Salve Colleghi, come da titolo mi è stata notificata dalla cancelleria quest'oggi una sentenza (pubblicata in data 25/07/17) la cui discussione orale fu fatta i primi di luglio.
Essendo passato molto tempo dalla discussione orale credevo che il magistrato avesse deciso di approfondire la questione e rimettere la causa in istruttoria, ma evidentemente così npon è stato.
Al momento ho solo trovato un riferimento dottrinale di Proto Pisani e Balena secondo cui la sentenza sarebbe affetta da insanabile nullità.
Cito il testo rinvenuto: "Potrebbe tuttavia accadere che il tribunale,
anziché pronunciare
sentenza al termine della discussione,
depositi la sentenza in
cancelleria nei modi ordinari; in tal caso, l'omissione dà luogo ad una
nullità insanabile da dedurre come motivo di gravame, senza determinare però la
rimessione della causa al primo giudice [così Proto Pisani,
Lezioni
di diritto processuale civile, 5ª ed., Napoli, 2006, 121, secondo il quale
il giudice è obbligato alla pronuncia della sentenza in udienza: «ove ciò non
faccia si avrà - alla stessa stregua della mancata lettura del dispositivo in
udienza nel rito del lavoro
ex art.
429 - un vizio nella fase di formazione della sentenza: tale vizio o
darà luogo a sanzioni disciplinari o sarà suscettibile di essere fatto valere
in appello nel corso del quale dovrà essere rinnovata la decisione, senza
possibilità di rimessione della causa al giudice di primo grado»; nello stesso
senso Balena,
La riforma del processo di cognizione, Napoli,
1994, 353, con riferimento all'
art.
315.
Contra Reali, 205, secondo cui la sentenza
pronunciata mediante deposito in cancelleria è atto perfettamente idoneo al
raggiungere il suo scopo, analogamente a quanto era già stato sostenuto durante
la vigenza dell'
art.
315 (su cui Dittrich, 188). Analogamente, Masoni, 1043, per
il quale se il magistrato devia dallo schema di cui all'art. 281
sexies la
sanzione sembra essere quella minimale prevista per la mancata decisione e
l'omessa lettura del solo dispositivo]".
Grazie a chi vorrà aiutarmi.