Domenica 27 Aprile 2025
S. Zita; S. Liberale; B. Nicola Roland
2.a di Pasqua (anno C) [DIVINA MISERICORDIA]
At 5,12-16; Sal 117; Ap 1,9-11a.12-13.17-19; Gv 20,19-31
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre
PREGHIERA DEL MATTINO
"Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto
crederanno!". Signore, nel tuo Figlio Gesù tu hai compiuto l'avvenimento
più straordinario di tutti i tempi, ma non l'hai fatto in modo da obbligarci a
credere. Tu non forzi la nostra libertà, ci lasci liberi di scegliere, liberi
di credere, liberi di amarti. Tu hai messo a nostra disposizione una potenza
che mai nessuna scienza giungerà ad eguagliare, e noi l'abbiamo resa arida con
il nostro dubitare. Signore, tu sei la risurrezione e la vita. Io credo, ma
vieni ad accrescere la mia fede perché la tua potenza di vita in me possa
trasformarmi secondo la tua immagine. Io so che tu in me puoi tutto, ma che non
farai nulla senza il mio "Fiat": tu aspetti il mio accordo per
compiere la tua volontà. Se solo noi avessimo la fede come un granello di
senape, tu potresti trasformare il mondo. Gloria alla tua risurrezione, Cristo!
Gloria alla tua regalità! Gloria a te che governi ogni cosa per amore verso gli
uomini!
ANTIFONA D'INGRESSO
Come bambini appena nati, bramate il puro latte spirituale, che vi faccia
crescere verso la salvezza. Alleluia.
COLLETTA
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del
tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti
comprendiamo l'inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello
Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti. Per il nostro
Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA
Venivano aggiunti credenti al Signore,
una moltitudine di uomini e di donne.
Dagli Atti degli Apostoli 5,12-16
Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti
erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava
associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Sempre più, però, venivano
aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che
portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle,
perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.
Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e
persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 117)
R: Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! R.
Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina. R.
SECONDA LETTURA
Ero morto, ma ora vivo per sempre.
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo 1,9-11a.12-13.17-19
Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella
perseveranza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della
parola di Dio e della testimonianza di Gesù. Fui preso dallo Spirito nel giorno
del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva:
«Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese». Mi voltai
per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri
d'oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, con un abito
lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. Appena lo vidi,
caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse:
«Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo
per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che
hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto:
beati quelli che non hanno e hanno creduto!.
Alleluia.
VANGELO
Otto giorni dopo venne Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 20,19-31
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte
del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù,
stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani
e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo:
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo,
soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i
peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno
perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando
venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma
egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il
mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non
credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro
anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a
voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi
la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».
Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai
veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati
scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù
è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo
nome.
Parola del Signore.
OMELIA
L'evangelista Giovanni, con rara efficacia, riesce a mostrarci, ricorrendo alla
descrizione degli elementi esteriori, le situazioni interiori delle persone:
nella pericope odierna prevalgono inizialmente le tenebre, il buio della notte,
le porte chiuse, il timore dei giudei. Noi leggiamo il tutto anche in senso
traslato e spirituale. Scopriamo il buio dei cuori, le chiusure degli animi e
il persistere della paura. Sono questi sentimenti che ci accomunano agli
apostoli e coincidono quasi sempre con l'assenza di Cristo o preludono ad un
suo consolante intervento. Quante volte costatiamo che egli si inserisce dentro
le nostre storie, dentro il nostro buio per diventare la nostra luce, darci il
suo conforto. Mostra le sua mani trapassate dai chiodi, il suo costato
squarciato dalla lancia per sollecitarci a comprendere il recondito valore che
egli ha voluto dare alla sofferenza in tutte le sue manifestazioni e come anche
le nostre, se unite alle sue, diventano motivo di redenzione e di salvezza.
Egli l'ha sperimentato sulla sua carne, ha sperimentato anche il buio del
sepolcro, ma proprio per quei patimenti ora può dire con efficacia: «Pace a
voi!» e infondere coraggio ai suoi che sono al buio e spauriti. Per il
sacrificio offerto al Padre, ora può alitare amore sugli Apostoli e dare loro
il mandato di assolvere e perdonare, un amore da trasfondere con il sacramento
della riconciliazione. Tommaso non crede alla testimonianza dei suoi compagni.
Egli desidera una testimonianza più forte, vuole toccare con mano i segni della
passione sul corpo del suo Signore, vuole attraverso quei segni sorbire l'amore
per credere e amare. Gesù soddisfa il suo desiderio e gode della risposta
dell'Apostolo incredulo: «Signore mio e Dio mio». Soltanto da Tommaso
ascoltiamo una simile espressione così turgida di fede e di amore. Il Signore
si rivolge poi a noi definendoci beati se siamo capaci di credere non con la
visione della carne, ma solo con lo sguardo della fede. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore. l'offerta del tuo popolo e dei nuovi battezzati: tu
che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, guidaci alla felicità
eterna. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi e non essere
incredulo, ma credente". Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto continui
a operare nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
San Tommaso amava Gesù, il maestro che lo scelse come apostolo, e si mise
interamente al suo servizio. Ma, quando vide Gesù crocifisso, vacillò nella
fede, come tutti gli altri. E non si può negare il fatto seguente: i suoi dubbi
non furono solamente, come per gli altri, il risultato delle circostanze. Fu
per lui l'effetto di una pericolosa condizione dello Spirito. Stando a san
Giovanni, secondo le stesse parole del Salvatore, si vede bene che egli
meritava più degli altri il biasimo di Gesù. Si era isolato da tutti, rifiutò
violentemente la testimonianza, non di uno solo ma di tutti gli altri: "Se
non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo
costato, non crederò". Abbiamo visto manifestarsi il suo dubbio interiore
anche prima della risurrezione. Tommaso voleva, prima di tutto, delle prove
riguardo la missione del suo maestro: "Signore, non sappiamo dove vai e
come possiamo conoscere la via?". Con un tale stato d'animo, Tommaso non
poteva non sentire la medesima esigenza di prove tangibili all'annuncio della risurrezione.
In mancanza di prove, egli rifiuta di credere e mette in dubbio ogni cosa
riguardo al suo maestro. Fino a quando non gli venga tutto dimostrato. È in
quel momento che sopraggiunge il Salvatore per colmare il suo desiderio. Ma gli
rimprovera fermamente la sua ostinazione. L'apostolo, sottomesso e ormai
fiducioso, si sente dire ciò che oggi concerne tutti: "Perché mi hai
veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto, crederanno!".
Card. JOHN HENRY NEWMAN