bavil
unread,Mar 28, 2011, 5:43:36 AM3/28/11Sign in to reply to author
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IL GABBIANO
Mamma, ti ricordi quando da piccola ti dicevo che avrei voluto essere
un
gabbiano, si uno di quei gabbiani che noi vedevamo volare sopra il
mare durante le nostre passeggiate sulla spiaggia.
Ero affascinata dal loro volteggiare e con il dito ti indicavo quelli
che man mano si libravano dagli scogli verso il mare aperto.
Tu sorridevi e mi accarezzavi i capelli, io seguitavo, rassicurata
dalla tua
carezza, a guardarli e ad immaginarmi al loro posto chiudendo gli
occhi e pensando ai mille riflessi prodotti dal sole sull’acqua del
mare che essi
ammiravano.
Pensavo è questo il senso della vita, anche io da grande dovrò
librarmi dallo scoglio della mia esistenza verso il mare aperto della
vita.
Quando sono diventata grande, lo sai, l’ho fatto e sono andata a
vivere da sola la mia vita, lasciando la casa che mi aveva vista
nascere spinta dal richiamo del mare della vita.
Poi, lo sai, mi ero illusa di avere trovato l’amore ed in quel momento
la
mia casa mi è sembrata la nostra casa.
Questa è la gioia che avevo provata, ma poi quello che avevo pensato
fosse l’amore, si è sciolto come neve al sole lasciandomi sola in
quella casa che non era più la mia casa.
Il pensiero subito ha rievocato nella mia mente il gabbiano ed ho
pensato che anche esso nel suo volo si allontana dal suo nido e che
certe volte si spinge per l’anelito di libertà oltre le sue forze
raggiungendo un punto di non ritorno dal quale cerca invano di
ritornare al suo nido, ma
la lontananza ed il vento spesso contrario lo abbattono stremato sulla
superfice del mare, dove dibattendosi, per qualche istante, trova la
sua
dolorosa morte.
Anche io, mamma, mi sono spinta nel mare della vita per l’anelito di
libertà verso un punto di non ritorno.
Invoco la tua mano che possa tendersi verso di me per guidare il mio
volo verso casa, quella vera dove vi era una famiglia piena d’amore,
ma tu non ci sei più e quella casa ormai è vuota.
Le mie ali sono state tarpate dal vento della vita e non sono più
capace di volare, mi dibatto stanca e malata ed i bagliori che
appaiono sull’acqua
prodotti dal sole della vita mi lasciano insensibile e mi rattristano
profondamente.
Mamma, voglio dedicarti l’ultimo mio alito di vita pensando alle tue
dolci carezze sui miei capelli biondi, quella sarà l’ultima immagine
che porterò nel cuore, quando avrò dato l’estremo battito delle mie
ali ed esalato l’ultimo respiro.
Vittorio Banda
13 Febbraio 2011