abuso del diritto di ritenzione

2,704 views
Skip to first unread message

Erik

unread,
Mar 12, 2011, 4:11:48 AM3/12/11
to Legalit
Un mio cliente ha fatto riparare la propria auto dal meccanico, in sede di presentazione del conto lo trova lievitato di un 50% rispetto al preventivo (verbale) fatto.
Si rifiuta quindi di pagare la differenza ed il meccanico esericitando il diritto di ritenzione ex art. 2756 c.c. non gli consegna l'auto.
Il mio inferocito, in quanto l'auto gli serve per lavoro, vuole procedere legalmente contro l'autoriparatore onde riavere al piu' preso l'auto.
A parte il discorso risarcitorio, secondo me si tratta di un vero abuso del diritto. La soluzione piu' semplice, forse, sarebbe pagare e chiedere poi, magari sulla scorta di una perizia, la restituzione del dovuto. (si tratterebbe di circa 1.500euro)
Anche perche' fare un'offerta reale del compenso ritenuto giusto non mi sembra praticabile e in ogni caso non verrebbe consegnata subito l'auto. Che ne pensate?
 
saluti a tt. e buon w.e.
 
Erik

Avv. Gabriele Orlando

unread,
Mar 12, 2011, 6:38:03 AM3/12/11
to legalit
Solitamente è normale l'aumento del prezzo rispetto al preventivo,
dato che si tratta di opere materiali i cui costi possono variare
nell'esecuzione.
Il problema secondo me si porrà nel quantum.
L'idea dell'offerta reale mi sembra buona, perché spetterà poi a parte
avversa dimostrare la non congruità di quanto offerto.
Ti posso aggiungere qualche altra idea che potrai vagliare carte alla
mano (considerali degli spunti di riflessione):
1. Consulenza preventiva (art. 696-bis c.p.c.) per chiuderla
bonariamente e riavere il veicolo.
2. Accertamento tecnico preventivo per avere la prova
dell'infondatezza della richiesta del creditore, da usare come leva
per negoziare la restituzione dell'auto (ma il meccanico è persona
ragionevole? Potrebbe diventare una perdita di tempo).
3. Se il pregiudizio alle esigenze del cliente è veramente grave ed
oggettivo, tentare un 700 per riacquisire l'auto, magari offrendo in
cauzione la somma del preventivo (forzando così la mano al giudice).
4. Tentare il sequestro liberatorio sulle somme del preventivo (art.
687 c.p.c.) e costituire in mora il meccanico per la restituzione,
pensando poi all'azione più opportuna basata sull'illegittimità
sopravvenuta della ritenzione (una possessoria?).

Spero di esserti stato utile e di non aver fatto troppa confusione,
Gabriele Orlando

Enrico Gorini

unread,
Mar 12, 2011, 4:13:00 PM3/12/11
to leg...@googlegroups.com
Io farei offerta reale di un importo "consono", facendo presente che il
mancato rilascio dell'automezzo sar� riguardato come "estorsione" e come
tale denunciato. L'abuso del diritto (uso la ritenzione in modo da metterti
alle strette) per conseguire un guadagno ingiusto, � estorsione.

enrico gorini


----- Original Message -----
From: "Avv. Gabriele Orlando" <dott.g....@gmail.com>
To: "legalit" <leg...@googlegroups.com>
Sent: Saturday, March 12, 2011 12:38 PM
Subject: [legalit] Re: abuso del diritto di ritenzione


On 12 Mar, 04:11, "Erik" <avv.maf...@gmail.com> wrote:
> Un mio cliente ha fatto riparare la propria auto dal meccanico, in sede di
> presentazione del conto lo trova lievitato di un 50% rispetto al
> preventivo (verbale) fatto.
> Si rifiuta quindi di pagare la differenza ed il meccanico esericitando il
> diritto di ritenzione ex art. 2756 c.c. non gli consegna l'auto.
> Il mio inferocito, in quanto l'auto gli serve per lavoro, vuole procedere
> legalmente contro l'autoriparatore onde riavere al piu' preso l'auto.
> A parte il discorso risarcitorio, secondo me si tratta di un vero abuso
> del diritto. La soluzione piu' semplice, forse, sarebbe pagare e chiedere
> poi, magari sulla scorta di una perizia, la restituzione del dovuto. (si
> tratterebbe di circa 1.500euro)
> Anche perche' fare un'offerta reale del compenso ritenuto giusto non mi
> sembra praticabile e in ogni caso non verrebbe consegnata subito l'auto.
> Che ne pensate?
>

Solitamente � normale l'aumento del prezzo rispetto al preventivo,


dato che si tratta di opere materiali i cui costi possono variare
nell'esecuzione.

Il problema secondo me si porr� nel quantum.
L'idea dell'offerta reale mi sembra buona, perch� spetter� poi a parte
avversa dimostrare la non congruit� di quanto offerto.


Ti posso aggiungere qualche altra idea che potrai vagliare carte alla
mano (considerali degli spunti di riflessione):
1. Consulenza preventiva (art. 696-bis c.p.c.) per chiuderla
bonariamente e riavere il veicolo.
2. Accertamento tecnico preventivo per avere la prova
dell'infondatezza della richiesta del creditore, da usare come leva

per negoziare la restituzione dell'auto (ma il meccanico � persona


ragionevole? Potrebbe diventare una perdita di tempo).

3. Se il pregiudizio alle esigenze del cliente � veramente grave ed


oggettivo, tentare un 700 per riacquisire l'auto, magari offrendo in

cauzione la somma del preventivo (forzando cos� la mano al giudice).


4. Tentare il sequestro liberatorio sulle somme del preventivo (art.
687 c.p.c.) e costituire in mora il meccanico per la restituzione,

pensando poi all'azione pi� opportuna basata sull'illegittimit�


sopravvenuta della ritenzione (una possessoria?).

Spero di esserti stato utile e di non aver fatto troppa confusione,
Gabriele Orlando

-- hai ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al gruppo "legalit" -
http://legalit.solignani.it

Avv. Gabriele Orlando

unread,
Mar 13, 2011, 7:17:45 AM3/13/11
to legalit
On 12 Mar, 16:13, "Enrico Gorini" <enricogor...@libero.it> wrote:
> Io farei offerta reale di un importo "consono", facendo presente che il
> mancato rilascio dell'automezzo sar riguardato come "estorsione" e come
> tale denunciato.  L'abuso del diritto (uso la ritenzione in modo da metterti
> alle strette) per conseguire un guadagno ingiusto, estorsione.
>
Anche io avevo pensato a possibili fattispecie di reato, come ad
esempio l'appropriazione indebita.
Ma mi sono accorto che la giurisprudenza sull'art. 2756 c.c. è chiara
nell'affermare che il privilegio del creditore sul bene mobile in
custodia sussiste solo finché egli ne ha la detenzione, e che se
restituisce il bene, perde la garanzia del credito.
Inoltre non è stato pagato nemmeno secondo l'originario preventivo.
Dunque avrebbe buon gioco a sostenere di aver esercitato una facoltà
riconosciutagli dalla legge o, a tutto concedere, di avere perpetrato
l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
In ogni caso non mi sembra molto prudente esagerare, considerato che
il diritto di ritenzione esiste e non potrebbe essere esercitato in
maniera diversa.

Cordialmente,
Gabriele Orlando

Enrico Gorini

unread,
Mar 13, 2011, 9:27:48 AM3/13/11
to leg...@googlegroups.com
Rispondo a Gabriele.
Attenzione, il reato di estorsione non presuppone necessariamente che il
male minacciato sia di per se' un illecito, ma che il diritto usato (in
questo caso, la ritenzione) sia usato con la finalit� di conseguire un
vantaggio ingiusto (evidentemente, un prezzo eccessivo rispetto al valore
obbiettivo del servizio reso). Es. di scuola: se non sposi mia figlia, ti
denuncio per evasione fiscale. La denuncia � un diritto, ma il diritto non
pu� essere usato per conseguire fini ingiusti.
Venendo al nostro caso. Nel momento che il proprietario dell'auto fa
offerta reale di un corrispettivo ragionevole (che potrebbe anche essere
superiore al dovuto, salva riserva di ripetizione per quanto sar� ravvisato
eccedente il giusto prezzo), la ritenzione diventa abusiva, e si manifesta
come estorsione. Che poi nella pratica, grazie al nostro sistema
giudiziale, l'estorsore non verr� probabilmente condannato, � altra
questione. Ma la minaccia di denunciare per estorsione (anche nella stessa
lettera in cui si fa offerta formale, perch� no) � gi� un'arma piuttosto
efficace.

Enrico Gorini

On 12 Mar, 16:13, "Enrico Gorini" <enricogor...@libero.it> wrote:
> Io farei offerta reale di un importo "consono", facendo presente che il
> mancato rilascio dell'automezzo sar riguardato come "estorsione" e come
> tale denunciato. L'abuso del diritto (uso la ritenzione in modo da
> metterti
> alle strette) per conseguire un guadagno ingiusto, estorsione.
>
Anche io avevo pensato a possibili fattispecie di reato, come ad
esempio l'appropriazione indebita.

Ma mi sono accorto che la giurisprudenza sull'art. 2756 c.c. � chiara


nell'affermare che il privilegio del creditore sul bene mobile in

custodia sussiste solo finch� egli ne ha la detenzione, e che se


restituisce il bene, perde la garanzia del credito.

Cordialmente,
Gabriele Orlando

E. M.

unread,
Mar 13, 2011, 1:37:34 PM3/13/11
to legalit
Si ma la minaccia di denunciare se non fai come dico io, non puo'
cositire a sua volta tentativo di esorsione?
Poi, in pratica, con una denuncia quando la rivede piu' l'auto?
Saluti.

EM

Avv. Gabriele Orlando

unread,
Mar 13, 2011, 1:44:58 PM3/13/11
to legalit
On 13 Mar, 14:27, "Enrico Gorini" <enricogor...@libero.it> wrote:
> Rispondo a Gabriele.
> Attenzione, il reato di estorsione non presuppone necessariamente che il
> male minacciato sia di per se' un illecito, ma che il diritto usato (in
> questo caso, la ritenzione) sia usato con la finalit di conseguire un
> vantaggio ingiusto (evidentemente, un prezzo eccessivo rispetto al valore
> obbiettivo del servizio reso). Es. di scuola:  se non sposi mia figlia, ti
> denuncio per evasione fiscale. La denuncia un diritto, ma il diritto non
> pu essere usato per conseguire fini ingiusti.
> Venendo al nostro caso. Nel momento che il proprietario  dell'auto fa
> offerta reale di un corrispettivo ragionevole (che potrebbe anche essere
> superiore al dovuto, salva riserva di ripetizione per quanto sar ravvisato
> eccedente il giusto prezzo), la ritenzione diventa abusiva, e si manifesta
> come estorsione.   Che poi nella pratica, grazie al nostro sistema
> giudiziale, l'estorsore non verr probabilmente condannato, altra
> questione.  Ma la minaccia di denunciare per estorsione (anche nella stessa
> lettera in cui si fa offerta formale, perch no) gi un'arma piuttosto
> efficace.
>
Continuo a pensare che sia una strategia rischiosa.
Perché richiede l'addomesticamento di valutazioni puramente
discrezionali (il "ragionevole prezzo offerto") che non si possono
dare per scontate (una futura perizia in contenzioso che dimostri che
il prezzo richiesto è congruo o di poco superiore alle opere svolte
che ricadute avrebbe?), perché dipende di volta in volta dalla
situazione in concreto. Che non conosco.
C'è sempre la possibilità di fare un 696 o 696-bis c.p.c., magari
prima di partire a spron battuto con la Procura si potrebbe intanto
esperire uno dei due.
Tanto ormai davanti alle querele non si spaventa più nessuno (al
limite ci si infuria e si passa al muro contro muro, magari per
quattro soldi).

Cordiali saluti,
Gabriele Orlando

E. M.

unread,
Mar 14, 2011, 4:36:37 AM3/14/11
to legalit
Sottoscrivo in tutto l'Orlando. Per simili questioni non credo proprio
che ci sia in giro un PM che abbia la voglia e il tempo di prenderle
seriamente in considerazione, e che invece sia portato ad archiviare
in tempo zero!

Cmq rigrazio dei contributi.

EM
Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages