Agli inizi degli anni '90 la carriera di Steven Seagal era in vera e propria discesa, complice anche un periodo nel quale gli action-movie con (anti)eroi tutti d'un pezzo andavano di gran moda. Programmato per uccidere il suo terzo film (dopo i pi che discreti exploit al botteghino di Nico e Duro da uccidere) ed considerato dai suoi fan uno dei migliori a cui il maestro di aikido ha preso parte. Rispetto ai due titoli precedenti sicuramente la sceneggiatura, scritta a quattro mani da Michael Grais e Mark Victor, ha una marcia in pi e la regia di Dwight H. Little (nel suo curriculum Anaconda - Alla ricerca dell'orchidea maledetta e Halloween 4 - Il ritorno di Michael Myers), pur non eccellendo rispetto a produzioni omologhe, sa il fatto suo.
John Hatcher un agente della DEA in procinto di ritirarsi dopo l'ultima missione in Messico nella quale il suo compagno rimasto ucciso. L'uomo fa ritorno nella natia Chicago per riabbracciare la sorella e la madre, sperando di godersi un periodo di tranquillit. Destino per vuole che John si trovi ad indagare, con la collaborazione del vecchio amico Max, sui traffici di droga di una banda di giamaicani facente capo all'inquietante stregone Screwface, dotato di poteri magici. E quando il santone prende di mira la famiglia dell'agente, questi si preparer ad una vera e propria guerra senza esclusione di colpi.
Un plot basilare intriso di sfumature scult che evitano almeno il rischio sbadigli. Programmato per uccidere un action b-movie senza infamia e senza lode per la media qualitativa dei tempi, con alcune discrete sequenze d'azione (l'inseguimento automobilistico per le strade di Chicago e l'assalto alla villa del boss in Giamaica) e un villain di ispirato stampo trash. La tematica del vud, pur procedendo per i classici stereotipi, riesce a rinvigorire una narrazione alquanto elementare, con la classica "vendetta" dell'eroe invincibile al quale hanno toccato gli affetti (linea che segue, seppur con qualche variazione, quella del precedente Duro da uccidere). Seagal come sempre monolitico in un ruolo che d'altronde non esigeva certo sfumature, ma le performance di una caratterista d'eccezione come Keith David e di un indemoniato Basil Wallace come spietata nemesi, rendono il conflitto pi appetitoso, con un mix di sparatorie e combattimenti a mani nude di discreto impatto.
Programmato per uccidere , nel bene e nel male, un classico film di Steven Seagal, qui a inizio carriera e in forma fisica ancora invidiabile. Action b-movie che rispecchia tutti i (bassi) standard del genere, il film vive su una sceneggiatura leggermente diversa dal solito, con picchi scult che rendono involontariamente pi divertente il tutto e una discreta gestione delle scene puramente d'azione, per l'ennesimo titolo destinato esclusivamente ai patiti del filone.
John Hatcher (Steven Seagal) una agente della DEA che nel corso di un operazione sotto copertura non solo perde il suo collega e amico , ma uccide sparando attraverso la porta una donna (che aveva sparato al suo amico). A questo punto ha una sorta di crisi di coscienza e si rende conto di stare diventando come quelli a cui da la caccia quindi decide di prendersi una pausa . Ritorna a Chicago da sua madre (Bette Ford) , sua sorella (Elizabeth Grachen) e la nipotina (Danielle Harris), e rincontra anche il suo amico Max (Keith David) il quale gli fa notare come siano apparsi giamaicani ad ogni angolo a vendere droga. Max determinato ad agire ma John in crisi esistenziale gli dice che bisogna astenersi da azioni impulsive . Nel frattempo i giamaicani in rotta di collisione con i colombiani danno un ultimatum a questi ultimi ma il capo dei colombiani Tito Barco (Al Israel) tenta di uccidere il capo dei giamaicani Screwface (Basil Wallace) servendosi della magia nera , tramite Marta (Rita Verreos), ma purtroppo il tentativo fallisce.
Screwface ritorna in Giamaica ma Hatcher , Max e Charles (Tom Wright ) un poliziotto giamaicano che si unisce a loro per sconfiggere Screwface volano in Giamaicae lo affrontano in modo definitivo . Alla morte di Screwface Hatcher va dai suoi adepti che lo ritengono quasi una divinit e gli mostra la sua testa , ma immediatamente dopo screwface riappare uccidendo Charles. Si tratta in realt del fratello gemello del defunto trafficante , che Hatcher deve affrontare e sconfiggere a colpi di spada.
Il film diretto da Dwight H. Little , abitualmente regista di film horror (Halloween 4), ma che comunque fa un ottimo lavoro , visto e considerato che programmato per uccidere , insieme a Nico e Trappola in alto mare considerato uno dei migliori film di Seagal. Insomma poi le scene horror non mancano : John Hatcher taglia di netto la mano ad un messicano (scena gi vista in Nico), spezza il braccio di Nago in tre punti in presa diretta , spezza braccia e gambe , infila qualcosa simile ad un asta nella gola di uno , decapita Screwface1 , acceca screwface2 infilandogli i pollici nelle orbite per poi spezzargli la schiena in due e lanciarlo dalla finestra facendolo atterrare su uno spuntone metallico dove si conficca.
Il film uscito negli Stati Uniti il 5 ottobre 1990, ha avuto un budget di 12.000.000 di dollari. Fu un vero e proprio successo in termini di incassi, arrivando ad incassare in tutto il mondo circa 57.000.000 di dollari.
Provate a leggere questa storia e a raccontarla perch una grande storia. Nella geografia sproporzionata dell'Africa, racconta di un Paese piccolissimo, ha il fascino dell'esotico sconosciuto, quasi un minuto mondo fiabesco fatto di mille colline e piccole comunit di persone che fanno tutto insieme, ma a un certo punto si trasforma in un mostro divoratore di esseri umani. Raccontate del bambino che chiede a suo padre di poterlo seguire quando tutti i giorni va a compiere il suo dovere di massacratore. Raccontate che il pap disse: "Sei troppo piccolo, non sei utile a niente" e il figlio rispose: "Ma posso almeno uccidere un bambino della mia et"... (Ascanio Celestini)
Rwanda. Istruzioni per un genocidio l'unico libro capace di raccontare che cosa accadde nel Paese delle mille colline prima, durante e dopo i drammatici cento giorni della primavera del 1994, allorch 800.000 persone trovarono la morte nel genocidio programmato a tavolino pi spaventoso dalla fine della seconda guerra mondiale.
Questo libro ripropone la stessa tensione morale, ma anche lo stesso alto modello informativo, che il giornalismo investigativo americano ha consegnato al nostro tempo di morte prossima del giornalismo. (Mimmo Candito)
Con il patrocinio di Action Aid, Amnesty International, Arci Cultura e sviluppo, Associazione Medici Oculisti per l'Africa, Associazione per i popoli minacciati, Bene Rwanda, Bimbo Aquilone Onlus, Progetto Rwanda.