VOLERE IL BENE
Scriveva san Girolamo: «Il beato Giovanni Evangelista, mentre trascorreva ad Efeso gli ultimi anni della sua esistenza, veniva con fatica portato in braccio in chiesa dai suoi discepoli e non poteva né parlare a lungo, né dire in ogni omelia nient'altro che questo: "Figlioli, amatevi gli uni gli altri!". Fino a che un giorno i fratelli e i discepoli che erano presenti, annoiati per il fatto di ascoltare sempre le medesime parole, gli chiesero: "Maestro, perché dici sempre questo?". Ed egli rispose con una sentenza degna di Giovanni: "Perché è il comandamento del Signore e, se solo lo si osservasse, basterebbe"».
Devo questa citazione a Lessing, che la commenta e la drammatizza nel dialogo II testamento di Giovanni, aggiungendo che "meriterebbe di essere scritta in tutte le chiese, nel posto più visibile, in lettere dorate".
Io penso che tutto alla fine nella religione si risolva qui e proprio qui trovi la sua verifica concreta e assoluta: volersi bene, volere il bene, niente altro che il bene. Non il dogma, non la Bibbia, non la liturgia. Se si arriva a volere il dogma, la Bibbia e la liturgia è solo nella misura in cui sono al servizio e in funzione del bene. Non c'è alcuna sospensione teologica dell'etica, al contrario c'è una sospensione etica della teologia.
#IoeDio #VitoMancuso #Garzanti
A stasera
Maurizio