I: [fse-esf] for urgent mobilization

0 views
Skip to first unread message

Marco Berlinguer

unread,
May 15, 2007, 4:26:04 AM5/15/07
to Lavoro in Movimento mailing list
Non è il primo comunicato che allerta circa il pericolo di un reinserimento dei servizi sanitari nella direttiva europea di liberalizzazione dei servizi (la ex-Bolkestein).
Immagino siate già informati. Comunque per sicurezza, lo giro a tutti.
 
M.
 
 

 

Da: fse-esf...@lists.fse-esf.org [mailto:fse-esf...@lists.fse-esf.org] Per conto di Judith Dellheim
Inviato: lunedì 14 maggio 2007 14.59
A: fse...@lists.fse-esf.org
Oggetto: [fse-esf] for urgent mobilization

Dear Friends,

Last week the majority of the committee on the internal market and consumer protection of the European Parliament put at risk the exclusion of health services from the Services Directive. This exclusion was won by mobilisation of trade unions and social movements against the original “Bolkestein” draft. The roll back must be prevented from happening. Health care must not be a matter for the internal market or the Services Directive. Health services are merit services.

The report is scheduled for voting at the European Parliaments Plenary Session in Strasbourg on 24 May 2007. We launch a call for urgent mobilization.

We should exert political pressure on the members of the European Parliament for voting against the report on the impact and consequences of the exclusion of Health Services from the Directive on Services in the Internal Market(2006/2275(INI))

Alexis Benos, Juan Blanco, Ursula Bossdorf, Lutz Brangsch, Fabien Cohen, Judith Dellheim, Carmen San José, Jukka Kärkkäinen, Dusan Keber, Claudia Naumann , Anne Urschll


 

 

ATT00022.txt

Fiom internazionale

unread,
May 15, 2007, 10:58:39 AM5/15/07
to Lavoro-in...@googlegroups.com
Sicuramente ne sanno di più Rosa o Enzo Bernardo di FP. Ci dite?
-----Messaggio originale-----
Da: Lavoro-in...@googlegroups.com [mailto:Lavoro-in...@googlegroups.com]Per conto di Marco Berlinguer
Inviato: martedì 15 maggio 2007 10.26
A: Lavoro in Movimento mailing list
Oggetto: [Lavoro inMovimento] I: [fse-esf] for urgent mobilization

Rosa Pavanelli - FPCGIL Nazionale

unread,
May 15, 2007, 11:57:06 AM5/15/07
to Lavoro-in...@googlegroups.com

Si siamo informati e vigili.

La Direttiva sui servizi nel mercato interno esclude dal campo di applicazione i servizi sanitari, sia quelli gestiti dal pubblico sia quelli gestiti dal privato, perché, a seguito della grande mobilitazione e della pressione esercitata sui parlamentari europei, il PE considerò che l’interesse generale doveva prevalere rispetto al principio della concorrenza.

 

Nelle stesse settimane, tuttavia, la Corte di Giustizia si pronunciava sul cosiddetto “caso Watts”, il ricorso di una cittadina britannica che richiedeva il rimborso da parte del servizio sanitario britannico delle spese sostenute per un intervento di protesi all’anca cui si era sottoposta in un altro paese della UE in quanto il tempo di attesa nel Regno Unito superava la sua possibilità di attesa.

 

Di conseguenza la Commissione, nel redigere il testo definitivo della direttiva, anticipava uno specifico provvedimento sulla sanità che avrebbe preso in esame gli aspetti legati alla mobilità sanitaria transfrontaliera dei pazienti e degli operatori sanitari e il problema dei rimborsi da parte degli Stati di provenienza.

 

Una specifica Comunicazione venne lanciata  nel dicembre 2006 e su questa si è avviò la consultazione di rito (la FP ha collaborato con la CGIL, da un lato, e con la FSESP, dall’altro, per la risposta al questionario della Commissione).

 

Il 10 maggio la Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del PE ha votato il rapporto di Bernadette Vergnaud (PSE) che, in estrema sintesi, chiede alla Commissione una nuova proposta per reintrodurre i servizi sanitari nella direttiva servizi a motivo del fatto che la concorrenza migliora la qualità dei servizi.

 

Il voto al PE è previsto il 24 maggio.

 

Oltre al dato politico generale, anche una misura parziale sulla mobilità e i rimborso contiene non poche insidie:

 

1)       data l’impossibilità di definire standard qualitativi e quantitativi di assistenza europei ( è materia di competenza degli SM) la tutela del “consumatore” può spingere a definire tempi di attesa oltre i quali ciascuno può farsi curare dove ritiene più opportuno (ben oltre quanto è già previsto dalle normative comunitarie e dagli accordi bilaterali tra gli Stati). Ciò determinerebbe una disparità di accesso ai servizi tra coloro che hanno più possibilità di informazione  e  mezzi per potere anticipare i costi.

Di fatto verrebbe meno il principio di universalità.

 

2)       L’obbligo al rimborso può produrre due effetti: il primo, in caso di un numero elevato di prestazioni fruite all’estero, quello di fare aumentare in maniere non controllata e programmata dagli SM la spesa sanitaria. Il secondo, e conseguente al primo, quello di spingere verso il sistema assicurativo privato e, nuovamente, privilegiare i più ricchi.

 

3)       In un sistema di questo genere anche gli investimenti per la ricerca, per il miglioramento delle cure e prestazioni verrebbero indirizzati non già a fare crescere la qualità dei servizi sanitari nazionali, ma i poli di eccellenza internazionali e gli stessi SM sarebbero spinti a sostituire con voucher per prestazioni, o per le polizze assicurative, le quote di finanziamento che oggi servono a garantire l’universalità del servizio.

 

Vi risparmio le osservazioni sulla mobilità transfrontaliera dei lavoratori, che pure ci sono, ma che meriterebbero un intervento volto a regolamentare ciò che già avviene (l’assunzione di infermieri dagli ex paesi dell’est, sottopagati o ingaggiati da pseudo cooperative che in realtà sono intermediazione di manodopera).

Se vi occorre letteratura sull’argomento abbiamo casi da farvi conoscere.

E’ interessante invece sottolineare che, a fronte di questo diffuso mercato delle professioni sanitarie e assistenziali, l’Italia è tra i Paesi che non ha ancora adottato la direttiva per l’accesso agli impieghi pubblici dei lavoratori comunitari (che permetterebbe la loro assunzione direttamente alle dipendenze delle ASL, anziché tramite appalti a cooperative) a causa della norma costituzionale che obbliga al possesso della cittadinanza italiana. Ma anche su questo argomento stiamo lavorando.

 

Se vi occorrono altri dettagli, siamo disponibili.

 

Ciao

 

Rosa

-----Messaggio originale-----
Da: Lavoro-in...@googlegroups.com [mailto:Lavoro-in...@googlegroups.com] Per conto di Fiom internazionale
Inviato: martedì 15 maggio 2007 16.59
A: Lavoro-in...@googlegroups.com
Oggetto: [Lavoro inMovimento] R: [Lavoro inMovimento] I: [fse-esf] for urgent mobilization

<BR

******************************************************

FIRMA LA PETIZIONE PER I SERVIZI PUBBLICI DI QUALITÀ.

http://www.petitionpublicservice.eu/a/5

******************************************************

Enzo Bernardo FP CGIL

unread,
May 15, 2007, 1:16:14 PM5/15/07
to Lavoro-in...@googlegroups.com

Perfetto

 

Vi allego anche il testo della relazione approvata dalla Commissione mercato interno e dei pareri delle altre Commissioni.

 

 

Enzo Bernardo
Ufficio Internazionale
FP CGIL

-----Messaggio originale-----
Da: Lavoro-in...@googlegroups.com [mailto:Lavoro-in...@googlegroups.com] Per conto di Rosa Pavanelli - FPCGIL Nazionale
Inviato: martedì 15 maggio 2007 17.57
A: Lavoro-in...@googlegroups.com
Oggetto: [Lavoro inMovimento] R: [Lavoro inMovimento] R: [Lavoro inMovimento] I: [fse-esf] for urgent mobilization

SIG_sanità_2007_PE_IMCO_relazione Vergnaud.pdf
Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages