Petra Pioneers
unread,Oct 10, 2011, 2:22:26 PM10/10/11Sign in to reply to author
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to La Bacheca del Viaggio
Paola e Sandro, hanno visitato l'Australia in solitaria con tre voli
interni e a bordo di un mezzo noleggiato; ne hanno scoperto
soprattutto le zone remote, tralasciando le grandi metropoli per
prediligere le distese semi desertiche dell' Outback e del Top End.
Sydney (23-24 maggio 2006)
Atterriamo a Sydney la mattina molto presto, ma l'adrenalina scorre a
fiumi nelle vene e così non tocchiamo letto, anche perché la paura che
altrimenti ci svegliamo a sera è tanta!
Ci cominciamo a muovere camminando fino alla baia, passando per Martin
Place e la Sydney Tower, ma senza salire fino alla discreta quota di
305 metri, , la vista sulla baia è mozzafiato e le vele bianche
dell'Opera House sono uno scenario unico, fa un bell'effetto
finalmente sostarci sotto!
Il nostro primo pensiero è stato quello di vedere.....un Koala!!!
Lo so abbiamo tutto il viaggio davanti a noi, ma ho letto che è
impossibile incontrarli se non in cattività, e così, a malincuore,
siamo andati a cercarli al Taronga Zoo situato a sud della città,
facilmente raggiungibile con un traghetto dal molo 2 o 4 .
Il parco accoglie moltissimi animali, tra i quali koala, canguri,
wallaby, pappagalli, coccodrilli, gorilla, emù, il diavolo della
Tasmania e perfino un panda rosso, che sono tenuti in semilibertà ed è
quindi permesso di avere esperienze "molto ravvicinate" con alcuni di
loro, molto, molto divertente!!!
Nel pomeriggio abbiamo visitato l'acquario, un vero spettacolo,
composto da tre vasche oceaniche ancorate alla baia nelle quali si
possono vedere squali, razze e pesci di grandi dimensioni, specie
marine tipiche dell'Australia e foche, i tunnel trasparenti
sottomarini sono molto suggestivi!
Nel nostro secondo giorno abbiamo conosciuto meglio la città e i suoi
sobborghi.
La baia di Sydney è chiamata Fort Jackson e penetra per circa 20 Km
nell'entroterra congiungendosi con la foce del Paramatta River.
Il primo insediamento bianco di Sydney sorse sull'appendice rocciosa
nel punto dove l'HarbourBridge attraversa la baia, chiamato appunto
The Rocks. All'epoca era uno squallido borgo di carcerati, balenieri,
prostitute e bande di criminali, poi nel decennio compreso tra il 1820
e il 1830 giunsero i nuovi ricchi che ricostruirono e ripulirono il
quartiere.
Harbour Bridge, chiamato dalla gente del luogo ‘vecchio
attaccapanni' , fu completato nel 1932, attraversa la baia collegando
la sponda nord di Sydney con la sponda sud, su esso circolano auto,
treni, pedoni, podisti e ciclisti, noi l'abbiamo attraversato una
prima volta a piedi ed è ha sollevato un po' di brividi, non so come
si possa attraversarlo sulle arcate, molti lo fanno, con un'escursione
guidata s'intende! La seconda volta l'abbiamo attraversato in auto, ma
è così largo che fa tutta un altra impressione, non ti accorgi neppure
di esserci sopra.
L'Opera House si trova sul capo del Circular Quay, i suoi tetti
appaiono un po' come vele gonfiate dal vento e un po' come un gioco di
conchiglie, in realtà nella mente del disegnatore volevano
rappresentare delle fronde di palma. Nella mia personale
interpretazione ci vedo 6 pesci che mettono in pratica il detto "pesce
grande mangia pesce piccolo".
Molti storici palazzi di Sydney sono stati commissionati da Lachlan
Macquarie, il primo governatore che dimostrò di considerare Sydney
come qualcosa di più importante di una colonia penale e che cercò di
trasformarla in una vera città.
King Cross è una zona dove locali di striptease, prostituzione legale,
criminalità e spaccio di droga (fino a qualche anno fa era possibile
anche recarsi in una specie di "ospedaletto" per iniettarsi droga in
tutta "sicurezza"! ) convivono accanto a ristoranti raffinati, caffè
alla moda e alberghi costosi. Questa zona è nata durante la guerra del
Vietnam come il quartiere del vizio e così è rimasto.
Nell'avvalmento tra King Cross e la città c'è Wooloomooloo, una zona
molto vecchia di Sydney i cui recenti restauri urbani hanno restituito
davvero angoli incantevoli.
Nonostante ci siano solo 10° - 11° gradi (infatti in Australia è
appena iniziato l'inverno e a Sydney si sta anche facendo sentire!)
sulle burrascose spiagge di Watsons Bay, Lady Bay, Doubley Bay e Bondi
Beach un sacco di serfisti stanno attendendo...l'onda perfetta !
In Oxford st. vive l'esuberante comunità gay, ogni anno dal 1°
febbraio al 1° marzo organizza una serie di iniziative sulla diversità
che terminano con il carnevale e una grande parata.
Manly è carina si trova su una stretta lingua di terra che termina con
le spettacolari scogliere di North Head.
La sera facciamo un giro a piedi, tutto intorno al porto è pieno di
luci, di ristoranti e di locali, la gente affolla le vie in attesa di
decidere dove trascorrere la serata.
Noi facciamo una capatina al 7eleven e ceniamo in camera, non sappiamo
cosa ha inciso di più se il fuso orario o il repentino cambiamento di
clima, ma siamo a gallina!
Out Back - Ayers Rock (25 - 26 maggio 2006)
Decolliamo da Sydney per iniziare la parte più avventurosa del nostro
viaggio e mentre l'aereo percorre km verso nord, noi capiamo il senso
del nome RED CENTRE: sotto di noi, in ogni direzione si guardi, una
distesa di sabbia rossa senza dune, né altre interruzioni!!!
Solo alcuni blocchi di roccia altrettanto levigati tra cui manca solo
Willy Coyote.....
Quando scendiamo ad Ayers Rock, il clima è completamente diverso, fa
molto più caldo e c'è una luce fortissima. Il piccolissimo aereoporto
sembra perso nel nulla...
Siamo nel Red Heart, il cuore rosso dell'Australia...
All'aeroporto affittiamo una Kia Sorento per 3 giorno e ci dirigiamo
verso il nostro alloggio.
L'insieme degli alberghi di Yulara Ayers Rock resort sorti dal 1984
nel nulla dimostrano la capacità imprenditoriale degli australiani, ci
sono 1000 dipendenti fissi sparsi tra le varie categorie alberghiere,
navette che collegano i vari hotel e ristoranti, pannelli solari,
cisterne per l'acqua piovana, ma non ti accorgi di nulla, perché c'è
una grande attenzione all'impatto sul territorio, tanto che le
strutture ci sono, ma si percepiscono solo una volta all'interno.
Il costo per il transito nel Parco di Kata Tjuta e Uluru è di 25 AU$
ed ha una validità di tre giorni.
La prima tappa è ai monti Kata Tjuta, meglio noti come Monti Olgas, 36
formazioni rocciose che spuntano dalla terra col deserto attorno, la
più alta misura 546 m.
Mentre percorriamo la strada verso i Monti Olgas come un meteorite
rosso fuoco, assurdamente tondeggiante, caduto dal cielo secoli fa,
Uluru troneggia all'orizzonte.
La distanza da Ayers Rock a The Olgas è di soli 50 km e in meno di
un'ora siamo già nell'anfratto principale.
Kata Tyuta in lingua aborigena significa "mille teste" , da lontano
infatti si vede bene che questo massiccio e' formato da una serie di
teste di roccia rossa, panciute e levigate.
A differenza di Uluru, sulla roccia di Kata Tyuta notiamo crescere
della vegetazione: e' bellissimo da lontano ma ci donerà emozioni
anche nel suo interno ! (un po' noiose le mosche!).
E ora a noi...Uluru, l'immagine che ci si presenta innanzi al momento
del tramonto è stupenda !!!
Il masso gigante sfuma via via che il sole sparisce dal rosso-
marroncino a marrone scuro: favoloso!!!
Uluru è il monolito più grande del mondo lungo 3,6 Km. e alto 348 m. ,
molti studiosi ritengono che i 2/3 della roccia si trovi sotto la
sabbia. Arrivando nel pomeriggio la roccia appare di un colore ocra-
marrone striato di ombre scure, ma come è noto il colore della roccia
muta con la luce del tramonto passando in rassegna una serie di rossi
sempre più intensi fino a sparire nel nero della notte.
La cena nel deserto è un'esperienza unica che è ormai scolpita nella
mia mente, stelle su stelle, la Croce del Sud, la sola luce delle
candele e del falò, il buon cibo, gustiamo il barramundi, ottimo pesce
d'acqua dolce, canguro, emù e del buon vino!
Si tratta di un'esperienza indimenticabile, la cena nel cuore del
deserto è allietata dal suono del DIDGERODOO (n.d.r. si tratta di uno
strumento musicale a fiato tratto da un unico ramo di eucalipto
intagliato, dal suono tipo "pernacchia"), poi un astronomo sbuca dal
buio per spiegarci la volta celeste: sotto un cielo incantato, luna
piena e le stelle dell'emisfero australe, col telescopio vedo Saturno,
Giove, la Croce del Sud e Proxima Centauri.
La mattina seguente alle 6 siamo già svegli per poter ammirare la
roccia anche durante l'alba. Così come al tramonto, anche all'alba
Uluru da il meglio di sé, virando sfumatura decine di volte, anche se
il rosso vivo rimane comunque quella predominante, dice! Sì.....perchè
pioveva e quindi possiamo solo dire che il monolito bagnato è marrone
molto scuro!
Uluru muove nel nostro intimo un miscuglio di sacralità e mistero !
Bello camminarci accanto, bello scoprire che ci sono molti punti dove
non ci si può avvicinare perché sono zone particolarmente Sacre agli
Anangu, popolo aborigeno.
Brutto invece scoprire quante "formiche" risalgano ancora oggi le
pendici di Uluru, nonostante il grande cartello scritto in tutte le
lingue dai più alti esponenti del popolo aborigeno che chiede:
"...per favore non salite su questa montagna a noi così Sacra, perchè
se uno di voi muore sulla nostra terra noi saremo molto dispiaciuti e
penseremo con dolore ai vostri parenti che vi piangeranno perchè
sarete morti sulle nostre terre. Non possiamo impedirvi di salire ma
ve lo chiediamo per favore: non salite !".
Ogni anno qualcuno muore nel tentare la scalata perché il caldo e la
fatica può uccidere e la superficie di Uluru è molto scivolosa. Con la
pioggia comunque è vietato salire.
Tuttavia, noi ci siamo astenuti per tutt' altra ragione: e' il
rispetto per una tradizione antichissima che ci ha frenato, il bisogno
di sapere che c'è qualcos' altro oltre che la ricerca del puro piacere
e della propria soddisfazione personale a muovere il mondo, la
speranza è che il rispetto per ciò che e' diverso possa prevalere
sulla prepotenza e l' arroganza, per le quali oggi purtroppo l' uomo
"civilizzato" e' noto.
L'ultima tappa è stata il centro informativo aborigeno, cioè la visita
al cultural centre di Yulara, interessantissimo per le molte notizie
sulle tradizioni, le usanze e i modi di vivere degli aborigeni.
E' qui, infatti, che cominciamo davvero a capire il senso della
"montagna sacra" e delle leggende sul Dreamtime, oltre a renderci
conto di quanto vi sia una nettissima separazione tra la popolazione
australiana di derivazione inglese, presente sulle coste e nelle rare
cittadine dell'interno, e quella originale aborigena, che continua ad
abitare gli impervi luoghi del continente e dei parchi naturali
(n.d.r. ottimo per comprendere questi temi Bruce Chatwin, Le vie dei
canti, ed. Adelphi).
Poi la partenza verso Kings Canyon 340 Km sulla Lasseter Hwy.
Watarrka National Park - Kings Canyon (26 - 27 maggio 2006)
Facciamo rifornimento di bibite, biscottini e benzina... e siamo
pronti per dare inizio alla nostra avventura australiana!!! Da Ayers
Rock a Kings Canyon abbiamo percorso 340 Km sulla Lasseter Hwy
incontrando anche diversi canguri che ci hanno attraversato la
strada...allora è vero! A noi è piaciuto moltissimo il loro
attraversamento, ma può anche essere molto pericoloso l'improvviso
attraversamento degli animali, infatti soprattutto i marsupiali amano
starsene sull'asfalto. In effetti qui in Australia è un vero e proprio
problema i pullman e le jeep, ma anche le auto montano spesso una
speciale "barra anti-canguro" che evita che l'auto si danneggi
nell'urto! Abbiamo visto tantissime carcasse di canguro nel tragitto,
ai bordi della strada.
Come se non bastasse, il governo espone dei cartelli con auto semi-
distrutte ed invita a usare le cinture; qualche volta è la stessa auto
semi-distrutta ad essere esposta direttamente!
La guida è un po' monotona e il paesaggio, benché caratteristico,
molto ripetitivo, può essere piacevole ascoltare la musica (ma non ci
sono frequenze radio nel deserto...ricordate di portate i vostri cd
preferiti oppure acquistateli con musica del luogo) e dilettevole
salutare quei pochi guidatori che si incrociano per la strada.
Lungo la Lasseter Hwy in lontananza si può vedere Mt. Connor, una
grande Mesa (montagna dalla sommità piatta) alta 350 m. , una vista
davvero insolita!
Kings Canyon è costellato di insoliti fenomeni naturali come le famose
cupole di roccia o la stretta gola traboccante di palme chiamata
Garden of Eden, le pareti del canyon superano i 100 m. di altezza, noi
abbiamo fatto il percorso di 6 Km che fa il giro dell'intero canyon.
Dunque, dopo la ripida salita ci si trova su un' altopiano roccioso
dal colore rosso intenso: un mondo fatto di rocce a forma di cupole,
antiche dune fossilizzate! In alcuni punti sono così numerose che
sembra di osservare un villaggio di capanne, tanto che viene loro dato
il nome di "lost city", citta' perduta! Sotto ai nostri piedi si apre
una gigantesca spaccatura, di fronte a noi sta impettita ed altezzosa
la parete opposta del canyon, levigatissima, a picco, scavata da buchi
che sembrano porte e finestre oppure bocche ed occhi: meraviglioso!
Superiamo piccoli ponti e scalette di legno, saliamo, scendiamo, poi
ancora saliamo in labirinti di roccia fantastici. Quasi senza
accorgercene passiamo sulla parte opposta del canyon ed ora stiamo
immobili sullo strapiombo ad osservare il punto dove ci trovavamo
prima. Ci sono alcune persone là e sembrano solo puntini colorati in
un mondo quasi esclusivamente rosso! L' ultima parte del percorso e'
in discesa, su gradoni rocciosi. Infine, ecco di nuovo il parcheggio,
in tutto siamo stati fuori meno di tre ore.
Alice Springs (27 - 28 maggio 2006)
Da Kings Canyon ad Alice Springs ci sono 476 Km , ma ci si può cavare
con 323 Km se s'imbocca la Mereenien Loop, una strada sterrata in
territorio aborigeno che per essere percorsa serve un loro permesso
acquistabile AU$ 2.15 all'ufficio turistico, alla stazione di servizio
e alla reception dei resort (ci sono alcune regole per percorrerla,
tipo che non ti puoi mai fermare a bordo strada od uscire dal
tracciato principale per imboccare stradine laterali). Qui, è tutto un
ballare,ma sul serio, tanto che all'inizio ci guardiamo e ridiamo!!!
La Kia Sorento però regge benissimo, nonostante sollevi enormi nuvole
di polvere e nonostante noi facciamo finta di non vedere i copertoni
bucati a lato strada...
Su questa strada abbiamo incontrato una incantevole famigliola di
Dingo e cavalli e asini allo stato brado.
Nell'avvicinarci ad Alice Springs si gode la vista dei Mc Donnell
Rangers, le catene montuose che si estendono a est e a ovest di Alice
Springs, disseminate di canyon che a volte racchiudono pozze d'acqua.
Alice Springs fu fondata nel 1871 come stazione ripetitrice della
linea telegrafica che collegava Darwin e Adelaide. La stazione
telegrafica fu costruita vicino a una polla d'acqua: al fiume venne
dato il nome di Charles Todd River, sovrintendente della rete
telegrafica, mentre alle sorgenti (in inglese springs) fu dato il nome
della moglie Alice. In questa storia si esaurisce tutta la nostra
visita Alice Springs...non c'è proprio niente da fare o da vedere!
Però siamo stati a cena all'Overlanders Steak House dove si può
gustare, non a buon prezzo, le carni tipiche dell'Australia:
coccodrillo, barramundi, cammello, emù e canguro.
Una cena carina e cara, ma era il compleanno del mio giovane maritino,
33 anni, dovevamo festeggiare...e l'abbiamo fatto...il ristorante
molto tipico tutto in legno,pelli di animali e attrezzi appesi in ogni
luogo, zuppe servite in secchi di latta e.... è proprio il caso di
dire ‘ciliegina sulla torta' ..... tutti i camerieri in cerchio che
hanno cantato a Sandro .....Happy Birthday to you.... Con tanto di
scoppio di stelle filanti !!!
Top End - Kakadu National Park (28 - 29 maggio 2006)
Altro aereo, altra corsa, in carrozza signori, si parte...e siamo solo
a metà, nel senso che è il quinto di 10 voli previsti! All'aeroporto
di Darwin ci attende una modesta, ma rossa Ferrari Getz Hyundai che
con la Stuart Highway per 33 Km e poi la Arnhem Highway per altri 220
Km ci conduce nel famoso Kakadu National Park, prima meta Jabiru.
Il Kakadu N.P. è una delle meraviglie naturali dell'Australia, si
estende per più di 200 Km da nord a sud e per 100 Km da est a ovest.
Il nome Kakadu deriva da l'aborigeno Gagadju, infatti il territorio è
di loro proprietà. Questo parco ti permette di osservare paesaggi
incantevoli, fauna selvatica e i più belli esempi si arte aborigena
rupestre. Nel kakadu vivono 60 tipi di mammiferi, 51 specie di pesci,
25 specie di rane, 120 specie di rettili, 280 di uccelli e almeno
10.000 di insetti. Suggestivo è vedere il fumo che si alza dagli
incendi che in questo periodo imperversano nel bush del Top End, un
po' per tenere pulito il sottobosco e un po' per prevenire gli incendi
più devastanti della stagione secca. Lungo la strada abbiamo visto dei
termitai enormi: le termiti rosse stanno sotto terra, mentre i
termitai sono come enormi "silos" che contengono l'erba sminuzzata da
mangiare. Un altro tipo di termiti, bianche e cieche, agiscono solo di
notte e si cibano del legno degli alberi, vivono all'interno dei
tronchi di eucaliptus, e così costruiscono i didgeridoo.
Dormiamo nel parco, nel famoso hotel a forma di coccodrillo, animale
che qui, evidentemente, è la star indiscussa. Domani andremo a vedere
Ubirr e Nourlangie Rock che custodiscono le antiche pitture aborigene,
anche di 20mila anni fa.
Ubirr
Ecco un'escursione che rimarrà tra le più belle del viaggio: partenza,
pochi kilometri e la strada è inondata dal Magela Creek che ancora non
aveva ritirato le sue acque dalla strada, ma niente scoraggiamenti, la
nostra Gatz Testarossa, ha coraggiosamente guadato il corso d'acqua
tra gli occhi increduli di alcuni americani che una volta arrivati a
Ubirr non hanno perso tempo nel venirci a dire che la nostra auto era
troppo piccola e inadatta a questi luoghi.
Nel sito di UBIRR (che si trova al confine tra il parco e l'Arnhem
Land, di proprietà aborigena) si possono vedere esempi di arte
rupestre aborigena raffigurante scene di caccia e animali, wollaby,
possum, goanna, tantissimi pesci, tartarughe dal collo di serpente, il
dream time del serpente arcobaleno e due ‘balanda' uomo bianco con le
mani in tasca!
Poi con una piccola scalata si arriva a Nadab Lookout un belvedere a
360° da dove si domina letteralmente tutto il Kakadu...
Intorno a noi, il silenzio assoluto, rotto solo dalle ali e dalla voce
degli uccelli che si spostano tra gli alberi. Sembra di essere
nell'era preistorica. Lunghe distese verdi, intervallate a zone
acquitrinose ed a fiumi, poi alberi e rocce, poi ancora arbusti, non
ci sono strade, non ci sono fili della luce, non ci sono antenne.
Non c'è l'Uomo.
La bellezza di quel panorama in cui l'occhio si perde per decine di km
attraversando una valle verdissima che si sta asciugando poco a poco
dopo mesi in cui è rimasta sommersa, e infatti ancora si vedono alcuni
laghi residui, fino ad arrivare all'orizzonte.
Stavamo vedendo un bellissimo nulla fatto di verde, bush, rocce,
pinnacoli di termiti, scie di fumo che si alzano dai luoghi dove gli
aborigeni appiccano piccoli fuochi perchè le loro sei stagioni annuali
sono scandite anche da questi riti, e poi l'azzurro intenso di un
cielo che sembra sempre troppo vicino alle nostre teste (sensazione
tipica nel continente australiano), il momento di iniziare la discesa
è arrivato troppo presto....
Questo è forse lo stupore e, insieme, la meraviglia più grande.
Esistono luoghi al mondo, dove non siamo arrivati, non abbiamo
costruito, abbattuto, modificato, rovinato, programmato e inquinato.
Non c'è prezzo per questo spettacolo, che ci resterà nel cuore come un
tatuaggio indelebile per tutto il resto del viaggio...
Katerine Gorge (29 - 30 maggio 2006)
Il nostro viaggio è ripreso verso Katerine Gorge 285 Km più a sud,
sono 13 gole scavate dal Katerine River chiuse da pareti rocciose
frastagliate e a picco sull'acqua, separate l'una dall'altra da una
serie di rapide.
Anche qui abbiamo avvistato coccodrilli, nel nord dell'Australia ci
sono due tipi di coccodrilli: i saltwater (di acqua salata e ritenuti
pericolosi per l'uomo) e i freshwater (di acqua dolce e non pericolosi
se non disturbati). Nel fiume Katherine vivono solo i freshwater
crocodilles e infatti è consentita la balneazione.
Darwin (30 maggio – 01 giugno 2006)
Il viaggio non è stato né lungo, 313 Km , né stancante, perciò usciamo
per una bella passeggiata nella cittadina, molto piacevole, nonché
piena di localetti e ristorantini: quasi quasi non ci dispiace un po'
di rumore umano.
I primi insediamenti a Darwin nacquero nel timore che i francesi e gli
olandesi potessero conquistarsi una terra in Australia. Nel 1839 il
porto fu scoperto da Lort Stokes, capitano della nave Beagle che lo
aveva battezzato Port Darwin, in onore di un vecchio compagno di
bordo, il naturalista Charles Darwin, la città cominciò a espandersi
solo dopo il 1871, anno in cui fu scoperto l'oro a Pine Creek, posto
circa 200 Km più a sud e nel quale abbiamo fatto una breve sosta con
il nostro itinerario in auto.
Ma fu con la Seconda Guerra Mondiale che il nome di Darwin fu segnato
nelle carte geografiche, poiché la città era un'importante base delle
forze alleate per la difesa del Pacifico contro le forze Giapponesi.
Oggi le cose sono molto cambiate, la città è diventata un crogiolo di
razze, sono presenti circa 60 gruppi etnici che convivono con un
ottima tolleranza reciproca.
Nella nostra passeggiata, tra le altre cose abbiamo visto il
Parlamento e un curioso monumento che ricorda la posa del cavo
telegrafico sottomarino che collegò l'isola di Java in Indonesia con
Adelaide, completando così l'Overland Telegraph e rendendo possibile
la comunicazione istantanea fra l'Australia e la Gran Bretagna:
W la comunicazione.....io ci credo molto!
Darwin è molto verde, ci sono molti parchi ed una baia enorme, in
realtà il mare di Darwin riserva una brutta sorpresa: qui da ottobre a
maggio non si può fare il bagno, ed in effetti anche nel resto
dell'anno è sconsigliato, per la presenza di tre pericoli: gli squali,
i coccodrilli che infestano le coste e la presenza di un tipo di
meduse tra le più velenose al mondo, le micidiali "Box Jellyfish" ,
meduse-cubo, di dimensioni ridotte, pochi centimetri, ma il cui
contatto può essere letale (i più colpiti sono i pescatori di perle ed
i sub).
Poi siamo andati al East Point Riserve, quando i wallaby escono allo
scoperto e si può ammirare un romanticissimo tramonto sulla baia.
Qui vediamo anche molti aborigeni, nelle città stanno in strada senza
fare nulla ed hanno un'aria assente ed annoiata, li vedi vagare per la
città a piedi nudi, mezzi sbandati e ubriachi...agli aborigeni manca
un enzima nel sangue di conseguenza con poco, anzi pochissimo alcool
si ubriacano...
Cairns (01 giugno – 02 giugno 2006)
A Cairns il mare praticamente non esiste, o meglio il mare c'è, ma la
marea fa si che si ritiri fino a centinaia di metri dalla riva. Questo
ha indotto a costruire un pezzo di spiaggia artificiale con una grossa
piscina nel mezzo, la Lagoon, così viene chiamata.
Però Cairns è molto carina la sera, praticamente la cittadina più viva
e vivace che abbiamo incontrato nel nostro itinerario.
Cape Tribolation (02 giugno 2006)
Cape Tribulation ovvero uno dei rarissimi luoghi al mondo in cui la
foresta tropicale raggiunge direttamente la spiaggia...è una delle
giornate più belle del nostro long trip australiano...
Man mano che lasciamo le zone abitate, a sinistra si avvicinano scorci
dell'oceano, mentre in tutte le altre direzioni, compreso sopra alla
nostra testa, gli alberi crescono sempre di più...è inevitabile notare
le spiagge lunghissime e deserte che incontriamo: non ci sono
bagnanti, non ci sono stabilimenti, non ci sono rumori se non il vento
e le onde. Ovunque, cartelli premurosi avvisano che la stagione non è
buona per tuffarsi: queste acque limpide sono in realtà meta per
diversi mesi all'anno di velenosissime jellyfish (meduse), il cui
tocco è in parte contrastabile con l'aceto, presente in apposite
cassette di sicurezza lungo tutte le spiagge che incontriamo!!!
La strada prosegue più nell'interno e attraversiamo zone di campagna
verdissima, con alberi di banano e coltivazioni di canna da zucchero
ovunque...sembra un po' di vivere in "Uccelli di rovo" o in una
puntata delle sorelle "Mc Leod". Lungo i campi corre una strana
ferrovia di ferro, con pochi carretti arrugginiti sopra: scopriamo che
si usa solo per far transitare il raccolto da un centro all'altro.
Qui, infatti, il solo collegamento con la città è la strada che stiamo
seguendo che, ad un certo punto, si interrompe a causa di un largo
fiume che è poi anche l'accesso alle zone più interne della
foresta...lo attraversiamo a bordo di una chiatta che funge da "ponte
mobile" e in pochi minuti siamo sull'altra sponda, per il passaggio si
paga una tassa statale.
Dopo qualche altro km immersi nel buio filtrato di luce degli alberi,
raggiungiamo la Canapy Tower, un centro di informazioni sulla Daintree
Forest estremamente interessante, che prevede diversi percorsi guidati
e la "scalata" ad una torre di legno alta 25 m, da cui si può ammirare
la vegetazione dalla sua sommità!!!
Impariamo un sacco di cose sulla foresta e sugli animali che la
popolano: ad esempio,ci spiegano che in questa area così poco estesa,
ci sono migliaia di specie vegetali diverse, che lottano per
raggiungere la luce del sole, anche crescendo addosso alle altre, come
nel caso del fico strangolatore. E poi, lo sapevate che i pipistrelli
sono fondamentali per la circolazione dei semi? Sono gli unici
animali, infatti, a mangiare i frutti ed a "sputare" i relativi
noccioli mentre sono in volo, permettendo così alle piante di
riprodursi anche a molti km di distanza dall'albero-madre!!! E che i
cassowary sono una specie di tacchini enormi selvatici e preistorici,
con la testa rossa e blu, non proprio amichevoli se li incontri in
giro di giorno..
Woonoonooran (03 giugno 2006)
La foresta pluviale di Woonoonooran è stupenda, straborda di
vegetazione, liane, fiori e piante tropicali, ma non era al meglio il
ciclone che è passato in aprile si è abbattuto proprio qui, comunque è
stato interessante conoscere gli effetti di un ciclone, alberi
abbattuti, tronchi avvitati, fusti scapati.....
Alle Babinda Builders non abbiamo fatto il bagno troppo fredda
l'acqua, ma le cascate sono incantevoli.
Il pranzo è a Innisfail, località famosa per le incursioni dei
coccodrilli, per la canna da zucchero e di conseguenza per una
consistente presenza di emigrati italiani.
Ci ha raccontato Sergio che gli italiani sono venuti lì per lavorare
la canna da zucchero (il taglio è un lavoro durissimo) negli anni
'50 , ma poi pian piano sono diventati loro stessi proprietari delle
piantagioni. Finita l'era della canna da zucchero, ci sono ancora
molti campi, ma non c'è più un gran commercio, si sono rimessi in
gioco nella ristorazione, con ottimi risultati, con loro anche molti
greci.
Ancora Sergio ci spiegava che da queste parti ogni pozza d'acqua è
potenzialmente pericolosa per la presenza di coccodrilli. Sebbene
siano successe di rado, le aggressioni agli uomini ci sono state,
perché qui quando i fiumi straripano, anche i coccodrilli vengono
fuori e cercano qualsiasi pozza o stagno disponibile, anche le piscine
delle case vanno bene!!! I coccodrilli sonnecchiano sott'acqua, ma non
appena vedono un'ombra scattano e con le potentissime mascelle mirano
alla gola o alla testa, dopo trascinano la preda in acqua (sia essa
vacca, canguro, uomo o altro) la uccidono per annegamento e poi se la
pappano con calma.
Great Coral Reef (04 giugno 2006)
Partiamo per la barriera corallina, Frankland Island, in pulman da
Cairns verso sud si raggiunge il Mulgrave River, che poi si percorre
in catamarano fino ad arrivare al mare, da qui si raggiunge l'atollo
Normandy, circondato da una bianchissima spiaggia e ricoperto da
vegetazione tropicale.
Il mare è molto bello anche il corallo ha dei bellissimi colori e i
pesci delle forme stranissime, ma purtroppo l'acqua è ancora molto
fredda e non ci permette lunghe permanenze in immersione.
Attenzione la protezione solare italiana non è come quella locale, qui
le creme hanno un coefficiente protettivo superiore alle creme
europee, poiché il buco dell'ozono è maggiore al di sopra del
continente oceanico che nel resto del pianeta.
Conclusioni
Queste le cose che rimarranno sempre impresse nelle nostre retine:
- i grandi spazi,
- gli assordanti silenzi,
- i coloratissimi uccelli,
- passare da caldo a freddo a caldo: Firenze 25° - Sydney 10° - Ayers
Rock 20° - Darwin 30°
A presto