Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

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Michele Ciavarella

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May 11, 2012, 10:57:15 AM5/11/12
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IL DIRETTORE DELL'UNITÀ DI NEUROGENETICA MOLECOLARE DELL'ISTITUTO BESTA DI MILANO
Va a Cambridge lo scienziato  «bocciato» dagli atenei italiani
Prenderà il posto di un premio Nobel. «Mi hanno scelto in 24 ore». Il neurologo Zeviani: da noi si impedisce il ricambio


Matteo Zeviani
MILANO - I successi nella ricerca scientifica adesso lo portano al Medical Research Council di Cambridge a prendere il posto di un premio Nobel, John Walker. Ma nell'Italia troppo spesso sotto i riflettori per le cattedre assegnate a mogli, figli, cognati, amici e amici degli amici, il medico e ricercatore italiano Massimo Zeviani, 56 anni, non è riuscito a vincere un concorso universitario. Dalla fine degli anni Ottanta, la sua attività nel laboratorio dell'Istituto Neurologico Besta di Milano si è concentrata sulla disfunzione dei mitocondri, le centrali delle cellule che forniscono l'energia indispensabile a tutti i processi vitali, come il cuore che batte, i muscoli che si contraggono e i neuroni che si connettono tra loro: gli studi di Zeviani hanno portato all'identificazione dei principali geni patogeni, all'individuazione dei meccanismi che producono le malattie e alla sperimentazione di nuove terapie. Sono scoperte che gli sono valse riconoscimenti internazionali come il premio Brain per la ricerca neurogenetica e pubblicazioni su riviste prestigiose come Nature e Science .
Dal prossimo gennaio il ricercatore andrà a lavorare a Cambridge come capo della Mitochondrial Biology Unit, diretta negli ultimi 14 anni dal Nobel John Walker, oggi 71 enne. Per raggiungere il traguardo Zeviani ha spedito lo scorso ottobre il curriculum vitae e il 17 gennaio ha sostenuto un colloquio di un'ora con 15 scienziati e autorità britanniche, guidati da sir John Stewart Savill, presidente del Medical Research Council. Partito verso Londra solo con la chiavetta di memoria del Pc piena di progetti, Zeviani ritorna a Milano il giorno successivo con la risposta in tasca: «Nel giro di 24 ore - ricorda - mi hanno fatto sapere che l'ambìto posto era mio». Per le sue ricerche il medico avrà a disposizione 50 milioni di euro in 5 anni.

L'orgoglio e l'amarezza. Dall'università italiana Zeviani si è visto sbattere la porta in faccia ben due volte: la prima, tempo fa, per un concorso nazionale per una cattedra da professore associato di Patologia generale, il secondo a Padova cinque anni fa per diventare professore ordinario di Biologia molecolare. Sull'argomento è impossibile strappargli un commento, non è tempo di polemiche per Zeviani, ma una considerazione se la lascia scappare: «Io devo molto a Milano, e all'Istituto Besta in particolare - dice -. Quello universitario è, invece, un mondo chiuso e autoreferenziale, che impedisce il ricambio. La selezione fatta a Cambridge invece è stata veloce, snella, basata sulla comparazione delle competenze e sui valori della trasparenza». Alberto Guglielmo, ai vertici del Neurologico Besta commenta: «Il prestigioso incarico a cui è stato chiamato Massimo Zeviani a Cambridge è anche un riconoscimento dei livelli di eccellenza della ricerca e delle cure che vengono effettuate nel nostro Istituto. La sua partenza non deve essere considerata come un episodio di fuga di cervelli, ma piuttosto un arricchimento delle nostre partnership internazionali».
Tutto vero. Ma è sempre di ieri un'altra notizia che fa riflettere: nella graduatoria degli scienziati migliori del mondo - pubblicata su tisreports.com dalla Virtual Italian Academy (legata all'università di Manchester) - dei 188 nomi sedici sono italiani, ma solo cinque lavorano in Italia (l'elenco è nella tabella pubblicata a lato).

La classifica è stilata sulla base dell'h-index, l'indice che misura sia il numero delle pubblicazioni internazionali, sia il loro impatto sulla comunità scientifica internazionale valutato sul numero delle citazioni bibliografiche. L'Italia vede in cima Alberto Mantovani, 64 anni, direttore scientifico dell'Humanitas (49ª posizione), e Giuseppe Remuzzi, 63 anni, tra i volti dell'Istituto farmacologico Mario Negri e primario di Nefrologia ai Riuniti di Bergamo (62ª posizione). Nella lista ci sono ben 26 premi Nobel. Insomma: la ricerca biomedica italiana è una delle migliori a livello internazionale. L'immunologo Douglas Green, alla 57ª posizione della graduatoria, fa notare: «Colpisce certamente come l'Italia sia ben rappresentata in quella lista». Sintetizza il concetto Mauro Degli Esposti, presidente della Via-Academy.org: «Il mondo riconosce che gli italiani sono più bravi di altri, ma il loro Paese non sembra curarsene troppo».

Simona Ravizza

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_________
Prof. Ing. Michele Ciavarella. Centro di Eccellenza in Meccanica Computazionale. Politecnico di BARI. +39 080 5962811, mob. +393204316816. Humboldt fellow 2010-2012. University TUHH. Germany. http://poliba.academia.edu/micheleciavarella
Email: engineerin...@gmail.com, mci...@poliba.it
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Italian Scientists Blog http://italianscientists.blogspot.com/
Futuro Università Pubblica Blog http://futurouniversitapubblica.blogspot.com/   
 

Folli, Franco

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May 11, 2012, 11:32:21 AM5/11/12
to italians...@googlegroups.com, humboldtiani, non_virtuosi

Congratulazioni e tantissimi auguri di gran successo anche in Gran Bretagna a Matteo Zeviani, con cui ho trascorso alcune ore, circa 10 anni fa, rispondendo alle telefonate per la campagna di TELETHON, a Milano.

 

Tutto e' bene quel che finisce bene.

 

 

 

Franco Folli MD. PhD
Professor of Medicine
Dept. of Medicine, Division of Diabetes
University of Texas Health Science Center at San Antonio
7703 Floyd Curl Drive
San Antonio, Texas 78229
USA

From: italians...@googlegroups.com [italians...@googlegroups.com] on behalf of Michele Ciavarella [engineerin...@gmail.com]
Sent: Friday, May 11, 2012 9:57 AM
To: italians...@googlegroups.com; humboldtiani; non_virtuosi
Subject: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Michele Ciavarella

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May 11, 2012, 12:03:19 PM5/11/12
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caro Franco
 
  anche io sono contento per lui, ma certo come mai si ripete questa storia che i quasi premi nobel che finiscono all'estero con tutti gli onori, in italia addirittura avevano perso normalissimi concorsi che hanno fatto vincere a migliaia di persone?  questa e' la prima domanda?   

Seconda domanda: ANVUR, VQR e meccanismi simili basteranno?  Su che scala di tempo?

Terza domanda: a stare in Italia, quante occasioni si perdono?  In altre parole, quanto siamo penalizzati da un sistema NON meritocratico?   Quanti sarebbero nella classifica dei top 150 (che comunque non è certo valida perchè fatta a mano), invece di solo 7 italiani, di cui solo 5 lavorano in Italia?  

Quarta domanda:  esiste al mondo un caso come IIT (che NON ha offerto nessuna posizione a gente di questo livello, che ha avuto 1 miliardo di euro di fondi in mano a pochissime persone?

saluti; MC

2012/5/11 Folli, Franco <fo...@uthscsa.edu>

Folli, Franco

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May 11, 2012, 12:11:04 PM5/11/12
to italians...@googlegroups.com

Perdonate l'ignoranza.

 

Ciao

 

Franco Folli MD. PhD
Professor of Medicine
Dept. of Medicine, Division of Diabetes
University of Texas Health Science Center at San Antonio
7703 Floyd Curl Drive
San Antonio, Texas 78229
USA

From: Folli, Franco
Sent: Friday, May 11, 2012 11:10 AM
To: italians...@googlegroups.com
Subject: RE: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Michele che cosa e' IIT?

 

Grazie

 

Franco Folli MD. PhD
Professor of Medicine
Dept. of Medicine, Division of Diabetes
University of Texas Health Science Center at San Antonio
7703 Floyd Curl Drive
San Antonio, Texas 78229
USA
Sent: Friday, May 11, 2012 11:03 AM
To: italians...@googlegroups.com; humboldtiani; non_vi...@googlegroups.com
Subject: Re: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Folli, Franco

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May 11, 2012, 12:10:07 PM5/11/12
to italians...@googlegroups.com

Michele che cosa e' IIT?

 

Grazie

 

Franco Folli MD. PhD
Professor of Medicine
Dept. of Medicine, Division of Diabetes
University of Texas Health Science Center at San Antonio
7703 Floyd Curl Drive
San Antonio, Texas 78229
USA
Sent: Friday, May 11, 2012 11:03 AM
To: italians...@googlegroups.com; humboldtiani; non_vi...@googlegroups.com
Subject: Re: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Michele Ciavarella

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May 11, 2012, 12:15:51 PM5/11/12
to italians...@googlegroups.com
www.iit.it  è il tentativo di MIT italiano.  troverai molte polemiche e discussioni, fu voluto da Moratti nel 2001  vedi per es. http://italiadallestero.info/archives/6980

mc

  


2012/5/11 Folli, Franco <fo...@uthscsa.edu>

Piergiorgio STRATA

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May 11, 2012, 12:47:48 PM5/11/12
to italians...@googlegroups.com

Credo che IIT l’abbia voluto Tremonti

 

Piergiorgio Strata MD, PhD

National Institute of Neuroscience-Italy
C.so Raffaello 30
I-10125 Torino

Tel: +39 011 6708175/73
Fax: +39 011 6708174
www.personalweb.unito.it/piergiorgio.strata

L’Istituto Nazionale di Neuroscienze

riconosciuto dal Ministero della Ricerca

opera nel campo delle malattie del cervello

5xMILLE

C.F. 97664220015

 

Da: italians...@googlegroups.com [mailto:italians...@googlegroups.com] Per conto di Michele Ciavarella
Inviato: venerdì 11 maggio 2012 18.16
A: italians...@googlegroups.com
Oggetto: Re: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Giacomo Risitano

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May 12, 2012, 6:00:56 AM5/12/12
to italians...@googlegroups.com, <italianscientists@googlegroups.com>
Rimane il fatto che le domande di Michele sono "pesanti"! Zeviani avrà preso si un posto prestigioso (non vi è dubbio), ma il fatto solo che "l'Italia" lo abbia "trascurato" fa davvero pena!

Il sistema DEVE cambiare!

Inviato da iPhone

Michele Ciavarella

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May 12, 2012, 6:15:42 AM5/12/12
to italians...@googlegroups.com, Gianni Cesareni, daniele.peluso, Vito Ricci - Area Studi e ricerche
Dunque, prima di prendere una posizione sul caso Zeviani, ho preso visione dei verbali dei famosi concorsi di Padova.


Non sono riuscito a fare un'analisi dettagliata dell'H index dei 3 contendenti, tra cui Zeviani.  Il caso vuole che mi pare i 3 non fossero male, uno (Pozzan) è un anziano ordinario di un settore diverso (!).

Se Cesareni mi aiuta a perfezionare l'analisi, o Allesina per es. con SCOPUS, di soli 3 candidati, o Folli che li conosce, magari scriviamo qualcosa di ben fatto.

Altrimenti rischiamo di prendere posizione in modo superficiale come i giornalisti.

Andatevi a vedere i links dei concorsi.  I verbali non dicono quasi nulla, sono tutti elogi.   Ecco a cosa servirebbe una valutazione bibliometrica.

Saluti, MC

2012/5/12 Giacomo Risitano <gtr...@gmail.com>

Folli, Franco

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May 12, 2012, 9:31:52 AM5/12/12
to italians...@googlegroups.com, humboldtiani, non_virtuosi, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com

Carissimi colleghi e Matteo,

 

 

Questa mattina ho trovato una serie di messaggi, che seguivano la bella notizia che il prof Matteo Zeviani e' stato chiamato all'MRC, in Inghilterra (la Perfida Albione, come la chiama il prof. Ettore Bartoli.Devo confessare che la simpatica citazione era venuta in mente anche a me ieri, ma non ho osato scriverla per paura di essere tacciato di nostalgia di tempi passati).

 

Il posto che Matteo andra' a ricoprire era quello di Sir John Walker, Premio Nobel per Chimica, 1997, in una delle Istituzioni piu' prestigiose del mondo.

 

Questo e' un dato di fatto, che testimonia l'assoluta eccellenza del lavoro che Matteo svolge e ha svolto, in Italia, all'Isituto Neurologico Besta e all'estero in precedenza.

 

Come voi tutti sapete, L'istituto Neurologico Besta che io personalmente ritengo una delle punte di diamente della Neurologia clinica e sperimentale e della Neurochirurgia in Italia ed Europa, non e' un Istituto Universitario.

 

Matteo, come moltissimi altri incluso me, ha fatto concorsi universitari in Italia e non li ha vinti.

 

Moltissimi tra quelli che non hanno vinto concorsi in Italia, sono stati chiamati all'estero.

 

Non voglio addentrarmi nella polemica sui concorsi universitari italiani, che ritengo inutile e sterile.

 

E' evidente che chi partecipa a concorsi in Italia vorrebbe rimanere in Italia e poi, quando questo si rivela non fattibile, riapre il proprio orizzonte e si trasferisce all'estero.

 

Il trasferimento all'estero non e' una maledizione divina, potrebbe anche essere considerato un meccanismo quasi fisiologico, se vogliamo.

 

Io sono personalmente orgoglioso e soddisfatto della mia formazione in Italia, che non ritengo inferiore a quella che si riceve negli Stati Uniti (ad esempio).

 

Cari saluti a tutti e buon lavoro a Matteo, in Gran Bretagna.

 

 

 

 

Franco

 

 

 

*****************************************

Franco Folli MD. PhD
Professor of Medicine
Dept. of Medicine, Division of Diabetes
University of Texas Health Science Center at San Antonio
7703 Floyd Curl Drive
San Antonio, Texas 78229
USA

From: Folli, Franco
Sent: Friday, May 11, 2012 10:32 AM
To: italians...@googlegroups.com; humboldtiani; non_virtuosi
Subject: RE: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Michele Ciavarella

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May 12, 2012, 10:21:21 AM5/12/12
to italians...@googlegroups.com, humboldtiani, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com, non_vi...@googlegroups.com
Caro Franco e cari Colleghi
     mi associo alle belle parole di Franco, a parte la questione concorsi ---- capisco che voi che non siete in italia non volete immischiarvi, ma per noi è una discussione utile.  Se mi sono permesso di scrivere qualcosa sul concorso di Padova di Matteo e di farla circolare alla mailing list (che comprende sia il gruppo google di 140 scienziati, ma anche un altro quasi  migliaio di scienziati con H>30) è perchè ho trovato che il vincitore di PD, pur essendo una persona in gamba con pubblicazioni di livello, aveva un H index di solo 9, mentre Matteo mi risulta oltre 63.   Inoltre, il vincitore è l'ultimo in ordine di H-index, compresa gente che ha "rinunziato" al concorso ---- per quale motivo uno fa domanda e poi rinuncia?


Tutto questo perchè ero stato provocato da qualcuno che aveva detto su una mailing list che il concorso sembrava "normale". Quando dice Franco è giusto:  è fisiologico un certo grado di "circolazione" di cervelli.

Tuttavia, qua si tratta di solo esportazione, e peraltro i concorsi li vincono solo i "locali" che hanno questo maledetto vantaggio, che Roberto Perotti in un suo libro ha misurato in una % schiacciante di vincitori.

Siccome Marco è già uscito sui giornali, mi sono permesso sperando di non irritarlo, di prendere esempio dal suo caso, tanto per fare dibattito su cosa andrebbe fatto nei concorsi, anche perchè ci sono tante critiche sulla bibliometria che vengono anche nei casi lampanti!   Nessuno dice che a Cambridge Marco è stato preso per l'H index, ma al tempo stesso non credo si può andare avanti solo a candidati "locali".

Lo stesso Ettore Bartoli nel suo messaggio non ho capito cosa voglia dire volendo escludere il problema dei "concorsi" ---- secondo me, ci vorranno 400 anni, ma alla fine si arriverà a dei concorsi più saggi, perchè altrimenti stiamo sprecando cervelli e soldi.   Nel caso di IIT, per es., i 5 direttori di ricerca, che finora hanno avuto 1 miliardo di Euro, hanno persino molti più soldi  di Marco a Cambridge.   E' normale?  E' utile?

Saluti, MC

2012/5/12 Folli, Franco <fo...@uthscsa.edu>

Michele Ciavarella

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May 12, 2012, 10:56:25 AM5/12/12
to italians...@googlegroups.com, humboldtiani, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com, non_vi...@googlegroups.com
Caro Franco si era capito che le tue intenzioni sono nobili e aristocratiche, ma le mie segnalazioni biblimetriche sperano non siano del tutto inutili.   Visto che ci sono, ho profittato per "valutare" anche la commissione, perchè mi veniva il dubbio che fossero meno "qualificati" degli stessi valutati.  Ebbene, ho avuto ampia conferma, come vedete sul post aggiornato.  Tutti i membri della commissione presi insieme, non raggiungono l'H index del vincitore Pozzan.



Ho l'impressione semplicemente che a Cambridge Zeviani abbia trovato chi possa valutarlo e apprezzarlo.  Non si tratta solo di un problema da poco......  E le nuove norme italiane CERCANO di affrontare questo problema, per la prima volta.  Non fermiamole, come vorrebbero in tanti. Anzi potenziamole.   Come sapete, persino il Parlamento ha BOCCIATO i criteri ANVUR che la Gelmini ha tentato in extremis di mettere nei concorsi.

Anche qua, se valutiamo il ns parlamento, troviamo 50 % di laureati...... Altro che H index.

Saluti, MC

2012/5/12 Folli, Franco <fo...@uthscsa.edu>

Matteo e Colleghi,

 

 

tengo a precisare che io non ho scritto che il concorso a cui hai partecipato sembrava "normale".

 

Io non esprimo e non voglio esprimere giudizi sui Concorsi Universitari Italiani.

 

 

A presto

 

Franco Folli
 
 

Sent: Saturday, May 12, 2012 9:21 AM
To: italians...@googlegroups.com; humboldtiani; zev...@istituto-besta.it; paolo....@childrens.harvard.edu; gcond...@yahoo.com; non_vi...@googlegroups.com
Subject: Re: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Folli, Franco

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May 12, 2012, 10:39:37 AM5/12/12
to italians...@googlegroups.com, humboldtiani, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com, non_vi...@googlegroups.com

Matteo e Colleghi,

 

 

tengo a precisare che io non ho scritto che il concorso a cui hai partecipato sembrava "normale".

 

Io non esprimo e non voglio esprimere giudizi sui Concorsi Universitari Italiani.

 

 

A presto

 

Franco Folli
 
 
Subject: Re: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Giacomo Risitano

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May 12, 2012, 1:35:12 PM5/12/12
to non_vi...@googlegroups.com, italians...@googlegroups.com, humboldtiani, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com, non_vi...@googlegroups.com
Concordo con Michele. Il vero problema (e secondo me unico, da cui poi deriva tutto il resto per un normalissimo principio di causa ed effetto!) sono i concorsi, ovvero la metodologia di reclutamento dei "futuri scienziati italiani". Non porsi alcuna domanda a proposito (e non esprimere alcun parere in merito) lo ritengo davvero poco proficuo. 

Inviato da iPhone

Folli, Franco

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May 16, 2012, 9:14:17 AM5/16/12
to italians...@googlegroups.com, humboldtiani, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com, non_vi...@googlegroups.com

La Germania si e' dotata di un sistema accademico dove e' ASSOLUTAMENTE OBBLIGATORIO essere chiamati per posti di Professore Ordinario in una citta' diversa da cui in cui si e' cresciuti accademicamente.

 

Ad esempio, si diventa associato a Berlino, ma per diventare ordinario bisogna essere chiamati a Dresda.

 

Franco Folli MD. PhD
Professor of Medicine
Dept. of Medicine, Division of Diabetes
University of Texas Health Science Center at San Antonio
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From: italians...@googlegroups.com [italians...@googlegroups.com] on behalf of Giacomo Risitano [gtr...@gmail.com]
Sent: Saturday, May 12, 2012 12:35 PM
To: non_vi...@googlegroups.com
Cc: italians...@googlegroups.com; humboldtiani; zev...@istituto-besta.it; paolo....@childrens.harvard.edu; gcond...@yahoo.com; non_vi...@googlegroups.com
Subject: Re: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

Michele Ciavarella

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May 16, 2012, 9:37:28 AM5/16/12
to non_vi...@googlegroups.com, italians...@googlegroups.com, humboldtiani, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com
non sapevo.  germania paese serio, con la humboldt lavoro ad amburgo, ed e' un altro pianeta.  noi abbiamo potenziato i provincialismi all'estremo, e l'h index da solo mica puo' risolvere tutto!!  qualcosa lo fa, un provinciale ha h basso. e I padovani 'amici' di zeviani, checche' ne dicano.....

m

Saverio Cinti

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May 16, 2012, 9:56:29 AM5/16/12
to italians...@googlegroups.com, fo...@uthscsa.edu, humboldtiani, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com, non_vi...@googlegroups.com

Caro Franco, questo è, a mio avviso, uno dei punti fondamentali!!! Berlinguer aveva tentato di introdurlo nel sistema italiano…purtroppo senza successo. Se dipendesse da me lo introdurrei subito!

Un caro saluto

 

Saverio

 

Saverio Cinti  MD

Professor of Anatomy

Dpt Experimental and Clinical Medicine

Faculty of Medicine

University of Ancona

Via Tronto 10a 60020 Ancona

Italy

 

Ph mobile: +393396936172

Ph office:   +390712206088

 

e mail: ci...@univpm.it

 

 

 

 

Da: italians...@googlegroups.com [mailto:italians...@googlegroups.com] Per conto di Folli, Franco
Inviato: mercoledì 16 maggio 2012 15.14
A: italians...@googlegroups.com
Cc: humboldtiani; zev...@istituto-besta.it; paolo....@childrens.harvard.edu; gcond...@yahoo.com; non_vi...@googlegroups.com
Oggetto: RE: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani


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Folli, Franco

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May 21, 2012, 8:26:43 AM5/21/12
to italians...@googlegroups.com, humboldtiani, zev...@istituto-besta.it, paolo....@childrens.harvard.edu, gcond...@yahoo.com, non_vi...@googlegroups.com

Caro Saverio,

 

 

sono contento che sei d'accordo su questo metodo.

 

 

Spero tutto bene ad Ancona, dove ho molti amici cari.

 

 

Ciao

 

 

Franco

 

Franco Folli MD. PhD
Professor of Medicine
Dept. of Medicine, Division of Diabetes
University of Texas Health Science Center at San Antonio
7703 Floyd Curl Drive
San Antonio, Texas 78229
USA

From: italians...@googlegroups.com [italians...@googlegroups.com] on behalf of Saverio Cinti [s.c...@univpm.it]
Sent: Wednesday, May 16, 2012 8:56 AM
To: italians...@googlegroups.com; Folli, Franco
Subject: R: Va a Cambridge lo scienziato «bocciato» dagli atenei italiani

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