----Messaggio originale----
Da: eva...@fastwebnet.it
Data: 31-mar-2011 15.39
A: "italiaML"<ital...@googlegroups.com>
Ogg: [ItaliaML] Re: IL GABBIANO
On 28 Mar, 11:43, bavil <nino...@alice.it> wrote:
> IL GABBIANO
>
> Mamma, ti ricordi quando da piccola ti dicevo che avrei voluto essere
> un
> gabbiano, si uno di quei gabbiani che noi vedevamo volare sopra il
> mare durante le nostre passeggiate sulla spiaggia.
> Ero affascinata dal loro volteggiare e con il dito ti indicavo quelli
> che man mano si libravano dagli scogli verso il mare aperto.
> Tu sorridevi e mi accarezzavi i capelli, io seguitavo, rassicurata
> dalla tua
> carezza, a guardarli e ad immaginarmi al loro posto chiudendo gli
> occhi e pensando ai mille riflessi prodotti dal sole sull’acqua del
> mare che essi
> ammiravano.
> Pensavo è questo il senso della vita, anche io da grande dovrò
> librarmi dallo scoglio della mia esistenza verso il mare aperto della
> vita.
> Quando sono diventata grande, lo sai, l’ho fatto e sono andata a
> vivere da sola la mia vita, lasciando la casa che mi aveva vista
> nascere spinta dal richiamo del mare della vita.
> Poi, lo sai, mi ero illusa di avere trovato l’amore ed in quel momento
> la
> mia casa mi è sembrata la nostra casa.
> Questa è la gioia che avevo provata, ma poi quello che avevo pensato
> fosse l’amore, si è sciolto come neve al sole lasciandomi sola in
> quella casa che non era più la mia casa.
> Il pensiero subito ha rievocato nella mia mente il gabbiano ed ho
> pensato che anche esso nel suo volo si allontana dal suo nido e che
> certe volte si spinge per l’anelito di libertà oltre le sue forze
> raggiungendo un punto di non ritorno dal quale cerca invano di
> ritornare al suo nido, ma
> la lontananza ed il vento spesso contrario lo abbattono stremato sulla
> superfice del mare, dove dibattendosi, per qualche istante, trova la
> sua
> dolorosa morte.
> Anche io, mamma, mi sono spinta nel mare della vita per l’anelito di
> libertà verso un punto di non ritorno.
> Invoco la tua mano che possa tendersi verso di me per guidare il mio
> volo verso casa, quella vera dove vi era una famiglia piena d’amore,
> ma tu non ci sei più e quella casa ormai è vuota.
> Le mie ali sono state tarpate dal vento della vita e non sono più
> capace di volare, mi dibatto stanca e malata ed i bagliori che
> appaiono sull’acqua
> prodotti dal sole della vita mi lasciano insensibile e mi rattristano
> profondamente.
> Mamma, voglio dedicarti l’ultimo mio alito di vita pensando alle tue
> dolci carezze sui miei capelli biondi, quella sarà l’ultima immagine
> che porterò nel cuore, quando avrò dato l’estremo battito delle mie
> ali ed esalato l’ultimo respiro.
>
> Vittorio Banda
> 13 Febbraio 2011
>>> Quello che hai scritto è molto commovente perchè rispecchia l'esistenza di tutti coloro che cercano di vivere con sentimento; altrettanto vero è che la vita è piena di delusioni. Allora dovremmo veramente essere "gabbiani" ed accettare con naturalezza l'ineluttabilità del nostro volo sulla terra....Pulcebionda
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