Trattandosi di separazione se fosse giudiziale si applicherebbe il criterio di cui all'art. 76 comma 4 che recita:
4. Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.
Dunque, in tal caso, se la moglie introducesse il giudizio non pagherebbe, mentre se lo facesse il marito dovrebbe corrispondere l'importo del CU.
Nell'ipotesi di consensuale, invece, trattandosi di un ricorso congiunto, a mio avviso si pone il problema se la coppia sia convivente o meno.
Nel caso di convivenza ritengo che il CU vada pagato per intero in quanto non ci troviamo in conflitto di interessi ma c'è già un accordo e, dunque, il reddito del marito prevale.
Nell'ipotesi in cui non ci sia più convivenza, per logica, dovrebbe valere il tuo discorso, anche se credo che in cancelleria faranno qualche difficoltà a comprenderlo....
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Avv. Emilio Curci
twitter: @emiliocurci