mai perchè è vietato dalla legge sarebbe falsata la spontaneità della deposizione e se il teste dichiara che è stato nel tuo studio prima della deposizione finisci sotto processo penale e disciplinare, se ci fai parlare la parte vengono fuori dei casini incredibiliQuando citate dei testimoni li informate prima dell'udienza circa le domande che il Giudice andrà a porre loro? Ad esempio perchè abbiano modo di consultare documenti (fatture, registri, ecc.) per poter rispondere. Grazie. --~--~---------~--~----~------------~-------~--~----~ Hai ricevuto questo messaggio in quanto sei iscritto al gruppo Gruppo "legalit" di Google Gruppi. Per mandare un messaggio a questo gruppo, invia una email a leg...@googlegroups.com Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a legalit+u...@googlegroups.com Per maggiori opzioni, visita questo gruppo all'indirizzo http://groups.google.it/group/legalit?hl=it -~----------~----~----~----~------~----~------~--~---

Vincenzo Giordano
Avvocato in Napoli
tel/fax: 0815569828
Via A. Pitloo,8
80128 Italia
Avv. Raffaele Boccia
**** Enrico Gorini risponde:
Tutto sensato quello che dici. Dico solo che, nella pratica, dipende da caso
a caso, dal livello di responsabilità che ti senti di prenderti, e
dall'appropriatezza del contatto. Due sole osservazioni:
a) Sull'uso del cliente quale intermediario: Quand'anche sia il tuo cliente
a far conoscere l'oggetto delle domande, è possibile la manipolazione (tu
mandante, lui esecutore). Quindi rimane vivo l'aspetto deontologico.
b) "l'ideale sarebbe parlarci prima della causa ": ma certo: questo lo
faccio praticamente sempre, se possibile e utile !
Attenzione perchè quando si usano toni accentuati come in questo caso
qualcuno potrebbe anche offendersi.
Raccomanderei una maggior prudenza, per favore.
--
cordialmente,
tiziano solignani <http://tsolignani.solignani.it/>
>
> Sono consapevole che la mia posizione ha forti elementi di
> criticità; e che
> pochi altri argomenti sono scottanti come questo. Capisco anche
> che di
> mezzo c'è una diversità di visione della professione. io tendo a
> pensare che
> il processo è un bellissimo gioco con regole ferree, ma che anche le
> regole
> ferree hanno carenze, vanno intepretate alla luce del caso concreto,
> e non
> devono distrarre da quello che è l'obiettivo di ogni processo:
> risolvere
> razionalmente (e in modo non violento!) una situazione. Guardo
> molto al
> caso concreto, insomma. E solo dopo alle norme.
>
> Alla luce di ciò, io faccio molta differenza, per esempio fra le due
> situazioni incresciose descritte da Elisa:
>
> A) "Lei come fa a saperlo" risposta : "me lo ha detto l'avvocato".
> Punteggio di gravità deontologica: 9
> B) "questa cosa l'ho già detta all'avvocato".
> Punteggio di gravità deontologica: 0.5
> C) "questo documento me lo ha fatto vedere l'avvocato" .
> Punteggio di gravità deontologica: 6
>
Quello 0.5 è per me incomprensibile.
Non è vietato all'avvocato parlare con i testimoni (chi sostiene il
contrario è probabilmente rimasto alla disciplina di qualche anno fa),
nemmeno sotto il profilo disciplinare.
Direi anzi che in certi casi è molto opportuno, se non doveroso,
sempre che si prenda seriamente il mestiere di avvocato. E' buona
regola non fare domande ad un testimone se non si conosce prima la
risposta. Perciò se il testimone è disponibile a rispondere
preventivamente alle domande, è bene sapere che cosa sa in merito
all'oggetto della prova, in quanto, se non sa nulla, citarlo è una
perdita di tempo, e se sa qualcosa che nuoce al cliente è ovviamente
meglio non indicarlo come testimone, ovvero rinunciarvi se la prova è
stata già ammessa.
Certo son seccature: si rischiano fraintendimenti e rogne di vario
tipo. Però esistono cautele: per esempio, trattare solo per iscritto,
oppure far assistere al colloquio un estraneo (per esempio un collega
di studio), informando il potenziale testimone della qualità di
quest'ultimo.
Però chi non vuole seccature non deve fare l'avvocato, ma (si diceva
una volta) l'impiegato del catasto.
agostino mela, cagliari
Alberto Sonego
>
in data 09/01/2009 Francesco Erasmi scriveva:VIVA L'IPOCRISIA ED FARISEISMO SENZA ALCUN RITEGNO MA DANDOCI UNA MOTIVAZIONE VALIDA E LODEVOLE !)" Per favore, almeno non rendiamoci ridicoli !Attenzione perchè quando si usano toni accentuati come in questo caso qualcuno potrebbe anche offendersi. Raccomanderei una maggior prudenza, per favore.
e
considerato anche che di memorie e citazioni con i grassetti e le
sottolineature ne vediamo tutti i giorni almeno io, ma penso anche
tu, gradirei, che quando si parla tra amici e colleghi si discuta in
modo pacato anche perchè ti rassicuro che comprendo benissimo i tuoi
messaggi anche se non li evidenzi, grazie per quanto potrai fare in
tal senso,... >*>*
--~--~---------~--~----~------------~-------~--~----~
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----- Original Message -----From: Avv. Marco Mecacci
Sent: Friday, January 09, 2009 3:35 PMSubject: [legalit] Re: Parlare coi testimoni prima dell'udienza? non è reato
Samuele afferma che bisognerebbe:
"considerare seriamente la possibilità di iniziare a moderare e filtrare la lista, proviamo a mettere un po' il bavaglio a quanti - pur essendo titolati d'Avvocato! - calpestano il rispetto e la professionalità di quanti partecipano con educazione in questo newsgroup".
Scusa Samuele, ma non sono d'accordo, la mia esperienza dal 2000 al 2008 in altra ML (spesso in qualità di "animatore", e chi mi consce lo sa), mi ha insegnato che l'effetto è esattamente l'opposto, come accade del resto quando si vuol fare proibizionismo...Moderare preventivamente una lista, vuol dire tappare la bocca a chi scrive, censurarlo, con il risultato inevitabile, di esacerbare gli animi e generare l'effetto esattamente opposto.Non so se hai presente, ma queste parole un po' gridate, a confronto di altre espressioni che circolarono a suo tempo (alle quali ahimè detti il mio contributo), paiono il belato di un agnellino.....
----- Original Message -----From: Tiziano Solignani