Il fischio del merlo - I. Calvino

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Alexandre Antoniazzi Franco de Souza

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Oct 12, 2007, 6:05:15 PM10/12/07
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IL FISCHIO DEL MERLO

 

Il signor Palomar ha questa fortuna: passa l’estate in un posto dove cantano molti uccelli. Tra tutti i fischi degli uccelli si distacca il fischio del merlo, inconfondibile da ogni altro. I merli arrivano sul tardo pomeriggio: sono due, certo una coppia, forse la stessa dell’anno passato, di tutti gli anni a quest’epoca.

Ogni pomeriggio, al sentire un fischio di richiamo, su due note, come d’una persona che vuole segnalare il suo arrivo, il signor Palomar alza la testa per cercare intorno chi lo chiama. Poi si ricorda che è l’ora dei merli.

Il fischio dei merli ha questo di speciale: è identico a un fischio umano, di qualcuno che sia particolarmente abile a fischiare. Dopo un po’ il fischio è ripetuto, dallo stesso merlo o dal suo coniuge. Ma è un dialogo, oppure ogni merlo fischia per sé e non per l’altro? Oppure tutto il dialogo consiste nel dire all’altro: “io sto qui”, e la lunghezza delle pause aggiunge alla frase il significato di un “ancora”, come a dire: “io sto ancora qui, sono sempre io!”. E se fosse nella pausa e non nel fischio il significato del messaggio? Se fosse nel silenzio che i merli si parlano?

Oppure nessuno può capire nessuno: ogni merlo crede d’aver messo nel fischio un significato fondamentale per lui, ma che solo lui intende; l’altro gli ribatte qualcosa che non ha nessuna relazione con quello che lui ha detto; è un dialogo tra sordi, una conversazione senza capo né coda. Ma i dialoghi umani sono forse qualcosa di diverso?

Italo Calvino

 

 

Alexandre Antoniazzi Franco de Souza

alexandre...@yahoo.it

Tel.: 9770-0936




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