LA MIA VITA NELL'ALDILA' - SPIRITO DEL DOTT. ANDRE' LUIZ

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risvegliospirituale

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Mar 14, 2012, 11:30:22 AM3/14/12
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LA MIA VITA NELL'ALDILA' DEL DOTT. ANDRE' LUIZ
Lo spirito del dottor Andrè Luiz ha rivelato al medium Chico Xavier tutto
quello che gli successe prima, durante e dopo la sua morte. In questo film,
tratto dall'omonimo libro "NOSSO LAR", molte rivelazioni (in sintonia con le
affermazioni di migliaia di spiriti disincarnati) e molti spunti per
riflettere sul significato della vita e della morte fisica del corpo.
GUARDA IL FILM COMPLETO CON I SOTTOTITOLI IN ITALIANO
http://www.aldila.altervista.org/


www.vitanellaldila.it

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May 19, 2012, 7:31:04 PM5/19/12
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LA MORTE NON ESISTE - C'è vita dopo la morte

La morte non esiste. Quando una persona muore, lui come spirito si distacca
dal corpo materiale e continua la propria esistenza attraverso un corpo
molto più sottile e leggero del vecchio corpo materiale. Se questa
continuazione della vita sia piacevole oppure un inferno, questo dipende da
noi, da come ci siamo comportati sulla Terra e da quanto bene abbiamo fatto
verso gli altri. Chi ha fatto del bene (senza calcolo, ma con il cuore in
mano) vivrà abbastanza felice
in una dellle centinaia di migliaia città spirituali sopra il Pianeta (a noi
invisibili);
chi invece è ricco materialmente ma spiritualmente vuoto o peggio, ha
causato danno ad altri
causandone infelicità, tristezza o addirittura morte delcorpo fisico...beh,
non vorrei essere nei loro panni
poichè pagherà a caro prezzo di lacrime e sofferenze indicibili, e a tempo
indefinito in una delle regioni spirituali
fredde, buie, agghiaccianti, tetre e popolate da bestie umane indescrivibili
le loro colpe!
Nessun Dio, nessun giudice. Noi saremo gli artefici del nostro destino. Dio
c'è, ma prima che lo si raggiunga
ne dovremo mangiare di terra e di polvere. E parlo per chi è benevolmente
predisposto. Per i malvagi non esiste al momento
neppure la speranza che essi vivranno in semplici città spirituali
accoglienti. Queste sono riservate agli umili e ai buoni d'animo.
Mi spiace, ma è così. Che ci crediate o meno, prima o poi cozzerete contro
questa realtà! E allora saranno dolori.
D'altra parte Dio, sotto le sembianze di Gesù ci ha avvisato:
Matteo 13- [42 ] "Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali
raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di
iniquità"
[43] "e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di
denti."

www.vitanellaldila.it

Nel sito, l'Astrofisica Giuliana Conforto intervistata dice:- "La materia
che noi possiamo vedere è solo il 5% mentre il 95% è invisibile. Esistono
tre tipi di materia. Essa può coesistere nelle tre forme all'interno del
corpo umano. La morte può essere il distacco del corpo di luce da quello
fisico, ma l'identità resta nel corpo di luce a noi invisibile."


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LA MORTE NON ESISTE - C'è vita dopo la morte

La morte non esiste. Quando una persona muore, lui come spirito si distacca
dal corpo materiale e continua la propria esistenza attraverso un corpo
molto più sottile e leggero del vecchio corpo materiale. Se questa
continuazione della vita sia piacevole oppure un inferno, questo dipende da
noi, da come ci siamo comportati sulla Terra e da quanto bene abbiamo fatto
verso gli altri.
www.vitanellaldila.it

Nel sito, l'Astrofisica Giuliana Conforto intervistata dice:- "La materia
che noi possiamo vedere è solo il 5% mentre il 95% è invisibile. Esistono
tre tipi di materia. Essa può coesistere nelle tre forme all'interno del
corpo umano. La morte può essere il distacco del corpo di luce da quello
fisico, ma l'identità resta nel corpo di luce a noi invisibile."
www.vitanellaldila.it
All'interno i video:
1) Oscar Wilde parla dall'aldila'
2) Ellen Terry descrive l'aldilà
3) Marcello Bacci - voci dell'aldilà - [i defunti ci parlano dall'aldilà e
non sono "morti"]
4) Telefonata post-mortem tra K.Raudive (morto nel 1976) e George Meek nel
1994
5) Giuliana Conforto, Astrofisica e scrittrice: "la materia a noi invisibile
è il 95% del totale"
6) Film completo - "La mia vita nell'aldila" - sub ita 1 (Nossolar) - Storia
vera e reale
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Marcello Bacci - Voci Dell'Aldilà - [I defunti ci parlano dall'Aldilà e non
sono "morti"]

www.youtu.be/AJ-PEVE3_64

Descrizione:

Marcello Bacci, pioniere della psicofonia (il fenomeno di captare la voce e
dialogare con i defunti tramite apparecchio radio) è riuscito a raccogliere
durante gli incontri nel suo Centro Psicofonico di Grosseto migliaia e
migliaia di file registrati dove i defunti parlano ed esprimono pensieri e
considerazioni. Bacci ha messo a disposizione di tutti GRATUITAMENTE il suo
centro per alleviare dolori e lo strazio di genitori che purtroppo avevano
subito la perdita di un figlio, un padre, una madre, un fratello, una
sorella, un parente. Queste persone, riconoscendo oltre ogni ragionevole
dubbio la forma e l'espressione tipica della persona a loro cara, uscivano
dalla sala rinfrancati e convinti che oltre la morte esiste ancora la vita,
ma in una forma diversa e molto più sublime della nostra. Ogni spirito che
si manifesta ha una propria personalità e un proprio timbro di "voce". In
realtà essi dicono di avere la capacità di manipolare con la forza della
loro mente le onde elettromagnetiche riuscendo così a formare fonemi e
parole intellegibili. In questo canale è anche possibile visionare il film
"NOSSO LAR" sub-titolato in italiano, dove lo spirito del dottor Andrè Luiz,
tramite il medium Francisco Chico Xavier, descrive minuziosamente la vita
nell'aldilà e cosa vi ha trovato una volta giunto lì. La morte non esiste,
ma è semplicemente un'illusione in quanto la perdita del proprio corpo
fisico (che è solo un veicolo biologico dell'anima, dell'individuo che
pensa, percepisce, desidera, concepisce e ragiona) non comporta per nulla la
fine di tutto ma, anzi, ricomincia un nuovo capitolo della nostra vita.
Sorte diversa e terribile spetta ai suicidi, ai malvagi, agli assassini agli
egoisti, ai truffatori e tutte quelle persone piene di cattiveria dentro e
vuote spiritualmente. Verso la fine di questo video, le incredibili
affermazioni dell'astrofisica-scrittrice Giuliana Conforto la quale ci
informa che la scienza è ben consapevole che la materia cui noi possiamo
vedere e percepire è soltanto il 5% mentre il restante 95% ci è a noi ignota
per cui non possiamo né vederla né percepirla nonostante sia materia a tutti
gli effetti e spiega che esistono 3 tipi di materia differente di cui solo
una piccolissima parte del totale presente nell'universo ci è nota.
www.vitanellaldila.it


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Marcello Bacci - I MORTI CI PARLANO DALL'ALDILA' - [I defunti NON sono
"morti" ma VIVI E VEGETI]

www.vitanellaldila.it

Descrizione:

Marcello Bacci, pioniere della psicofonia (il fenomeno di captare la voce e
dialogare con i defunti tramite apparecchio radio) è riuscito a raccogliere
durante gli incontri nel suo Centro Psicofonico di Grosseto migliaia e
migliaia di file registrati dove i defunti parlano ed esprimono pensieri e
considerazioni. Bacci ha messo a disposizione di tutti GRATUITAMENTE il suo
centro per alleviare dolori e lo strazio di genitori che purtroppo avevano
subito la perdita di un figlio, un padre, una madre, un fratello, una
sorella, un parente. Queste persone, riconoscendo oltre ogni ragionevole
dubbio la forma e l'espressione tipica della persona a loro cara, uscivano
dalla sala rinfrancati e convinti che oltre la morte esiste ancora la vita,
ma in una forma diversa e molto più sublime della nostra. Ogni spirito che
si manifesta ha una propria personalità e un proprio timbro di "voce". In
realtà essi dicono di avere la capacità di manipolare con la forza della
loro mente le onde elettromagnetiche riuscendo così a formare fonemi e
parole intellegibili. In questo canale è anche possibile visionare il film
"NOSSO LAR" sub-titolato in italiano, dove lo spirito del dottor Andrè Luiz,
tramite il medium Francisco Chico Xavier, descrive minuziosamente la vita
nell'aldilà e cosa vi ha trovato una volta giunto lì. La morte non esiste,
ma è semplicemente un'illusione in quanto la perdita del proprio corpo
fisico (che è solo un veicolo biologico dell'anima, dell'individuo che
pensa, percepisce, desidera, concepisce e ragiona) non comporta per nulla la
fine di tutto ma, anzi, ricomincia un nuovo capitolo della nostra vita.
Sorte diversa e terribile spetta ai suicidi, ai malvagi, agli assassini agli
egoisti, ai truffatori e tutte quelle persone piene di cattiveria dentro e
vuote spiritualmente. Verso la fine di questo video, le incredibili
affermazioni dell'astrofisica-scrittrice Giuliana Conforto la quale ci
informa che la scienza è ben consapevole che la materia cui noi possiamo
vedere e percepire è soltanto il 5% mentre il restante 95% ci è a noi ignota
per cui non possiamo né vederla né percepirla nonostante sia materia a tutti
gli effetti e spiega che esistono 3 tipi di materia differente di cui solo
una piccolissima parte del totale presente nell'universo ci è nota.

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Meglio tesori in cielo che in Terra!

Lo spirito umano si è ultimamente "appannato" e sporcato di cose inutili e
dannose. Riporto una frase illuminante dello spirito del dr.Andrè Luiz, uomo
ricco e dedito a piaceri e vizi nel mondo. Fino al giorno in cui morì e si
ritrovo in una regione spirituale inferiore buia, fredda e piena di bestie
inumane e forme di vita maligne e negative. Egli disse:-" Possedevo un
focolare domestico che avevo chiuso a tutti quelli che camminavano nel
deserto dell'angoscia. Mi ero deliziato con le gioie famigliari, scordando
di stendere questa benedizione divina all'immensa famiglia umana, sordo ai
semplici doveri della fraternità." - Oh! amici fraterni della Terra! Quanti
di voi potrebbero evitare questo cammino del rammarico con la preparazione
ai terreni più interiori del cuore? Accendete la vostra luce divina, prima
di attraversare la grande ombra. Cercate la verità, prima che la verità vi
sorprenda. Sudate adesso per non piangere poi." - [Spirito del dr. Andrè
Luiz]

Disse Gesù: "Non accumulatevi tesori sulla Terra, dove tignola e ruggine
consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel
cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e
non rubano. Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore" -
[Matteo 6,19] .

E a distanza di 2.000 anni aveva ed ha ancora ragione! Le genti di tutte le
epoche, la nostra compresa, è assetata di denaro, potere, lussi e privilegi.
Ma non serve a nulla, perché alla fine della vita fisica in questo pianeta,
ne inizia un'altra ben più piena e appagante, più reale e viva, dove la
condizione individuale di ciascuno di noi non sarà data dai possedimenti che
si aveva sulla Terra, piuttosto dalle azioni positive fatte e dal bene
spirituale realizzato. Il più ricco dei ricchi qui sulla Terra, magari si
troverà poi in una regione inferiore dell'aldilà, "...dove sarà pianto e
stridore di denti " [Mt, 13,41-42]
(http://www.youtube.com/watch?v=UiaM4BiQgh0 ) mentre il più umile degli
umili, magari sarà innalzato ad essere un signore e ministro in una delle
migliaia di città spirituali sparse nell'universo astrale. Quindi la domanda
che ognuno di noi deve porsi è: "sto facendo il bene o il male del mio
prossimo?" - perché ogni male causato agli altri (e anche a sé stessi nel
caso di suicidio volontario) sarà pagato a caro prezzo [
http://www.vitanellaldila.it/suicide.php ].

Ecco perché Gesù esorta a "costruire tesori in cielo", perché saranno quelle
buone azioni verso gli altri, la natura, gli animali, l'ambiente, che
determineranno la nostra evoluzione spirituale e quindi la condizione in cui
ci ritroveremo una volta spogliati dal corpo fisico. Molti credenti, pensano
che dopo morti ci si ritrovi faccia a faccia con Dio. Ma è un'idea errata.
Dio c'è, ma prima che si possa essere al suo cospetto ne dovremo mangiare di
polvere. Uno non si presenterebbe mai dal suo Re sporco e in canottiera, ma
piuttosto lindo, pulito e profumato. Le azioni cattive e malvagie sporcano;
le azioni positive ripuliscono e profumano. A noi la scelta! In fondo, Dio
ci ha regalato il "libero arbitrio". Sta a noi utilizzarlo per il bene o per
il male. In ogni caso, saremo soltanto noi i responsabili delle nostre
azioni. Ognuno verrà pagato con la "moneta" che gli compete!


"QUELLI CHE HANNO CONDOTTO GLI INFELICI AD UN TALE STATO DI DISPERAZIONE, NE
SUBIRANNO LE CONSEGUENZE?" (domanda il prof. Allan Kardec [H.L. Denizard
Rivail] riferendosi ai suicidi di tutti i tempi)
«OH, GUAI, GUAI AD ESSI! POICHÉ NE RISPONDERANNO COME DI UN OMICIDIO».
(risposta di uno spirito elevato in contatto con Kardec)
[TRATTO DA: " Il Libro degli Spiriti" - di A. KARDEC]

Quante persone si suicidano? Tante! Troppe! La disperazione porta molta
gente nel mondo a privarsi del bene più prezioso che hanno: la vita. Ma è
una scelta sbagliata. Sbagliatissima. Chi si uccide commette omicidio su se
stesso, peggio di aver ucciso un'altro uomo. Gli spiriti dell'aldilà ci
mettono in guardia su questo insano gesto poiché poi, dall'altra parte,
questo atto viene pagato a caro prezzo, in regioni spirituali buie e fredde
popolate da mostri inumani e gentaglia di basso profilo spirituale. E già,
sembra una beffa. Chi è tanto disperato da commette omicidio su se stesso lo
fa perché vuole farla finita con questo mondo popolato da gente egoista e
malvagia, gente che sta più a cuore il proprio conto in banca piuttosto che
il bene collettivo e poi va a finire in posti ancora più squallidi e
desolanti, popolati da gente peggiore di quel che ci si immagina. Gli
egoisti, i faccendieri, gli assassini e tutti coloro che si macchiano di
delitti di qualsiasi natura verso il proprio prossimo, pagheranno a caro
prezzo le loro azioni infami e malvagie. Se sapessero dove sono destinati
diverrebbero immediatamente chierichetti altruisti e pronti alla
disponibilità verso il prossimo. Ma essi ignorano i mondi spirituali
(soprattutto quelli bassi e inferiori), sono più concentrati sul mondo
materiale, ad ammassare materia su materia, oggetti su oggetti...ma che
dall'altra parte a poco gli serviranno. Vale la pena di citare ciò che disse
lo spirito del dr. Andrè Luiz al medium Francisco chico Xavier. Andrè Luiz
era un medico brasiliano, ricco ed egoista, sempre dedito a donne di
malaffare, vizi e giochi d'azzardo. Aveva una bella famigliola ed era
soddisfattissimo della propria esistenza. Fino al giorno in cui morì per
problemi enterogastrici. Allora si ritrovò in una di quelle zone spirituali
buie, fredde, tetre, popolate da gentaglia cattiva e disgustosa, che lui
definì "..UMBRAL, una specie di purgatorio..." e scoprì così una verità
inaspettata. Ha sofferto per molto tempo a stare in quei luoghi fetidi e
oscuri, finchè dopo molto tempo, compresi i suoi errori, iniziò la sua
evoluzione spirituale verso luoghi più luminosi e accoglienti. Egli affermò
tramite il medium F.C.Xavier:- "Possedevo un focolare domestico che avevo
chiuso a tutti quelli che camminavano nel deserto dell'angoscia. Mi ero
deliziato con le gioie famigliari, scordando di stendere questa benedizione
divina all'immensa famiglia umana, sordo ai semplici doveri della
fraternità." - "Oh! amici fraterni della Terra! Quanti di voi potrebbero
evitare questo cammino del rammarico con la preparazione ai terreni più
interiori del cuore? Accendete la vostra luce divina, prima di attraversare
la grande ombra. Cercate la verità, prima che la verità vi sorprenda. Sudate
adesso per non piangere poi."

Molti spiriti, anzi la stragrande maggioranza, dicono che il "suicidio
volontario" causa poi negli spiriti che hanno commesso questo grave e
drammatico gesto, una sorta di autopunizione. Le persone suicide, colte da
disperazione e rabbia impotente dentro di sè, scelgono come unica soluzione
possibile la morte (fisica). Poi, dopo un sonno che varia da individuo a
individuo, ci si risveglia (in spirito) in posti poco piacevoli, si è quasi
"sospesi" e subito si prova angoscia, rammarico, rimorso per ciò che si è
fatto a sè stessi. Tornare indietro non è più possibile e l'individuo, in
"perispirito", comincia a soffrire mentalmente e spiritualmente.

L'avvocato Victor Zammit, nel suo illuminante libro ["Un Avvocato Presenta
il Caso dell'Aldilà" - Prove Oggettive Inconfutabili] - liberamente
scaricabile dalla rete, afferma:- "Quel che succede a una persona che
commette un suicidio dipende da un numero di fattori. La motivazione è
sempre molto importante. Ad esempio, esiste una grossa differenza tra chi
commette suicidio a causa di una morte inevitabile e chi lo commette per
evitare delle responsabilità. Coloro che si tolgono la vita per l'incapacità
di affrontare dei problemi, nell'Aldilà accresceranno i loro problemi e le
loro responsabilità. Nell'Aldilà esistono sfere di diverso livello - da
quelle a vibrazioni più basse a quelle a vibrazioni più elevate. Al momento
della morte fisica ci rechiamo nella sfera che meglio si adatta alle
vibrazioni che abbiamo accumulato nel corso della nostra vita sulla Terra.
Detto in maniera semplicistica, la gente più coscienziosa va nella "terza"
sfera - quella che alcuni chiamano la terra dell'estate perenne. Quanto più
le vibrazioni sono elevate, tanto migliori saranno le condizioni di cui si
godrà. Ci è stato detto che le sfere più elevate sono talmente belle che è
perfino impossibile immaginarle. Per coloro che, invece, hanno accumulato
delle vibrazioni particolarmente basse esistono problemi molto seri."

Molta letteratura spiritistica afferma che il suicidio è "ammesso" (nel
senso che nè Dio, nè l'individuo stesso lo percepiscono come una "fuga dalle
responsabilità") solo nel caso di malattie gravi debilitanti e che riducono
un essere a poco più che un vegetale (clamoroso e dibattuto fu il celebre
caso di Piergiorgio Welby, con l'anestesista Mario Riccio che interruppe la
ventilazione meccanica aiutando Piergiorgio Welby a morire).

Allan Kardec, (pseudonimo di Hippolyte Léon Denizard Rivail (1804 -1869), fu
un pedagogista, filosofo, chimico, fisico e matematico francese conosciuto
per essere stato il fondatore e codificatore dello spiritismo) nel suo libro
"IL LIBRO DEGLI SPIRITI" afferma:- " Fra le cause più frequenti di
sovreccitazione cerebrale sono da annoverarsi i disinganni, le disgrazie,
gli affetti contrariati, cose tutte che sono nello stesso tempo le cause del
suicidio." - Poi, chiedendo a uno dei tanti spiriti "dotti" con cui
dialogava, a proposito della reincarnazione Kardec domandò:- "Accade qualche
volta che dopo l'unione indissolubile col suo nuovo corpo, lo Spirito si
dolga della scelta che ha fatto? Risposta dello spirito:-" «Che, come uomo,
si lagni della vita che fa, e la desideri diversa, sì; ma che, come Spirito,
si penta della sua scelta, no, poiché egli, incarnato che sia, non ne ha più
coscienza. Può invece trovare troppo grave il peso della sua esistenza: e
allora, credendolo superiore alle proprie forze, lo sciagurato ricorre al
suicidio».

Dal "Libro degli spiriti" di Allan Kardec riguardo il tema del suicidio:

D: Da che viene in parecchi il disgusto della vita senza un motivo
plausibile?
R: «Dall'ozio, dalla mancanza di fede e spesse volte dalla sazietà. Per chi
esercita le sue facoltà con un fine utile e secondo le sue attitudini
naturali, il lavoro non riesce penoso, e la vita passa più rapidamente: egli
ne sopporta le vicissitudini con tanta maggiore pazienza e rassegnazione,
quanto maggiore è la sua fede nella felicità più vera e più durevole, che lo
aspetta».

D: Ha l'uomo il diritto di disporre della sua vita?
R: «No; questo diritto è di Dio. Il suicidio volontario è una violazione
della legge di conservazione».

D: Il suicidio non è sempre volontario?
R: «Il pazzo, che si uccide, non sa quel che si faccia».

D: Che pensare di coloro che si uccidono per disgusto della vita?
R: «Insensati! Perché non si diedero al lavoro? Non avrebbero trovata
gravosa l'esistenza».

D: E di coloro che si uccidono per sottrarsi alle miserie e ai disinganni di
questo mondo?
R: «Poveri Spiriti, che non hanno il coraggio di sopportare gli affanni dell'esistenza!
Dio aiuta chi soffre, ma non chi manca d'animo e di forza. Le tribolazioni
della vita sono prove, od espiazioni beati quelli che le tollerano senza
mormorare, poiché ne saranno ricompensati! Guai, per contrario, a coloro che
attendono la propria salute da ciò che nella loro empietà chiamano caso o
fortuna! Il caso o la fortuna, per valermi del loro linguaggio, possono, è
vero, favorirli qualche volta; ma perché provino più tardi e più crudelmente
la delusione di avere confidato in cose vane».

D: Quelli che hanno condotto gli infelici ad un tale stato di disperazione,
ne subiranno le conseguenze?
R: «Oh, guai, guai ad essi! Poiché ne risponderanno come di un omicidio».

D: L'uomo che, messo alle strette dalla necessità, si lascia morire per
disperazione, può considerarsi quale suicida?
R: «E' proprio tale; ma chi lo induce a quel passo, o potrebbe impedirlo e
non lo fa, avrà maggior castigo di lui, che troverà indulgenza. Però non
crediate che egli resterà del tutto impunito, interamente assolto, ove abbia
mancato di fermezza e di perseveranza, e non avrà fatto uso di tutte le sue
forze e facoltà per sottrarsi alle strette della miseria. Meschino lui, poi,
se la sua disperazione è stata determinata dall'orgoglio, cioè se egli si è
spinto a quel passo cedendo a stolti pregiudizi, i quali fanno credere che
un uomo già vissuto nell'agiatezza non possa vivere col lavoro delle sue
mani, e che sia preferibile lasciarsi morire di fame, piuttosto che
degradarsi e vivere in una condizione più modesta della condizione
precedente! Non è forse cento volte più nobile e dignitoso lottare contro le
avversità, e disprezzare la critica di un mondo vano ed egoista, che non è
devoto se non a coloro cui ride la fortuna, e vi volta le spalle quando vi
trovate nel bisogno? Sacrificare la propria vita ai pregiudizi di questo
mondo è cosa insensata, perché il mondo non tiene conto di questi sacrifici,
da cui non ricava alcun vantaggio».

D: Chi si uccide per sfuggire all'onta di un delitto è riprovevole come
colui che lo fa per disperazione?
R: «Il suicidio non cancella la colpa; anzi, alla prima ne aggiunge una
maggiore. Come si ebbe il coraggio di fare il male, occorre avere anche
quello di subirne le conseguenze. Però Dio giudica con assoluta giustizia, e
può talora mitigare la sua severità».

D: Il suicidio è scusabile, quando il suicida ha lo scopo di impedire che l'onta
ricada sui figli, o sulla famiglia?
R: «Chi lo commette fa male, ma crede di far bene, e Dio gliene terrà conto,
poiché è un'espiazione, che si impone da sé. Egli attenua la sua colpa con l'intenzione;
ma pur tuttavia la colpa è sempre colpa. Del resto, abolite gli abusi ella
vostra società e i vostri pregiudizi, e non avrete più di questi suicidi».
Chi si toglie la vita per sfuggire all'onta di una cattiva azione dimostra
di tenere più alta stima degli uomini che all'amore di Dio , e rientra nella
vita spiritica col peso delle sue iniquità , poiché privandosi della vita ,
si è privato del mezzo di riparare al malfatto e purificarsene . Iddio
sovente è meno inesorabile degli uomini : perdona al sincero pentimento , ed
apprezza la riparazione; ma il suicidio non ripara a nulla».

D: Che pensate di colui che si toglie la vita quaggiù nella speranza di
giungere così più presto ad una migliore?
R: «Follia! Faccia il bene, e allora sarà sicuro di arrivarvi, mentre in
questo modo ritarda la sua entrata in un mondo migliore, perché egli stesso
sarà costretto a chiedere di venire a terminare quella vita, che si è
troncata per una falsa idea. Una colpa, qualunque sia, non apre mai l'accesso
al santuario degli eletti».

D: Il sacrificio della propria vita non è meritorio quando è fatto per
salvare un altro, o per giovare in una maniera qualsiasi ai suoi simili?
R: «Il sacrificio della propria vita per il bene degli altri non e un
suicidio, ma un atto sublime, se veramente utile, e non offuscato dall'orgoglio.
Un sacrificio è tanto meritorio, quanto più è disinteressato; se talvolta
chi lo compie ha segreti finì personali, allora ne scema il valore agli
occhi di Dio». Ogni sacrificio a spese del proprio bene è un atto
sovranamente meritorio agli occhi di Dio , perché è la pratica della legge
di carità . Siccome la vita è il bene massimo che l'uomo abbia sulla Terra ,
chi vi rinuncia a vantaggio del suo simile non commette una colpa , ma
compie un sacrificio sublime: solo , prima di compierlo , deve considerare
se la sua vita non sia più utile della sua morte».


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