i Simpson e l'etica kantiana.

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daniela floriduz

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Jan 29, 2009, 11:31:18 AM1/29/09
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Da:
www.diogenemagazine.com
I Simpson e l'etica kantiana
Il dovere e le passioni di Homer e famiglia

di James Lawer

Nella recensione di Harry Potter e il calice di fuoco, di J.K.Bowling,
Spider Robinson scrive: "Sì, Harry è una sorta di santerellino, è
l'AntiBart. Ma
vogliamo davvero che i nostri bambini non abbiano un modello migliore dei
Simpson?" Ebbene, come modello per i bambini non dobbiamo per forza
scegliere
tra Harry Potter e Bart Simpson, c'è anche, ad esempio Lisa Simpson. E poi,
I Simpson non è riducibile a ciascuno dei suoi personaggi; deve essere visto
in una prospettiva più globale: se si identifica la perfezione del modello
morale nella figura del santerellino e non si analizza a fondo la posizione
morale di Lisa Simpson, si dimostra solo di avere una visione ristretta
della virtù morale.

Che cos'è la virtù
Secondo Immanuel Kant, una caratteristica fondamentale della morale è il
legame con l'idea di "dovere", che implica la presenza di due forze opposte.
Da
una parte ci sono i nostri desideri, sentimenti e interessi, accompagnati da
paure, inimicizie, gelosie e insicurezze, dall'altra parte ciò che si pensa
di dover fare e il tipo di persona che si pensa di dover essere. Il termine
dovere suggerisce che queste due tendenze contrapposte spesso si trovino in
conflitto e che il corrispondere all'idea di dovere possa essere
difficoltoso e comportare sacrifici di varia natura. Colui che vuole aderire
appieno all'ideale
di virtù deve essere deciso a subordinare e anche sacrificare, se
necessario, desideri, sentimenti e interessi, deve volere solo ciò che è
giusto ed essere
una persona moralmente irreprensibile.
Gli episodi della famiglia Simpson spesso mettono in luce il conflitto tra
desideri personali, sentimenti e interessi da una parte e il senso del
dovere
morale dall'altra.

La coscienza e le sue manifestazioni
Qualche volta il conflitto è messo in luce da una caricatura del senso del
dovere. Homer Simpson è particolarmente abile nel considerare il
soddisfacimento
dei suoi desideri e interessi come un preciso dovere morale, con la
conseguenza che per lui non si verifica alcun conflitto interiore.
Nell'episodio Dumbell
Indemnity, Moe vuole che Homer distrugga la sua automobile allo scopo di
riscuotere la polizza di assicurazione e, con la sua personalità
particolarmente
egocentrica, riesce a esercitare una forte pressione su di lui. Intimidito
dalla dialettica di Moe, Homer vuole acconsentire alla richiesta dell'amica,
abituata a mettere i propri desideri e interessi personali al di sopra di
tutto e per niente coinvolta in conflitti di natura morale. Ma ha un momento
di dubbio, in cui si chiede se sta facendo la cosa giusta e consulta la sua
coscienza, che gli si manifesta sotto le spoglie di sua moglie Marge.
Naturalmente,
ella gli indica senza alcuna incertezza il suo dovere morale: distruggere la
macchina di Moe, in modo che possa riscuotere l'assicurazione. A questo
punto,
messa a posto la coscienza, Homer procede senza indugio a eseguire con la
sua solita irruenza il suo mandato.
Pur in modo satirico, l'episodio illustra chiaramente la rappresentazione
morale del dovere: invece di fornirci un esempio morale positivo, Homer
Simpson
ci mostra chiaramente che cosa non si deve fare. Possiamo ridere della sua
caricatura di conflitto morale, ma contemporaneamente ci chiediamo se le
nostre
personali posizioni etiche non siano molte volte in balia di procedure
analoghe.

Il dovere e la passione
Il dilemma morale di Homer si manifesta con modalità molto concrete, come
quando deve mettere sulla bilancia il suo amore per Marge e il suo dovere
verso
di lei come marito, contrapposto al suo amore per la pesca e altre
occupazioni piacevoli. Vuole certo essere un buon padre e un buon marito, ma
la voglia
di soddisfare i suoi desideri gli fa continuamente dimenticare i pensieri
virtuosi.
In La guerra dei Simpson, dopo una divertentissima dimostrazione della
sbadataggine di Homer, Marge persuade il marito a tentare di salvare il loro
matrimonio
partecipando nel weekend a un corso di consulenza familiare tenuta dal
Reverendo Lovejoy al lago Catfish. Benché riconosca di essere responsabile
della
crisi di coppia, Homer è più che altro attirato dalla possibilità di
catturare il leggendario pescegatto gigante, il Generale Sherman, una belva
da cinquecento
libbre.
La mattina del primo giorno, Marge coglie Homer, in alta uniforme da
pescatore, che cerca di svignarsela dalla capanna: come può pensare alla
pesca mentre
il loro matrimonio sta andando a rotoli? Profondamente pentito, Homer
rinuncia al suo scopo e, pensieroso, passeggia sulla riva del lago. Vedendo
una canna
da pesca apparentemente abbandonata, la prende per restituirla al
proprietario, ma proprio in quel momento il Generale Sherman abbocca all'amo
e si divincola
con tanta forza da trascinare Homer nell'acqua. Ne segue una lotta strenua
tra l'uomo e il mostro, una sfida solitaria ed eroica come in Il vecchio e
il
mare di Hemingway. Alla fine, Homer emerge vittorioso dall'acqua
aspettandosi la gloria riservata al più grande pescatore del mondo, mentre
lo aspetta
soltanto una Marge furiosa, che lo rimprovera per il suo assoluto egoismo.
Messo alle strette, dovendo scegliere tra il desiderio di gloria e il dovere
morale, rinuncia alla fama per salvare la famiglia e ributta nel lago il
boccheggiante Generale Sherman: così, superando il fortissimo impulso a
seguire
i suoi desideri, Homer trasforma la sua prodezza fisica in una grande
manifestazione di eroismo morale, esclamando: "Ho sacrificato fama e pranzo
per il
nostro matrimonio".

Il moralismo vuoto di Flanders
Anche Flanders, il santerellino, partecipa alla consulenza famigliare con la
moglie: ma quale può essere il loro problema di coppia? La moglie di Ned
qualche
volta sottolinea versetti sulla Bibbia di suo marito!
Flanders è una figura importante nell'universo morale dei Simpson, perché
rappresenta l'esasperazione della moralità, una moralità che non può
comportare
conflitti con le passioni, perché apparentemente Flanders non ha né desideri
né interessi e in questo senso egli è l'opposto di Moe. Affinché sussista
un vero senso del dovere morale devono esserci due forze in gioco, non solo
una: da una parte senso del dovere e dall'altra profonda consapevolezza dei
propri desideri e impulsi. Soltanto la compresenza di tendenze contrapposte
assicura la possibilità del conflitto.
Questo concetto è dimostrato con umorismo nell'episodio Viva Ned
Flandersquando questi, di aspetto piuttosto giovanile, confessa di aver già
superato i
sessant'anni. Homer sostiene che la ragione di questa sua freschezza di
aspetto sta nel fatto che non ha una vita personale profonda, così,
accettando
la tesi dell'amico, Ned lo nomina suo personale maestro di vita. Il
risultato, ovviamente disastroso, comporta un doppio matrimonio a Las Vegas
in stato
di ebbrezza. Alla passione di Homer per tutto ciò che implica una
gratificazione personale immediata si contrappone l'incapacità moralistica
di Flanders
di "avere una vita": né l'uno né l'altro ha il senso del limite nel suo
personale modo di affrontare la vita.

Persino Bart sa che cosa è sbagliato
Bart somiglia molto a suo padre: da lui ha preso l'atteggiamento
strafottente di chi ama il divertimento ed è sempre in cerca di guai.
Nell'episodio La
ragazza di Bart, prende una cotta spaventosa per la figlia del Reverendo
Lovejoy, Jessica: sulle prime pensa di conquistarla frequentando
assiduamente
la scuola domenicale, ma lei comincia a prenderlo in considerazione solo
quando giunge a considerarlo come compagno ideale per atti criminosi. Questo
episodio
mette in evidenza l'ipocrisia. di chi identifica la morale con l'adattamento
conformista a un codice esterno di comportamento. Come figlia di un
sacerdote,
Jessica riveste per tutti il ruolo della brava bambina e ne approfitta
giocando ipocritamente con la moralità per soddisfare i suoi desideri più
egoistici.
Ma per Bart ci sono dei limiti, il troppo è troppo: quando la ragazza ruba
dalla cassetta delle offerte in chiesa, egli fa del suo meglio per evitare
il
furto: "Rubare dalla cassetta delle offerte è veramente troppo! Lo so
persino io!", le dice. Poi, quando viene accusato del furto, chiede a
Jessica perché
mai dovrebbe proteggerla e lei gli risponde: "Perché nessuno ti crederebbe;
ricordati che io sono la dolce e brava figlia del pastore e tu non sei che
un poco di buono."

Margie e il dovere di realizzarsi
Investita del suo ruolo di moglie e di madre. Marge non ha una vita propria,
ma riesce ad arrivare a un livello più alto di consapevolezza morale quando
si affranca dalla sua educazione convenzionale. Kant sostiene che noi
abbiamo doveri verso noi stessi tanto quanto verso gli altri: dobbiamo
sviluppare
i nostri talenti sfruttando al meglio le nostre capacità. Il cammino verso
il nostro sviluppo personale, in certi casi, può essere un impegnativo
dovere
morale, ci vuole coraggio per perseguire la propria autonomia quando le
pressioni sociali e l'educazione ricevuta ci spingono verso il servizio e la
sottomissione
agli altri. Così il problema morale del femminismo è spesso evidenziato da
Marge, la classica donna di casa.
Nell'episodio Pezzi di realtà, tratto dal film Glengarry Glen Ross, Marge
accetta un lavoro come agente immobiliare, perché non ne può più del fatto
che
la sua famiglia dia per scontate tutte le sue altruistiche attenzioni: anche
lei è una persona, con il diritto di vivere per se stessa. Vuole far
carriera
per dimostrare il proprio valore e la propria abilità a se stessa, alla
famiglia e alla comunità di Springfield. Cominciando il lavoro, nei rapporti
con
i colleghi, si vede catapultata in un mondo difficile e molto competitivo,
in cui uno finge di difenderla, un altro mira a demolire la sua sicurezza,
mentre
lei, carica di ingenuo entusiasmo, non se ne rende nemmeno conto.
Il guaio è che Marge vuole sinceramente accontentare i suoi clienti ed è
pronta a sacrificare i propri interessi sull'altare del dovere. Fidandosi di
lei,
amici e vicini si rimettono alla sua opinione e rispondendo a questa
fiducia, Marge ritiene di dover comunicare loro la sua propria opinione
circa le case
alle quali sono interessati. E' più che onesta con i suoi clienti, con i
quali è in rapporto di amicizia e, di conseguenza, non riesce a concludere
l'affare
che consoliderebbe la sua posizione professionale.
Marge sostiene le sue ragioni con il direttore, Lionel Hutz "La casa giusta
per il cliente giusto! È il nostro motto!", ma Lionel replica, "Ascolta,
Marge,
ti dico un piccolo segreto: la casa giusta è quella che è in vendita, la
persona giusta è chiunque". "Ma io ho solo detto la verità!", risponde lei.
"Certo,
ma c'è verità e verità!" Gli affari vanno in porto solo se si mette il
prodotto nella luce giusta.
Marge non è convinta, ma è davanti a una scelta: fallire nel suo lavoro o
modificare la realtà a suo favore. Nel conflitto tra interesse personale e
dovere
morale, inserita in una struttura fortemente competitiva, è spinta a
scegliere il suo interesse. Quindi, cambiando atteggiamento, Marge conclude
un importante
affare, nascondendo agli ingenui Flanders che nella casa che stanno per
comprare è stato commesso un brutale assassinio. Tenta di provare piacere
nell'avere
in mano l'assegno dei Flanders, segno del suo successo nella carriera che ha
scelto, tributo al suo valore come persona, ma si sente in colpa per ciò che
giudica un tradimento e il suo senso del dovere alla fine trionfa
sull'interesse personale: decide di rischiare sacrificando il suo successo e
torna dai
clienti a raccontare l'intera storia. Va a finire che la reazione dei
Flanders è opposta a quella che si aspettava: essi si dimostrano affascinati
dall'idea
di vivere in una casa dove si sono svolti fatti tanto raccapriccianti.
Paradossalmente, in questo caso la completa onestà sarebbe stata la
posizione vincente
fin dal principio.

Il dovere e la felicità
Dopo alcuni tentennamenti iniziali, Marge alla fine sceglie di seguire la
sua idea di dovere e alla fine arriva al successo. Non è questo ciò che
succede
sempre nella vita? Perché il fare la cosa giusta passa attraverso il
sacrificio personale? Questo ci porta a formulare una seconda considerazione
riguardo
alla coerenza morale: se si fa la cosa giusta, in qualche modo si viene
ricompensati. Questa seconda affermazione sembra contraddire la prima,
relativa
al conflitto tra dovere e desideri. Ma, secondo Kant, l'antinomia è solo
apparente, in ultima analisi il dovere morale e la felicità personale si
devono
ricomporre. Il maggior bene e il supremo dovere morale consistono nel creare
un mondo in cui la felicità nasce dal compiere il dovere morale: chi fa il
suo dovere deve essere ricompensato e invece deve essere punito colui che
persegue i suoi scopi personali a spese degli altri.
Appena siamo stati convinti ad adottare questa rigorosa e consolante
posizione morale, Homer, coinvolto in una gara tra automobilisti, piomba con
la sua
macchina nella casa appena venduta. Emergendo dalle macerie, Flanders si
volta verso Marge e chiede "Ce l'hai ancora quell'assegno?" e la poveretta
piangendo
glielo rende. La morale? Fai ciò che devi, a qualsiasi costo. Il successo
nel lavoro non è la cosa più importante nella vita. Marge ritorna in seno
alla
famiglia e riceve affetto e, alla fine anche rispetto. Dall'aver aderito a
un principio morale essa riceve una ricompensa ben maggiore del successo: la
felicità che viene dall'amore e dal rispetto della sua famiglia. Ogni tanto
i Simpson ci danno un saggio di ciò che è il maggior bene, l'unità tra
dovere
e felicità.

L'autodeterminazione di Lisa
La consapevolezza morale del dovere è dimostrata da Lisa Simpson, che sente
acutamente il dovere morale. La sua non è però la tipica moralità dei
Flanders,
finalizzata a giustificare se stessi, fiduciosa solo nelle istituzioni e
nell'autorità della Bibbia e della Chiesa, ma nasce da una riflessione
personale
sui grandi temi della vita: amore per la verità, disponibilità verso i
bisogni degli altri, ricerca di equità e giustizia. Lisa ci dimostra come
sia difficile,
spesso, vivere secondo questi principi in un mondo fatto di facili
compromessi con lo status quo e sottolinea un'altra caratteristica
fondamentale dell'etica
kantiana, cioè la autodeterminazione, che nasce da riflessioni personali e
non da convenzioni sociali o insegnamenti delle autorità religiose e implica
chiarezza e coerenza con i principi secondo i quali ogni persona vive.
Nell'episodio Lisa l'iconoclasta, scopre che il leggendario ed eroico
fondatore di Springfield era stato invece un terribile pirata, al punto
d'aver cercato
di uccidere Gorge Washington. Per questa ricerca intitolata Jebediah
Springfield: una grande menzogna, riceve una lode e la sua insegnante
commenta "Si
trattò soltanto di un uomo bianco morto lottando contro un assassino. Sono
donne come te che ci trattengono dal dare la caccia a un marito". Ma Lisa ha
cercato solo di dire la verità così come l'ha conosciuta; la sua non è la
verità addomesticata dei venditori di fumo, ma la verità obiettiva, storica
e
scientifica, che deve essere difesa come valore in sé, a costo di qualunque
sacrificio.
Alcune verità, del resto, necessitano di essere difese contro le
consuetudini di oggi. In Lisa va a Washington, scopre che un certo uomo
politico è sul
libro-paga di affaristi privati e si impegna a far emergere il fatto,
contrario ai principi democratici americani, sottoponendo il caso a Thomas
Jefferson
stesso. Come al solito Lisa aderisce ad un principio e se ne assume le
conseguenze. Invece di seguire la via più facile, cioè stare nel gruppo, non
suscitare
polemiche e chiudere gli occhi, si presenta in tribunale.

L'universalità della norma
Nell'adempimento del dovere che deriva dai suoi principi, Lisa si pone
sempre nuove domande: è giusto mangiare carne, provocando così sofferenza ad
animali
innocenti? In Lisa la vegetariana, identifica la costoletta di agnello che
sta nel suo piatto con il dolce e indifeso animaletto dello zoo e, partendo
da questa sua esperienza, si converte a un rigido vegetarianesimo. Agendo
secondo i suoi principi, esemplifica un aspetto molto importante della
teoria
morale kantiana, che ci impone di verificare i principi morali delle nostre
azioni e di metter fine alle contraddizioni. Se è sbagliato rinchiudere un
animale in uno zoo, come può essere giusto nutrirsi di quello stesso animale
per soddisfare il palato? E' un modo per dare un senso all'imperativo
categorico
di Kant: "Il tuo agire sia regolato solo da quella norma che auspichi possa
diventare legge universale".
Lottando per affermare i suoi principi, Lisa rovina la grigliata di Homer.
Egli è affamato e Lisa si sente esclusa dalla sua famiglia e dall'intera
comunità,
fino a quando non trova rifugio sulla terrazza di un negoziante vegetariano
Hindu, certo Apu, dove si trova in sintonia con altri vegetariani, che
condividono
le sue stesse idee ed esclama: "Quando tutti questi matti impareranno che si
può essere perfettamente sani nutrendosi di verdure, frutta, cereali e
formaggio?"
Ma il buon Apu replica, "Oh, formaggio!" e Lisa riconosce l'arroganza del
suo senso di superiorità morale scoprendo che altri hanno standards più
elevati:
Apu, che non mangia formaggio, consiglia tolleranza e Lisa, grazie a questa
esperienza, acquista una maggiore consapevolezza morale: "Mi rendo conto di
essere stata troppo dura con molte persone, soprattutto con mio padre,
grazie, gente."

Etica e convenzioni sociali
Lisa focalizza l'attenzione su saldi principi morali e mette in crisi chi
accetta i consueti compromessi, di conseguenza si trova isolata e soffre
molto
di questo isolamento, vorrebbe invece stima e amicizia, vorrebbe piacere ed
essere popolare. Essendo una Simpson non è una santarellina e non è nemmeno
una che cerca la felicità semplicemente facendo ciò che fanno tutti, Ama
l'avventura, come suo fratello, ma le sue sono avventure di tipo morale, non
fisico.
Per questi motivi, i valori etici sono maggiormente evidenziati negli
episodi di Lisa, in senso positivo e non negativo come in quelli di Homer.
Nell'episodio La guerra segreta di Lisa Simpson, il suo isolamento morale è
illustrato graficamente nel suo scontro con l'accademia militare a cui viene
mandato Bart, nella speranza che la severa disciplina militare riesca ad
aver ragione dei suoi scatti di ribellione. Dal positivo adattamento di Bart
alla
scuola siamo indotti a pensare che questa difficilmente sia il modo giusto
per correggere possibili tendenze alla delinquenza. "Il mio insegnante più
simpatico
dice che sono un bastardo," sbotta il ragazzo; I Simpson spesso mette in
evidenza questo genere di considerazioni morali a proposito delle
convenzioni
sociali.
Nel precedente episodio non è tanto Bart al centro dell'attenzione, quanto
Lisa, che a sua volta vuole essere arruolata, perché è alla ricerca
dell'occasione
che il tran-tran della sua scuola non le può offrire, inoltre è interessata
a far valere la sua posizione di donna alla ricerca di un trattamento pari
a quello dell'uomo. Il suo arrivo all'accademia come prima ragazza arruolata
smuove dal loro torpore i ragazzi, ma per lei non è facile farsi accettare.
Sola e circondata da una diffidenza maschile calvinistica, Lisa si consola
con i pensieri di Emily Dickinson: "Anche lei si sentì isolata e seppe
scrivere
bellissime poesie, ma poi diventò matta!"
Davanti agli altri Bart la tiene alla larga, ma quando si trovano da soli le
confessa: "Mi dispiace di essere freddo con te, Lisa, ma non voglio che i
miei compagni mi credano debole!" Ma, in segreto, di notte aiuta la sorella
ad allenarsi per eseguire un esercizio difficilissimo, consistente
nell'attraversare
uno strapiombo reggendosi a una corda. Lei alla fine riesce a superare la
prova, accompagnata dalle urla dei commilitoni "Cadi, cadi, cadi!", mentre
Bart
trova il coraggio di levare finalmente in suo favore un grido di
incoraggiamento: anche lui si rende conto di non poter abbandonare
completamente sua sorella.


Il dolore di Lisa e il sassofono
E' un personaggio che rappresenta la natura conflittuale del dovere morale e
la necessità di sacrificio personale. La sua è una sofferenza provocata
dall'adesione
ad un principio morale da parte di una ragazza precoce e sensibile, il suo
amore profondo per la vita e la bellezza coesiste con un non meno profondo
impegno
per la verità e la bontà, che la portano a frustrazioni e dolore, espressi
attraverso il suono struggente del sassofono. Kant sostiene che la bellezza
e l'arte conducono verso una vita morale più elevata: quando la vita
concreta sembra allontanarsi da questa possibilità, la tristezza dell'anima
di Lisa
si esprime attraverso il lamento del sassofono. Nel personaggio di Lisa, la
commedia dei Simpson ci avvicina alla profondità della tragedia.
Nell'episodio Il pianto di Lisa, il tema è il patriottismo convenzionale.
Durante una lezione di musica, invece di suonare le semplici note di un inno
patriottico, Lisa improvvisa un a-solo di jazz con il sassofono e
l'insegnante osserva che quelle note non fanno parte dell'inno. "Ma
descrivono il mio
Paese," risponde la ragazza, "Volevo dar voce al povero che vive nella
macchina, al contadino dello Iowa a cui qualche burocrate insensibile ha
tolto la
terra, al minatore della Virginia." "Bene, cara," risponde l'insegnante, "ma
nessuno di questi signori verrà a sentire il nostro saggio la settimana
prossima!"

La famiglia riceve dalla scuola una lettera in cui si informa che Lisa non
ha voluto giocare a palla perché è triste, ma la spiegazione è che le regole
di quel gioco esprimono chiaramente la sua situazione di isolamento: uno dei
giocatori viene separato dagli altri, che insieme lo attaccano. Lisa, se
viene
isolata, accetta di essere colpita, ma si rifiuta di difendersi. Il problema
vero è che non c'è nessuno a cui lei possa comunicare le ragioni profonde
dalla sua malinconia: Bart e Homer sono impegnati in feroci sfide al
videogame, come potrebbero capirla? Lisa stessa tenta di darsi delle
spiegazioni:
"Mi sto chiedendo, cambierebbe qualche cosa se io non esistessi del tutto?
Come possiamo dormire tranquilli, quando c'è tanta sofferenza nel mondo?
Homer
cerca di rasserenarla facendola ballare sulle ginocchia e poi, quando Marge
gli fa notare che Lisa è in un'età difficile, Homer osserva che forse la
figlia
ha un segreto: tutto sommato, si dimostra sensibile.

Come Lisa imparò a sorridere
La malinconia di Lisa comincia a migliorare quando ascolta le note lamentose
di un suo amico sassofonista, Murphy detto Gengive Sanguinanti, che suona
di notte su un ponte al chiaro di luna. Le gengive di Murphy sanguinano
perché non è mai andato dal dentista ed egli dice "C'è molto dolore nella
mia vita",
Lisa a sua volta gli espone i motivi del suo proprio disagio e Murphy a
questo punto, non potendo esserle di aiuto, le propone di comporre insieme
un canto.
Comincia Murphy: "Mi sento solo perché la mia ragazza mi ha lasciato.." E
Lisa risponde:
Mi perseguita mio fratello
Che è proprio un gran monello
E la mamma stamattina
Mi ha trattato da cretina
Ci si mette anche papà
Allo zoo sembra di stà
Chi sarà dopo di te
Infelice quanto me?
Marge interrompe la loro prestazione e dà alcuni incarichi a Lisa, "'a di
personale", dice a Gengive Sanguinanti, "Io ho paura degli sconosciuti."
Marge, prototipo della madre convenzionale, consiglia a Lisa di sorridere,
cosa che le era stata consigliata da sua mamma con queste parole: "Metti un
sorriso sul tuo viso, perché la gente dall'espressione che hai capisce se io
sono una buona madre", ma Lisa non ha voglia di sorridere e la mamma, a
questo
punto si impone: "Senti, Lisa, è molto importante, io oggi voglio che tu
sorrida, non mi importa come ti senti dentro, quello che conta è ciò che si
legge
sulla tua faccia, questo è ciò che mi ha spiegato mia mamma. Prendi i tuoi
cattivi pensieri e mandali giù, sempre più giù, fino a poterli calpestare
sotto
i piedi e ti sentirai meglio, e ti piaceranno i ragazzi, sarai invitata alle
feste e sarai felice.".
Lisa, anche se a malincuore, segue il consiglio della madre, e funziona!
"Hei", le dice un ragazzo, "bel sorriso." Interviene un altro: "Lasciala
perdere,
è mezza matta", ma Lisa continua a sorridere e il ragazzo deve ricredersi:
"Pensavo che tu fossi un tipo strano, ma devo ammettere che sei OK." "Vieni
a casa mia ad aiutarmi nel compito", dice l'altro ragazzo e per Lisa va
bene. L'insegnante, in seguito, dice di sperare che Lisa non abbia altri
accessi
di creatività sfrenata.
Di fronte a questa affermazione, Marge riconosce la fallacia dell'educazione
tradizionale e subito toglie Lisa da quella scuola. "Ecco da chi ha preso
la figlia!" osserva l'insegnante, riconoscendo i meccanismi della relazione
tra la madre e la ragazza. Marge di nuovo si rivolge a Lisa "Avevo torto,
ritiro
tutto. Sii sempre te stessa, cara, se ti senti triste, sii triste e ne
verremo fuori insieme. Quando avrai finito di sentirti triste, saremo
felici, d'ora
in avanti sorrideremo insieme."
Di fronte a questa comprensione dei suoi sentimenti profondi, Lisa sorride
per la prima volta con convinzione e, su proposta di Lisa, tutta la famiglia
va al club dove si esibisce Gengive Sanguinanti, che in omaggio "a una delle
piccole grandi signore del jazz", suona la canzone di Lisa. In compagnia
della
sua famiglia, allegra e incoraggiante- compresa la piccola Maggie con il suo
succhiotto- Lisa è raggiante. Una persona libera, indipendente e rispettosa
merita di essere felice.

(Da The Simpsons and Philosophy. The D'oh! Of Homer, Open Court, Chicago and
La Salle, Illinois, 2004. Traduzione di Vera Nicola)


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