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MUORE PER UNA PIAGA DA DECUBITO - RINUNCIA IL CTU DELLA CAUSA CIVILE INTENTATA DALL'EREDE NEI CONFRONTI DELLA ASL DI VITERBO

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Giorgio Bernardi

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Jun 28, 2016, 8:57:49 PM6/28/16
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Associttadini Associazione degli utenti e dei consumatori rende noto un colpo di scena accaduto nel processo civile presso il Tribunale di Viterbo promosso da G.B. per avere il risarcimento dei danni patiti a seguito del presunto omicidio della di lui madre, Vittorina Nicodemi, residente a Bassano Romano e deceduta all'Ospedale di Bracciano, avverso A.M. medico di base e l'ADI Assistenza Domiciliare Integrata della ASL di Viterbo.
Associttadini sta fornendo all'attore del procedimento l'assistenza di un pool di avvocati, consulenti e medici legali specializzati nella responsabilità professionale medica.
Il CTU Consulente Tecnico d'Ufficio designato dal Giudice civile, dopo aver accettato l'incarico e dopo aver iniziato le operazioni peritali, in modo del tutto inaspettato ha rinunciato all'incarico dichiarandosi non all'altezza del compito assegnatogli.
Il Giudice civile ha fissato quindi l'udienza nel mese di luglio per la nomina d'un nuovo CTU ed ha trasmesso gli atti del processo al Presidente del Tribunale affinchè valuti eventuali provvedimenti da prendere nei confronti del CTU dimissionario.
L'attore nel procedimento si è tutelato sporgendo denuncia al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo ipotizzando il reato ex art. 366 codice penale “Rifiuto di uffici legalmente dovuti”.
La Signora Vittorina Nicodemi fu trattata dall'ADI Assistenza Domiciliare Integrata, ovvero da una equipe costituita da sanitari della ASL di Viterbo e capeggiata dal medico di base che ai sensi dell'allegato H dell'ACN degli MMG, “....ha la responsabilità unica e complessiva del paziente; tiene la scheda degli accessi fornita dalla Azienda presso il domicilio del paziente sul quale gli operatori sanitari riportano i propri interventi; attiva le eventuali consulenze specialistiche, gli interventi infermieristici e sociali programmati; coordina gli operatori per rispondere ai bisogni del paziente.....”, perchè nel mese di novembre 2011 aveva una piaga di decubito incipiente sul tallone destro.
La Paziente morì' in data 07/08/2012 all'Ospedale di Bracciano - ove era stata ricoverata d'urgenza - per "...SEPSI...." e per un "....decubito infetto 4° stadio tallone dx....", così è scritto nell'AVVISO Dl MORTE redatto dai medici pubblici ufficiali dell'Ospedale di Bracciano.
Un decubito, quindi, nonostante le presunte cure, in otto mesi circa si è trasformato da incipiente fino a 4° stadio ovvero la condizione più grave per una piaga ed ha condotto alla morte la Paziente.
La rivendicazione del figlio è fondata in particolare sul fatto che:
la cartella clinica domiciliare non fu redatta, pertanto non vi è prova alcuna che alla madre furono eseguite delle cure;
il consenso informato della Paziente non fu acquisito dai medici curanti. Roma - Viterbo, li 26/06/2016
https://www.facebook.com/notes/associttadini-associazione-degli-utenti-e-dei-consumatori/muore-per-una-piaga-da-decubito-rinuncia-il-ctu-della-causa-civile-intentata-dal/10153814199274007
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