L'urlo di Salvatore Calone (dal carcere di Biella)

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Duncan

unread,
May 5, 2011, 8:12:58 PM5/5/11
to LA NUOVA REPUBBLICA (renovatio)
Di tanto in tanto giungono lettere come questa. Lettere di anime
smarrite, di uomini in cerca di aiuto, o di un modo, qualsiasi esso
sia, per fare uscire la propria voce. Uomini come te che stai
leggendo.. come te. In carne ed ossa. Esistono. Sepolti vivi per anni.
Chiusi a sbattere la testa… a riempirsi d’ansia e di paure, fino a
sviluppare problematiche psichiatriche. Questi uomini esistono. Questi
uomini parlano a te..

Uomini sotterrati per anni in regimi “inquietanti”.. come nella
tortura del 41 bis. Ed è stato proprio questo il caso di Salvatore
Calone, detenuto a Billa, di cui pubblico oggi la lettera.. Sì, amico
che leggi.. proprio quel 41 bis che bisogna elogiare a pieni polmoni,
e applaudire fino a incendiarsi le mani.. per dimostrare di essere un
vero democratico, un vero antimafasioso, un vero uomo dalla “parte
giusta”. Quel 41 bis che è tortura, e violenta disumanamente gli
affetti più cari.

La lettera di Salvatore Calone non è molto chiara. Gli scriverò, e
cercherò di capirne di più. Ad esempio non ho capito se anche
attualmente è al 41 bis. Ma credo di no, dato che non ho visto il
visto della censura (che è presente per tutte le lettere di detenuti
sottoposti al 41 bis). Sicuro è che è stato sepolto in quel regime
violento e immorale per almeno sei anni. Da quanto pare di capire
qualche problematica psichiatrica Salvatore Calore dovrebbe averla
sempre avuta.. ma col 41bis i suoi disturbi si sono incrementati.

Tenete pure conto che la moglie sta portando avanti la separazione.

Ma ciò che lo ossessiona di più è la sua bambina.. la sua figlia.. che
per sei anni (sempre se il 41 bis adesso non è più presente) ha
poptuto vedere al massimo un’ora al mese, da dietro un vetro e con un
citofono (è così che si fanno i colloqui al 41 bis). Figlia verso la
quale si sente responsabile e in colpa.

Sì amico mio.. Salvatore Calone è come te… un essere umano come te…
che ha passato notti tormentose.. che ha inflitto al proprio corpo
tanti atti di autolesionismo per la disperazione, l’impotenza e la
rabbia che questo sistema genera e che lui ha rivolto ( e rivolge? )
contro se stesso.

Cercherò di saperne di più..

Ma tu intanto leggi.. sì lo so che c’è la partita o devi fare una
passeggiata… ma prenditi ora due minuti per leggere.. e per sapere che
ci sono, proprio in questo momento, uomini come Salvatore Calone.

--------------------------
Signor Alfredo Cosco

Mi chiamo Salvatore Calone, Il sottoscritto è affetto a da vari
problemi psichiatrici, ed è anche seguito da chi si mette dietro ad
una scrivania con quella penna tra le mani e scrive ciò che non vede
in realtà, lo stato psichico del sottoscritto.

Sono passati quasi sei anni da quando sono stato sottoposto al regime
duro. Allora avevo già una figlia piccola di due anni. E questi miei
sei anni sono passati come un vero supplizio. Soffro di atti di
autolesionismo. Ciò corrisponde a verità, come accertato da indagini
condotte nel carcere duro, ovvero il regime del 41 bis O.P.

Oggi il mio essere in un carcere lontano circa mille chilometri dai
miei famigliari e dalla mia piccola principessina che si chiama Rita
(credo che il senso fosse.. che questo suo essere fosse tromentoso,
anche se la frase finiva con Rita). Con la mia consorte ho una
separazione in corso, e posso dirvi che mi è stato assai difficile
fare capire a mia figlia perchè, anche stando chiuso fisicamente, il
mio primo pensiero è la mia principesina. Ogni mese che la vedo non
posso fare a meno di acquistare ciò che lei desidera.

Lavoro dal 2003. Fino ad oggi ho cercato il trasferimento qui, presso
il Magistrato di Sorveglianza di Vercelli. Ora sto aspettanto il 28 –
10 – 2011; perchè il Magistrato si è preso il tempo per decidere, per
vagliare tutte le copie delle mie cartelle cliniche, sia mie, e sia
dei miei cari genitorie d i mia figlia.

Qui ho chiesto di lavorare appena sono entrato, per avere la
possibilità di scaricare il mio stato ansioso. Qui il lavoro non
promette ciò di cui un detenuto ha veramente bisogno, sia per se
stesso sia per rispettare una sentenza del giudice che l’ha messa per
iscritto.. basta che gli parli, gli comunichi, gli fai vedere la
sentenza. Ma, come diciamo a Napoli, quando “o cuicc nu vo ber a
voglie e do fischià” (quando l’asino non vuole bere è inutile che
fischi).

Il carcerato è un esssere umano come tutti, ma va giusidcato per
quello che non ha mai capito la vera sofferenza. Non voglio
discriminare nessuno, ma se una cosa non la si prova, non si potrà mai
davvero capire. Il mio essere schietto può anche infastidire, ma è la
verità.

Nel regime duro ho dato più sangue facendo atti di autolesionismo,
perchè sono ossessionato dal pensiero della mia bambina. Qui ho fatto
due visite con uno specialista. Il quale mi ha datto come terapia ,
gocce la mattina e e gocce la sera.. e due sonniferi. Il mio stato
psichiatrico ce l’ho da quando avevo nove anni. Ora mi trovo nella
condizione che la procura di Napoli mi fa queso cumulo, e il
continuato per avere ridotto un terzo della pena.

Il mio scritto vorrei che non infastidisse nessuno, ma con qualcuno
dovevo pur parlare, e Mario mi aveva dato questo indiritto. Vi ho
subito scritto. Vi lascio con un forte saluto e attendo una vostra
risposta.

Saluti a tutti gli operatori. Mille grazie.

Salvatore Calone

Biella, 02/05/2011

ettore greco

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May 6, 2011, 12:38:53 PM5/6/11
to la-nuova-repub...@googlegroups.com

Salvatore Calone, capozona della zona Cavalleggeri d’Aosta e Bagnoli, fratello del pentito di camorra Ciro (detto “Ciruzzo chiò chiò”), estorsore dei clan Calone (dominante a Posillipo, alleato prima del clan Paesano, estintosi con l’assassinio del boss Giovanni, poi dei Licciardi e dei Contini),  e di Paolo Sorprendente, una delle costole della Nuova mafia flegrea, la consorteria criminale nata quindici anni fa a ridosso della periferia ovest di Napoli. Sono i cassieri che taglieggiavano bar, ristoranti, negozi e perfino gli ormeggiatori della baia. Un business a sei zeri portato a termine sotto lo stretto controllo dei clan dell’Alleanza di Secondigliano.

“In concorso e riuniti tra loro, Mazza Giuseppe e Parisi Vincenzo con soggetti allo stato non identificati, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, avvalendosi delle condizioni previste dall’articolo 416 bis c.p. ed agendo al fine di agevolare l’attività dell’associazione denominata “Nuova Camorra Flegrea”, Calone Salvatore e Calone Ciro quali mandanti, gli altri quali esecutori materiali, mediante minaccia consistita nel prospettare l’intervento violento dell’associazione medesima, facendo presente di essere “i responsabili della zona di Cavalleggeri e cordoglio” e rappresentando la possibilità di impedire la prosecuzione della attività imprenditoriale, costringevano (omissis), gestore dell’esercizio commerciale denominato “Up-stroke”, a consegnare loro dapprima una somma pari a lire 1.500.000 e successivamente, più volte, a cadenze non fisse, somme pari a lire 1.000.000, con ciò procurandosi un ingiusto profitto non correlativo danno per la persona offesa». Sono state identificate quali parti offese la Lega Calcio e il Coni e decine e decine di vittime delle estorsioni consumate dal vertice della cosiddetta “nuova camorra flegrea”. 

Si erano organizzati in «cellule. operative» autonome, ma tutte legate a una «struttura centrale» guidata dal boss, pentitosi nel 2002, Bruno Rossi, detto “o corvo”. Così la «Nuova camorra flegrea», aveva messo sotto racket decine di attività commerciali dei quartieri della zona occidentale. Il clan gestiva anche il totocalcio clandestino, il mercato dei cd contraffatti illegalmente, la droga. E guardava con interesse alla prospettiva della bonifica di Bagnoli.

Con Antonio Venosa e Marco Pastacaldi, Salvatore CàIone è stato accusato del tentato omicidio di Ciro Vitolo, commesso nel 2001 durante lo scontro con il clan D'Ausilio.

“Si è buttato in braccia alle guardie per 100mila lire che non gli abbiamo dato, hai capito un po'?.”

“E non possiamo intervenire sulla madre?.”

“No.”

“È un bastardo!.”

Così i fratelli Calone, Ciro e Salvatore, commentavano al telefono la decisione di Luigi Pizzone di pentirsi e pensavano alle possibili contromisure.

 


Salvatore Calone è stato condannato a 18 anni per il reato di Estorsione Aggravata. È accusato di tentato omicidio e Associazione a delinquere di stampo camorristico.

Non mangia, soffre di crisi di panico con accessi autolesionistici. Più volte si è tagliato le vene.
La madre Brigida e la sorella Anna vivono in una casa di proprietà del Comune con un affitto di 38 euro mensili.
Hanno rifiutato il programma di protezione. 
Il fratello Ciro risiede in una località protetta.


(fonti” “mafie italiane” “Centro Impastato” “il Golfo” “Repubblica”)

ettore greco

unread,
May 6, 2011, 12:51:45 PM5/6/11
to la-nuova-repub...@googlegroups.com
è ridotto male, credo la scrittura lo dimostri. 

ha già girato almeno tre carceri.

e dovrebbe avere più o meno 38 anni.

Stando ad una dichiarazione della sorella ha avuto seri problemi di droga.

nella stessa intervista la sorella afferma che la figlia avrebbe avuto solo due mesi al momento del primo arresto, probabilmente un refuso.

ovviamente ciò non cambia la domanda.

che fare? 



Duncan

unread,
May 10, 2011, 7:04:35 AM5/10/11
to LA NUOVA REPUBBLICA (renovatio)
Ora vedo i tuoi messaggi Ettore...

Duncan

unread,
May 10, 2011, 7:12:59 AM5/10/11
to LA NUOVA REPUBBLICA (renovatio)
E' importante vedere la storia che sta dietro queste persone...
perchè consente di uscire fuori dalle eterne dinamiche.. pietismo o
forca..
Io sarei il primo a incazzarmi se una persona che ha fatto tali atti
non finisse in galera..
Infatti si parla sempre di persone con una media di dieci anni
scontati in condizioni durissime..
a volte anche venti e più anni...
E riguardo alle quali non si dice che devono uscire, ma che vi sia un
trattamento degno
e che comunque non vengano considerate per sempre mostri.
Quindi...
Non si dice di un detenuto che ha commesso reati gravi.. "niente
carcere... esca..."
No.Il carcere in una certa misura va scontato.
Molte di queste persone lo hanno scontato per decenni, in condizioni
disumane come il 41 bis.
Quindi c'è già pregressa una dinamica penitenziaria che si è svolta.
Il fatto che si sia svolta, non preclude che siano necessari anche
altri anni di carcere (non però l'obbrobbrio del fine pena mai..).
Il punto è non inchiodiamo una persona solo ai suoi atti di venti anni
fa....
consideriamone il percorso e i cambiamenti...
trattiamola come essere umano e diamo occasioni di recupero di dignità
e di speranza.
E' difficile fare passare questi concetti in un paese come l'Italia..
dove si radicalizza tu...
dove sembra che o sei tra i forcaioli o tra i complici dell'impunità.
Salutamos
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