Separazione e rottura del rapporto

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Feliciano

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Dec 30, 2010, 12:58:44 PM12/30/10
to La Libellula
Nella vita di ogni persona uno degli aspetti che dà più emozione è la
relazione affettiva con l'altro. Quando ci sentiamo coinvolti in un
rapporto, di amore o di profonda amicizia, tutto il mondo si colora di
energia, di vitalità, di voglia di fare, di parlare, di essere.
Nasce così quella magica parola che è Noi, e la vita si coniuga nella
prima persona plurale. L'Io diventa una pluralità, la linea di confine
tra il SE' e l'altro viene tranquillamente varcata e la condivisione
diventa la regola.
Il tempo cambia ogni cosa: così come cambia il nostro volto cambia le
nostre relazioni.
Tutti noi speriamo di continuare a restare in contatto con le persone
che ci sono più care, tutti noi sappiamo che può arrivare il momento
della rottura, è una possibilità che fa parte del gioco della vita, è
una possibilità sempre presente quando siamo coinvolti in un legame
affettivo.
E se accade cosa fare?
In molte persone il dolore genera rabbia e accusano l'altro di tutto,
rinnegano anche le cose belle che ci sono state, infangano la memoria
di una relazione che, seppure finita, ha comunque avuto anche aspetti
positivi. Alcuni hanno invece il vizio opposto, di assumersi tutta la
responsabilità della rottura (...è tutta colpa mia).
Altre volte il dolore spinge verso la depressione, nel chiudersi in
noi, nell'isolarsi dal mondo, ritenendo che mai più potremo vivere una
relazione del genere e trovare una persona come quella.
Altre volte ancora fingiamo di non soffrire, e diciamo che in fin dei
conti non ce ne importava poi tanto di quella persona (un po' come la
volpe della fiaba che non arriva a prendere l'uva e dice che tanto era
acerba).
Sono tutti modi molto frequenti di reagire, e molto umani e
comprensibili, ma non sono modi sani.
Per affrontare in modo sano la rottura di una relazione, e la
conseguente separazione, il primo passo da fare è di non diventare
"ruminanti", di non infilarsi nel vicolo cieco "di chi è la colpa?" La
relazione avviene sempre tra persone che sono co-partecipi e co-
responsabili degli eventi.
Inoltre dobbiamo riconoscere che una parte di noi soffre, e
rispettare e accudire questo dolore; proviamo ad accudire il bambino
interiore che è in noi e che in una qualche forma si sente
abbandonato, ha paura di rimanere solo e sente che non è giusto quello
che sta accadendo, non sa più con chi giocare e chi tenere per mano.
Proviamo anche ad accudire l'adulto che è in noi, quello che aveva
investito nel rapporto con l'altro, con fiducia e progettualità,
quello che riusciva sempre a trovare i momenti per incontrarsi, per
stare insieme, quello che aveva ben chiari i confini della relazione.
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