Domenica 4 Gennaio 2026
S. Angela da Foligno; S. Elisabetta A. Seton; Ss.
Ermete e Caio
2.a dopo Natale
Sir 24,1-2.8-12 NV 24.1-4.12-16; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi
PREGHIERA DEL MATTINO
Mio Dio, Padre di infinita potenza, ti ringrazio perché mi hai svegliato a
celebrare il tuo amore che si rivela nell'Incarnazione del tuo Figlio
unigenito. Verbo incarnato per amore: che questo giorno sia una lode perenne
della tua umiltà. Nello Spirito Santo, che in te, divenuto carne, si è abituato
a riposare nel cuore umano.
ANTIFONA D'INGRESSO
Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa, mentre la notte giungeva a metà
del suo corso, il tuo Verbo onnipotente, o Signore, è sceso dal cielo, dal
trono regale.
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, luce dei credenti, riempi della tua gloria il mondo
intero, e rivelati a tutti i popoli nello splendore della tua verità. Per il
nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA
La sapienza di Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto.
Dal libro del Siracide 24,1-4.8-12
La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto, in mezzo al
suo popolo proclama la sua gloria. Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca,
dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria, in mezzo al suo popolo viene
esaltata, nella santa assemblea viene ammirata, nella moltitudine degli eletti
trova la sua lode e tra i benedetti è benedetta, mentre dice: «Allora il
creatore dell'universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece
piantare la tenda e mi disse: "Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità
in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti". Prima dei secoli,
fin dal principio, egli mi ha creata, per tutta l'eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è
a mia eredità, nell’assemblea dei santi ho preso dimora».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 147)
R: Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. R.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.
SECONDA LETTURA
Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 1,3-6.15-18
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con
ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima
della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella
carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo,
secondo il
disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di
cui ci ha gratificati nel Figlio amato. Perciò anch'io Paolo, avendo avuto
notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell'amore che avete verso tutti i
santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere,
affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia
uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui;
illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi
ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (cf. 1Tm 3,16)
Alleluia, alleluia.
Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti;
gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.
Alleluia.
VANGELO
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 1,1-18
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli
era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di
lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la
luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno
vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come
testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo
di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e
il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha
riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo
hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono
nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di
uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad
abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come
del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni
gli da testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo
di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti
abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai
visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha
rivelato.
Parola del Signore.
OMELIA
È un brano di alta teologia quello che ancora una volta leggiamo in questa
domenica. L'espressione di San Giovanni: "Il Verbo fatto carne ed è venuto
ad abitare in mezzo noi", con quelle che seguono sulla luce e sulle
tenebre, sul rifiuto e sull'accoglienza, traccia tutta la storia della
redenzione del Figlio di Dio, la sua apparizione nel mondo come Luce
dell'umanità, l'orrendo peccato dell'uomo e la deificazione di coloro che
invece l'hanno accolto nella fede e nella vita. Inizia con l'enigmatica
espressione "In principio" per ricordarci che il nostro essere, e non
solo la nostra storia, è indissolubilmente legata all'Autore della vita. Pare
quasi che l'evangelista voglia ricondurci alle origini per ricordarci l'atto
creativo di Dio, le nostre origini nell'amore e la continuità nel tempo di
quell'amore, che raggiunge il suo culmine proprio con l'incarnazione del Verbo.
Sarebbe triste ed imperdonabile per noi se il passare dei giorni ci
distogliesse dal pensiero e dal profondo significato del Natale. È troppo
coinvolgente quella storia per poterla dimenticare, legarla solo ad un breve e
fugace periodo. Ciò anche perché non è finita purtroppo la lotta tra le tenebre
del male e la Luce che Cristo ci vuole donare. "Venne tra la sua gente, ma
i suoi non l'hanno accolto", meritiamo ancora questo rimprovero in tempi
in cui le tenebre assumono il lugubre significato di lotte e di guerre
distruttrici? O ci siamo assuefatti e rassegnati al nostro buio? Potrebbe
accadere che Dio si è umiliato nella carne e noi rifiutiamo di immergerci nella
divinità. Sarebbe il massimo della stoltezza. Già un profeta, rivolgendosi a
Gerusalemme, città simbolo della futura chiesa, andava ripetendo: "Alzati,
rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla su di
te. Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le
nazioni". Isaia pare descriva il nostro tempo e i nostri giorni.
(Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, o Padre, questi doni con la grazia del Natale del tuo unico Figlio,
che a tutti i credenti indica la via della verità e promette la vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
A tutti quelli che lo hanno accolto il Verbo incarnato ha dato il potere di
diventare figli di Dio.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento agisca in noi, Signore Dio nostro, ci purifichi dal male e
compia le nostre aspirazioni di giustizia e di pace. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Solo lo Spirito può introdurci nella contemplazione del mistero
dell'incarnazione del Verbo e farcene scoprire l'intima ragione, la sua
intrinseca convenienza e bellezza. Il Figlio di Dio si è fatto uomo perché
l'uomo potesse divenire figlio di Dio; Dio si è introdotto nella nostra
condizione umana, perché l'uomo fosse introdotto nella condizione divina. Il
mistero di questa "discesa divina" che è "ascesa umana" è
il centro della meditazione della Chiesa in questi giorni. In esso contempliamo
in primo luogo l'amore di Dio che svela se stesso e chiama l'uomo all'alleanza
con lui: è un amore che non ha altra ragione d'essere che se stesso. La sua
gratuità è completa e l'uomo può solo lodare e ringraziare, senza fine. In esso
contempliamo l'umiltà del Verbo Incarnato, "che non considerò il suo
essere uguale a Dio come un tesoro da tenere gelosamente", ma assume la
nostra condizione: l'umiltà che condivide è il linguaggio dell'amore.
Mons. CARLO CAFFARRA