Perché non dividi la notifica al debitore?
Prima gli notifichi titolo e precetto con esenzione dal termine e poi il pignoramento presso terzi controllando nel frattempo se hai la ricevuta della raccomandata sul sito PT quando il terzo ha ricevuto gli atti
Avv. Marco Pescarollo Treviso
Da: leg...@googlegroups.com [mailto:leg...@googlegroups.com] Per conto di Raffaele Boccia
Inviato: lunedì 25 maggio 2009
19.09
A: Legalit
Oggetto: [legalit] autorizzazione
ex art.482 cpc: problemi pratici
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No può essere anche a mani basta che lo mandi al uff di competenza e ne chiedi la notifica a mani…
Saluti
Da:
leg...@googlegroups.com [mailto:leg...@googlegroups.com] Per conto di Raffaele
Boccia
Inviato: lunedì 25 maggio 2009 19.35
A: leg...@googlegroups.com
Oggetto: [legalit] Re: autorizzazione ex art.482 cpc: problemi pratici
<BR
Mi trovo ad affrontare questo caldo africano che non molla, e mi impongo una riflessione con richiesta di parere da parte di chi vorrà.Premetto che parlo da maschio svantaggiato, perché essendo tale, dovrei rispettare l'uso non scritto di recarmi in udienza con giacca e cravatta. Le colleghe invece, pur nel rispetto della dovuta sobrietà, possono presentarsi in abbigliamento sicuramente più fresco (tailleur, vestiti leggeri etc...).Mi chiedo però - oramai da qualche anno- quale norma, se non la regola non scritta del "buon borghese", mi imponga di presentarmi in giacca e cravatta.Il Regio decreto - 14/12/1865 , n. 2641 (cui siamo rimasti) dispone infatti:
Art. 170.
Nelle pubbliche udienze delle corti e dei tribunali gli avvocati patrocinanti indossano le seguenti divise:
Toga di lana nera alla foggia di quella prescritta per i funzionari giudiziari, ma abbottonata sul davanti con maniche orlate di un gallone di velluto nero, rialzate e annodate sulle spalle con cordoni e nappine di seta nera; hanno il tocco di seta nera fregiato di un gallone di velluto nero, e il collare di tela batista.Premesso che ho la toga ma non ho nè tocco nè collare, e che non esercito in processi penali, mi chiedo che cosa succederebbe se mi presentassi in udienza così vestito...L'ilarità dilagherebbe... eppure, mi pare che questa sia l'unica disposizione cogente in materia...Quindi mi sono detto.... perchè debbo mettermi la giacca e la cravatta (sottolineo cravatta) con 40 gradi all'ombra e non posso presentarmi in Lacoste o maglietta consimile?Perchè talora i giudici si vestono in modo quasi sguaiato e nessuno dice nulla?Qualche tempo fa una dottoressa in forza nel nostro tribunale era solita presentarsi in minigonna, così mini, da lasciare poco all'immaginazione... Eppure a parte qualche battuta greve dei colleghi più esperti, nessuno diceva nulla e/o si sognava di fare reclami o esposti a chicchessia....Oggi, ho dunque fatto la mia udienza in Lacoste viola, suscitando forse un po' di invidia nei colleghi, e lasciando assolutamente indifferente il giudice..Peraltro, mi sono appena ricordato che un collega consigliere dell'Ordine molto autorevole, che incontro spesso, è solito recarsi alla riunione settimanale di detto organismo anch'egli in maglietta.Qualche tempo fa, conversando con alcun colleghi, lanciai l'idea che - proprio al fine di sottolineare la funzione giudiziaria esercitata - potrebbe essere ideata una sorta di divisa per gli avvocati iscritti al Foro sia estiva che invernale (magari sullo stile di quelli di "JAG"), e trovai molti consensi informali...Che ne pensate? come funziona da voi? c'è sbracamento?
come funziona da voi? c'è sbracamento?
Caro Marco,
io probabilmente sono uno dei più giovani nel mio foro e magari il mio “modus operandi” potrebbe apparire poco rispettoso nei confronti degli “anziani”.
La verità è che io solo poche volte sono andato in udienza in giacca e cravatta azzardando, al contrario, molto più spesso, jeans ultimo grido (leggasi lacerati) e camicia fashion.
Altri colleghi fanno lo stesso………
Una sola volta il giudice mi ha pregato di mettere la giacca (la volta successiva, però)……….ma non c’erano 40 gradi.
Cmq, da queste parti, in linea di massima vi è massima libertà.
Il jeans in generale è gettonatissimo e dato che tu parli di Lacoste (logicamente per rendere meglio l’idea dello stile) ti dico che qui Hogan e The Bridge la fanno da padroni.
Se faccio mente locale a stamattina poi, ti dico che una collega aveva un Jeans “Galliano” ed un collega un “Dsquared”………se segui un attimino la moda ti rendi conto che tali capi non sono proprio il massimo della sobrietà.
Gianni Cataldi.
PS Certo che a sentir te, se venissi su da te a fare un’udienza l’ilarità la farei scoppiare io, suppongo. J
Da:
leg...@googlegroups.com [mailto:leg...@googlegroups.com] Per conto di Avv.
Marco Mecacci
Inviato: martedì 26 maggio 2009 18.49
A: leg...@googlegroups.com
Oggetto: [legalit] Re: L'abbigliamento.
Mi trovo ad affrontare questo caldo africano che non molla, e mi impongo una riflessione con richiesta di parere da parte di chi vorrà.
Premetto che parlo da maschio svantaggiato, perché essendo tale, dovrei rispettare l'uso non scritto di recarmi in udienza con giacca e cravatta. Le colleghe invece, pur nel rispetto della dovuta sobrietà, possono presentarsi in abbigliamento sicuramente più fresco (tailleur, vestiti leggeri etc...).
Mi chiedo però - oramai da qualche anno- quale norma, se non la regola non scritta del "buon borghese", mi imponga di presentarmi in giacca e cravatta.
Il Regio
decreto - 14/12/1865 , n. 2641 (cui siamo rimasti)
dispone infatti:
Art. 170.
Nelle pubbliche udienze delle corti e dei tribunali gli avvocati patrocinanti
indossano le seguenti divise:
Toga di lana nera alla foggia di quella prescritta per i funzionari giudiziari,
ma abbottonata sul davanti con maniche orlate di un gallone di velluto nero, rialzate
e annodate sulle spalle con cordoni e nappine di seta nera; hanno il tocco di
seta nera fregiato di un gallone di velluto nero, e il collare di tela batista.
Premesso che ho la toga ma non ho nè tocco nè collare, e che non esercito in processi penali, mi chiedo che cosa succederebbe se mi presentassi in udienza così vestito...
L'ilarità dilagherebbe... eppure, mi pare che questa sia l'unica disposizione cogente in materia...
Quindi mi sono detto.... perchè debbo mettermi la giacca e la cravatta (sottolineo cravatta) con 40 gradi all'ombra e non posso presentarmi in Lacoste o maglietta consimile?
Perchè talora i giudici si vestono in modo quasi sguaiato e nessuno dice nulla?
Qualche tempo fa una dottoressa in forza nel nostro tribunale era solita presentarsi in minigonna, così mini, da lasciare poco all'immaginazione... Eppure a parte qualche battuta greve dei colleghi più esperti, nessuno diceva nulla e/o si sognava di fare reclami o esposti a chicchessia....
Oggi, ho dunque fatto la mia udienza in Lacoste viola, suscitando forse un po' di invidia nei colleghi, e lasciando assolutamente indifferente il giudice..
Peraltro, mi sono appena ricordato che un collega consigliere dell'Ordine molto autorevole, che incontro spesso, è solito recarsi alla riunione settimanale di detto organismo anch'egli in maglietta.
Qualche tempo fa, conversando con alcun colleghi, lanciai l'idea che - proprio al fine di sottolineare la funzione giudiziaria esercitata - potrebbe essere ideata una sorta di divisa per gli avvocati iscritti al Foro sia estiva che invernale (magari sullo stile di quelli di "JAG"), e trovai molti consensi informali...
Che ne pensate? come funziona da voi? c'è sbracamento?
Cordialità.
Avv. Marco
Mecacci
Mecacci & Mensi Avvocati Associati
Piazza di San Marco n. 7
50121 FIRENZE
tel. 055210480 / 0555351740
fax 055/7349010
From: Raffaele Boccia
Sent: Tuesday, May 26, 2009 5:38 PM
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Mi trovo ad affrontare questo caldo africano che non molla, e mi impongo una riflessione con richiesta di parere da parte di chi vorrà.
----- Original Message -----From: michel...@virgilio.itSent: Tuesday, May 26, 2009 7:13 PMSubject: R: [legalit] Re: L'abbigliamento.Qui a Roma la situazione è molto simile a quella di Firenze...
Io che mi occupo solo di diritto Penale (quindi Tribunale di piazzale Clodio) sono "costretto" ad andare in giro in divisa (giacca e cravatta), aggiungendo in udienza la toga; in compenso le mie/nostre colleghe, con il loro abbigliamento, contribuiscono in maniera piacevole ad alleviare il nostro dolore e a farci dimenticare la temperatura esterna....
Saluti
Michele Maiolo
foro di Roma
----Messaggio originale----
Da: sam...@fazzolari.it
Data: 26-mag-2009 18.52
A: <leg...@googlegroups.com>
Ogg: [legalit] Re: L'abbigliamento.
.. di sto passo, andremo davvero con le pezze al culo!
Scusatemi la licenza poetica, ma la crisi avanza, la disperazione.. anche! :-)
Qui a Bologna, comunque, si conserva una certa formalità .. non tanto al GdP, ma in Trib e in Corte sì.. ancora...
Buon proseguimento di giornata
Samu
Avv. Marco Mecacci ha scritto:
Mi trovo ad affrontare questo caldo africano che non molla, e mi impongo una riflessione con richiesta di parere da parte di chi vorrà .Premetto che parlo da maschio svantaggiato, perché essendo tale, dovrei rispettare l'uso non scritto di recarmi in udienza con giacca e cravatta. Le colleghe invece, pur nel rispetto della dovuta sobrietà , possono presentarsi in abbigliamento sicuramente più fresco (tailleur, vestiti leggeri etc...).Mi chiedo però - oramai da qualche anno- quale norma, se non la regola non scritta del "buon borghese", mi imponga di presentarmi in giacca e cravatta.
Il Regio decreto - 14/12/1865 , n. 2641 (cui siamo rimasti) dispone infatti:
Art. 170.
Nelle pubbliche udienze delle corti e dei tribunali gli avvocati patrocinanti indossano le seguenti divise:
Toga di lana nera alla foggia di quella prescritta per i funzionari giudiziari, ma abbottonata sul davanti con maniche orlate di un gallone di velluto nero, rialzate e annodate sulle spalle con cordoni e nappine di seta nera; hanno il tocco di seta nera fregiato di un gallone di velluto nero, e il collare di tela batista.
Premesso che ho la toga ma non ho nè tocco nè collare, e che non esercito in processi penali, mi chiedo che cosa succederebbe se mi presentassi in udienza così vestito...L'ilarità dilagherebbe... eppure, mi pare che questa sia l'unica disposizione cogente in materia...Quindi mi sono detto.... perchè debbo mettermi la giacca e la cravatta (sottolineo cravatta) con 40 gradi all'ombra e non posso presentarmi in Lacoste o maglietta consimile?Perchè talora i giudici si vestono in modo quasi sguaiato e nessuno dice nulla?Qualche tempo fa una dottoressa in forza nel nostro tribunale era solita presentarsi in minigonna, così mini, da lasciare poco all'immaginazione... Eppure a parte qualche battuta greve dei colleghi più esperti, nessuno diceva nulla e/o si sognava di fare reclami o esposti a chicchessia....
Oggi, ho dunque fatto la mia udienza in Lacoste viola, suscitando forse un po' di invidia nei colleghi, e lasciando assolutamente indifferente il giudice..
Peraltro, mi sono appena ricordato che un collega consigliere dell'Ordine molto autorevole, che incontro spesso, è solito recarsi alla riunione settimanale di detto organismo anch'egli in maglietta.
Qualche tempo fa, conversando con alcun colleghi, lanciai l'idea che - proprio al fine di sottolineare la funzione giudiziaria esercitata - potrebbe essere ideata una sorta di divisa per gli avvocati iscritti al Foro sia estiva che invernale (magari sullo stile di quelli di "JAG"), e trovai molti consensi informali...
Che ne pensate? come funziona da voi? c'è sbracamento?Cordialità .
Avv. Marco Mecacci
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fax 055/7349010From: Raffaele BocciaSent: Tuesday, May 26, 2009 5:38 PMSubject: [legalit] Re: autorizzazione ex art.482 cpc: problemi praticici ho pensato anch'io,
ma il debitore è uno di quelli furbi e temo la sparizione di tutto...
From: Avv. Marco MecacciSent: Tuesday, May 26, 2009 9:03 AMSubject: [legalit] Re: autorizzazione ex art.482 cpc: problemi pratici
Caro Raffaele, la tua osservazione è giusta. Forse in questo caso l'autorizzazione all'esenzione del termine dilatorio rischia di divenire deleteria. Meglio se prima fai notificare il precetto (anche con l'esenzione), e il giorno dopo il pignoramento al terzo.Così vai sicuro, a meno che il debitore non distragga immediatamente i fondi (ma la vedo difficile).Cordialità .
Avv. Marco Mecacci
Mecacci & Mensi Avvocati Associati
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fax 055/7349010From: Raffaele BocciaSent: Monday, May 25, 2009 7:09 PMTo: LegalitSubject: [legalit] autorizzazione ex art.482 cpc: problemi praticicarissimi,
ho ottenuto (è la mia prima volta) l'autorizzazione dal Presidente del Tribunale a procedere a pignoramento "subito dopo la notifica dell'atto di precetto".
Dovendo eseguire in un circondario diverso da quello di residenza del debitore, mi pongo un problema pratico:
dovendo l'ufficiale giudiziario notificare gli atti (precetto e pignoramento presso terzi) al debitore a mezzo posta, non si rischia di notificare il pignoramento al terzo prima ancora di notificare il precetto al debitore, violando così l'autorizzazione del tribunale, e beccarsi così una bella opposizione?
spero di essere stato chiaro e confido nella Vs. esperienza.grazie a tuttiRaffaele Boccia
--
Samuele Fazzolari
Praticante legale
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Come faceva la grande Marilyn, vai vestito solo di 5 gocce di Chanel n.
5 ...
Dopo il tg nudo, potrebbe essere una ulteriore novità nel nostro
panorama sociale :-)
--
cordialmente,
tiziano solignani <http://tsolignani.solignani.it/>
Allora riguardo all’abbigliamento ti racconto questa, qualche tempo fa arriva un giudice moderno con tanto di computer portatile il che non sempre depone a favore delle persone che lo portano…. E si presenta subito con modi autoritari e vessatori nei confronti degli avvocati che non fanno quello che voleva lui… un bel giorno si presenta con i jeans sdruciti e la camicia fuori dai pantaloni abbigliato + per un raveparty che per un giorno in tribunale, allora il nostro presidente dell’ordine non vedendo l’ora di prendersi una seppur minima rivincita, gli si avvicina e con molta delicatezza gli fa osservare che forse l’abito non era consono allo stato dei luoghi, la risposta è stata …”a casa mia faccio quello che mi pare!!!!” e quindi il ns presidente sé l è presa ancora una volta in quel posto…quindi ricordati caro marco che quando vai a casa d’altri devi vestire dignitosamente…..;-))
Da:
leg...@googlegroups.com [mailto:leg...@googlegroups.com] Per conto di Avv.
Marco Mecacci
Inviato: martedì 26 maggio 2009 18.49
A: leg...@googlegroups.com
Oggetto: [legalit] Re: L'abbigliamento.
Mi trovo ad affrontare questo caldo africano che non molla, e mi impongo una riflessione con richiesta di parere da parte di chi vorrà.
Premetto che parlo da maschio svantaggiato, perché essendo tale, dovrei rispettare l'uso non scritto di recarmi in udienza con giacca e cravatta. Le colleghe invece, pur nel rispetto della dovuta sobrietà, possono presentarsi in abbigliamento sicuramente più fresco (tailleur, vestiti leggeri etc...).
Mi chiedo però - oramai da qualche anno- quale norma, se non la regola non scritta del "buon borghese", mi imponga di presentarmi in giacca e cravatta.
Il Regio
decreto - 14/12/1865 , n. 2641 (cui siamo rimasti)
dispone infatti:
Art. 170.
Nelle pubbliche udienze delle corti e dei tribunali gli avvocati patrocinanti
indossano le seguenti divise:
Toga di lana nera alla foggia di quella prescritta per i funzionari giudiziari,
ma abbottonata sul davanti con maniche orlate di un gallone di velluto nero, rialzate
e annodate sulle spalle con cordoni e nappine di seta nera; hanno il tocco di
seta nera fregiato di un gallone di velluto nero, e il collare di tela batista.
Premesso che ho la toga ma non ho nè tocco nè collare, e che non esercito in processi penali, mi chiedo che cosa succederebbe se mi presentassi in udienza così vestito...
L'ilarità dilagherebbe... eppure, mi pare che questa sia l'unica disposizione cogente in materia...
Quindi mi sono detto.... perchè debbo mettermi la giacca e la cravatta (sottolineo cravatta) con 40 gradi all'ombra e non posso presentarmi in Lacoste o maglietta consimile?
Perchè talora i giudici si vestono in modo quasi sguaiato e nessuno dice nulla?
Qualche tempo fa una dottoressa in forza nel nostro tribunale era solita presentarsi in minigonna, così mini, da lasciare poco all'immaginazione... Eppure a parte qualche battuta greve dei colleghi più esperti, nessuno diceva nulla e/o si sognava di fare reclami o esposti a chicchessia....
Oggi, ho dunque fatto la mia udienza in Lacoste viola, suscitando forse un po' di invidia nei colleghi, e lasciando assolutamente indifferente il giudice..
Peraltro, mi sono appena ricordato che un collega consigliere dell'Ordine molto autorevole, che incontro spesso, è solito recarsi alla riunione settimanale di detto organismo anch'egli in maglietta.
Qualche tempo fa, conversando con alcun colleghi, lanciai l'idea che - proprio al fine di sottolineare la funzione giudiziaria esercitata - potrebbe essere ideata una sorta di divisa per gli avvocati iscritti al Foro sia estiva che invernale (magari sullo stile di quelli di "JAG"), e trovai molti consensi informali...
Che ne pensate? come funziona da voi? c'è sbracamento?
Cordialità.
Avv. Marco
Mecacci
Mecacci & Mensi Avvocati Associati
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tel. 055210480 / 0555351740
fax 055/7349010
From: Raffaele Boccia
Sent: Tuesday, May 26, 2009 5:38 PM
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Il mio ideale di eleganza è Jeffrey Lebowsky, che si presenta al
pubblico con veste da camera, t-shirt bianca, pantaloncini corti,
sandali di gomma trasparente...
Come vi regolate quando il Giudice alla prima udienza si riserva sulle
istanze comprendenti la concessione dei termini per il deposito delle
memorie ex art 183 comma sesto?
Nella ordinanza a scioglimento della riserva il Giudice ha indicato solo la
data della nuova udienza concedendo i termini per il deposito delle memorie
ex art 183 comma sesto
Li fate decorrere dalla data della notificazione dell'ordinanza di
scioglimento della riserva o dalla data dell'ordinanza o addirittura da
altra data?
Avv. Marco Pescarollo Treviso
12.05.2009
Tribunale di Latina 02.02.2009
Civile - Processo civile
Sussiste violazione del principio del contraddittorio con con conseguente
necessità di concedere la rimessione in termini delle parti, qualora non sia
stato comunicato simultaneamente alle parti processuali il provvedimento
riservato dal giudice che concedeva alle parti i termini perentori ex art.
183, comma 6, c.p.c. con decorrenza dalla comunicazione.
(Nella fattispecie l'ordinanza riservata del Giudice era stata comunicata a
mezzo di Ufficiale giudiziario alle parti in date differenti. Quindi, i
perentori termini di cui all'art. 183, comma 6, c.p.c. avevano iniziato a
decorrere in differenti momenti cronologici. Pertanto, il giudice ha
revocato la precedente ordinanza e ha rimesso in termini le parti fissandi
nel provvedimento medesimo i nuovi termini ex art. 183, comma 6, c.p.c.).
(Fr. Pa.)
(Artt. 183, comma 6, 136. 152, 153, 155 c.p.c.)
Tribunale di Latina, ordinanza del 2 febbraio 2009, Giudice dott. Ferri.
Va disposto lo stralcio delle seconde memorie depositate entro il termine
perentorio fissato dalla parte processuale che aveva in precedenza già
prodotto una memoria difensiva. Ciò in quanto non è consentito frazionare a
proprio piacimento nel tempo, seppure nei termini concessi, l'esercizio
della facoltà difensiva, essendo imposta la concentrazione di tutte le
proprie difese in un unico atto da depositare entro il termine fissato.
(Nella fattispecie la parte aveva prodotto entro il secondo termine di cui
all'art. 183, comma 6, c.p.c. una prima memoria, e successivamente prima
della scadenza del suddetto termine aveva prodotto una seconda memoria
difforme nel contenuto. In applicazione del principio della concentrazione
il Giudice ha disposto lo stralcio delle seconde memorie). (Fr. Pa.)
(Artt. 183, comma 6, c.p.c.)
Tribunale di Latina, ordinanza del 2 febbraio 2009, Giudice dott. Ferr