Salvatore Calone, capozona della zona Cavalleggeri d’Aosta e Bagnoli, fratello del pentito di camorra Ciro (detto “Ciruzzo chiò chiò”), estorsore dei clan Calone (dominante a Posillipo, alleato prima del clan Paesano, estintosi con l’assassinio del boss Giovanni, poi dei Licciardi e dei Contini), e di Paolo Sorprendente, una delle costole della Nuova mafia flegrea, la consorteria criminale nata quindici anni fa a ridosso della periferia ovest di Napoli. Sono i cassieri che taglieggiavano bar, ristoranti, negozi e perfino gli ormeggiatori della baia. Un business a sei zeri portato a termine sotto lo stretto controllo dei clan dell’Alleanza di Secondigliano.
Si erano organizzati in «cellule. operative» autonome, ma tutte legate a una «struttura centrale» guidata dal boss, pentitosi nel 2002, Bruno Rossi, detto “o corvo”. Così la «Nuova camorra flegrea», aveva messo sotto racket decine di attività commerciali dei quartieri della zona occidentale. Il clan gestiva anche il totocalcio clandestino, il mercato dei cd contraffatti illegalmente, la droga. E guardava con interesse alla prospettiva della bonifica di Bagnoli.
Con Antonio Venosa e Marco Pastacaldi, Salvatore CàIone è stato accusato del tentato omicidio di Ciro Vitolo, commesso nel 2001 durante lo scontro con il clan D'Ausilio.
“Si è buttato in braccia alle guardie per 100mila lire che non gli abbiamo dato, hai capito un po'?.”
“E non possiamo intervenire sulla madre?.”
“No.”
“È un bastardo!.”
Così i fratelli Calone, Ciro e Salvatore, commentavano al telefono la decisione di Luigi Pizzone di pentirsi e pensavano alle possibili contromisure.
Salvatore Calone è stato condannato a 18 anni per il reato di Estorsione Aggravata. È accusato di tentato omicidio e Associazione a delinquere di stampo camorristico.
Non mangia, soffre di crisi di panico con accessi autolesionistici. Più volte si è tagliato le vene.
La madre Brigida e la sorella Anna vivono in una casa di proprietà del Comune con un affitto di 38 euro mensili.
Hanno rifiutato il programma di protezione.
Il fratello Ciro risiede in una località protetta.
(fonti” “mafie italiane” “Centro Impastato” “il Golfo” “Repubblica”)