La porta d'Europa

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Alessandro Riolo

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Oct 24, 2004, 3:03:09 PM10/24/04
to

Agli inizi del XIX secolo, New York contava circa 79000 abitanti
residenti, ed era una tranquilla cittadina molto differente dalla
metropoli che ha dominato culturalmente ed economicamente il XX secolo.
Nel 1807 venne affidata ad una commissione di tre saggi (un mercante
ex-politico, un topografo ed un avvocato) la redazione del piano
urbanistico della città.
Quattro anni dopo venne adottato a New York quello che sarebbe diventato
il celeberrimo Commissioner's Plan; firmato da Gouvernor Morris, Simeon
De Witt e John Rutherford, adottato nel 1811, è uno degli strumenti
urbanistici più visionari, più suggestivi e più fecondi che mente umana
abbia mai partorito.
L'isola di Manhattan veniva suddivisa da 155 strade orizzontali (the
streets) e 12 enormi viali verticali (the avenues), per un totale poco
inferiore ai duemila isolati.
I tre saggi stimarono che quello spazio sarebbe stato sufficiente per
circa 400.000 persone, ed anche se non potevano immaginare i grattacieli
e le poderose strutture abitative e commerciali che permettono al giorno
d'oggi a ben due milioni di persone di vivere in quello stesso spazio,
essi ammirevolmente prevedettero per la loro città la possibilità,
piuttosto remota ed improbabile per i contemporanei, di quintuplicare i
propri abitanti.
Nel 1811 non c'era nulla che lasciasse presagire il grande futuro di New
York, il canale per il lago Erie venne iniziato nel 1817 e completato
soltanto nel 1825, nessuno immaginava che New York sarebbe diventata il
più grande porto del pianeta, la porta delle Americhe per decine di
milioni di persone e la vera e propria capitale del pianeta nel secolo
successivo.
Già da alcuni anni milioni di persone premono ai confini dell'Europa,
sperando di trovare un mezzo, perlopiù lecito ma a volte anche illecito,
per oltrepassarli. Queste persone, per una serie innumerevoli di motivi,
vorrebbero venire a vivere e lavorare in Europa, dove sperano di poter
un giorno prosperare. Fino ad oggi, e dispero che la cosa possa
migliorare in futuro, la risposta degli Europei è stata, se non miope,
almeno strabica. L'Europa si è trasformata in una sorta di fortezza,
tenta di chiudere tutte le sue frontiere, ed ammette al suo interno
soltanto un piccolo rivolo di quell'enorme flusso di persone che
desidererebbero accedervi, tutto questo quando nel contempo, se non
nelle parole almeno nei fatti, l'Europa, non meno che i suoi dirimpettai
ad Occidente come ad Oriente, si disinteressa quasi completamente della
necessità di adottare delle politiche di sostegno allo sviluppo, di
miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della gran parte
degli abitanti e dei paesi del pianeta. Non ci si faccia ingannare da
quanto viene realizzato, per quanto meritevole ed ammirevole, si tratta
di una goccia d'acqua in un oceano di disperazione, sfruttamento,
ignoranza e completa assenza di speranza.
Lo sviluppo dei paesi del terzo mondo, se mai avverrà, sarà un evento di
proporzioni bibliche, e la cui gestione graverà sulle spalle di diverse
generazioni, ma l'assicurare una valvola di sfogo per la pressione che
attualmente schiaccia i friabili confini d'Europa è invece qualcosa di
possibile e realizzabile, a costo di possedere una certa lungimiranza e
di riuscire a vedere il futuro con visione non limitata alla punta del
nostro naso.
Una delle cose che si potrebbero fare sarebbe quella di creare una New
York Europea, una porta d'Europa dove far confluire ogni anno decine di
migliaia di immigranti.
L'idea sarebbe quella di scegliere un'area abbastanza estesa e poco
urbanizzata, di progettarne una possibile futura espansione prendendo a
modello The Commissioner's Plan, con una bella pianta a griglia
ortogonale, e come nella New York del XIX secolo iniziare a farla
crescere con iniezioni annuali di nuovi cittadini, scelti tra i milioni
che premono ai confini d'Europa.
Personalmente ritengo che non vi siano molte aree candidabili per un
simile progetto in Europa, ma che la provincia di Trapani, soprattutto
per quanto riguarda tutta quella zona bene o male pianeggiante o al
limite leggermente collinare che da Trapani si estende fino a Mazara del
Vallo, potrebbe essere un gran bel pretendente: geograficamente al
centro del Mediterraneo, dotata di ben tre porti naturali, con un
aereoporto piazzato strategicamente nella sua zona centrale e con un
tasso di urbanizzazione molto basso e comunque non di particolar pregio
storico, architettonico o, tralasciando la bellissima via del sale che
sarebbe ovviamente da preservare in ogni caso, paesaggistico, potrebbe
essere gradualmente popolata da un flusso controllato e selezionato di
immigrati desiderosi di vivere e lavorare in Europa. La cosa andrebbe
ovviamente progettata con cura e con attenzione, bisognerebbe
coinvolgere la popolazione locale ed ottenerne il consenso, nonché
riuscire a farla diventare una priorità politica ed economica Europea,
ma personalmente ritengo che un progetto di ricolonizzazione urbana da
parte di circa 500 mila nuovi cittadini in dieci anni sia, oltre che
fattibile, per certi versi auspicabile anche per gli attuali abitanti
dell'area, a cui si aprirebbero nuove prospettive economiche ed
imprenditoriali altrimenti impensabili, e che si troverebbero ad avere
la possibilità di trasformare la propria realtà geografica da
fossilizzata periferia dell'Impero a vero e proprio cuore pulsante
cosmopolita e multiculturale d'Europa e del Mediterraneo.

--
ale
http://www.sen.it
rara temporum felicitate, ubi sentire
quae velis, et quae sentias dicere, licet

santaninfaru

unread,
Oct 25, 2004, 11:44:04 AM10/25/04
to
Salve.
Sinceramente devo dire che vedere il Belice trasformato in una New York
del terzo millennio mi fa accapponare un po' la pelle... preferirei che
mantenesse un pochino l'aspetto "rurale" che possiede oggi, pieno di
bellezze naturali e di semplicità. D'altro canto, però, sono anch'io
sensibile al problema che tu hai sollevato in questo post, e non ti nascondo
che non passa giorno (che mi crediate o no) che non formuli almeno un
pensiero a favore di tutte quelle persone che vorrebbero entrare in Europa e
alle quali ciò è vietato. E' un senso di umanità, credo, che mi spinge a ciò
e spero sinceramente che un giorno questo problema venga risolto,
chiaramente in un modo conveniente per ambo le parti. E mi capita spesso di
pensare a cosa potrebbe succedere se ciò accadesse, e qui però mi si
sollevano dei dubbi. Mi è capitato, per lavoro e per piacere, di visitare
alcuni di questi paesi che mi piace definire disagiati, e devo dire che
dovunque ho trovato gente cordiale, ospitale, gentile... chiaramente è ovvio
che in questi paesi esistono anche dei malandrini, della gente poco
raccomandabile e dei criminali veri e propri. Siamo tutti uguali al mondo,
nel bene e nel male. Purtroppo la cronaca mette in rilievo solo i casi
negativi, dedicando poco o nessuno spazio alle persone per bene... esempio:
se un gruppo di cinesi (per fare l'esempio, non ho nulla contro i cinesi)
organizza una truffa (che è un atto deplorevole, indipendentemente da chi lo
compie) i quotidiani ne parlano per diversi giorni. Quando, invece, a
Donoratico (LI) è annegato un giovane senegalese per salvare due bambini
italiani, ne hanno parlato ma ben poco (da notare che dopo qualche giorno, a
Marina di Pisa, è annegato un altro ragazzo italiano per salvare un
bambino... la TV e la stampa hanno mandato in onda servizi su servizi con
interviste a famiglia e amici. Nutro una stima enorme per questo ragazzo, ma
anche il giovane senegalese non è stato di meno).
Cmq per non divagare... i miei pensieri su cosa succederebbe se si
permettesse a tutti gli immigrati di venire in Europa... provate ad
immaginarlo anche voi:
1) prima ipotesi, in cui si permette proprio a tutti di venire in Europa. Il
tasso di criminalità aumenterebbe in quanto oltre alle persone per bene, si
presenterebbero anche i malintenzionati;
2) seconda ipotesi, in cui si permette un ingresso selettivo: i paesi da cui
vengono queste persone, si svuoterebbero inesorabilmente e resterebbero solo
quelli scartati. A questo punto aumenterebbe sicuramente la discriminazione
delle persone verso quei paesi ed indirettamente verso i suoi abitanti in
generale. Mi spiego meglio con un esempio: se tutti i sudanesi per bene
venissero in Europa, il Sudan resterebbe pieno di gente poco affidabile e
tutto ciò che ne segue come commerci illeciti e attività illegali varie...
tutto ciò porterebbe noi europei a fare un ragionamento, sbagliato ma
istintivo: Sudan = criminali = tutti i sudanesi sono criminali = anche i
sudanesi che sono in Europa sono criminali...

Senza contare, poi, il fatto che questi paesi disagiati diventerebbero
ancora più poveri e desolati: tutti stanno all'estero e lavorano fuori, e in
questi paesi non nascono imprese, indistrie, servizi... un po' quello che
sta succedendo al meridione d'Italia. E poi diventa un circolo vizioso: io
scappo, non creo lavoro, la mia terra si impoverisce, tu sei costretto a
scappare perchè da solo non puoi creare lavoro ma ti serviva il mio aiuto...
e così via.

Forse i miei ragionamenti sono troppo semplicistici, però vi assicuro che lo
sono perchè non posso stare qui tutta la notte ad approfondirli... usate un
po' di fantasia. Forse sarebbe meglio, a parer mio, aiutare queste persone a
restare nel loro paese e a far prosperare quello, piuttosto che a venire in
Europa e ad impoverirsi ancora di più (anche perchè lo sfruttamento degli
extracomunitari non l'ho inventato certo io... sbaglio!?!). Aiutarli non
significa certo fare la colletta e mandare X milioni che poi, magicamente,
si perdono in buona parte per strada. Aiutarli significa in parte costruire
ospedali e addestrare la polizia locale... è una buona cosa, ma non basta e
non lo si può fare in eterno. Come disse una Persona famosa del passato
(vediamo se vi ricordate chi): non date loro i pesci, ma insegnategli a
pescare. Adesso, indipendentemente da ogni discorso religioso, si tratta in
realtà di discorsi politico-economici molto complicati ma non abbastanza,
che ognuno può capire da se facendo delle semplici ricerche e parlando con
persone assennate che vedono la realtà... non meglio di altri, non si tratta
di persone che possono vedere attraverso i muri o leggere nel pensiero: si
tratta di persone comuni che, però, riescono a capire cosa è vero e cosa
vogliono farci credere che lo sia. Chi vuol farcelo credere? E' facile...
Cmq tornando al discorso politico-economico: si possono costruire migliaia
di ospedali in giro per il mondo, poi arriva qualche industriale e decide
che nel paese X deve scoppiare una guerra (così lui vende armi e si
arricchisce ancora più). Per favore non iniziate a dire "è stato così in
Iraq"... forse si, ma ricordate che ci sono migliaia di conflitti
dimenticati al mondo e nascono quasi tutti allo stesso modo.... quindi:
conseguenza della guerra nel paese X è che molto degli ospedali di quel
paese vengono bombardati, altri vengono depredati, altri diventano covi di
ribelli, ecc. Risultato: quando la guerra finisce e la situazione si
rappacifica, si devono ricostruire gli ospedali.
La guerra è stato il primo esempio che mi è venuto in mente, visto che per
ora va di moda parlarne, ma ci possono essere tanti altri esempi, più o meno
cruenti, evidenti e catastrofici, che potrebbero essere portati. Questo per
dire che, alla fine, se non si abbattono i Potenti (e non intendo i capi di
stao più o meno pazzi o presunti tali), la situazione difficilmente
cambierà, e il mostro della paura, della fame, di morte e distruzione,
saranno sempre in agguato... Perchè conviene far morire di fame gli abitanti
del Bangladesh? Perchè così possono essere usati come cavie per gli OGM...
toh, non sto parlando di guerra... se vogliono mangiare, mangiano il grano
modificato, altrimenti possono morire di fame... e che caspita, non solo gli
dobbiamo dare il grano, ma lo vogliono anche gratis? E allora facciano da
cavie! (per chi non lo avesse capito, queste ultime parole sono in senso
ironico: non è il mio modus vivendi).
Perchè non si permette alla Cina o all'India di svilupparsi? E poi chi fa i
circuiti stampati e tutti gli apparecchi elettronici ormai essenziali alla
nostra vita e che meno costano meglio è!?! Se poi si permette agli indu di
svilupparsi e pretendono una paga da italiano... caspita: un computer invece
di pagarlo 1000 euro lo pagherei 4000, e ci deve guadagnare meno chi li
produce.

Tutte queste parole forse sono vane: io la penso così e per me il mondo va
così, ma non ne ho la certezza nel senso che nessuno è mai venuto da me a
farmi vedere i "piani nascosti"... è il frutto di anni di chiacchiere e
discussioni, di letture, di osservazioni... ma posso anche sbagliarmi. Se è
così dimostratemelo.

Ritornando al discorso originale del post: caro Alessandro, hai sollevato un
problema grosso quanto il mondo (e non è un'ironia). Hai fatto troppo bene:
non è che tutti decidano di farlo. Io ti ho risposto in questo modo, spero
che nè tu nè nessun altro travisi le mie parole in quanto, ci tengo a
precisarlo, per me al mondo siamo tutti uguali. Qualcun altro potrebbe
risponderti in maniera meno gentile o meno concorde con le tue idee, ci
potrebbe essere anche chi appoggi completamente il tuo post. Spero di
leggere delle risposte sensate a questo tuo input, per poter così avviare un
bel confronto di idee. Dubito che noi possiamo risolvere molto con questa
nostra chiacchierata o con le future, ma chi lo sa se proprio da qui non
nasca qualche idea che possa portare un piccolo cambiamento in positivo... e
poi un altro, e un altro ancora e così via a catena... lo spero veramente.
Tuo
V


"Alessandro Riolo" <alessand...@sen.it> ha scritto nel messaggio
news:2u2cjgF...@uni-berlin.de...

Alessandro Riolo

unread,
Oct 25, 2004, 5:29:25 PM10/25/04
to
santaninfaru, from <superv...@katamail.com>,

> Sinceramente devo dire che vedere il Belice trasformato in una New
> York del terzo millennio mi fa accapponare un po' la pelle...
> preferirei che mantenesse un pochino l'aspetto "rurale" che possiede
> oggi, pieno di bellezze naturali e di semplicità.

Infatti devo ammettere che più che il Belice avevo in mente tutta
quella piana tra Marsala e Trapani, attorno alla statale che passa da
Paceco e Rilievo, spesso oscenamente riempita di case e casupole
ammonticchiate senza criterio (anzi, un criterio ce l'hanno, lo sentii
spiegare anni fa' ad un politico Marsalese, la tradizione per cui i
figli costruiscono le case attorno alle case dei padri e così via, e che
giammai un piano urbanistico possa togliere loro quel sacrosanto
diritto-dovere filiale ..).

> Ritornando al discorso originale del post: caro Alessandro, hai
> sollevato un problema grosso quanto il mondo (e non è un'ironia). Hai
> fatto troppo bene: non è che tutti decidano di farlo. Io ti ho
> risposto in questo modo, spero che nè tu nè nessun altro travisi le
> mie parole in quanto, ci tengo a precisarlo, per me al mondo siamo
> tutti uguali. Qualcun altro potrebbe risponderti in maniera meno
> gentile o meno concorde con le tue idee, ci potrebbe essere anche chi
> appoggi completamente il tuo post.

Devo ammettere che il testo è anche una sorta di provocazione: tempo fa'
lessi (GDS? La Sicilia? Qualcuno con una migliore memoria della mia?)
che un professionista, incaricato di dare non so quale parere sul piano
regolatore prossimo venturo, aveva sentenziato che si dovessero
costringere le zone di possibile futura espansione urbana, basandosi
sull'assunto che la città di Trapani non si sarebbe sicuramente
sviluppata negli anni avvenire e che il prezzo degli immobili sarebbe
calato se non si fosse intervenuti con l'accetta sulle future aree
edificabili. Ora io non sono un paladino della cementificazione forzata,
ed ammetto che se non ce ne fosse bisogno si dovrebbe evitare di
costruire nuovi quartieri, e che ci si dovrebbe nel caso itare a
ricostruire quelli vecchi venuti male (e qui ce ne sarebbe lavoro da
fare per generazioni), ma l'assunto della non sviluppabilità del
territorio Trapanese all'epoca mi lasciò basito.
Raccontano che al capo di una spedizione coloniale Ellenica l'Oracolo
avesse raccomandato di costruire la sua colonia proprio di fronte al
paese dei ciechi. Giunto nel villaggio al cui posto sorge oggi l'immenso
quartiere di Üsküdar, il nostro eroe vide il mare trasformarsi in fuoco
al tramonto del sole sul magnifico porto naturale del Corno d'oro, e
quando si rese conto di aver pensato che gli abitanti del luogo dovevano
essere ciechi per non aver mosso colà la propria residenza, egli
comprese, prima ancora di avere innalzato un solo mattone o di avere
piantato un solo palo, di aver fondato Bisanzio, destinata a diventare
capitale di tre imperi ed agognata imprendibile mela di stuoli di
eserciti e di innumerevoli re per oltre quindici interminabili secoli.
Non vorrei che gli antenati del caro professionista avessero avuto anche
loro residenza in quel di Üsküdar ..

santaninfaru

unread,
Oct 26, 2004, 4:24:18 AM10/26/04
to

"Alessandro Riolo" <alessand...@sen.it> ha scritto nel messaggio
news:2u59hoF...@uni-berlin.de...

> santaninfaru, from <superv...@katamail.com>,
> in <news:417d...@x-privat.org>, wrote:
>
> > Sinceramente devo dire che vedere il Belice trasformato in una New
> > York del terzo millennio mi fa accapponare un po' la pelle...
> > preferirei che mantenesse un pochino l'aspetto "rurale" che possiede
> > oggi, pieno di bellezze naturali e di semplicità.
>
> Infatti devo ammettere che più che il Belice avevo in mente tutta
> quella piana tra Marsala e Trapani, attorno alla statale che passa da
> Paceco e Rilievo, spesso oscenamente riempita di case e casupole
> ammonticchiate senza criterio (anzi, un criterio ce l'hanno, lo sentii
> spiegare anni fa' ad un politico Marsalese, la tradizione per cui i
> figli costruiscono le case attorno alle case dei padri e così via, e che
> giammai un piano urbanistico possa togliere loro quel sacrosanto
> diritto-dovere filiale ..).
>

Retaggi della dominazione araba... i musulmani (per tradizione... mi pare
che lo facciano ancora in Kosovo, per esempio) costruiscono le case vicino a
quelle dei genitori, o meglio allargano le case dei genitori in maniera da
vivere sempre tutti quanti nella stessa famiglia.

Interessante come storia e, se è vero che esistono i corsi ed i ricorsi
storici, avremo Drepanum caput mundi!!!
Ovviamente scherzo e non saprei darti una risposta sensata e ragionata a
questa tua questione, in quanto seguo queste vicende da poco e con una certa
difficoltà, data la mia enorme distanza dal trapanese.
Quello che io spero è semplicemente che non si arrivi mai alla
cementificazione selvaggia ed indiscriminata, perchè tutti abbiamo da
perderci.
Un saluto
V

alecruz

unread,
Oct 26, 2004, 10:49:13 AM10/26/04
to
"santaninfaru" <superv...@katamail.com> wrote in message news:<417e09dd$1...@x-privat.org>...


Ragazzi, idee affascinanti.

Ma se la politica non vuole nemmeno concedere la rettifica dei confini
Trapani-Casa Santa e la gente se ne frega, come possiamo parlare di
metropoli/ripopolamento e di progetti che richiedono un'apertura
culturale che dalle nostre parti è lontana anni luce..

Filippo Angileri

unread,
Oct 26, 2004, 3:06:20 PM10/26/04
to
alecruz ha scritto:


> Ragazzi, idee affascinanti.

> Ma se la politica non vuole nemmeno concedere la rettifica dei confini
> Trapani-Casa Santa e la gente se ne frega, come possiamo parlare di
> metropoli/ripopolamento e di progetti che richiedono un'apertura
> culturale che dalle nostre parti è lontana anni luce..

Sai, non bisogna mai essere pessimisti, non si sa mai, può darsi che le
nuovi generazioni siano diverse dalle precedenti e Trapani possa
svegliarsi una buona volta e per tutte! Ho tanta fiducia.Si tratta solo di
ragionare, di pensare, di dialogare, confrontarsi, mettersi in
discussione, imparare!Basta lo sforzo di volontà.Tutto caro amico (o
amica) dovrà cambiare, la politica in primis.C'è già un primo nocciolo di
cambiamento, totale, in questa bellissima città.
Carissimi saluti.
Filippo Angileri.


--


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


santaninfaru

unread,
Oct 27, 2004, 4:45:12 AM10/27/04
to
"alecruz" <alec...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:b20e9fc1.04102...@posting.google.com...

Non conosco queste questioni ma non faccio la benchè minima fatica a
crederti. Ed effettivamente hai ragione: i discorsi belli restano tali se
poi non c'è nessuno che li mette in atto e se questo qualcuno non attua
delle idee più urgenti o banali, viene difficile immaginarsi che possa
attuare ciò che è stato scritto in questo post. Ciò non vieta, comunque, di
pensare e sperare che forse, un giorno, qualcosa possa muoversi... questo è
un problema che mi trovo ad affrontare quasi tutti i giorni, e come me penso
un po' tutti ci troviamo spesso a dire: sarebbe bello/giusto/meglio fare
così, però per adesso dobbiamo accontentarci di questo.
Cmq, per usare una frase fatta: la speranza è sempre l'ultima a morire.
V


Filippo Angileri

unread,
Oct 27, 2004, 5:28:50 PM10/27/04
to
santaninfaru ha scritto:

> Non conosco queste questioni ma non faccio la benchè minima fatica a
> crederti. Ed effettivamente hai ragione: i discorsi belli restano tali se
> poi non c'è nessuno che li mette in atto e se questo qualcuno non attua
> delle idee più urgenti o banali, viene difficile immaginarsi che possa
> attuare ciò che è stato scritto in questo post. Ciò non vieta, comunque, di
> pensare e sperare che forse, un giorno, qualcosa possa muoversi... questo è
> un problema che mi trovo ad affrontare quasi tutti i giorni, e come me penso
> un po' tutti ci troviamo spesso a dire: sarebbe bello/giusto/meglio fare
> così, però per adesso dobbiamo accontentarci di questo.
> Cmq, per usare una frase fatta: la speranza è sempre l'ultima a morire.

Caro Santaninfaru,
ed allora, perchè non cerchiamo di realizzare e mettere in atto i discorsi
belli e le belle teorie? Se devono restare sempre teorie ,essi non hanno
alcun valore, sono completamente inutili.Le cose si muovono se noi li
vogliamo far muovere, se noi decidiamo di farli muovere.Noi siamo al punto
in cui siamo perchè molti hanno lottato, sofferto,lavorato duramente.E noi
ora siamo molto avvantaggiati.
Un caro saluto.
Filippo Angileri.
Tel 338-1302871.
> V

santaninfaru

unread,
Oct 28, 2004, 5:03:18 AM10/28/04
to

"Filippo Angileri" <fang...@provincia.trapani.it> ha scritto nel messaggio
news:clp3uk$4ed$1...@news.newsland.it...
> santaninfaru ha scritto:
> > Non conosco queste questioni ma non faccio la benchč minima fatica a

> > crederti. Ed effettivamente hai ragione: i discorsi belli restano tali
se
> > poi non c'č nessuno che li mette in atto e se questo qualcuno non attua
> > delle idee piů urgenti o banali, viene difficile immaginarsi che possa
> > attuare ciň che č stato scritto in questo post. Ciň non vieta, comunque,

di
> > pensare e sperare che forse, un giorno, qualcosa possa muoversi...
questo č

> > un problema che mi trovo ad affrontare quasi tutti i giorni, e come me
penso
> > un po' tutti ci troviamo spesso a dire: sarebbe bello/giusto/meglio fare
> > cosě, perň per adesso dobbiamo accontentarci di questo.
> > Cmq, per usare una frase fatta: la speranza č sempre l'ultima a morire.
>
> Caro Santaninfaru,
> ed allora, perchč non cerchiamo di realizzare e mettere in atto i discorsi

> belli e le belle teorie? Se devono restare sempre teorie ,essi non hanno
> alcun valore, sono completamente inutili.Le cose si muovono se noi li
> vogliamo far muovere, se noi decidiamo di farli muovere.Noi siamo al punto
> in cui siamo perchč molti hanno lottato, sofferto,lavorato duramente.E noi

> ora siamo molto avvantaggiati.
> Un caro saluto.

Si, č vero. Ma come? A parte entrare in politica, ci sono altre strade?
Anche perchč, per come la vedo io, entrando in politica uno non diventa
certo il re del mondo: č vincolato da milioni di cose, prime fra tutte le
leggi (giuste o sbagliate che siano: dura lex, sed lex). Da "comuni
mortali", esistono dei modi veramente efficaci per realizzare delle idee del
calibro di quelle che sono emerse in questi post?
Scusami per la mia sfiducia: a me piace sognare e sperare, immaginare un
mondo piů bello, inventarmi il come e il cosa per renderlo... perň proprio
quando cerco di immaginare il come, entro in pensieri tortuosi e pieni di
lacune... anzi baratri.
Un salutone
V

Filippo Angileri

unread,
Oct 30, 2004, 12:05:52 PM10/30/04
to
santaninfaru ha scritto:

> Si, è vero. Ma come? A parte entrare in politica, ci sono altre strade?
> Anche perchè, per come la vedo io, entrando in politica uno non diventa
> certo il re del mondo: è vincolato da milioni di cose, prime fra tutte le


> leggi (giuste o sbagliate che siano: dura lex, sed lex). Da "comuni
> mortali", esistono dei modi veramente efficaci per realizzare delle idee del
> calibro di quelle che sono emerse in questi post?
> Scusami per la mia sfiducia: a me piace sognare e sperare, immaginare un

> mondo più bello, inventarmi il come e il cosa per renderlo... però proprio


> quando cerco di immaginare il come, entro in pensieri tortuosi e pieni di
> lacune... anzi baratri.
> Un salutone

Cao Santaninfaru,
tu hai idee belle, io, e con me tanti miei amici, cerchiamo di metterle in
atto.Come? anzitutto incontrandoci, ma anche nella propria famiglia, nel
proprio giro di amicizie, conoscenze, nello sforzarci di avere sentimenti
e pensieri positivi,, nel consultarci su tutto, nello stare in contatto e
scambiarci le esperienze, le sensazioni, nell'incoraggiarci a vicenda,nel
rispettarci,nel fare tante cose positive e costruttive.E poi abbiamo un
piano bellissimo per un mondo migliore in cui si vivrà tutti davvero
bene,tutti amici, tutti in pace e in accordo e armonia,tutti uniti nelle
cose migliori.
Tanti carissimi e stimati saluti.
Filippo Angileri.Trapani.
Tel.338-1302871.

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