sì, ci ho pensato, ma quasi sicuramente sarebbe un tentativo a vuoto perchè finora ogni tentativo di dialogo con la sorella è andato a vuoto.
Purtroppo è mal consigliata dal compagno, e sospetto per un secondo fine (il suddetto compagno ha precedenti per truffa...e il timore del mio cliente è che stia tentando di far riprendere la casa alla Banca per poterla acquistare all'asta ad un prezzo di favore).
Il giorno venerdì 27 luglio 2012 14:22:29 UTC+2, avv. Giorgio Marzocchi ha scritto:Hai pensato che potrebbe essere utile, in caso così complesso nel quale sono coinvolti anche rapporti di parentela così intimi, avviare una procedura di mediazione?
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hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo "legalit" (http://legalit.solignani.it)
Il giorno 27/lug/2012, alle ore 15:41, Elisa Candarella ha scritto:
sì, ci ho pensato, ma quasi sicuramente sarebbe un tentativo a vuoto perchè finora ogni tentativo di dialogo con la sorella è andato a vuoto.Sarebbe interessante scoprire perché ogni tentativo di dialogo è andato (sinora) a vuoto...Se immaginiamo il futuro solo sulla scorta del passato, difficilmente riusciremo ad ottenere un cambiamento.
Visti i precedenti tengo a precisare che quel che sto per dire, non lo dico per motivi personali, non ho intenzione di offendere nessuno direttamente o indirettamente: questo modo di pensare per quanto assai comune e per certi versi comprensibile è anche "auto-limitativo". Pensare cioè che sia tutto inutile, vanifica di fatto la possibilità di trovare un accordo che, attesi anche i particolari rapporti in essere e la situazione, potrebbe essere opportuno.
Se, come è facile immaginare, ognuno dei due fratelli pensa questo dell'altro - ed ognuno avrà buoni motivi per farlo - si instaura un paradossale equilibrio, in cui nessuno fa il primo passo perché è schiavo del passato. Così è davvero impossibile ogni accordo.Ma se realmente ci interessa tentare l'accordo val la pena di superare tutto questo, concentrandosi più sul futuro che sul passato. Non è facile, ma è lungi dall'essere impossibile, l'importante è che noi stessi per primi, come avvocati, non ci dimostriamo sfiduciati in partenza.
Se l'atleta che sta per saltare l'asticella pensasse che non riuscirà mai a superarla, perché non c'è riuscito prima, difficilmente potrà migliorarsi... Lo so, nell'ambito sportivo entrano in gioco altri fattori (la preparazione e la condizione fisica), ma in ogni caso l'atteggiamento mentale al problema può - in determinate occasioni - fare la differenza.Mi piace pensare che l'accordo sarà impossibile solo dopo che avrò usato un metodo diverso (la mediazione, appunto) rispetto a quello usato in precedenza (il dialogo diretto).Dovremmo valutare attentamente pro e contro. La posta in gioco sembra abbastanza alta nel tuo caso: pignoramento e definitiva rottura del legame familiare.
Io - approccio del tutto personale - credo che il gioco possa valere la candela, specie se riesci (e credo che anche questo faccia parte della prestazione professionale forense) a trovare un mediatore che abbia una preparazione sia giuridica che psicologica per un caso particolare come questo. Penso che servirebbe cioè una persona in grado di gestire una probabile elevata conflittualità per la quale è richiesta una ottima capacità relazionale, non disgiunta, però, dalla competenza giuridica per fare un brainstorming costruttivo sulle conseguenze del mancato accordo. Certo mi potresti obiettare che tutti i mediatori hanno fatto le 50 ore..e sono uguali. Formalmente è così,... io invece sto suggerendo di guardare sotto la superficie, nell'interesse dei due fratelli: guardare qualche curriculum, chiedere informazioni agli organismi sull'esperienza specifica del mediatore: non tutti hanno le stesse capacità...
buon w/eAB_____________________________________ ____________________________________Avv. Andrea Buti
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andre...@adrcenter.com and...@studiobuti.it - and...@pec.studiobuti.it
www.adrcenter.com www.studiobuti.it - www.dirittomoderno.it_______________________________________ _____________________________________Purtroppo è mal consigliata dal compagno, e sospetto per un secondo fine (il suddetto compagno ha precedenti per truffa...e il timore del mio cliente è che stia tentando di far riprendere la casa alla Banca per poterla acquistare all'asta ad un prezzo di favore).
Il giorno venerdì 27 luglio 2012 14:22:29 UTC+2, avv. Giorgio Marzocchi ha scritto:Hai pensato che potrebbe essere utile, in caso così complesso nel quale sono coinvolti anche rapporti di parentela così intimi, avviare una procedura di mediazione?--
hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo "legalit" (http://legalit.solignani.it)
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hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo "legalit" (http://legalit.solignani.it)
Direi che ci provochi.... :-)
Il giorno 27/lug/2012, alle ore 16.48, Andrea Buti (ADR) ha scritto:Il giorno 27/lug/2012, alle ore 15:41, Elisa Candarella ha scritto:
sì, ci ho pensato, ma quasi sicuramente sarebbe un tentativo a vuoto perchè finora ogni tentativo di dialogo con la sorella è andato a vuoto.Sarebbe interessante scoprire perché ogni tentativo di dialogo è andato (sinora) a vuoto...Se immaginiamo il futuro solo sulla scorta del passato, difficilmente riusciremo ad ottenere un cambiamento.Non so perché ma a me suona strano: ho sempre saputo che dal passato si impara....
Visti i precedenti tengo a precisare che quel che sto per dire, non lo dico per motivi personali, non ho intenzione di offendere nessuno direttamente o indirettamente: questo modo di pensare per quanto assai comune e per certi versi comprensibile è anche "auto-limitativo". Pensare cioè che sia tutto inutile, vanifica di fatto la possibilità di trovare un accordo che, attesi anche i particolari rapporti in essere e la situazione, potrebbe essere opportuno.Ed io rispondo con una certa ironia, infatti.....Se, come è facile immaginare, ognuno dei due fratelli pensa questo dell'altro - ed ognuno avrà buoni motivi per farlo - si instaura un paradossale equilibrio, in cui nessuno fa il primo passo perché è schiavo del passato. Così è davvero impossibile ogni accordo.Ma se realmente ci interessa tentare l'accordo val la pena di superare tutto questo, concentrandosi più sul futuro che sul passato. Non è facile, ma è lungi dall'essere impossibile, l'importante è che noi stessi per primi, come avvocati, non ci dimostriamo sfiduciati in partenza.Sai com'è, un dialogo ad una sola voce è un monologo....Se l'atleta che sta per saltare l'asticella pensasse che non riuscirà mai a superarla, perché non c'è riuscito prima, difficilmente potrà migliorarsi... Lo so, nell'ambito sportivo entrano in gioco altri fattori (la preparazione e la condizione fisica), ma in ogni caso l'atteggiamento mentale al problema può - in determinate occasioni - fare la differenza.Mi piace pensare che l'accordo sarà impossibile solo dopo che avrò usato un metodo diverso (la mediazione, appunto) rispetto a quello usato in precedenza (il dialogo diretto).Dovremmo valutare attentamente pro e contro. La posta in gioco sembra abbastanza alta nel tuo caso: pignoramento e definitiva rottura del legame familiare.Può essere che la mediazione possa dare dei risultati di fronte ad un soggetto che non ha mai mostrato la minima apertura? Dici devvero?
Sarà anche vero, ma intanto io devo convincere il mio cliente che spendendo un po' di quattrini per la procedura di mediazione, miracolosamente la sorella penserà che sia bene partecipare, spendendo anche lei dei quattrini...
Io - approccio del tutto personale - credo che il gioco possa valere la candela, specie se riesci (e credo che anche questo faccia parte della prestazione professionale forense) a trovare un mediatore che abbia una preparazione sia giuridica che psicologica per un caso particolare come questo. Penso che servirebbe cioè una persona in grado di gestire una probabile elevata conflittualità per la quale è richiesta una ottima capacità relazionale, non disgiunta, però, dalla competenza giuridica per fare un brainstorming costruttivo sulle conseguenze del mancato accordo. Certo mi potresti obiettare che tutti i mediatori hanno fatto le 50 ore..e sono uguali. Formalmente è così,... io invece sto suggerendo di guardare sotto la superficie, nell'interesse dei due fratelli: guardare qualche curriculum, chiedere informazioni agli organismi sull'esperienza specifica del mediatore: non tutti hanno le stesse capacità...Scusa, ma l'approccio non è della collega di lista, ma della sorella del suo cliente:
io sono convinto che la collega abbia immaginato e proposto la soluzione della mediazione al suo cliente e che gli abbia anche rappresentato la necessità di spendere dei soldi per la procedura.
Immagino anche la risposta del cliente....