Diario di Viaggio - dal Caffe' di Fiammetta- NICARAGUA

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Petra Pioneers

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Oct 10, 2011, 2:07:39 PM10/10/11
to La Bacheca del Viaggio
E' un viaggio di 3 settimane concentrato almeno per la metà sulla
parte sud del paese: il lago Nicaragua e il rio San Juan. E’ una zona
poco turistica perché a volte priva di collegamenti fluviali e
lacustri affidabili. Le strade in questa zona non ci sono e la jungla
tropicale si estende ovunque il vostro occhio riesce ad arrivare.
Unica via di comunicazione è l’acqua. Del resto la parola stessa NICA–
R-AGUA evoca non la terra dei Nica ma… l’acqua dei Nica. Il paese è
splendido sia dal punto di vista naturalistico che da quello
culturale. La gente è davvero ospitale e simpatica, poco abituata ai
turisti e per questo autentica.
Si legge che in Nicaragua c’è molta criminalità, ma noi sinceramente
non abbiamo mai avuto problemi e abbiamo trovato il paese sicuro e
tranquillo. Non siamo però stati a Managua, che tutti, soprattutto i
nicaraguensi, ci raccontano essere una città brutta e pericolosa. Sarà
vero?
Ma veniamo ad alcune informazioni pratiche, che saranno utili a tutti
i viaggiatori diretti in Nicaragua.
La prima cosa che dovete fare se volete visitare il Nicaragua è non
comprare la guida Lonely Planet o, se l’avete già comprata, buttarla.
Sia io che tutti i viaggiatori incontrati in questo viaggio abbiamo
riconosciuto che, sicuramente per la parte sud ma anche per la parte
nord, la Lonely Planet da informazioni errate e fuorvianti. Crediamo
che il suo autore non sia mai stato in molti dei posti che descrive.
Pur essendo del 2009 la guida riporta tutti i prezzi degli alberghi
errati (molti li abbiamo trovati raddoppiati). I tempi di percorrenza
e gli orari di molte barche sono del tutto inventati. Insomma:
risparmiate i vostri soldi ed evitate l’acquisto.
Per viaggiare in Nicaragua vi servono assolutamente:
- uno zaino: le strade sono spesso viottoli fangosi e con il
trolley non si va da nessuna parte
- un telo copri zaino integrale (ottimo quello della Ferrino): i
bagagli vengono caricati sul tetto dei bus
- una torcia: nei piccoli centri non c’è illuminazione stradale
- l’autan: le zanzare ci sono e pungono, ma non portano malattie.
La malaria non c’è.
- K-way: da portare sempre con voi perché piove all’improvviso
Potrebbero esservi utili
- sacco a pelo solo se fate la notte sul traghetto sul lago
- zanzariera o fornelletto da mettere in camera per dormire al
sicuro dalle zanzare
- coltellino
- spago
Non servono
- sacco lenzuolo: in tutti gli alberghi le lenzuola erano
pulitissime e fresche di bucato. Anche se io per
deformazione lo porto sempre.
- asciugamano per la doccia: tutti gli alberghi li forniscono e
sono pulitissimi
- vaccinazioni
- cibo: si mangia benissimo e si trova ovunque qualcosa
All’aeroporto di Managua arrivano attualmente solo 3 compagnie
nordamericane: Continental, Delta e American Airlines. Sconsiglio
assolutamente la prima, che è pessima (scriverò qualcosa a riguardo).
Poi ci sono tutte le compagnie centroamericane, che però non arrivano
in Italia. Forse in futuro l’Iberia rimetterà lo scalo di Managua,
speriamo. Molti viaggiatori preferiscono volare su San Josè del Costa
Rica ed entrare in Nicaragua in bus dalla frontiera di Pena Blanca
(per chi va a Granada o Leon) o in barca da Los Chiles (ottimo per chi
vuole visitare il rio San Juan e/o le Solentiname).
La guerra contro la contra è finita 20 anni fa e il paese si è
ripreso alla grande. Dalla mia precedente visita, nel 2004, tante cose
sono cambiate in meglio: c’è maggiore attenzione ai problemi
dell’ambiente, dappertutto si fa la raccolta differenziata dei
rifiuti, stanno restaurando (ottimamente) città antiche come Granada.
Sanità e scuola sono gratuite. La stampa sembra essere libera. Il
principale quotidiano e' la Prensa, di proprietà di una nota famiglia
locale.
Le discussioni sulla politica sono parte integrante della vita delle
persone. Ci è capitato di ascoltare opinioni di ogni tipo, sempre
argomentate bene ed educatamente.
Il tipico piatto Nica della colazione e' il gallo pinto. Comprende
riso e fagioli neri, uova strapazzate e platani fritti (qui li
chiamano tostones). E dov’è il gallo, direte voi? La leggenda vuole
che un ricco contadino nicaraguense, don Alfredo, avesse messo
all’ingrasso un gallo per offrirlo a tutto il paese senza accorgersi
che aveva invitato troppa gente al banchetto e che il gallo, sebbene
grosso, non sarebbe bastato. Così fece servire riso e fagioli e
divenne la barzelletta del villaggio per anni. La gente rideva e si
chiedeva “Te ha gustado el gallo pinto de don Alfredo?” (NB pinto vuol
dire colorato). Se andate in Costa Rica i Ticos (cioe' gli abitanti
del Costa Rica) sosterranno che il gallo pinto è un piatto loro. Qui,
invece, dicono che il gallo pinto è come il rio san Juan: è 100% nica.
Ciao alla prossima
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