La vicenda è indubbiamente complessa e molti profili si intrecciano tra loro.
Provo a seguire un ordine.
1. indennità di mancato preavviso richiesta dalla lavoratrice: per ottenerla la dipnndente deve instaurare un giudizio (preceduto da tentativo di conciliazione) nel corso del quale deve dimostrare la reale sussistenza della giusta causa di dimissioni.
2. indennità di mancato preavviso richiesta dal datore: il datore ha il coltello dalla parte del manico, nel senso che può trattenere direttamente in busta paga l'indennità di mancato preavviso. Ritengo che sia sufficiente rispondere con raccomandata alla lettera delle dipendente contenstando la giusta causa e (ad abundantiam) precisdando che la relativa indennità sarà trattenuta in busta paga. Spetterà alla lavoratrice instaurare un giudizio con le modalità di cui sopra.
3. le ragioni del rifiuto: il datore le fonda su fatti scoperti dopo la cessazione del rapporto? O tali fatti si aggiungono ad altri? Immagino sia la prima ipotesi.
4. utilizzare le azioni "truffaldine" per resistere alla domanda di pagamento dell'indennità di mancato preavviso: ritengo si potrebbe proporre una domanda riconvenzionale chiedendo in via principale il rigetto della domanda attorea ed il risarcimento dei danni vper le suddette azioni "truffaldine", in via subordinata (nella denegata ipotesi in cui il giudice riconosca sussistente la giusta causa di dimissioni) la compensazione con il credito risultante dalla condanna al risarcimento dei danni.
5. azioni "truffaldine", come procedere: la querela è sicuramente un'ottima arma per ottenere un risarcimento danni o la desistenza da richieste economiche della lavoratrice (come ad es. l'indennità di mancato preavviso). E' chiaro che il giudizio penale segue il suo corso e viene gestito dal PM. A questo punto, il datore può costituirsi parte civile, attendendo i tempi del procedimento penale, oppure può instaurare un giudizio ordinario innanzi il Giudice dle Lavoro, preceduto dal tentativo obbligatorio di conciliazione. La preventiva raccomandata è un atto discrezionale, devi valutarne l'opportunità. E' un modo per far conoscere le tue intenzioni alla controparte e, ion un certo senso, metterle pressione, Può essere utile.
La querela può sempre essere rimessa, se si addiviene ad una transazione globale.
Ho scritto tutto ciò di corsa, possono esservi alcune valutazioni affrettate.
Buon lavoro.
Cristiano Osti
Foro di Parma