Servitù di condotta

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GATT...@gattileone.191.it

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May 16, 2007, 3:06:29 PM5/16/07
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Gentili colleghi, vorrei sottoporvi una fattispecie che mi suscita perplessità.
            L' immobile del mio cliente, sul quale è posto il contatore, riceve dal 1974 la fornitura di gas metano da una tubazione che, a monte del contatore, venne all' epoca posizionata dalla società erogatrice transitando per un tratto interrata sul fondo del vicino.
            Ora il vicino instaura un giudizio contro il mio assistito - e solo contro di lui - , pretendendo che questi rimuova la suddetta tubatura o la disabiliti.
            La società erogatrice del gas - anche all' immobile del vicino - sostiene di avere usucapito la servitù di condotta.
            Il mio cliente è disposto a consentire che la società erogatrice sposti il  contatore sul proprio muro di cinta e quindi sposti la tubazione incriminata, ma non vede perchè si dovrebbe assumere le spese dell' intervento della società.
            Il rapporto fra fondo dominante e fondo servente vede, nel caso, l' inserimento di un terzo, unico responsabile del posizionamento della tubatura ed unico autorizzato ad intervenire eventualmente sulle stessa.
            Per mio limite non ho trovato nulla di illuminante, specialmente quanto all' usucapione di servitù di condotta.
            Grato se qualcuno volesse riferirmi pensieri od esperienze in merito, porgo a tutti i più cordiali saluti.
 
Avv. Gatti Leone
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f.Zannini

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May 17, 2007, 5:46:38 AM5/17/07
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Usucapione di servitu non apparente?  Strana ipotesi  giuridica del gasista.

Eccepirei il difetto di legittimazione passiva in quanto quello che succede prima del contatore non compete all’utilizzatore perché di proprietà dell’ente.

Piu che altro se fossi l’ente eccepirei l’esistenza di servitu coattiva. IL gas come l’acqua  e l’enel hanno leggi a loro favore che  permette di passare nei fondi altrui per raggiungere abitazioni o terreni.

avv. ferdinando zannini

ancona

 

 

 

Da: civ...@googlegroups.com [mailto:civ...@googlegroups.com] Per conto di GATT...@gattileone.191.it
Inviato: mercoledì 16 maggio 2007 21.06
A: civ...@googlegroups.com
Oggetto: [civilit] Servitù di condotta

GATT...@gattileone.191.it

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May 17, 2007, 1:41:44 PM5/17/07
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Avv. Ferdinando Zannini  wrote:

 

Usucapione di servitu non apparente?  Strana ipotesi  giuridica del gasista.

Eccepirei il difetto di legittimazione passiva in quanto quello che succede prima del contatore non compete all’utilizzatore perché di proprietà dell’ente.

Piu che altro se fossi l’ente eccepirei l’esistenza di servitu coattiva. IL gas come l’acqua  e l’enel hanno leggi a loro favore che  permette di passare nei fondi altrui per raggiungere abitazioni o terreni.

Avv. Ferdinando Zannini

Ancona

 

 

>>> Quanto al difetto di legittimazione passiva, OK.

 

Controparte, pur senza citare la società del gas, eccepisce la non usucapibilità di una servitù non apparente; tuttavia, accademicamente, mi chiedo se quella in questione sia davvero tale, stante l' esistenza della tubazione, pur interrata ed in considerazione del pacifico consenso del proprietario del fondo avverso, al momento dell' installazione (1974).

 

Una convenzione dell' epoca fra il Comune e la società, avente altresì funzione di regolamento fra società ed utenti, in effetti obbligava questi ultimi ad agevolare in tutti i modi le esigenze della società fornitrice, anche se non vi è alcuno scritto costitutivo di servitù. Tuttavia, a differenza che per acqua ed elettricità, il gas è ritenuto sostanza pericolosa per il fondo servente e pertanto non equiparabile alle altre due forniture. Una servitù coattiva di gasdotto posato da terzi può essere costituita di fatto senza un rigo?

 

Se comunque di servitù si potesse parlare, il fondo dominante sarebbe quello del mio assistito, destinatario dell' utilità <fornitura> o si verterebbe in ipotesi di servitù a favore della società erogatrice che passò sul fondo servente per poter fornire gas al "mio" fondo? La seconda mi sembra una assurdità, dato che una società è un soggetto e non un fondo!!!

 

Può essere una curiosa ipotesi di litisconsorzio necessario?  

 

Il pormi tali dilemmi, rende consigliabile un intervento terapeutico a tutela della mia salute psicofisica, o rientro ancora nell' ambito di una deformazione professionale non troppo preoccupante?

 

Grazie comunque per il brain storming.

 

Avv. Leone Gatti

nzan...@tele2.it

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May 18, 2007, 12:48:15 PM5/18/07
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Da: civ...@googlegroups.com [mailto:civ...@googlegroups.com] Per conto di GATT...@gattileone.191.it
Inviato: giovedì 17 maggio 2007 19.42


A: civ...@googlegroups.com
Oggetto: [civilit] Servitù di condotta

 

Avv. Ferdinando Zannini  wrote:

 

 

Usucapione di servitu non apparente? Strana ipotesi  giuridica del gasista.

Eccepirei il difetto di legittimazione passiva in quanto quello che succede prima del contatore non compete all’utilizzatore perché di proprietà dell’ente.

Piu che altro se fossi l’ente eccepirei l’esistenza di servitu coattiva. IL gas come l’acqua  e l’enel hanno leggi a loro favore che  permette di passare nei fondi altrui per raggiungere abitazioni o terreni.

Avv. Ferdinando Zannini

Ancona

 

 

>>> Quanto al difetto di legittimazione passiva, OK.

 

Controparte, pur senza citare la società del gas, eccepisce la non usucapibilità di una servitù non apparente; tuttavia, accademicamente, mi chiedo se quella in questione sia davvero tale, stante l' esistenza della tubazione, pur interrata ed in considerazione del pacifico consenso del proprietario del fondo avverso, al momento dell' installazione (1974).

 

Una convenzione dell' epoca fra il Comune e la società, avente altresì funzione di regolamento fra società ed utenti, in effetti obbligava questi ultimi ad agevolare in tutti i modi le esigenze della società fornitrice, anche se non vi è alcuno scritto costitutivo di servitù. Tuttavia, a differenza che per acqua ed elettricità, il gas è ritenuto sostanza pericolosa per il fondo servente e pertanto non equiparabile alle altre due forniture. Una servitù coattiva di gasdotto posato da terzi può essere costituita di fatto senza un rigo?

 

ADR   secondo me si. SOPRATTUTTO SE IL PROPRIETRIO ERA UNICO INIZIALMENTE. Se non fosse unico ci deve essere un atto di costituzione presso l’ente, altrimenti come sono entrati i tecnici nel giardino?

 

Se comunque di servitù si potesse parlare, il fondo dominante sarebbe quello del mio assistito, destinatario dell' utilità <fornitura> o si verterebbe in ipotesi di servitù a favore della società erogatrice che passò sul fondo servente per poter fornire gas al "mio" fondo? La seconda mi sembra una assurdità, dato che una società è un soggetto e non un fondo!!!

Adr  secondo me il problema è dell’ente il tuo risponde dal contatore in poi.

 

Può essere una curiosa ipotesi di litisconsorzio necessario?  

Ad r     no ha proprio sbagliato a citare il tuo.

 

Il pormi tali dilemmi, rende consigliabile un intervento terapeutico a tutela della mia salute psicofisica, o rientro ancora nell' ambito di una deformazione professionale non troppo preoccupante?

 

 

Adr   non preoccuparti  sei ben al di sotto della soglia!!!!!

 

Grazie comunque per il brain storming.

 

Avv. Leone Gatti

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