Salve,
sto cercando una soluzione economica ed open source per
controllare gli accessi degli alunni alla rete scolastica
(realizzata con modem Telecom fibra 100Mbit). Spesso faccio usare
il cellulare personale, abbiamo un regolamento per il BYOD, per
verifiche online con Google Moduli o con ZTE. Però a volte la
connessione è debole e vorrei rimediare con il wifi della scuola.
Mi rendo conto che il problema non è semplice e va affrontato in
modo sistematico.
Per esempio, tra le varie informazioni, dalla rete leggo : "
Le recenti Direttive sul Cyberbullismo impongono l’adozione di un sistema di accesso ad internet autenticato da username e password personali.
L’Amministratore di Rete, insieme al Dirigente scolastico, è responsabile anche sul piano personale di eventuali illeciti commessi dai propri utenti su internet. E’ quindi necessario per un Ente regolamentare l’accesso ad Internet e proteggere così anche i suoi Dirigenti.
Il sistema di autenticazione deve prevedere, all’apertura del programma di navigazione, l’inserimento delle proprie credenziali che verranno abilitate alla Rete associate al corretto profilo di navigazione (studenti, insegnanti, personale amministrativo, ecc.), con differenti restrizioni e politiche di navigazione.
Una soluzione semplice potrebbe essere un firewall con un server
proxy squid su porta 80 ma così, credo, si bloccano tutti i
servizi che non vanno su http.
Oppure un server radius (freeradius) consigliato dall 'AGID.
Ora stavo installando su qemu/kvm debianedu10/skolelinux per vedere come potrebbe funzionare.
Qualcun altro ha sperimentato altre soluzioni oppure può consigliare e dare indicazioni più approfondite?
Grazie in anticipo per l'eventuale disponibilità.
Amedeo.
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Grazie a tutti per le informazioni.
Su vostra indicazione, mi ha colpito favorevolmente zeroshell con zerotruth (estensione italiana); mi sembra una soluzione bella e semplice.
Ho visto che un liceo consiglia proprio questa soluzione.
Raccolgo ancora un po' di informazioni e poi mi confronto con il
DPO.
Grazie.
Amedeo.
Salve,
Se dovessi configurare una sola rete potrebbe andar bene,
ma dopo aver configurato la rete dove mi trovo devo configurare altri 9 plessi
perché la legge lo impone.
La mia scuola ha 10 plessi distribuiti in diversi paesi e ognuno
ha la sua rete wifi con 8 rack e due modem,
uno appoggiato su un armadio (!) e uno attaccato alla parete.
In questa situazione mi sembra inevitabile optare per il minimo
ingombro, per il minimo intervento
e per la minima spesa per 10 scatolotti di dimensioni
paragonabili al modem.
Da quanto ho notato in rete, se non mi sbaglio,
la soluzione dell'azienda lettone ha circa un fattore 10 in meno
rispetto a router/minipc con pfsense,
che indubbiamente sono più professionali.
I pc li devo escludere per problemi di posizionamento in alcuni
siti.
Il mio DPO prima voleva proporre una soluzione propria,
ma dopo le mie insistenze per soluzioni open source o economiche
adesso vuole proporre zeroshell-zerotruth su pc venduti da lui.
Capisco che i privati hanno bisogno di guadagnare,
e considero anche quello che prendono dalla scuola all'anno,
ma ...
Ciao.
PS
Non ho ancora deciso e aspetto il DSGA per capire il tetto di spesa
e cosa e come si può acquistare sul mercato della P.A.
(... e in tutto questo l'Animatore Digitale, che sono io mio
malgrado, non guadagnerà un euro,
non verrà ringraziato per il lavoro sommerso svolto e
non avrà che qualche punto per il bonus...
makkimmelofaffare?!?).
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E' un discorso ampio...
Eravamo in due ad occuparci di informatica, era stimolante
parlare con il mio amico che era esperto,
teneva regolarmente corsi di formazione a molti docenti,
soprattutto a pagamento.
Il nostro contrasto, mai esplicitato completamente,
era che a lui Linux proprio non gli andava giù
(non gli ho mai chiesto perché).
Avevo installato una versione di lubuntu su vecchi pc con 1 Gb di ram
con l'opzione che ad ogni riavvio si cancellava tutto quello che gli studenti avrebbero potuto fare,
(mi pare la versione 12.04),
avevo usato una sala informatica inutilizzata.
Lui provò a metterci win10
con 2Gb di ram,
prendendo la ram dal suo laboratorio personale.
Inizialmente pareva funzionare
ma poi, come è noto, le finestre iniziano a sporcarsi...
In un contesto del genere è bello confrontarsi.
Poi lui è passato alle superiori.
Io, invece, non sento ancora la spinta per farlo, almeno per ora.
Parliamoci chiaro,
sappiamo che l'informatica non si apprende smanettando,
e che la maggior parte dei colleghi, se non tutti,
non va oltre il RE, Meet e Classroom (che sono imposti dalle circostanze).
Per cui, ripetere sempre le stesse cose per anni
porta ad un punto di incontrovertibile rottura
e si aspetta un sostituto
che abbia nuove speranze
per animare digitalmente i docenti.
Almeno questa è la mia personale esperienza.
Ciao
A.
PS
Avevo tenuto anche un corso di formazione
sulle recenti scoperte pedagogiche
quali la Visible Learning (Evidence Based Education di John
Hattie,
diffusa in Italia da Antonio Calvani dell'Università di Firenze)
e la Flipped Classroom (sono iscritto all'associazione Flipnet),
ma lo scarso interesse suscitato...
Personalmente ritengo che chiunque voglia insegnare,
o meglio,
far apprendere,
deve conoscere i risultati sperimentali di questa nuova disciplina,
ma questo è un altro interessantissimo discorso.