l'amicizia secondo Aristotele.

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daniela floriduz

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Jun 5, 2008, 7:51:22 AM6/5/08
to lapiazza...@googlegroups.com
Vi propongo un'altra ricerca, molto articolata e carica di riflessioni
personali, svolta da una mia studentessa.
Daniela
AMICIZIA PER ARISTOTELE

Per Aristotele vi sono due condizioni umane dalle quali non si puō
prescindere nella tentazione del sommo bene: l'amicizia e il piacere. Noi ci
soffermeremo sull'amicizia.

Ne parla ampiamente nell'etica nicomachea, infatti dedica l'ottavo e il nono
capitolo essenzialmente all'amicizia. In questi capitoli Aristotele parla di
necessitā dell'amicizia, motivi dell'amicizia (bene piacere utilitā), dei
tre tipi di amicizia e del confronto tra questi (riguardo la durata), dell'amicizia
come disposizione e attivitā e dell'amicizia perfetta,.

Aristotele nell'Etica Nicomachea dice "L'amicizia č una virtų o s'accompagna
alla virtų; inoltre essa č cosa necessarissima per la vita. Infatti nessuno
sceglierebbe di vivere senza amici, anche se avesse tutti gli altri beni. E
si ritiene che gli amici siano il solo rifugio nella povertā e nelle altre
disgrazie; e ai giovani l'amicizia č d'aiuto per non errare, ai vecchi per
assistenza e per la loro insufficienza ad agire a causa della loro
debolezza, a quelli che sono nel pieno delle forze per le belle azioni."

Queste frasi sono state riportate perché: il filosofo la considera "non solo
necessaria, ma anche bella, al punto che nessuno sceglierebbe di vivere
senza amici, anche se fosse provvisto in abbondanza di tutti gli altri
beni"; non č necessaria per vivere ma per vivere bene, per essere felici.
L'amicizia, che č "una virtų o s'accompagna alla virtų", č dunque
indispensabile in ogni fase della vita umana. Ma, mentre l'amicizia fondata
sul piacere e sulla convenienza inevitabilmente finisce, quella fondata
sulla virtų č destinata a durare e i suoi effetti benefici si fanno sentire
anche nella comunitā politica, il cui solo scopo č il bene comune.

Attualmente si pensa che l'amicizia sia causata dal piacere, per questo si
diventa amici velocemente e altrettanto velocemente ci si odia.

Sempre nell'etica nicomachea Aristotele dice che le amicizie sono di tre
tipi a seconda che siano fondata sul piacere reciproco, sull'utile o sulla
virtų: "Tre dunque sono le specie di amicizie, come tre sono le specie di
qualitā suscettibili d'amicizia: e a ciascuna di esse corrisponde un
ricambio di amicizia non nascosto. E coloro che si amano reciprocamente si
vogliono reciprocamente del bene, riguardo a ciō per cui si amano. Quelli
dunque che si amano reciprocamente a causa dell'utile non si amano per se
stessi, bensė in quanto deriva loro reciprocamente un qualche bene;
similmente anche quelli che si amano a causa del piacere. (...) L'amicizia
perfetta č quella dei buoni e dei simili nella virtų. Costoro infatti si
vogliono bene reciprocamente in quanto sono buoni, e sono buoni di per sé; e
coloro che vogliono bene agli amici proprio per gli amici stessi sono gli
autentici amici (infatti essi sono tali di per se stessi e non
accidentalmente); quindi la loro amicizia dura finché essi sono buoni, e la
virtų č qualcosa di stabile; e ciascuno č buono sia in senso assoluto sia
per l'amico. Infatti i buoni sono sia buoni in senso assoluto, sia utili
reciprocamente".
Mentre quella fondata sul piacere e sull'utile si rivela accidentale e cessa
quando il piacere o l'utile vengono meno, quella invece fondata sulla virtų
č perfetta ed č la pių stabile.

Riguardo alla disposizione come attivitā, Aristotele dice "Come per quanto
riguarda le virtų alcuni sono chiamati buoni in base ad una disposizione del
loro carattere, altri in base ad una effettiva attivitā, cosė avviene anche
nel caso dell'amicizia: infatti, alcuni vivono insieme procurandosi gioia a
vicenda e facendo il bene l'uno dell'altro, altri, invece, in quanto dormono
o sono separati dalla distanza, non esercitano in atto l'amicizia, ma hanno
la disposizione a farlo: la distanza, infatti, non fa cessare l'amicizia in
senso assoluto, ma soltanto il suo effettivo esercizio. Ma se l'assenza dura
nel tempo, essa, si ammette, fa dimenticare anche l'amicizia."

L'amicizia perfetta: "Di queste due specie d'amicizia, quella che assomiglia
di pių alla vera amicizia č quella che ha per motivo il piacere, quando
ciascuno riceve dall'altro le stesse cose ed entrambi godono l'uno dell'altro
o delle medesime cose: di tale natura sono le amicizie dei giovani, giacché
maggiore č in queste l'elemento della liberalitā. L'amicizia che ha per
motivo l'utile č da mercanti. E, poi, gli uomini felici non hanno per niente
bisogno di amici utili, bensė di amici piacevoli: essi, infatti, vogliono
vivere in compagnia di qualcuno, ma sopportano ciō che č penoso per poco
tempo, mentre nessuno vi resisterebbe in continuazione, neppure se si
trattasse del bene in sé, qualora esso risultasse penoso per lui: č per
questo che ricercano amici piacevoli. Bisogna, poi, certo, che tali uomini
siano anche buoni, e buoni per loro, per giunta, perché cosė essi avranno
tutte le caratteristiche che devono avere gli amici."

Per Aristotele c'č poi un'amicizia tra superiore e inferiore, c'č
disuguaglianza e uguaglianza, e inoltre pensa che l'amicizia possa portare
favoritismi. Per Aristotele tuttavia l'amicizia migliore č quella tra uguali
piuttosto che tra disuguali "Ora, l'uguaglianza e la somiglianza
costituiscono l'amicizia, e soprattutto la somiglianza tra coloro che sono
simili dal punto di vista della virtų. Infatti, essendo costanti per se
stessi, lo rimangono anche nei rapporti reciproci, e non richiedono né
rendono bassi servigi, ma anzi, per cosė dire, cercano di impedirli."

A proposito di favoritismi, Francesco Alberoni nel suo libro intitolato "l'amicizia"
fa proprio riferimento al fatto che al giorno d'oggi l'amicizia non č pių
vera, si č amici perché cosė si ottengono dei privilegi in campo politico e
lavorativo. "Il mondo degli affari č dominato dal mercato e dall'utile
economico. La politica dalla competizione per il potere. In entrambi i casi
c'č ben poco spazio per rapporti personali sinceri. Il mondo moderno,
inoltre, ci impone un continuo mutamento. Quando cambiamo residenza e lavoro
finiamo anche per lasciare i vecchi amici. Promettiamo di rivederci ma, poi,
sorgono in noi nuovi interessi, nuovi bisogni, abbiamo nuovi incontri.
Nessuno puō restare immobile e guardarsi indietro. In Italia, la parola
amicizia ha assunto addirittura un significato negativo, di privilegio, di
raccomandazione. (.)L'amicizia č il mezzo per passare davanti agli altri,
per eludere la norma."

In questo libro lui vuole affermare che l'amicizia continua a far parte
della nostra vita in modo essenziale, anche se al giorno d'oggi viene
utilizzata nel modo sbagliato.

Egli afferma che l'amicizia non ha solo un significato, e qui si ricollega
ad Aristotele "Lo aveva rilevato giā duemila anni fa Aristotele che aveva
appunto cercato di distinguere diversi tipi di

amicizia per identificare, fra essi, la "vera" amicizia. Per Aristotele la
distinzione pių importante č quella fra amicizia fondata sull'utile e quella
fondata sulla virtų, l'unica che merita il nome di vera amicizia."

Successivamente Alberoni tenta di dare dei significati alla parola amicizia,
come aveva giā tentato di fare Aristotele (distinguendo i vari tipi di
amicizie e i vari modi di approcciarsi).

Primo significato: i conoscenti ā "La maggior parte delle persone che
consideriamo nostre amiche sono, in realtā, solo dei conoscenti. Persone,
cioč, che non ci sono lontane come la totalitā amorfa degli altri. Sappiamo
che cosa pensano, che problemi hanno, li sentiamo affini, ci rivolgiamo a
loro per aiuto e li aiutiamo volentieri. Abbiamo con loro buoni rapporti.
Perō non abbiamo una profonda confidenza, non raccontiamo loro le nostre
ansie pių segrete. Vedendoli non ci sentiamo felici, non ci viene spontaneo
di sorridere. Se hanno successo, o ricevono un premio, o hanno un colpo di
fortuna, non ci sentiamo felici come se fosse successo a noi. In molte
amicizie di questo tipo c'č addirittura invidia, maldicenza, antagonismo."

In questo punto penso che Alberoni abbia colto il vero e primo significato
di amicizia, forse legato all'utile, perché di solito si č amici di queste
persone, di cui allo stesso tempo si č invidiosi, perché ci potrebbero
rendere la vita pių facile, in ambito scolastico, lavorativo e politico.
Ovviamente non tutti hanno un atteggiamento del genere, non tutti si fanno
amici coloro che invidiano, perō spesso potrebbe rivelarsi la mossa pių
utile, l'importante č rendersi conto che in realtā č solo un'amicizia
superficiale.

Secondo significato: solidarietā collettiva ā "In questo secondo senso,
amici sono tutti coloro che stanno dalla nostra parte, per esempio in una
guerra. Da un lato gli amici, dall'altro i nemici. Questo tipo di
solidarietā non ha nulla di personale. Colui che porta la mia stessa divisa
č amico; ma di lui non so nulla. A questa stessa categoria appartengono le
forme di solidarietā che si costituiscono nelle sette, nei partiti e nelle
chiese."

Quest'amicizia normalmente non viene considerata tale perché si tratta per
lo pių di un rapporto di convivenza, di interesse, del tipo io ho le tue
stesse idee e quindi sto dalla tua parte. Secondo me puō essere legata al
primo significato dell'amicizia perché anche lė si tratta un po' di amicizia
di interesse.

Terzo significato: relazioni di ruolo ā "E' la classe delle relazioni di
tipo personale, ma basate sul ruolo sociale. Abbiamo qui l'amicizia secondo
l'utile, sia quella dei soci in affari, sia quella dei politici. Questo tipo
di legami ha ben poco di affettivo, e dura finché dura l'utile da
salvaguardare."

Questa penso sia l'amicizia pių frequente, anche in ambito scolastico. Si
dice di essere amici perché si passa molto tempo insieme, ma in realtā non
si sa nulla dell'altro. Si tratta di un'amicizia molto superficiale, anzi,
forse si chiama amicizia per convenzione.

Quarto significato: simpatia e amichevolezza ā "Arriviamo, infine, alla
categoria costituita dalle persone con cui ci troviamo bene, che ci sono
simpatiche, che ammiriamo. Anche in questo caso, perō, occorre essere
prudenti ad usare l'espressione amicizia. Spesso si tratta di stati emotivi
labili, superficiali."

Questa č l'amicizia vera e propria, ma come dice Alberoni, bisogna stare
attenti e non confonderla con gli altri tipi di amicizia.

Ma quindi, cosa considerare amicizia? Alberoni trova una soluzione e ci dice
che "Nel linguaggio corrente la parola amicizia ha numerosi significati. Sta
ad indicare il socio, il conoscente, la persona simpatica, il vicino, il
collega, tutti coloro che ci sono prossimi. C'č perō oggi, come nel pių
remoto passato, un altro significato, quello di amico personale a cui
vogliamo bene e che ci vuole bene. Quest'ultimo tipo di amicizia appartiene
ad una classe pių ristretta di relazioni interpersonali: le relazioni di
amore. Quando pensiamo ai nostri amici pių cari, alla vera amicizia,
pensiamo ad una forma di amore fra persone."

Ma allora si pone un altro problema, perché se amicizia č amore tra persone
cosa la distingue dall'innamoramento? Per rispondere a questo Alberoni dice
che bisognerebbe fare un'analisi approfondita del sentimento perché
innamoramento č passione ma anche sofferenza, mentre l'amicizia ha orrore
della sofferenza e tenta in ogni modo di evitarla.

Quindi in sostanza l'amicizia e l'amore fin dai tempi di Aristotele sono
sentimenti molto simili, che bisogna "separare" a seconda delle situazioni
personali. E inoltre č bene ricordarsi che l'amicizia non č una sola, ma č
diversificata a seconda dello scopo (piacere, utilitā e bene).

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