Creditore particolare socio di snc, pignoramento presso società di "retribuzione" e/o "utili"

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Avv. Susanna Gallo

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Nov 6, 2012, 6:06:53 AM11/6/12
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Buongiorno a tutti,

da qualche giorno sto cercando conferme su banche dati e in rete di alcune mie supposizioni basate, credo o, almeno, voglio sperare, su principi generali.

Vi espongo il caso partendo dalla premessa: il cliente è cessionario di una quota di snc. La modalità di pagamento della quota era il pagamento di una certa cifra tutti i mesi fino alla concorrenza del prezzo convenuto. Appena entrato a far parte della compagine sociale scopre che la situazione della società era molto diversa, in senso peggiorativo, ovviamente, rispetto a quello che gli era stato prospettato. Eseguiti, quindi, alcuni pagamenti delle rate convenute, comunica via raccomandata al cedente che il prezzo già pagato era da ritenersi satisfattivo per il valore effettivo della quota in considerazione dell’esistenza di elementi oggettivi che avevano fatto perdere alla quota medesima quasi ogni  valore.

Si instaura una trattativa, portata avanti da altro legale, che non porta a nulla di concreto, se non…la notifica di un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo con precetto pedissequo per il totale della somma ancora dovuta per il pagamento del residuo prezzo della quota, maggiorato da spese etc…Sto cercando in questi giorni di fare un’opposizione al decreto.

 

Nelle more, il creditore notifica un pignoramento presso terzi: il terzo è la snc e il pignoramento riguarda “emolumenti, stipendi, utili e/o compensi a fronte dell’attività lavorativa svolta”.

Ora, il socio effettivamente presta in via prevalente la propria attività a favore della snc e, come gli altri soci, percepisce una somma mensile piuttosto esigua che imputa a “anticipo utili” che, in realtà non verranno concretizzati a fine esercizio, essendo la società messa maluccio. In pratica, come spesso accade, i soci “si danno” uno “stipendio” ma di volta in volta, verificandosi la necessità di effettuare delle spese, mettono mano al portafogli in parti uguali per far fronte all’esborso: difficilmente a fine anno gli utili saranno pari alle spese, più facilmente essendo in passivo.

 

Mi chiedo: che tipo di dichiarazione dovrà rendere la società? Se sono “utili” in senso stretto, da un lato, non sono ancora concreti o meglio “attuali”, dovendo aspettare la fine dell’esercizio per valutarne l’ammontare (eventuale), dall’altro sarebbero pignorabili nell’intero, lasciando così il cliente senza nemmeno quel minimo di liquidità con cui in effetti vive. Se, invece, quella determinata somma che viene attribuita mensilmente fosse ritenuta alla stregua di stipendio, potrebbe essere disposta l’assegnazione nella misura del quinto.

Il problema (ehm, uno dei problemi, in effetti) è che non riesco a trovare una qualche conferma di quest’ultima tesi, che sicuramente sarebbe meno “invasiva” nello già scarso patrimonio del cliente.

Idee? Voi che fareste?

Grazie fin d’ora!

Cordiali saluti,

Susanna Gallo

 

Piazza Dante, 10/10

16121 Genova

Tel:   010541430

Fax:  0105534082

 

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