Normalmente, il deposito cauzionale non può essere
utilizzato in conto di canoni non corrisposti, snaturando la sua funzione
legale.
Se il conduttore avesse interesse a proseguire la
locazione, anche se teoricamente non ammissibile (il termine di grazia è
riservato alle sole locazioni a uso abitativo), basterebbe che provvedesse nelle
more, o al più tardi banco judicis, a pagare il dovuto per evitare la convalida
prima e la risoluzione, poi, qualora il locatore insistesse nella domanda: ben
difficilmente, infatti, un giudice riterrà grave inadempienza il mancato
pagamento di una sola mensilità di canone, a maggior ragione se il conduttore
intende porvi e/o vi pone rimedio.
In diversa ipotesi, bisognerebbe anche sapere quale
attività svolge il conduttore, per stabilire se abbia diritto o meno
all'indennità per l'avviamento, che perderebbe comunque a causa dello sfratto
per morosità.
Infine, se, come riferisci, il conduttore ha già
manifestato al locatore di voler recedere dal contratto, a causa della sua
decadenza dalle autorizzazioni amministrative (???), e ha, pertanto,
interesse a liberare nel più breve termine l'immobile, forse potrebbe
preferire subire una convalida e una esecuzione ad horas, così da non dover
corrispondere al locatore il canone dovuto per il periodo di
preavviso.
Per il momento, questo è tutto quello che mi viene in
mente ;-)
Cordialmente,
Vincenzo Giordano
Avvocato in Napoli
-----Messaggio Originale-----
Data invio: mercoledì 1 dicembre 2010
16.29
Oggetto: [legalit] intimazione di sfratto
per morosità in pendenza di comunicazione di recesso del conduttore