Domenica 13 Aprile 2025
S. Martino I; S. Ermenegildo; B. Ida
DOMENICA DELLE PALME (anno C) [PASSIONE DEL SIGNORE]
Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Lc 22,14 – 23,56
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
PREGHIERA DEL MATTINO
"Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme". Lo
ascolto sempre, nel Vangelo, prima della processione. Signore, tu ti metti in
cammino per salvarmi. Ti metti in cammino tra le grida di gioia: "Osanna!
Sia benedetto il Re!". E all'orizzonte si profila il Golgota... Entro in
un nuovo giorno e, con te, entro nella settimana santa. Entro nella tua
passione e nella tua morte, al mio posto e per me.
ANTIFONA
Osanna al Figlio di Davide. Benedetto colui che viene nel nome del Signore: è
il Re d'Israele. Osanna nell'alto dei cieli.
ANTIFONA D'INGRESSO
Sei giorni prima della solenne celebrazione della Pasqua, quando il Signore
entrò in Gerusalemme, gli andarono incontro i fanciulli: portavano in mano rami
di palma, e acclamavano a gran voce: Osanna nell'alto dei cieli: Gloria a te
che vieni, pieno di bontà e di misericordia. Sollevate, porte, i vostri
frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re
della gloria? Il Signore degli eserciti è il re della gloria. Osanna nell'alto
dei cieli: Gloria a te che vieni, pieno di bontà e di misericordia.
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo
Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa'
che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per
partecipare alla gloria della risurrezione. Egli è Dio e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA
Non ho sottratto la faccia agli insulti e
agli sputi, sapendo di non restare confuso.
Dal libro del profeta Isaia 50,4-7
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io
ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho
opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai
flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho
sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per
questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 21)
R: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
"Si rivoga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!". R.
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa. R.
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto. R.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d'Israele. R.
SECONDA LETTURA
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio
lo esaltò.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 2,6-11
Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio
l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se
stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo
Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel
nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e
ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Fil 2,8-9)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO
La passione del Signore.
+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca 22,14- 23,56
Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione
C Quando fu l'ora, Gesù prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse
loro: + "Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della
mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia
nel regno di Dio". C E ricevuto un calice, rese grazie e disse: +
"Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento
non berrò più del frutto della vite, finche non verrà il regno di Dio".
Fate questo in memoria di me
C Poi preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: +
"Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di
me". C E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: +
"Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per
voi". Guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! «Ma
ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio
dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell'uomo dal quale
egli viene tradito!».
C Allora essi cominciarono a domandarsi l'un l'altro chi di loro avrebbe fatto
questo. Io sto in mezzo a voi come colui che serve E nacque tra loro anche una
discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: +«I re
delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati
benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come
il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande,
chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto
in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con
me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l'ha
preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E
siederete in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele. Tu, una volta
convertito, conferma i tuoi fratelli Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati
per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non
venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».
C E Pietro gli disse: P «Signore, con te sono pronto ad andare anche in
prigione e alla morte».
C Gli rispose: + «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu,
per tre volte, abbia negato di conoscermi». Deve compiersi in me questa parola
della Scrittura
C Poi disse loro: + «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi
è forse mancato qualcosa?».
C Risposero: P «Nulla». C Ed egli soggiunse: + «Ma ora, chi ha una borsa la
prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne
compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della
Scrittura: E fu annoverato tra gli empi. Infatti tutto quello che mi riguarda
volge al suo compimento». C Ed essi dissero: P «Signore, ecco qui due spade».
C Ma egli disse: + «Basta!». Entrato nella lotta, pregava più intensamente C
Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo
seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: + «Pregate, per non entrare in
tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in
ginocchio e pregava dicendo: + «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». C Gli apparve allora un
angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più
intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra.
Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano
per la tristezza. E disse loro: + «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non
entrare in tentazione». Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?
C Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava
Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli
disse: + «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?».
C Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero:
P «Signore, dobbiamo colpire con la spada?».
C E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio
destro. Ma Gesù intervenne dicendo: + «Lasciate! Basta così!».
C E, toccandogli l'orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti
contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: +
«Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con
voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l'ora vostra
e il potere delle tenebre». Uscito fuori, Pietro pianse amaramente
C Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del
sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo
al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una
giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente,
disse: P «Anche questi era con lui».
C Ma egli negò dicendo: P «O donna, non lo conosco!». C Poco dopo un altro lo
vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!».
C Ma Pietro rispose: P «O uomo, non lo sono!». Passata circa un'ora, un altro
insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo».
C Ma Pietro disse: P «O uomo, non so quello che dici». C E in quell'istante,
mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo
sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva
detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito
fuori, pianse amaramente. Fa' il profeta! Chi è che ti ha colpito? E intanto
gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli
bendavano gli occhi e gli dicevano: P «Fa' il profeta! Chi è che ti ha
colpito?».
C E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo. Lo condussero
davanti al loro sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi
dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro sinedrio e gli
dissero: P «Se tu sei il Cristo, dillo a noi».
C Rispose loro: + «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi
interrogo, non mi risponderete. Ma d'ora in poi il Figlio dell'uomo siederà
alla destra della potenza di Dio». C Allora tutti dissero: P «Tu dunque sei il
Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: + «Voi stessi dite che io lo
sono».
C E quelli dissero: P «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L'abbiamo
udito noi stessi dalla sua bocca». Non trovo in quest'uomo alcun motivo di
condanna
C Tutta l'assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad
accusarlo: P «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro
popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». C
Pilato allora lo interrogò: P «Sei tu il re dei Giudei?». C Ed
egli rispose: + «Tu lo dici».
C Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: P «Non trovo in quest'uomo
alcun motivo di condanna».
C Ma essi insistevano dicendo: P «Costui solleva il popolo, insegnando per
tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui».
C Udito ciò, Pilato domandò se quell'uomo era Galileo e, saputo che stava sotto
l'autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch'egli
a Gerusalemme. Erode con i suoi soldati insulta Gesù Vedendo Gesù, Erode si
rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito
parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò,
facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i
capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell'accusarlo. Allora anche
Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso
una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato
diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
Pilato abbandona Gesù alla loro volontà Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti,
le autorità e il popolo, disse loro: P «Mi avete portato quest'uomo come
agitatore del popolo. Ecco, io l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato
in quest'uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti
ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò,
dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà».
C Ma essi si misero a gridare tutti insieme: P «Togli di mezzo costui!
Rimettici in libertà Barabba!».
C Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per
omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù.
Ma essi urlavano: P «Crocifiggilo! Crocifiggilo!».
C Ed egli, per la terza volta, disse loro: P «Ma che male ha fatto costui? Non
ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò
in
libertà».
C Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le
loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse
eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e
omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere. Figlie di
Gerusalemme, non piangete su di me Mentre lo conducevano via, fermarono un
certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce,
da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di
donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù,
voltandosi verso di loro, disse: + «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di
me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei
quali si dirà: "Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni
che non hanno allattato". Allora cominceranno a dire ai monti:
"Cadete su di noi!", e alle colline: "Copriteci!". Perché,
se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
C Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano
malfattori. Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno Quando
giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a
destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: + «Padre, perdona loro perché non
sanno quello che fanno». C Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Costui è il re dei Giudei Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano
dicendo: P «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio,
l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli
dell'aceto e dicevano: P «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso».
C Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Oggi con
me sarai nel paradiso Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: P «Non
sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!».
C L'altro invece lo rimproverava dicendo: P «Non hai alcun timore di Dio, tu
che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello
che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di
male».
C E disse: P «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». C Gli
rispose: + «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Padre, nelle
tue mani consegno il mio spirito C Era già verso mezzogiorno e si fece buio su
tutta la terra fino alle tre del pomeriggio,perché il sole si era eclissato. Il
velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: +
«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». C Detto questo, spirò.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo:
P «Veramente quest'uomo era giusto».
C Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo,
ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i
suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano
da lontano a guardare tutto questo. Giuseppe pone il corpo di Gesù in un
sepolcro scavato nella roccia Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro
del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e
all'operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava
il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose
dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella
roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della
Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con
Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era
stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli
profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.
Parola del Signore.
OMELIA
Prima i rami d'ulivo, i mantelli stesi a terra a mo' di tappeti, l'Osanna al
Figlio di Davide e poi... la condanna, il «crocifìggilo». Vengono denunciate
così palesemente, le tremende contraddizioni dei comportamenti umani: un
effimero trionfo tributato a Cristo riconosciuto Figlio di Davide, Re e Signore
e poi, forse le stesse voci che l'osannano, gridano perché sia crocifisso e
fatto tacere per sempre. Comprendiamo così il significato recondito delle
nostre peggiori passioni e gli effetti devastanti di una miopia spirituale, che
oscura il bene e ci immerge in pensieri e in trame di morte. Fa sempre piacere
poter acclamare qualcuno da cui attendiamo soluzioni facili ed immediate ai
nostri più pressanti problemi. Gesù che aveva rifiutato di essere acclamato Re,
dopo la moltiplicazione dei pani, che dirà a Pietro, che tenta di difenderlo
con la spada, il mio Regno non è di questo mondo, oggi acconsente di entrare
trionfalmente a Gerusalemme, la città santa, per far comprendere che, prima di
essere vittima degli uomini, egli, come vero Re, va incontro liberamente alla
passione e alla morte. La sua passione è sì una terribile trama ordita dai suoi
nemici e causata dai nostri peccati, ma anzitutto è un disegno divino, una
manifestazione palese dell'amore misericordioso del Padre, una esigenza della
giustizia divina, una docile ed umile accettazione da parte di Cristo Gesù.
Ecco perché accetta di essere acclamato re: è un altro modo per preannunciare
la sua gloriosa risurrezione, il suo trionfo sulla morte. Il nostro Osanna
quindi lo rivolgiamo a colui che già contempliamo nella fede come nostro vero
ed unico Re e Signore, come redentore nostro e come colui che da trionfatore ci
precede nella gloria. Le nostre acclamazioni non cesseranno perciò in questa
domenica, ma diventeranno il nostro perenne rendimento di grazie, la nostra
lode senza fine, che esploderanno in un gioioso Alleluia pasquale. (Padri
Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio affretti il giorno del tuo
perdono; non lo meritiamo per le nostre opere, ma l'ottenga dalla tua
misericordia questo unico mirabile sacrificio. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Padre, se questo calice non può passare senza che io lo beva, sia fatta
la tua volontà".
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni, e con la morte del tuo
Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa' che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua,
che è Cristo, "al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen". Egli
scese dai cieli sulla terra per l'umanità sofferente; si rivestì della nostra
umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. Prese su di sé le
sofferenze dell'uomo sofferente attraverso il corpo soggetto alla sofferenza, e
distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse la morte
omicida. Egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello,
ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall'Egitto, e ci salvò dalla
schiavitù del demonio come dalla mano del faraone. Contrassegnò le nostre anime
con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue. Egli è
colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè
il faraone. Egli è colui che percosse l'iniquità e l'ingiustizia, come Mosè
condannò alla sterilità l'Egitto. Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù
alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla tirannia al
regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per
sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza. Egli è colui che prese su di sé
le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu
legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu
esposto sulle acque in Mosè, e nell'agnello fu sgozzato. Fu perseguitato in
Davide e nei profeti fu disonorato. Egli è colui che si incarnò nel seno della
Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti,
salì alle altezze dei cieli. Egli è l'agnello che non apre bocca, egli è
l'agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnella senza macchia. Egli fu preso
dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte.
Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla
decomposizione. Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l'umanità dal
profondo del sepolcro.
MELITONE DI SARDI