Ai Colloqui di Dobbiaco la Provincia autonoma annuncia il piano per la
totale eliminazione di fonti fossili entro il 2020. Si punta sulle
biomasse, l'eolico, il solare e l'idrogeno di ANDREA DI STEFANO
DOBBIACO - In vista della conferenza sui cambiamenti climatici di
Copenhagen, le regioni alpine giocano la carta dell'autarchia energetica.
Ad assumere a tutti gli effetti la leadership � l'Alto Adige che ha
annunciato oggi ai Colloqui di Dobbiaco, storico evento di dialogo
culturale e scientifico sull'ecologia che ha preso il via nella localit�
altoatesina, che la Provincia intende eliminare l'utilizzo di fonti fossili
entro il 2020.
"Attualmente abbiamo gi� un bilancio intermedio che evidenzia che il 56%
del fabbisogno energetico � raggiunto utilizzando fonti rinnovabili -
spiega l'assessore all'ambiente e energia della Provincia autonoma, Michl
Laimer - il nostro piano � quello di raggiungere il 75% nel 2013 e il 100%
entro il 2020. Per fare un raffronto nel 2005 la quota delle rinnovabili in
Svezia era al 39,8%, in Finlandia al 28,5%, in Austria al 23,3%, in
Germania al 5 e in Italia al 5,2%".
Il consumo energetico in Provincia di Bolzano � costituito per il 29% da
elettricit�, integralmente coperta dalla produzione idroelettrica (930
centrali in tutto, 784 da 220 KW, 116 da 220-3000 KW e 30 oltre 2000 KW per
una produzione netta superiore del 50% alle esigenze locali) e per il 71%
da domanda termica coperta ad oggi per il 27% con le rinnovabili e il 44%
dalle fonti fossili che l'Alto Adige sostituir� integralmente entro il 2013.
"Non si tratta di un obiettivo ambizioso ma assolutamente realistico - ha
continuato l'assessore Laimer davanti alla platea dei Colloqui di Dobbiaco
- che la Provincia intende perseguire con l'utilizzo delle biomasse
(legname da coltivazioni forestali), l'eolico, il solare e l'idrogeno. Oggi
in Alto Adige sono in funzione 63 centrali a biomasse che producono
annualmente 350 MWh che serve 10600 utenze allacciate con un taglio di
emissioni pari a 48 milioni di tonnellate pari a 139000 tonnellate di CO2:
il 15% arriva da legname delle foreste locali e il resto dagli scarti delle
segherie ma intendiamo incrementare fortemente la quota derivante dalla
coltivazione forestale e per questo l'Associazione per le biomasse sta
mettendo a punto un piano per risanare parte del patrimonio boschivo
favorendo il taglio delle piante pi� vecchie e l'avvio di nuova
forestazione. Gli altri asset sui quali puntiamo sono il biogas e il
fotovoltaico termico". Oggi in Alto Adige sono in funzione 31 impianti che
trattano deiezioni animali e rifiuti organici, producono elettricit� per 13
milioni di KWh e garantiscono minori emissioni per 9300 tonnellate CO2
risparmiate e 930 di metano. Sul fronte del solare grazie al conto energia
negli ultimi due anni si � arrivati a 1068 impianti di pannelli per la
produzione di energia elettrica, pari ad un installato di 29000 KW
installato, e 17700 installazioni di solare termico: oggi il 50% di tutti i
collettori solari in Italia � in Alto Adige per 195000 mq, pari a 40 mq
ogni cento abitanti. La Provincia sta siglando un accordo con la Lega dei
coltivatori per installare tetti fotovoltaici su tutti i masi dell'Alto
Adige. La logica che ispira l'azione in tutto il territorio provinciale �
quello che i cittadini producono la loro energia, si abituano anche ad
amministrarla e distribuirla. Il caso pi� emblematico � quello di Dobbiaco
dove la centrale a biomasse � di propriet� di una cooperativa costituita
dalle 700 famiglie e imprese del comune: tutti sono collegati alla centrale
che produce 600000 euro di utili l'anno e l'obiettivo della cooperativa �
di acquistare la centrale idroelettrica oggi nelle mani di privati. Nella
Provincia operano anche 291 piccoli impianti geotermici e 7 siti che hanno
passato la valutazione ambientale strategica dove saranno installate 5000
sonde in grado di intercettare il calore del suolo.
Nel migliore dei mondi ambientalmente possibili del nostro Belpaese non
manca un piano specifico per l'idrogeno: � stata posata la prima pietra per
l'impianto che a Bolzano produrr� il nuovo combustibile utilizzando energia
elettrica idroelettrica mentre a Rovereto sar� utilizzato il fotovoltaico e
sul valico l'eolico grazie ad un progetto con Tirolo austriaco e Baviera
che prevede che distributori di idrogeno in tutte le aree di servizio del
tratto dell'autostrada del Brennero da Verona a Monaco.
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Saluti
Taranto Rossoblu
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