Io, giudice irresponsabile | Alessio Liberati | Il Fatto Quotidiano

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Tiziano Solignani

unread,
Apr 1, 2011, 6:54:38 AM4/1/11
to legalit

gianluca

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Apr 4, 2011, 11:42:19 AM4/4/11
to leg...@googlegroups.com
Mamma mia commovente per come è scritta e soprattutto per il contenuto ed
infine perchè io pensavo e speravo tanto di poter fare il magistrato e
purtroppo nulla da fare.


--------------------------------------------------
From: "Tiziano Solignani" <soli...@solignani.it>
Sent: Friday, April 01, 2011 12:54 PM
To: "legalit" <leg...@googlegroups.com>
Subject: [legalit] Io, giudice irresponsabile | Alessio Liberati | Il Fatto
Quotidiano

> -- hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo "legalit" -
> http://legalit.solignani.it
>

Mario Reiner

unread,
Apr 4, 2011, 12:07:08 PM4/4/11
to legalit
Hmm... commovente?
Di questi tempi non son più sicuro di cogliere eventuali ironie.
Il motivo per cui i magistrati debbano esser immuni da responsabilità
(almeno per gli errori più clamorosi), mentre ogni altro soggetto
dell'ordinamento lo è, mi sfugge.
Ma il tema qui è fuor di luogo, per cui mi rimetto solerte al lavoro,
io che responsabile sono (e ne son fiero).

Mario Reiner
avvocato in Trieste

Tiziano Solignani

unread,
Apr 4, 2011, 1:09:25 PM4/4/11
to leg...@googlegroups.com
Perchè fuori luogo? Mi pare che sia un grande tema del funzionamento del sistema giudiziario, cui dovremmo essere interessati tutti.

In linea di principio è vero quel che dice Mario, ma dobbiamo a mio giudizio anche riflettere che al giorno d'oggi la responsabilità professionale si traduce, nella pratica, nella titolarità di una assicurazione di responsabilità civile.

Non è che nessuno possa costituirsi immune da errori nel mondo giuridico d'oggi.

È giusto essere orgogliosi della propria responsabilità ed io per primo sono dell'idea che quando, come avvocati, sbagliamo dobbiamo prontamente mettere a disposizione dell'utente le risorse per poter riparare il danno.

Ma questo si traduce principalmente nel destinare una parte, una piccola parte, dei nostri ricavi annuali al pagamento del premio assicurativo, dal momento che comunque ognuno di noi cerca sempre di lavorare al meglio ed evitando errori che pur risarcibili ci fanno fare una pessima figura sulla piazza.

Se vogliamo far entrare anche i magistrati in questo sistema, avanti pure ma non credo che cambierà il loro modo di lavorare, se è questo quello cui si vorrebbe tendere. Ci sarà - e sempre che sia praticabile, come dirò subito dopo - da spendere soldi in più per una assicurazione, che probabilmente poi come costi verranno sversati su tutti i contribuenti perchè difficilmente credo che i giudici accetteranno una diminuzione del loro stipendio che è fisso e non incrementabile a seconda dell'impegno come per noi liberi professionisti per pagare una assicurazione di rc auto.

Tutto questo, come dicevo, a condizione che ci siano poi delle compagnie disposte ad assicurare i giudici. Per gli addetto UNEP a quanto pare non ce ne sono. Per i giudici che vi siano compagnie disponibili, considerando la possibilità di errori generatori di danni per miliardi di euro, credo sia ancora tutto da verificare.

In sostanza, mi sembra che il tema della responsabilità sia da verificare nella sua praticabilità e soprattutto nei suoi obiettivi finali, che, se sono quelli di far cambiare ai giudici modo di lavorare, sono molto scettico possano essere raggiunti. Siamo nella società dove conta molto di più la carota che il bastone, purtroppo o per fortuna, non credo che una categoria come questa possa trovare motivazioni nuove in un diverso e più severo regime di responsabilità.

cordialmente,

tiziano solignani, da  Mac
~ book, ebook 

[category giustizia]
[tags ] 
[title Aggravare la responsabilità dei giudici può essere utile?]

2011/4/4 Mario Reiner <mario....@gmail.com>

Luca de Grazia

unread,
Apr 4, 2011, 1:23:37 PM4/4/11
to leg...@googlegroups.com
Io personalmente concordo totalmente con quanto ha scritto Mario Reiner.

Non vedo alcunché di commovente, scusatemi.

E, sinceramente, non vedo neppure una sincera autocritica, se non quella di maniera con le frasi ...sicuramente avrò sbagliato....

A me il discorso sembra molto molto semplice alla fine.

Se siamo professionisti, sia noi sia i magistrati (sia ovviamente le altre categorie professionali che normalmente pagano per i propri errori manifesti) dobbiamo essere tenuti a risarcire le cose che proprio non stanno in piedi...

Come ognuno di noi ha scelto di esercitare questa professione/mestiere (ora più di prima) tra mille difficoltà, anche "loro" hanno scelto. Onore e rispetto a quelli che si battono in prima linea in certi contesti, ovviamente.
Ma qui si sta parlando di provvedimenti al di fuori dell'ordinamento giuridico....
E' una questione di sinallagma...se vogliamo..
Cordiali saluti.

(Avv. Luca-M. de Grazia)

Mario Reiner

unread,
Apr 4, 2011, 2:50:11 PM4/4/11
to legalit
Fuori luogo perché dovremmo esser tutti d'accordo sul "chi sbaglia
paga" (credo sia un principio fondamentale del nostro ordinamento) che
sia magistrato pompiere o sciampista.
Fuori luogo perché se solo s'insinua il dubbio (e mi pare si insinui)
la questione diventa non più giuridica ma politica e in questa sede di
giuristi la politica... beh forse dovrebbe starsene fuori.
Ma come al solito faccio sfoggio di idealismo giuridico, e quindi
ancor più fuori luogo qui, dove faremmo meglio a discutere di
realismo.
In verità son molto deluso che di una questione così lineare si
discetti in termini "poetici" mentre chi sempre paga, alla fine, è il
semplice cittadino, ché se sbaglia un avvocato o un medico ha qualche
(sempre poche) possibilità di trovar risarcimento, ma se sbaglia un
magistrato... se la piglia sempre in quel posto e amen.
Bene fa Tiziano, a ricollocare la questione nei giusti termini di
pragmatismo.
Che poi si fatichi a trovare una compagnia che assicuri i magistrati
per la R.C. è altra questione (ma "adducere inconvenientem non est
solvere problema") del resto pare che anche i mediatori fatichino non
poco; ma le compagnie son tante, e non è detto che una non fiuti
l'affare (in definitiva, prima che un magistrato sia condannato dai
suoi simili...).
Ciò che importa sarebbe comunque un segnale ai "cittadini", che la
casta non è intoccabile.
Ecco, che poi in caso di condanna il premio assicurativo sale...
Ma son questioni, come tutti vedono, per così dire "immaginarie".
Cari Colleghi, buona serata a tutti

Mario Reiner
avvocato in Trieste



Stefania Cassina

unread,
Apr 5, 2011, 4:37:51 AM4/5/11
to leg...@googlegroups.com
Mi sembra sbagliato, invece, ricondurre tutto in termini "pragmatici" e solamente economici. Al contrario mi pare che l'articolo esprimesse un disagio più profondo verso un sistema che spesso vede prevalere il diritto formale sul diritto sostanziale. Il magistrato, evidentemente, si riferiva  alla difficoltà di "fare la cosa giusta", che è qualcosa di diverso dal "commettere un errore". é evidente che l'errore deve essere censurato, ma anche la sentenza più corretta può non rendere giustizia. E tutto questo non è quantificabile, né assicurabile.
Per noi avvocati è più facile, in un certo senso, dal momento che siamo necessariamente schierati da una parte o dall'altra.
Comunque un interessante spunto di riflessione.
Cordialmente
Stefania Cassina     

Luca de Grazia

unread,
Apr 5, 2011, 4:41:05 AM4/5/11
to leg...@googlegroups.com
Mi sembra sbagliato, invece, ricondurre tutto in termini "pragmatici" e solamente economici. Al contrario mi pare che l'articolo esprimesse un disagio più profondo verso un sistema che spesso vede prevalere il diritto formale sul diritto sostanziale. Il magistrato, evidentemente, si riferiva  alla difficoltà di "fare la cosa giusta", che è qualcosa di diverso dal "commettere un errore". é evidente che l'errore deve essere censurato, ma anche la sentenza più corretta può non rendere giustizia. E tutto questo non è quantificabile, né assicurabile.

[...omissis...] 

martedì 5 aprile 2011 ore 10:38:43

Magari semplicemente dovrebbe essere un "dovere" il pensare di fare la cosa giusta...

Però mi pongo una domanda, neppure tanto provocatoria...da quando in qua il sistema giustizia genera decisioni "giuste", nel senso di "eque"?

E' un sistema complesso e per questo stesso motivo fallace, quindi o li si accetta con tutti i problemi (cercando ovviamente di migliorare il sistema medesimo) oppure ogni discorso è inutile, a mio parere.

Mario Reiner

unread,
Apr 5, 2011, 6:03:36 AM4/5/11
to legalit
La giustizia terrena è cosa diversa da quella divina, dall'etica e
dalla morale.
La verità processuale e quella sostanziale sono pure diverse.
Resta il fatto che l'errore "professionale" non dovrebbe poter causare
un danno non risarcibile.
Per noi avvocati è più facile? Non mi pare, noi se sbagliamo paghiamo.
Punto.
E' tutto qua.
Il tema, non dimentichiamolo, non è la "giustizia giusta", suvvia; è
se è giusto (in senso giuridico) che vi siano delle aree di
irresponsabilità civile socialmente accettabili e giuridicamente
plausibili.
Le alte cariche dello Stato, per esempio (onde sottrarre alle grinfie
della magistratura, potere a sé stante e necessariamente separato
dagli altri, come insegnava Montesquieu); ma non vedo francamente
perché, non mi stancherò mai di dirlo, un magistrato possa sbagliare
impunemente, mentre un altro funzionario dello Stato (o
professionista, o normale dipendente privato, o pubblico, o insomma
chiunque altro soggetto di diritto, centro di imputazione di
interessi, diritti e doveri) invece debba poter esser giudizialmente
accertato nella sua R.C. ed eventualmente condannato al risarcimento.
Ma forse sto trollando...

avvocato Mario Reiner

On Apr 5, 10:41 am, Luca de Grazia <l...@degrazia.it> wrote:
> > Mi sembra sbagliato, invece, ricondurre tutto in termini "pragmatici" e
> > solamente economici. Al contrario mi pare che l'articolo esprimesse un
> > disagio più profondo verso un sistema che spesso vede prevalere il diritto
> > formale sul diritto sostanziale. Il magistrato, evidentemente, si riferiva
> >  alla difficoltà di "fare la cosa giusta", che è qualcosa di diverso dal
> > "commettere un errore". é evidente che l'errore deve essere censurato, ma
> > anche la sentenza più corretta può non rendere giustizia. E tutto questo non
> > è quantificabile, né assicurabile.
>
> *[...omissis...]*
>
> martedì 5 aprile 2011 ore 10:38:43
>
> Magari semplicemente dovrebbe essere un "dovere" il pensare di fare la cosa
> giusta...
>
> Però mi pongo una domanda, neppure tanto provocatoria...*da quando in qua il
> sistema giustizia genera decisioni "giuste", nel senso di "eque"?*

> (Avv. Luca-M. de Grazia)

Luca de Grazia

unread,
Apr 5, 2011, 6:05:14 AM4/5/11
to leg...@googlegroups.com, Mario Reiner
Ma forse sto trollando...

No hai perfettamente ragione e lo esponi con calma e pacatezza.... :-)

Valeria Lai

unread,
Apr 5, 2011, 7:02:28 AM4/5/11
to leg...@googlegroups.com
La questione è anche: perchè del famoso referendum sulla responsabilità civile dei magistrati (votato con successo, mi pare nel 1993, dal popolo italiano) non si è tenuto conto al fine di apprestare un sistema di responsabilità affine a quello degli altri funzionari dello Stato?
E' chiaro che ad un magistrato essere colto in flagrante errore dà (se possibile) ancora più fastidio che ad un avvocato, ma ciò non toglie che - appartenendo, sebbene a loro insaputa, alla specie umana - anche i magistrati possano causare dei danni; la ragione per la quale questi danni non debbano essere risarciti mi pare affine a quella per la quale non devono essere perseguiti i soci delle persone giuridiche che fanno sparire i beni societari a danno dei creditori sociali, o per la quale un poveraccio (in passato) doveva accettare di vedersi indennizzare un bene espropriato al 50% del suo valore di mercato.
Si tratta di mantenere la pace sociale, l'ordine generale, chiamateli come vi pare, garantendo il regolare funzionamento del sistema ma facendolo pagare solo (o soprattutto)  ad alcuni,  a  vantaggio dei più. O sto sproloquiando?
Valeria Lai

Enrico Gorini

unread,
Apr 5, 2011, 7:20:55 AM4/5/11
to leg...@googlegroups.com

IN effetti che ne è stato della famosa legge sulla resp. civ dei magistrati, che giustamente Valeria ricorda ? vd sotto.

Il principio di responsabilità era già stato posto dal legislatore. Come mai risulta poco (o troppo poco) applicato? cosa si vuole modificare esattamente ?
 
Il mio punto di vista.  E' corretta una certa responsabilizzazione, ma, ovviamente, solo per colpa grave.  già è difficile, talvolta, stabilire se ci sia "colpa" in un accadimento fisico banale come un incidente stradale; figuriamoci, se sia complicato stabilire che una sentenza è frutto non solo di errore, ma di errore grave - imputabile al giudice -risarcibile.   La complessità della questione cresce esponenzialmente (e non linearmente) al crescere delle questioni - di fatto, di diritto - sottese. Senza contare che un giudice può sbagliare per essere fuorviato da cattive rappresentazioni giuridiche da parte degli avvocati, o da prove dubbie/nebulose/ambigue,  e altro. 
Il fatto che la questione diventi molto complessa, tuttavia, non esclude che si possa, in casi eccezionali, far rispondere il magistrato personalmente: è chiaro che questo fomenterà un contenzioso molto delicato e, speriamo, raro.
 
enrico gorini
 
Sent: Tuesday, April 05, 2011 1:02 PM
Subject: Re: [legalit] Re: Io, giudice irresponsabile | Alessio Liberati | Il Fatto Quotidiano

La questione è anche: perchè del famoso referendum sulla responsabilità civile dei magistrati (votato con successo, mi pare nel 1993, dal popolo italiano) non si è tenuto conto al fine di apprestare un sistema di responsabilità affine a quello degli altri funzionari dello Stato?
Valeria Lai
IN effetti che ne è stato    

Mario Reiner

unread,
Apr 5, 2011, 10:44:53 AM4/5/11
to legalit
Non è vero che sia difficile stabilire la colpa in un atto/fatto
omissivo/commissivo compiuto da un giurista, sia esso avvocato, notaio
o magistrato.
C'è una vagonata di giurisprudenza in materia.
I principi son quelli.

avv. Mario Reiner

Enrico Gorini

unread,
Apr 5, 2011, 11:52:21 AM4/5/11
to leg...@googlegroups.com
Subject: [legalit] Re: La responsabilit� civile dei magistrati
"Non � vero che sia difficile stabilire la colpa in un atto/fatto
omissivo/commissivo compiuto da un giurista, sia esso avvocato, notaio o
magistrato.
C'� una vagonata di giurisprudenza in materia.

I principi son quelli.
avv. Mario Reiner"

Risponde Gorini:
La "vagonata" di giurisprudenza probabilmente si riferisce soprattutto - e
significativamente - al caso dell'avvocato che non si oppone nei termini al
decreto ingiuntivo. Questo � un caso "semplice" di responsabilit� del
giurista.
Credo che MOLTO PIU' RARA sia la casistica per colpa grave del giudice. E
la ragione, ribadisco, sta nel fatto che la complessit� delle questioni sia
di fatto sia di diritto, sottoposte a un giudice, solleva una densa cortina
di incertezza; inoltre, anche quando hai riscontrato un errore logico
evidente, devi sempre dimostrare che, tolto l'errore, il risultato della
sentenza sarebbe cambiato. Tutto molto complesso e capace di scoraggiare
molti danneggiati. TUTTAVIA ribadisco che concordo nel fatto che
l'ordinamento non pu� esimersi dal responsabilizzare i giudici, cosa che ha
gi� riconosciuto (come scritto da VAleria) nel lontano '93.

Enrico Gorini


Luca de Grazia

unread,
Apr 5, 2011, 11:57:28 AM4/5/11
to leg...@googlegroups.com, Enrico Gorini
Risponde Gorini:
La "vagonata" di giurisprudenza probabilmente si riferisce soprattutto - e significativamente - al caso dell'avvocato che non si oppone nei termini al decreto ingiuntivo.  Questo è un caso "semplice" di responsabilità del giurista.
Credo che MOLTO PIU' RARA sia la casistica per colpa grave del giudice.   E la ragione, ribadisco, sta nel fatto che la complessità delle questioni sia di fatto sia di diritto, sottoposte a un giudice, solleva una densa cortina di incertezza; inoltre, anche quando hai riscontrato un errore logico evidente, devi sempre dimostrare che, tolto l'errore, il risultato della sentenza sarebbe cambiato.

Caro Enrico, certo che solo noi avvocati possiamo sostenere che un ragionamento logico, se inficiato da grave errore, possa rimanere in piedi lo stesso :-)
Hai ragione, però probabilmente qualcosa è da rivedere anche in questo meccanismo.

Se è un ragionamento veramente logico, e cade uno dei punti, cade tutto il ragionamento!

Se è logica applicata, ovviamente.... :-DDDDDDDDDDDDDD

ferdinandozannini

unread,
Apr 6, 2011, 2:39:24 AM4/6/11
to leg...@googlegroups.com
Il 05/04/2011 16.44, Mario Reiner ha scritto:
> Non è vero che sia difficile stabilire la colpa in un atto/fatto
> omissivo/commissivo compiuto da un giurista, sia esso avvocato, notaio
> o magistrato.
> C'è una vagonata di giurisprudenza in materia.
> I principi son quelli.
>
> avv. Mario Reiner
>
>
Siete arrivati un pezzo avanti nei ragionamenti e non ho avuto tempo di
leggere il pensiero di tutti, espongo brevemente il mio:
Ritengo la legge sulla responsabilità dei magistrati l'ennesima boiata.
Si tenta in via surrettizia di spogliare la magistratura dei poteri
sanciti dalla Carta.
Ho studiato che gli errori dei magistrati si rimediano in appello, poi
che l'appello non funzioni e che si debba andare al 2016 o 18 in civile
e un po meno in penale è un altro problema a cui si deve far fronte con
altri mezzi e sistemi.
MA di quali errori stiamo parlando?
Penso che si debba parlare di errori macroscopici al limite tra la colpa
gravissima e il dolo con risvolti di carattere penale e allora per
questi errori non pagano i magistrati?
Forse che il magistrato della corte di appello di Perugia che ha deciso
il lodo mondadori non è stato condannato dalla magistratura stessa?
Boh? non riesco a capire quando, dove e come, si voglia colpire il
magistrato che ha sbagliato, sbagliare è umano e ripeto l'errore del
giudice si corregge in appello, il dolo si corregge con la denuncia penale.
Poi mi è capitato di veder dei magistrati che per questione di testa
hanno fatto errori procedurali macroscopici per colpa e negligenza grave
forse procurata dal stato di malattia personale, ebbene costoro sono
stati allontanati dalla magistratura...
Altri che viceversa hanno commesso errori minori hanno pagato con
trasferimenti pesanti e con problemi di carriera.
Una boiata!!!!!!!! Questo è quello che penso sulla legge.

Saluti


ferdinandozannini.vcf

Gianni Cataldi

unread,
Apr 6, 2011, 3:12:48 AM4/6/11
to leg...@googlegroups.com
Sembra che tu scriva dalla luna.
Prendo atto, con favore, di quello che scrivi ma nella mia breve carriera non mi è mai capitato di vedere un atto contro un magistrato (trasferimento, allontanamento etc etc).
AL contrario, in un convegno, mi è capitato di sentir affermare un togato di non poter far niente per "punire" il GdP che con le sue boiate gli aveva fatto crescere il ruolo a dismisura (pare con conoscesse l'ABC del diritto e le sue sentenze erano tutte appellabili ed appellate).
Mi ha capitato di vedere il G.M. indispettito per l'appello che avevo proposto contro la sentenza del GdP per l'irrisorietà del petitum (circa € 1.500,00) e chissà come finirà.
Mi spiace Ferdinando, ma le mie esperienze son altre ed un po’ più di rigore e responsabilizzazione della magistratura la ritengo necessaria.
Gianni Cataldi

STUDIO DELL'AVVOCATO
GIOVANNI CATALDI
Via F. Meninni n. 235 - 70024 Gravina in Puglia (BA) Tel. / Fax +39 080.326.82.66 Mobile +39 333.610.41.70


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-----Messaggio originale-----
Da: leg...@googlegroups.com [mailto:leg...@googlegroups.com] Per conto di ferdinandozannini
Inviato: mercoledì 6 aprile 2011 08:39
A: leg...@googlegroups.com
Oggetto: Re: [legalit] Re: La responsabilità civile dei magistrati

Saluti


Brunero Begliomini

unread,
Apr 6, 2011, 3:56:36 AM4/6/11
to leg...@googlegroups.com
I'inquisitore di Enzo Tortora, mi risulta abbia brillantemente o stia brillantemente concludendo la sua carriera ai massimi vertici della Magistratura Italiana senza intoppi
di sorta.
Se fosse stato destituito e avesse pagato i danni, come mi sembrava normale, avrebbe potuto fare l'avvocato come tanti bravi professionisti al servizio di chi ha molti denari.
sbaglio?

Mario Reiner

unread,
Apr 6, 2011, 7:22:27 AM4/6/11
to legalit
Permettimi, Zannini, di dissentire.
Se è vero, come è vero, che l'errore giudiziale si ripara con
l'impugnazione, evidentemente non è questo ciò di cui si sta parlando.
Che poi sbagliare sia umano potremmo anche concordare, ma se ti
tagliano la gamba sbagliata che fai, un'alzata di spalle e via, perché
"sbagliare è umano", oppure fai causa al mascalzone?
E allora, se t'incarcerano nonostante tu abbia indicato i testimoni
che non sei stato tu perché eri altrove, ma non vengono sentiti, che
fai? O se intanto ti mettono dentro e poi con calma, magari mesi dopo
- perché il PM è mooolto impegnato... - sentono i testimoni che avevi
indicato e quindi ti scarcerano ma con mooolta calma, che fai? Errare
humanum est? oppure t'incazzi e... basta, al momento, perché non puoi
far altro?
Vero che il danno da ingiusta detenzione è risarcibile... con euro
235,82 per ciascun giorno di detenzione...
Ecco, credo sia di questi "errori" che il magistrato colpevole (e
non , o non solo lo Stato) dovrebbe rispondere personalmente.
Nel penale è più facile rendersi conto degli errori giudiziali dove
non c'è impugnazione che possa riparare, ma anche nel civile credo non
manchino casi eclatanti... dove l'impugnazione vittoriosa non è
possibile, o non ripaga comunque. Molti avvocati potrebbero fare
esempi deprimenti.
Di questi credo il magistrato dovrebbe rispondere.

avv. Mario Reiner



On Apr 6, 8:39 am, ferdinandozannini <ferdinandozann...@yahoo.it>
wrote:

Enrico Gorini

unread,
Apr 6, 2011, 10:13:07 AM4/6/11
to leg...@googlegroups.com
Ho gi� partecipato alla discussione, ma vedo che la nozione mancante che
speravo di acquisire, latita ancora.
Siccome la resp. civile del giudice � gi� riconosciuta dal '93 (per colpa
grave ovviamente), cosa esattamente mi sfugge? Qual � la modifica
esattamente che si vuole introdurre?

enrico gorini

----- Original Message -----
From: "Mario Reiner" <mario....@gmail.com>
To: "legalit" <leg...@googlegroups.com>

Sent: Wednesday, April 06, 2011 1:22 PM
Subject: [legalit] Re: La responsabilit� civile dei magistrati


Permettimi, Zannini, di dissentire.
Se � vero, come � vero, che l'errore giudiziale si ripara con
l'impugnazione, evidentemente non � questo ci� di cui si sta parlando.


Che poi sbagliare sia umano potremmo anche concordare, ma se ti

tagliano la gamba sbagliata che fai, un'alzata di spalle e via, perch�
"sbagliare � umano", oppure fai causa al mascalzone?


E allora, se t'incarcerano nonostante tu abbia indicato i testimoni

che non sei stato tu perch� eri altrove, ma non vengono sentiti, che


fai? O se intanto ti mettono dentro e poi con calma, magari mesi dopo

- perch� il PM � mooolto impegnato... - sentono i testimoni che avevi


indicato e quindi ti scarcerano ma con mooolta calma, che fai? Errare

humanum est? oppure t'incazzi e... basta, al momento, perch� non puoi
far altro?
Vero che il danno da ingiusta detenzione � risarcibile... con euro


235,82 per ciascun giorno di detenzione...
Ecco, credo sia di questi "errori" che il magistrato colpevole (e
non , o non solo lo Stato) dovrebbe rispondere personalmente.

Nel penale � pi� facile rendersi conto degli errori giudiziali dove
non c'� impugnazione che possa riparare, ma anche nel civile credo non
manchino casi eclatanti... dove l'impugnazione vittoriosa non �


possibile, o non ripaga comunque. Molti avvocati potrebbero fare
esempi deprimenti.
Di questi credo il magistrato dovrebbe rispondere.

avv. Mario Reiner

On Apr 6, 8:39 am, ferdinandozannini <ferdinandozann...@yahoo.it>
wrote:

> Il 05/04/2011 16.44, Mario Reiner ha scritto:> Non � vero che sia

> difficile stabilire la colpa in un atto/fatto
> > omissivo/commissivo compiuto da un giurista, sia esso avvocato, notaio
> > o magistrato.

> > C'� una vagonata di giurisprudenza in materia.


> > I principi son quelli.
>
> > avv. Mario Reiner
>
> Siete arrivati un pezzo avanti nei ragionamenti e non ho avuto tempo di
> leggere il pensiero di tutti, espongo brevemente il mio:

> Ritengo la legge sulla responsabilit� dei magistrati l'ennesima boiata.


> Si tenta in via surrettizia di spogliare la magistratura dei poteri
> sanciti dalla Carta.

-- hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo "legalit" -
http://legalit.solignani.it


ferdinandozannini

unread,
Apr 6, 2011, 10:40:23 AM4/6/11
to leg...@googlegroups.com
Tutto vero quel che dici ma la responsabilità del magistrato già esiste
e i processi si celebrano e quando non si celebrano vuol dire che il
magistrato è protetto in alto come lo può essere il medico o l'avvocato
che sbaglia...ma questo è altra storia....
ferdinandozannini.vcf

FANTICINI

unread,
Apr 6, 2011, 4:35:54 PM4/6/11
to leg...@googlegroups.com
Mi limito a intervenire sul tema (del quale alcuni parlano con argomentazioni che sarebbero più appropriate al bar dello sport che a una ml di giuristi) con alcuni semplici quesiti (ai quali abbozzo anche una risposta rapida ... sto lavorando ad altro!):


Il magistrato ha attualmente (de iure condito) delle responsabilità per la sua attività lavorativa?

Sì:
- penali: anche per abuso d'ufficio, ad esempio, qualora nuoccia intenzionalmente ad una parte violando la legge ... ma ci sono anche parecchie altre fattispecie
- disciplinari: solo l'ignoranza della giurisprudenza disciplinare del CSM e delle Sezioni Unite della Cassazione (oppure ottenebramento politico o mediatico) può portare ad affermare che la giurisprudenza disciplinare è inesistente: le statistiche dimostrano, al contrario, che i magistrati sono sanzionati in percentuali superiori a quelle riscontrabili per le altre categorie professionali. Le sanzioni (così come gli illeciti disciplinari) sono tipizzati dalla legge e sono comminate con fin troppa severità in alcuni casi (per rinfrescare la memoria di casi gravi di destituzione dalla magistratura: il "collega" Edi Pinatto che dopo 8 anni non aveva ancora depositato una sentenza al Trib. Gela; la "collega" Careri - che in realtà si dimise poco prima della sentenza - impegnata a fare regate quando risultava assente per malattia; il "collega" Tosti che rifiutò di tenere udienza se non fossero stati rimossi tutti i crocifissi del palazzo di giustizia). Moltissime condanne disciplinari (con sanzioni che vanno dalla censura alla perdita di anzianità di servizio, al trasferimento d'ufficio, alla sospensione) dipendono da gravi (nel senso indicato dalla legge) ritardi nel deposito delle sentenze
- di carriere: ogni 4 anni ogni magistraro è sottoposto a valutazione di professionalità: il consiglio giudiziario prima e il CSM poi esaminano statistiche comparate (per verificare la laboriosità rispetto ai colleghi del medesimo ufficio), pareri del capo dell'ufficio, provvedimenti individuati a campione, ecc. per decidere se il magistrato può conseguire la valutazione successiva (alla quale non corrisponde un aumento di stipendio, salvo che per la 3° e la 5° valutazione). In caso di decisione negativa, la valutazione si protrae per un ulteriore biennio; se ancora negativa, il magistrato viene destituito.
- contabile: per danno erariale, diretto (ad esempio, liquidazioni di gratuito patrocinio eccessive, custodie giudiziarie "dimenticate", ecc.) o indiretto (leggi Pinto, ecc.)
- civile: i magistrati hanno responsabilità civile per dolo e colpa grave (come gli insegnanti, i medici, gli avvocati, ecc.); la responsabilità è esclusa per l'attività di interpretazione di norme giuridiche (Interpretazione ... concetto diverso dall'applicazione!). L'azione può essere esercitata nei confronti del Min. Giustizia anche per colpa lieve; l'Avvocatura dello Stato (anzi, il Ministero) si rivale sul magistrato in caso di dolo o colpa grave; la responsabilità del magistrato è limitata a un terzo dello stipendio annuo.


Ha senso la limitazione della responsabilità civile alla somma corrispondente a un terzo dello stipendio?

Secondo me, no: se cagiono un danno da 1.000.000 di Euro per dolo/colpa grave devo subirne le conseguenze per intero.
A scanso di equivoci e per amor di verità (quella che non si legge sui giornali), vi informo che un magistrato con 8 anni di anzianità di servizio (io) ha un CUD2010 di circa 73.000 Euro (al lordo di imposte e ritenute ovviamente ... e vi assicuro che non riesco a evadere neanche un centesimo!)


Ha senso estendere la responsabilità per dolo o colpa grave ai casi di "manifesta violazione del diritto"?

Lascio individuare a dei giuristi la definizione di "diritto": tanto per fare un esempio, in quale termine si iscrive a ruolo l'opposizione a decreto ingiuntivo? chi si discosta da un autorevolissimo e recentissimo precedente delle Sezioni Unite non commette una manifesta violazione del diritto?
In realtà, credo che - non essendo individuabile un "diritto" identificabile e immutabile (l'interpretazione è l'essenza della giurisdizione) credo che la modifica approvata in commissione si risolverà in un boomerang perché finirà col ridurre la responsabilità anzichè ampliarla!


Ha senso consentire l'azione diretta contro il magistrato?

In proposito, osservo che se l'insegnante di mia figlia le arreca un danno, non ho azione civile diretta contro di lei, ma solo contro il Min.Istruzione (che poi si rivale in caso di dolo o colpa grave).
Evidentemente, si ritiene che l'attività degli insegnanti sia più delicata e preziosa di quella dei magistrati.
Le conseguenze dirette saranno ovvie per tutti: chi se la vede male in una causa (o, peggio ancora, in un'esecuzione ... dove spesso l'esecutato ha poco da perdere e ha solo necessità di guadagnare tempo) può citare in giudizio il giudice ... da quel momento il giudice ha rapporti di debito/credito con la parte e SI DEVE astenere!
Le conseguenze indirette si vedranno col tempo: avete presente la c.d. "medicina conservativa" (quando il medico non sceglie la soluzione più confacente a risolvere il problema del paziente ma quella che, in caso di esito negativo, gli - al medico - procura il minor danno patrimoniale)? potete trovare parecchi articoli a riguardo su internet. Si arriverà alla giurisprudenza conservativa? Che rischio corro se assolvo l'imputato in una causa senza parte civile? forse mi farà causa per danni il P.M.? Se mi accingo a decidere un'opposizione all'esecuzione, è più probabile che subisca un'azione risarcitoria dall'esecutato squattrinato o dalla banca procedente? quando devo decidere se reintegrare un lavoratore ingiustamente licenziato, chi può procurarmi il maggior danno patrimoniale in caso di decisione "in manifesta violazione del diritto"?


Ho svolto considerazioni che volutamente prescindono da qualsivoglia considerazione sulle ragioni sottese alla prospettata riforma "epocale".


Giovanni Fanticini
Giudice - Tribunale di Reggio Emilia


Enrico Gorini

unread,
Apr 6, 2011, 5:42:02 PM4/6/11
to leg...@googlegroups.com
ringrazio Fanticini per il circostanziatissimo intervento.
Ancora di più, ripropongo il mio interrogativo (ho cercato di informarmi ma non ne sono venuto a capo):
qual è l'innovazione proposta dalla  riforma in itinere? E' forse - come desumo da Fanticini - l'azione diretta contro il magistrato e la rimozione del limite del risarcimento massimo (un terzo dello stipendio annuo) ?
 
enrico gorini

lu...@degrazia.it

unread,
Apr 6, 2011, 5:52:46 PM4/6/11
to avv. Vincenzo Giordano
------- Messaggio originale -------
> Da: Enrico Gorini <enrico...@libero.it>
> A: leg...@googlegroups.com
> Inviato: 6.4.'11, 23:42

>
> ringrazio Fanticini per il circostanziatissimo intervento.
> Ancora di più, ripropongo il mio interrogativo (ho cercato di informarmi ma non ne sono venuto a capo):
> qual è l'innovazione proposta dalla  riforma in itinere? E' forse - come desumo da Fanticini - l'azione diretta contro il magistrato e la rimozione del limite del risarcimento massimo (un terzo dello stipendio annuo) ?
>  
> enrico gorini
>> ----- Original Message ---

Io concordo sulla pacatezza dell'intervento del dott. Fanticini, ed anche in linea di massima su quello che afferma.
Ritengo che si debba lavorare sul concetto di violazione dei principi del diritto, che mi sembra sinceramente concetto più ampio della sola colpa grave.
E rammento che da tempo i professionisti e gli avvocati in particolare non godono più della classica protezione del dover assicurare l'esecuzione di una prestazione di mezzi.
Opinione personale ovviamente che avevo già avuto modo di esprimere.

Cordiali saluti.
Avv. Luca-M. de Grazia

ferdinandozannini

unread,
Apr 7, 2011, 4:52:36 AM4/7/11
to leg...@googlegroups.com
Il 06/04/2011 23.52, lu...@degrazia.it ha scritto:
>
> Io concordo sulla pacatezza dell'intervento del dott. Fanticini, ed
> anche in linea di massima su quello che afferma.
> Ritengo che si debba lavorare sul concetto di violazione dei principi
> del diritto, che mi sembra sinceramente concetto più ampio della sola
> colpa grave.
> E rammento che da tempo i professionisti e gli avvocati in particolare
> non godono più della classica protezione del dover assicurare
> l'esecuzione di una prestazione di mezzi.
> Opinione personale ovviamente che avevo già avuto modo di esprimere.
> Cordiali saluti.
> Avv. Luca-M. de Grazia
>
> -- hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo
> "legalit" - http://legalit.solignani.it
>
io sottolineerei l'autorevolezza dell'intervento che provenendo da
soggetto direttamente interessato dalla nuova legge parla con cognizione
di causa, ed ha approfondito più di noi, che appunto, ne discutevamo
come se ci fossimo trovati al bar (questa del bar mi sembra di averla
già sentita....), ma senza il piacere di berci un caffè, la conclusione
del magistrato non si discosta dalla mia, e cioè una madornale
boiata!!!! io personalmente ho vissuto da vicino le vicende di un mio ex
compagno di scuola ora magistrato che mi raccontava dei controlli e dei
provvedimenti sanzionatori nei loro confronti..per cui non posso che
confermare quanto detto.....
saluti
ferdinandozannini.vcf

Tiziano Solignani

unread,
Apr 7, 2011, 5:05:44 AM4/7/11
to leg...@googlegroups.com
Io credo che sia sempre molto bello quando un soggetto direttamente interessato interviene in una discussione a viso aperto, citando dati concreti e dando riferimenti precisi, come il proprio stipendio ad esempio, senza pruderie, ma per amore di chiarezza, un valore che troppo spesso manca nel nostro paese dove le fonti delle nostre informazioni sono di scarsa quando non scarsissima qualità.

Credo da sempre nel dialogo magistrati - avvocati e mi fa ogni volta molto piacere vederne gli eccellenti frutti crescere dentro a Legalit, se ci si mette intorno ad un tavolo anche ideale come il nostro e si parla con estrema semplicità e chiarezza, citando dati e circostanze concrete, si fanno sempre dei passi avanti, anche solo mettere correttamente a fuoco le cose è già un notevole progresso per la situazione in cui siamo (relativamente quantomeno al nostro sistema giudiziario).

Buona giornata a tutti.

--
tiziano solignani, da  iPad
splash http://ts.solignani.it
ebook http://goo.gl/pUJx6

Mario Reiner

unread,
Apr 8, 2011, 9:28:29 AM4/8/11
to legalit
Fresco fresco di notifica:

i signori F, emigrati nell'altro emisfero, ricorrono al Tribunale
di ... per decreto ingiuntivo, premesso
1 - d'aver conferito procura generale a B;
2 - che B ha venduto un loro immobile;
3 - che B non ha loro corrisposto il prezzo incassato dalla vendita;
chiedono la condanna di B a pagare loro quanto incassato dalla vendita
del loro immobile.

Il Giudice rigetta il ricorso per decreto ingiuntivo con la seguente
motivazione:

"ritenuto che dal rogito notarile si traggono conclusioni opposte a
quelle pretese da parte ricorrente ("parte venditrice rilascia
quietanza liberatoria, avendo incassato integralmente il prezzo" -
NDR) ossia l'avvenuto integrale versamento del prezzo ai ricorrenti,
salvo il diritto di costoro di agire nelle forme ordinarie a tutela
dei loro diritti;
letto l'art. 640 c.p.c.

P.Q.M.
rigetta il ricorso."

Ora, diciamo (ma posso anche sbagliare, s'intende) che questo sia un
errore "clamoroso" del Giudice (se qualcuno crede sia una mia
invenzione, posso postarlo, con i dovuti omissis).
I signori F devono pagare la parcella dell'avvocato, hanno versato già
il contributo unificato.
Possiamo dire che abbiano subìto un danno? e che vi sia una
responsabilità del magistrato?
Questo è un caso pratico. Secondo le lor Signorie, posso far causa (al
Giudice? al Ministero di Giustizia?) per ottenere ai poveracci signori
F il giusto risarcimento?

Mi piacerebbe leggere l'opinione del dott. Fanticini, sul caso
concreto; e quella del collega Zannini.
Buon lavoro a tutti.

avv. Mario Reiner



On Apr 7, 10:52 am, ferdinandozannini <ferdinandozann...@yahoo.it>
wrote:

Tiziano Solignani

unread,
Apr 8, 2011, 9:35:40 AM4/8/11
to leg...@googlegroups.com
Secondo me ci sono assai probabilmente gli estremi della colpa grave. Va da sè che dopo aver parlato con il presidente del Tribunale potrai ripresentare il ricorso, che dovrebbe poi venire accolto, quindi immagino il danno sia limitato alla spese del «primo tentativo».


cordialmente,

tiziano solignani, da  Mac
~ book, ebook 


2011/4/8 Mario Reiner <mario....@gmail.com>

Gianni Cataldi

unread,
Apr 8, 2011, 10:07:34 AM4/8/11
to leg...@googlegroups.com
IO mi porrei anche un altro problema strettamente connesso con la piccola
realtà nella quale opero.
Se il Giudice di quel Tribunale fosse unico (inteso come unica persona
fisica addetta a quell'ufficio) sarebbe giusto riproporre il decreto
ingiuntivo o incardinare un giudizio ordinario sempre presso tale ufficio
considerato che il Giudice ha rigettato il decreto nel merito e, mutatis
mutandi, non limitandosi per esempio ad una pronuncia sul processo come
avrebbe potuto essere la declaratoria (comunque errata) di carenza dei
requisiti richiesti per il monitorio?
Gianni Cataldi

Son d'accordo con te, Mario. Dato che quel magistrato "terrorista" di cui
non ricordo il nome ha parlato di avvocati che non si possono deportare e di
responsabilità esclusiva sempre degli avvocati che intasano i Tribunali,
come la mettiamo con questo genere di errori come quello da te segnalato?
Dovremmo parlare di mala fede del magistrato? Di ignoranza inescusabile? O
di che altro?

Rivolgendomi al dott. Fanticini, poi, da giovane avvocato, vorrei dire due
parole:
Ho apprezzato tantissimo il suo intervento della scorsa notte e devo
riconoscere la sua grande onestà intellettuale nel rendersi "disponibile" ad
abolire il limite di cui i magistrati godono in tema di risarcimento (non
ricordo a quante mensilità).
Tuttavia, i casi di Giudici sanzionati che segnalato rappresentano casi
limite dei quali si sono occupati tutti i mass media, nazionali ed
internazioni. Non prendere provvedimenti neanche in quei casi avrebbe
significato davvero certificare una protezione assoluta dei magistrati ed
un'autonomia così grande da potersi riassumer nel seguente assunto da bar
"lasciateci stare perché noi lavoriamo quando vogliamo, se possiamo e se non
abbiamo di meglio da fare".
Oltre tali casi limite ci sono la marea degli altri casi ai quali
quotidianamente assistiamo (da ultimo quello segnalato da Mario).
Ricordo a me stesso che in una recente sentenza l'avvocato è stato ritenuto
responsabile nei confronti del suo cliente per aver intrapreso il giudizio
ordinario a fronte della praticabilità, nel caso concreto, del procedimento
monitorio........eppure entrambi i procedimenti conduco all'ottenimento di
un titolo che consente al beneficiario le medesime azioni successive.
Non mi sembra corretto che il magistrato possa prendere abbagli con
tranquillità (anche quando questi sono una chiara dimostrazione di ignoranza
giuridica) ed alla parte che ha preso la fregatura, consolarsi con la
possibilità del secondo grado....
Gianni Cataldi

STUDIO DELL'AVVOCATO
GIOVANNI CATALDI
Via F. Meninni n. 235  -  70024   Gravina in Puglia (BA)  Tel. / Fax   +39
080.326.82.66  Mobile  +39 333.610.41.70
 
  
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-----Messaggio originale-----
Da: leg...@googlegroups.com [mailto:leg...@googlegroups.com] Per conto di

Mario Reiner
Inviato: venerdì 8 aprile 2011 15:28
A: legalit
Oggetto: [legalit] Re: La responsabilità civile dei magi strati

Fresco fresco di notifica:

avv. Mario Reiner

--

hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo "legalit"

(http://legalit.solignani.it)

Tiziano Solignani

unread,
Apr 8, 2011, 10:13:11 AM4/8/11
to leg...@googlegroups.com
Sono casi limite, ma è anche gente che è stata buttata fuori dalla magistratura e ha perso completamente il posto di lavoro.

Ci sono molti altri casi meno estremi in cui sono state applicate sanzioni proporzionalmente ridotte.


cordialmente,

tiziano solignani, da  Mac
~ book, ebook 


2011/4/8 Gianni Cataldi <giovann...@teletu.it>

avvzannini

unread,
Apr 8, 2011, 11:14:29 AM4/8/11
to leg...@googlegroups.com
Daccordo sulla svista clamorosa ma appunto esiste l'appello, il rimedio
c'è anche se sulla durata dell'appello meglio sorvolare ma questo è un
altro problema che il cainano risolverà con il processo breve.... per
lui......
ma spiegami tu cosa faresti pagare al giudice, il prezzo dell'immobile
forse?
saluti

avvzannini.vcf

Luca de Grazia

unread,
Apr 8, 2011, 11:18:42 AM4/8/11
to leg...@googlegroups.com
ma spiegami tu cosa faresti pagare al giudice, il prezzo dell'immobile forse?

Almeno le spese legali del primo e secondo grado si :-D

Ovviamente non di tasca propria...

Gianni Cataldi

unread,
Apr 8, 2011, 11:27:21 AM4/8/11
to leg...@googlegroups.com
A me basterebbero le spese del contributo unificato e la parcella "standard
dell'avvocato che, se teniamo conto che si verte in tema di compravendita
immobiliare, proprio infimi non dovrebbero essere.
Gianni Cataldi.

PS Caro Ferdinando, se ti avessi sbagliato il decreto ingiuntivo il
contributo unificato ed il tuo lavoro te lo saresti accollato tu? Perché il
Giudice anche in questi casi clamorosi deve venirsene fuori con un scusate?
E poi, l'appello, pur volendo essere fiduciosi sull'accoglimento, siam certi
sulle spese del doppio grado? Possiamo escludere la compensazione (con chi ,
poi?) del primo grado?

STUDIO DELL'AVVOCATO
GIOVANNI CATALDI
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-----Messaggio originale-----
Da: leg...@googlegroups.com [mailto:leg...@googlegroups.com] Per conto di

avvzannini
Inviato: venerdì 8 aprile 2011 17:14
A: leg...@googlegroups.com
Oggetto: Re: [legalit] Re: La responsabilità civile dei magi strati

--

hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo "legalit"

(http://legalit.solignani.it)

Mario Reiner

unread,
Apr 8, 2011, 1:03:32 PM4/8/11
to legalit
Osservo, ove fosse sfuggito, che nel caso di rigetto del ricorso per
decreto ingiuntivo non c'è rimedio (il provvedimento, non avendo
contenuto decisorio, è inappellabile e nemmeno ricorribile per
cassazione), come tutti sappiamo.
Il valore della causa era di 300mila, il C.U. versato 440, metti
diritti spese e onorari... i signori F hanno pagato la parcella e si
son poi rivolti ad un altro avvocato...

Perché far pagare al giudice il prezzo dell'immobile? Non sarebbe
sufficiente che risarcisse il danno causato ai signori F? Cioè bolli
C.U. e parcella dell'avvocato?
Ma in tal caso voi cosa direste ai clienti? Che il Giudice ha
sbagliato, ma non c'è rimedio, giusto?
Hmm...

MR

On 8 Apr, 17:14, avvzannini <avvzann...@libero.it> wrote:
> Il 08/04/2011 15.28, Mario Reiner ha scritto:
>
>
>
>
>
>
>
> > Fresco fresco di notifica:

> > Mi piacerebbe leggere l'opinione del dott. Fanticini, sul caso
> > concreto; e quella del collega Zannini.
> > Buon lavoro a tutti.
>
> > avv. Mario Reiner
>
> Daccordo sulla svista clamorosa ma appunto esiste l'appello, il rimedio
> c'è anche se sulla durata dell'appello meglio sorvolare ma questo è un
> altro problema che il cainano risolverà con il processo breve.... per
> lui......
> ma spiegami tu cosa faresti pagare al giudice, il prezzo dell'immobile
> forse?
> saluti
>
>  avvzannini.vcf
> < 1KVisualizzaScarica

FANTICINI

unread,
Apr 8, 2011, 3:32:00 PM4/8/11
to leg...@googlegroups.com
Sul disciplinare dei magistrati, riporto testualmente - con copia/incolla - da un bollettino pervenuto da consiglieri del CSM una settimana fa i seguenti dati


Sezione disciplinare
I dati aggiornati della sezione disciplinare (dal 6 settembre 2010 al 31 marzo 2011) sono i seguenti:

- Procedimenti definiti a seguito di discussione orale: 62
Sentenze di condanna:  27
Sentenze di assoluzione: 32
Sentenze di non luogo a procedere per cessata appartenenza all'ordine giudiziario: 3
In questi casi la Procura Generale presso la Corte di Cassazione o il Ministro della Giustizia hanno chiesto procedersi alla discussione orale.
 

- Procedimenti definiti in camera di consiglio: 42

Ordinanze di non luogo a procedere per essere rimasti esclusi gli addebiti: 31
Ordinanze di non luogo a procedere per cessata appartenenza all'ordine giudiziario: 9
Ordinanze di non luogo a procedere per improcedibilità: 2
 
In 10 casi la richiesta di non luogo a procedere formulata dalla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, senza opposizione del Ministero della Giustizia, è stata rigettata dalla sezione disciplinare che ha rimesso gli atti alla Procura Generale per la formulazione della incolpazione.
 
Sono state disposte 2 sospensioni cautelari e 2 trasferimenti provvisori ad altra sede.
Sono state respinte 3 richieste di revoca di precedenti provvedimenti cautelari.
E’ stata dichiarata inammissibile 1 istanza di revocazione.
 


Quanto al rigetto del d.i., mi limito ad osservare che l'art. 640 comma 3° c.p.c. prevede "Tale decreto [quello di rigetto del ricorso monitorio] non pregiudica la riproposizione della domanda, anche in via ordinaria". Io stesso ho respinto ricorsi ritenendo insufficiente la motivazione; tornati casualmente a me con documentazione integrata, ho emesso il d.i.
Se c'è colpa grave (omesso esame della domanda, mancato esame della documentazione), perché non fare una causa risarcitoria (ovvio che il presunto danno è limitato al c.u. e alla parcella)? de iure condito già si può fare ... senza bisogno di alcuna riforma epocale (che, nella migliore delle ipotesi, è inutile, mentre, nella peggiore, è anche dannosa!).

Ribadisco quanto ho scritto: se prima di scrivere si dà un'occhiata alle norme sugli illeciti disciplinari (che contemplano anche l'omesso esame dei documenti) e alle fattispecie di illecito civile che possono dar luogo a responsabilità risarcitoria, si rischia di scoprire che l'acqua calda è già stata inventata da qualche anno!

Giovanni Fanticini
Tribunale di Reggio Emilia

ferdinandozannini

unread,
Apr 9, 2011, 3:01:19 AM4/9/11
to leg...@googlegroups.com
Il 08/04/2011 19.03, Mario Reiner ha scritto:
> Osservo, ove fosse sfuggito, che nel caso di rigetto del ricorso per
> decreto ingiuntivo non c'è rimedio (il provvedimento, non avendo
> contenuto decisorio, è inappellabile e nemmeno ricorribile per
> cassazione), come tutti sappiamo.
Scusa Mario non hai pensato di riproporlo? è la cosa più semplice....
e possibilmente farlo assegnare ad altro giudice....

ferdinandozannini.vcf

ferdinandozannini

unread,
Apr 9, 2011, 4:48:37 AM4/9/11
to leg...@googlegroups.com
Mario scusami ma la vedo diversamente dimmi dove sbaglio.....
forse una volta o due, mi è stato rigettato un ricorso per dec ing. , l'ho riproposto ed è stato accolto la legge te lo consente...640 cpc....
saluti


Il 08/04/2011 19.03, Mario Reiner ha scritto:
ferdinandozannini.vcf

Gianni Cataldi

unread,
Apr 9, 2011, 5:44:56 AM4/9/11
to leg...@googlegroups.com

Mi permetto di intervenire.

Caro Ferdinando, dal punto di vista processuale nulla da eccepire a quanto tu sostieni.

Ma capirai bene che se il cliente non è fidelizzato o non è avvezzo alle pratiche processuali a te, dopo che, dal suo punto di vista, gli hai fatto perdere una causa e dei soldini senza neanche l’ombra di un risultato, quel cliente non ti da più neanche un risarcimento danni da sinistro stradale con CID controfirmato dalla controparte.

È capitato anche me di prendere “pacchi” in alcune decisioni e, di fronte alla povera gente, davvero non me la son sentita di chiedergli il C.U. e un nuovo acconto  per riproporre  o continuare l’azione avendo avvertito la loro perdita totale di fiducia.

Mi rendo conto delle considerazioni umane, giuridiche, sociali che un giudice è costretto a fare prima di emettere una qualunque decisione. Sono cosciente del peso che ogni singola decisione ha e son certo che i più queste considerazioni le fanno tutte per cercare di prendere la decisione più giusta possibile (molto umana e condivisibile quella fatta dal dott. Fanticini sull’errore dell’avvocato che ribalta le sorti di un giudizio e che porta una parte a perdere un giudizio vinto………..in quel caso che fai? Affondi la parte che avrebbe dovuto essere vincitrice anche con una sonora condanna alle spese? Crei danno a danno?).

Alcune volte, però, alcuni magistrati hanno delle sviste (non voglio parlar d’altro) così clamorose da evidenziare che non solo non hanno fatto valutazioni umane, sociali ect ect (che non sono previste da nessuna parte) ma neanche giuridiche il che è gravissimo.

L’ideale sarebbe trovare un sistema automatico di individuazione delle responsabilità, tipo “alla terza sentenza di un certo arco temporale, che il Giudice dell’appello riforma per gravi “inadempienze” (o il terso decreto ingiuntivo inizialmente rigettato che, se riproposto, viene accolto) il magistrato è sospeso.

Scusate la libera divagazione, ma sinceramente il trasferimento non la ritengo una sanzione disciplinare: mandare in giro un magistrato incompetente (ovviamente non parlo del caso specifico e probabilmente il Giudice che ha rigettato il decreto di Mario è uno dei più preparati che quel giorno aveva altri pensieri –mi auguro per lui risolvibilissimi– per la testa) a seminar “perle di saggezza giuridica” non lo vedo di buon occhio.

Che senso, per restare a tema e far un esempio, mandare il Giudice di Mario (se fosse una capra) a Bari? Solidarietà professionale? Cioè, le fregature dobbiamo dividercele equamente?

Buon w.e. a tutti a scusate ancora per la confusionaria esposizione.

Gianni Cataldi    

 

STUDIO DELL'AVVOCATO

GIOVANNI CATALDI

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Da: leg...@googlegroups.com [mailto:leg...@googlegroups.com] Per conto di ferdinandozannini
Inviato: sabato 9 aprile 2011 10:49
A: leg...@googlegroups.com
Oggetto: Re: [legalit] Re: La responsabilità civile dei magi strati

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