Venerdì 29 Maggio 2026
S. Massimino; S. Orsola (Giulia) Ledochowska; S. Paolo VI
8.a del Tempo Ordinario
1Pt 4,7-13; Sal 95; Mc 11,11-25
Vieni, Signore, a giudicare la terra
PREGHIERA DEL MATTINO
Dio onnipotente, grazie di avermi creato, grazie di avermi protetto questa
notte. Nel giorno che comincia, ti affido il mio corpo e la mia anima. Rendimi
saldo nella fede e dammi la forza necessaria per resistere ad ogni male.
Restami sempre vicino oggi, in ogni pericolo e in ogni dolore, e aiutami a
rimanerti fedele.
ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è mio sostegno, mi ha liberato e mi ha portato
al largo, è stato lui la mia salvezza, perché mi vuol bene. (Sal 18,19-20)
COLLETTA
Concedi, Signore, che il corso degli eventi nel mondo si
svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace, e la tua Chiesa si
dedichi con serena fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù
Cristo...
PRIMA LETTURA
Siate buoni amministratori della multiforme grazia di Dio.
Dalla prima
lettera di san Pietro apostolo 1Pt 4,7-13
Carissimi, la fine di tutte le cose è vicina. Siate
dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate
tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati.
Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare. Ciascuno,
secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni
amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole
di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché
in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la
gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! Carissimi, non meravigliatevi
della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per
mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura
in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella
rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.
Parola di Dio.
SALMO
RESPONSORIALE (Dal Salmo 95)
R. Vieni, Signore, a giudicare la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R.
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. R.
Davanti al
Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua
fedeltà i popoli. R.
CANTO AL VANGELO (cf. Gv 15,16)
Alleluia,
alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.
VANGELO
La mia casa sarà chiamata casa
di preghiera per tutte le nazioni. Abbiate fede in Dio!
+ Dal Vangelo secondo Marco 11,11-25
Dopo essere
stato acclamato dalla folla, Gesù entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver
guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici verso
Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo
visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per
vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò
altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all'albero,
disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli
l'udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare
quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei
cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si
trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta
forse scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le
nazioni"? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi
dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti
paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando
venne la sera, uscirono fuori dalla città. La mattina seguente, passando,
videro l'albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli
disse: «Maestro, guarda: l'albero di fichi che hai maledetto è seccato».
Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a
questo monte: "Lèvati e gèttati nel mare", senza dubitare in cuor
suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico:
tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e
vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno,
perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre
colpe».
Parola del Signore.
OMELIA
Due episodi
si susseguono e s'intrecciano nel brano evangelico di Marco. Ci sorprende la
maledizione che Gesù commina ad un albero di fico senza frutti, ma ci fa
ricordare il brano dell'Apocalisse: «Tu non sei né freddo né caldo. Magari tu
fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo,
sto per vomitarti dalla mia bocca». È il rifiuto dell'indolenza e dell'apatia.
È la condanna per chi non usa i talenti ricevuti per farli fruttificare; per
tutti coloro che restano per colpa allo stato servile e di paura e non fanno
mai scattare la molla dell'amore. È poi normale che ciò che è maledetto dal
Signore diventi secco, arido. Ci ricorda l'altra parabola, della vite e dei
tralci: anche lì il tralcio che non porta frutto deve essere tagliato e gettato
nel fuoco. Gesù approfitta dello stupore degli apostoli che costatano la sorte
del fico maledetto per dare loro e a noi una fervida esortazione sulla
preghiera e sulla fede che deve accompagnarla: «Abbiate fede in Dio! In verità
vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare
in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. Per
questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di
averlo ottenuto e vi sarà accordato. Quando vi mettete a pregare, se avete
qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei
cieli perdoni a voi i vostri peccati». L'altro episodio riguarda i venditori
del tempio, coloro che hanno fatto della casa del Signore da un luogo di
preghiera, una spelonca di ladri. Gesù, preso da santo zelo, si erge a
difensore del vero culto da rendere a Dio; egli vuole recuperare la santità del
tempio, dove il Padre ha posto la sua dimora tra gli uomini. Vuole liberare la
sua Chiesa sin dal suo nascere dalla tentazione della simonìa. Mercanteggiare
le cose di Dio è un gravissimo peccato perché significa svilirne i valori
incommensurabili e vendere ciò che non ci appartiene, ma viene dato come dono
nell'assoluta gratuità. Il gesto è poi sacrilego perché si consuma all'interno
della Casa del Signore, dove è più viva la sua divina presenza. C'è poi un
richiamo indiretto all'uso e abuso del denaro, che spesso tiranneggia noi
mortali facendoci credere che abbia un potere che in realtà non possiede.
(Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, da te
provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro servizio
sacerdotale: fa' che l'offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio
della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Voglio
cantare a Dio per il bene che mi ha fatto, voglio lodare il nome del Signore
Altissimo.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre
misericordioso, il pane eucaristico che ci fa tuoi commensali in questo mondo,
ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna. Per Cristo nostro
Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Signore
nostro Dio, tu sei luce per il credente e sei vita per il santo. Tu ci hai
salvato per mezzo della morte e risurrezione del tuo Figlio. Perdonaci tutti i
peccati che abbiamo commesso oggi. Guarda la nostra miseria e la nostra
debolezza, fa' che troviamo presso di te il perdono. Ascolta la nostra
preghiera e ripetici, una volta ancora, che Gesù Cristo, tuo Figlio, ci
prodigherà sempre la sua presenza e il suo aiuto.