiché, ecco, io suscito e faccio
marciare contro Babilonia
una moltitudine di grandi nazioni dal paese del settentrione;
esse si schiereranno contro di lei e da quel lato sarà conquistata.
Le loro frecce sono come quelle di un valente arciere;
nessuna di esse ritorna a vuoto. 10 La Caldea sarà saccheggiata;
tutti quelli che la saccheggeranno saranno saziati», dice il SIGNORE.
11 «Sì, gioite, sì, esultate,
voi che avete saccheggiato la mia eredità;
sì, saltate come una giovenca che trebbia il grano,
nitrite come forti destrieri! 12 Vostra madre è tutta coperta di
vergogna,
colei che vi ha partoriti, arrossisce;
ecco, essa è l'ultima delle nazioni,
un deserto, una terra arida, una solitudine. 13 A causa dell'ira del SIGNORE
non sarà più abitata,
sarà una completa solitudine;
chiunque passerà presso Babilonia
rimarrà stupito, e fischierà per tutte le sue piaghe. 14 Schieratevi
contro Babilonia tutto intorno, o voi tutti che tirate d'arco!
Tirate contro di lei, non risparmiate le frecce!
poiché essa ha peccato contro il SIGNORE. 15 Alzate contro di lei il grido
di guerra, tutto intorno;
essa si arrende;
le sue colonne cadono,
le sue mura crollano,
perché questa è la vendetta del SIGNORE!
Vendicatevi di lei!
Comportatevi con lei come essa si è comportata! 16 Sterminate da Babilonia
colui che semina
e colui che maneggia la falce al tempo della mietitura.
Per scampare alla spada micidiale
ritorni ciascuno al suo popolo,
fugga ciascuno verso il proprio paese!


--- Galati 3 ---
La legge e la fede
(Ga 4:9-20; 1Te 1:5-6) Ro 4; 3:19, ecc.
1 O Galati insensati, chi vi ha ammaliati, voi, davanti ai cui occhi Gesù
Cristo è stato rappresentato crocifisso? 2 Questo soltanto desidero sapere
da voi: avete ricevuto lo Spirito per mezzo delle opere della legge o
mediante la predicazione della fede? 3 Siete così insensati? Dopo aver
cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la
carne? 4 Avete sofferto tante cose invano? Se pure è proprio invano.
5 Colui dunque che vi somministra lo Spirito e opera miracoli tra di voi,
lo fa per mezzo delle opere della legge o con la predicazione della fede?
6 Così anche Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come
giustizia. 7 Riconoscete dunque che quanti hanno fede sono figli d'Abraamo.
8 La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per
fede, preannunciò ad Abraamo questa buona notizia: «In te saranno
benedette tutte le nazioni». 9 In tal modo, coloro che hanno la fede sono
benedetti con il credente Abraamo. 10 Infatti tutti quelli che si basano
sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto:
«Maledetto chiunque non si attiene a tutte le cose scritte nel libro della
legge per metterle in pratica». 11 E che nessuno mediante la legge sia
giustificato davanti a Dio è evidente, perché il giusto vivrà per fede.
12 Ma la legge non si basa sulla fede; anzi essa dice: «Chi avrà messo in
pratica queste cose, vivrà per mezzo di esse». 13 Cristo ci ha riscattati
dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché
sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»), 14 affinché la
benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù, e
ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso.
La legge e la promessa
(Mi 7:20; At 3:25-26)(Ro 4:13-17; 10:4-13; Ef 3:6)
15 Fratelli, io parlo secondo le usanze degli uomini: quando un testamento
è stato validamente concluso, pur essendo soltanto un atto umano, nessuno
lo annulla o vi aggiunge qualcosa. 16 Le promesse furono fatte ad Abraamo e
alla sua progenie. Non dice: «E alle progenie», come se si trattasse di
molte; ma, come parlando di una sola, dice: «E alla tua progenie», che è
Cristo. 17 Ecco quello che voglio dire: un testamento che Dio ha stabilito
anteriormente, non può essere annullato, in modo da render vana la
promessa, dalla legge sopraggiunta quattrocentotrent'anni più tardi.
18 Perché se l'eredità viene dalla legge, essa non viene più dalla
promessa; Dio, invece, concesse questa grazia ad Abraamo, mediante la
promessa. 19 Perché dunque la legge? Essa fu aggiunta a causa delle
trasgressioni, finché venisse la progenie alla quale era stata fatta la
promessa; e fu promulgata per mezzo di angeli, per mano di un mediatore.
20 Ora, un mediatore non è mediatore di uno solo; Dio invece è uno solo.
21 La legge è dunque contraria alle promesse di Dio? No di certo; perché
se fosse stata data una legge capace di produrre la vita, allora sì, la
giustizia sarebbe venuta dalla legge; 22 ma la Scrittura ha rinchiuso ogni
cosa sotto peccato, affinché i beni promessi sulla base della fede in Gesù
Cristo fossero dati ai credenti. 23 Ma prima che venisse la fede eravamo
tenuti rinchiusi sotto la custodia della legge, in attesa della fede che
doveva essere rivelata. 24 Così la legge è stata come un precettore per
condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede. 25 Ma ora
che la fede è venuta, non siamo più sotto precettore; 26 perché siete
tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. 27 Infatti voi tutti che
siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c'è
qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né
maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. 29 Se
siete di Cristo, siete dunque discendenza d'Abraamo, eredi secondo la
promessa.

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