Problema 1: Distanza tra chi dirige i centri di ricerca ed il modo con cui avere i finanziamenti

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Michele Mattioni

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Dec 18, 2006, 7:47:09 AM12/18/06
to italiani_...@googlegroups.com
Ecco il primo problema che volevo portare all'attenzione della lista:

La distanza tra chi dirige i centri di ricerca ed il modo con cui avere
i finanziamenti
Emblematica è la storia dell'impianto progettato da Carlo Rubbia [premio
Nobel per la fisica].
Il progetto si chiama Archimide e l'ENEA era l'ente di cui lui era
direttore.

Il problema è che i fondi alla fine on ci sono stati, che il progetto è
stato sottodimensionato
e che non è stato fatta domanda di alcune brevetto per la tecnologia
sviluppata, che è stata chiesta
in prova anche negli Stati Uniti, e che, ora come ora, è la più avanzata
a livello mondiale.

Ora un occhio al perché delle dimissione di Rubbia da presidente dell'ENEA:
http://www.kensan.it/articoli/Rubbia_Enea.php rende bene l'idea del
problema.

Cosa serve:
Serve una maniera meno burocratica e + veloce per ottenere i
finanziamenti, serve una visione politica
più orientata alla ricerca Scientifica come punto cardine nello
svilluppo del "sistema Italia".

Abbiamo decisamente bisogno di una maggiore velocità nell'ottenere
finanziamenti. La cosa che mi rende realmente
"disappointed" è che anche di fronte ad una situazione di eccelenza come
questa i finanziamenti non sono arrivati.

Bisogna trovare un modo per cambiare le regole con cui vengono dati i
finanziamenti e diretti i centri
di ricerca.

Luisa de Vivo

unread,
Dec 18, 2006, 11:46:14 AM12/18/06
to italiani_...@googlegroups.com
Ma sì, la questione principale, come dice michele, è che manca assolutamente una visione politica orientata alla ricerca, concretamente intendo, perchè a parole sono tutti grandi sostenitori della scienza, poi quando si tratta di cacciare fuori i soldi invece...
 
Perchè lasciarsi sfuggire un progetto come quello di rubbia se si fosse anche minimamente interessati allo sviluppo tecnologico in Italia? non c'è un perchè se non quello che suggerisce Rubbia stesso, cioè che in Italia funziona così, la maggiorparte delle persone che occupano un ruolo istituzionale, oltre a non essere per nulla preparati in ambito scientifico, hanno come unico interesse il tornaconto personale (isa, non dire di no, ci sarà sicuramente qualche anima onesta, ma dove?? perchè non riesce ad emergere? perchè è schermata e soffocata da una cintura di mamorzi ignoranti, avidi e stupidi!)
E' una lotta persa in partenza se ti devi scontrare con gente che non ha a cuore il miglioramento del paese, ma solo il mantenere la propria posizione di prestigio.
 
Quindi, oltre a sostenere la soluzione epurativa, tramite lanciafiamme, per tutta la classe politica italiana, quello che si può fare è denunciare la situazione del tutto mafiosa, rompere le scatole, essere scomodi, inculcare in quelle teste bacate che il criterio meritocratico è l'unico a pagare.
Se non si cambia il modo di ragionare di chi sta al vertice, come si spera di migliorare la situazione finanziamenti in italia? Non basterà sfoltire i moduli e semplificare le pratiche.
Luis

Michele Mattioni <matt...@gmail.com> ha scritto:

Michele Mattioni

unread,
Dec 19, 2006, 5:00:42 AM12/19/06
to italiani_...@googlegroups.com
Luisa de Vivo ha scritto:

E' vero. Tuttavia io credo che un Ente di tipo scientifico debba essere
guidato esclusivamente da persone competenti ed ricercatori in prima
persona. Intendo tutto il CDA.

Per come la vedo io la cosa funzionerebbe soltanto se :

-. l'organo di direzione dell'ENTE o struttura sia composto soltanto da
persone direttamente coinvolte nel campo di ricerca.

-. l'entrata dei fondi sia garantita in maniera che ci sia:
1) Una base intoccabile. Diciamo un' entrata sicura che permette alla
struttura di vivere in maniera adeguata. Questa non può essere toccata,
per nessun motivo.
2) Dei finanziamenti dati per progetto, dopo attenta valutazione su
base meritocratica. Ovvero il progetto deve matchare con dei canoni
scritti e dei prerequisiti scritti. se questi vengono presi l'accesso ai
fondi è garantito.

isa_b

unread,
Dec 20, 2006, 2:40:19 PM12/20/06
to italiani in ricerca
"serve una visione politica
più orientata alla ricerca Scientifica come punto cardine nello
svilluppo del "sistema Italia""

"oltre a sostenere la soluzione epurativa, tramite lanciafiamme, per


tutta la classe politica italiana"

Cioè, o dobbiamo riferirci alla politica, oppure dobbiamo totalmente
trascendere da essa, consigliando metodi forse un pò eccessivi... !
Decidete!

E' vero, c'è distanza ma contestualmente ci sono troppi
frammischiamenti, troppi interessi non dico in comune ma comunque
"coincidenti"; c'è una parte del programma dell'Unione grossa come una
casa riguardante la parte della ricerca ma c'è poi una realizzazione
(per ora, in questa prima Finanziaria) non vicina alle aspettative. Ci
sono contraddizioni, punto.
Gli enti dovrebbero trascendere dalla politica, non so, non penso sia
totalmente giusto: di certo dovrebbero trascendere dai partiti, dalle
lobbies, dalle corporazioni (e parlo di quelle appartenenti proprio al
mondo accademico). Ma non dalla politica, da quella cosa che è
"amministrazione". Ad una riunione, qui a Roma, una volta un
ricercatore ha gridato: la ricerca è a parte!!! Non penso sia
completamente giusto, perchè la ricerca, in concerto con adeguati
programmi e progetti di sviluppo (economico, industriale, ecc), di
formazione (istruzione, didattica, ecc), di comunicazione (welfare,
progetti sociali, ecc), fanno tutto questo nel complesso sistema e
contribuiscono a migliorare il paese. Quindi non possiamo considerare
questa componente come una cosa a sè, da portare avanti
indipendentemente: per questo il tecnico tout court non potrà mai
contribuire ad amalgamare il tutto, o comunque ad amministrare la sua
parte sentendo e confrontandosi anche con gli altri attori. Il
politico, perchè non eccessivamente trasportato da sentimentalismi e
dottrine, nel contesto giusto riesce a fare: sono le situazioni in cui
opera, i compromessi, gli accordi taciti, il fatto di poter o non poter
fare una cosa per il semplice fatto di appartenere ad un'area o ad una
certa corrente... questo permette di raggiungere o meno l'obiettivo. E
in questo vi dò ragione, questo aspetto deve essere non dico cambiato,
ma superato. Le cose non si cambiano porca vacca, non ce la fai... col
tempo, con nuove teste, riesci solamente, e in parte, a superarle.

Certo, il massimo sarebbe l'unione del polito e del tecnico. Ma è
veramente la scelta giusta? Guarda Padoa Schioppa e Mussi, o Bersani, o
la Bonino.. un tecnico e delle persone candidate che hanno fatto
campagna elettorale e hanno quindi abbinato il loro viso, la loro
storia personale ad un programma politico. Beh nel confronto, c'è
stato lo scontro!! Ma perchè nel primo c'è o il bianco o il nero, nei
secondi un'infinita gamma di colorazioni grigie :D
Guarda Carlo Rubbia, Nobel, super scienziato, ecc ecc, ovvero il
tecnico che si è dovuto buttare in pasto a gente mandata in quel CdA
dai partiti: non c'è confronto, non c'è dialogo. Un presidente di
garanzia, praticamente una perdita di tempo per lui... Ma si potrebbe
leggerla anche in questo modo: quale migliore forma di scoraggiamento
è avere davanti alla faccia una cosa desiderata e poi scoprirla
irraggiungibile. Dopo un pò lasci perdere, quasi arrivi
paradossalmente a non interessartene più, o comunque non allo stesso
modo per cui l'avevi iniziata a desiderare...
vabbè, sarò diventanta in questi anni complottistica, capace di
interpretare le cose solo in malafede, ma spesso situazione che
sembrano essere lasciate al caso...

Comunque, avevo un pò di cose con cui rispondere ai precedenti post e
finalmente ho trovato del tempo per buttarle giù!

Il secondo messaggio di Miki lo trovo giusto ed è stato ritenuto tale
(ovviamente non in questa sequenza temporale!!) anche dalla legge di
bilancio, che prevede, sotto l'aspetto e la dinamica dei finanziamenti,
proprio questo (leggi la relazione all'incontro di due settimane fa,
che vi avevo mandato).

I rettori hanno gridato alla scandalo, avvisando i signori ministri di
non farsi vedere negli atenei pubblici. Leggo oggi su repubblica che
100 milioni sono previsti in Finanziaria per Università privata. Che
casino, però, sempre secondo una versione mia complottistica mi
verrebbe da chiedermi questo: non è stato concesso tanto al ministero
dell'università e della ricerca perchè al suo capo c'è una persona
che non condivide il futuro percorso politico del centro sinistra
italiano? Forse, se Mussi fosse più allineato con il sogno di Prodi e
del suo Partito Democratico, avrebbe ricevuto di più?

Non ho ancora formulato proposte o soluzioni a riguardo... ma vedrete
che vi stupirò!! :)

Isa

Michele Mattioni

unread,
Dec 20, 2006, 3:24:06 PM12/20/06
to italiani_...@googlegroups.com
isa_b ha scritto:
>
[snip]

>
> Cioè, o dobbiamo riferirci alla politica, oppure dobbiamo totalmente
> trascendere da essa, consigliando metodi forse un pò eccessivi... !
> Decidete!
>

La lista non ha orientamento politico. La politica è molto ben accetta :)


> Certo, il massimo sarebbe l'unione del polito e del tecnico. Ma è
> veramente la scelta giusta? Guarda Padoa Schioppa e Mussi, o Bersani, o
> la Bonino.. un tecnico e delle persone candidate che hanno fatto
> campagna elettorale e hanno quindi abbinato il loro viso, la loro
> storia personale ad un programma politico. Beh nel confronto, c'è
> stato lo scontro!! Ma perchè nel primo c'è o il bianco o il nero, nei
> secondi un'infinita gamma di colorazioni grigie :D
> Guarda Carlo Rubbia, Nobel, super scienziato, ecc ecc, ovvero il
> tecnico che si è dovuto buttare in pasto a gente mandata in quel CdA
> dai partiti: non c'è confronto, non c'è dialogo. Un presidente di
> garanzia, praticamente una perdita di tempo per lui... Ma si potrebbe
> leggerla anche in questo modo: quale migliore forma di scoraggiamento
> è avere davanti alla faccia una cosa desiderata e poi scoprirla
> irraggiungibile. Dopo un pò lasci perdere, quasi arrivi
> paradossalmente a non interessartene più, o comunque non allo stesso
> modo per cui l'avevi iniziata a desiderare...
> vabbè, sarò diventanta in questi anni complottistica, capace di
> interpretare le cose solo in malafede, ma spesso situazione che
> sembrano essere lasciate al caso...
>

Quanto è vero. Per la cronaca Rubbia è in spagna.


> Comunque, avevo un pò di cose con cui rispondere ai precedenti post e
> finalmente ho trovato del tempo per buttarle giù!
>
> Il secondo messaggio di Miki lo trovo giusto ed è stato ritenuto tale
> (ovviamente non in questa sequenza temporale!!) anche dalla legge di
> bilancio, che prevede, sotto l'aspetto e la dinamica dei finanziamenti,
> proprio questo (leggi la relazione all'incontro di due settimane fa,
> che vi avevo mandato).
>

Bene.

> I rettori hanno gridato alla scandalo, avvisando i signori ministri di
> non farsi vedere negli atenei pubblici. Leggo oggi su repubblica che
> 100 milioni sono previsti in Finanziaria per Università privata. Che
> casino, però, sempre secondo una versione mia complottistica mi
> verrebbe da chiedermi questo: non è stato concesso tanto al ministero
> dell'università e della ricerca perchè al suo capo c'è una persona
> che non condivide il futuro percorso politico del centro sinistra
> italiano? Forse, se Mussi fosse più allineato con il sogno di Prodi e
> del suo Partito Democratico, avrebbe ricevuto di più?
>

Ecco, questo non lo sò. Per come la vedo io le Università Pubbliche
devono ricevere fondi dallo stato, le private non ne devono riceverne. I
fondi li prendono come vogliono, ma non dallo stato.

Io nn capisco queste cadute di stile.
Per quale motivo bisogna finanziare per 100 milioni le Università
Private, quando nella pubblica non ci sono i guanti per i laboratori o
non si riesce a pagare la luce...

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