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di Valerio Valentini
Chi gestisce davvero il potere, in Italia? Una domanda molto impegnativa.
Eppure, quello che sta succedendo negli ultimi giorni a Taranto, con
l�affaire Ilva, getta un fascio di luce oltre la coltre. E dimostra (per
chi ancora non lo sapesse) come questa nostra democrazia, in realt�, sia
molto meno �d�mos� (popolo) e molto pi� �cr�tos� (potere) di quanto non si
tenda a credere.
� di poco tempo fa, infatti, la notizia che il governo (anzich�
costituirsi parte civile contro chi per anni ha avvelenato migliaia di
cittadini e anzich� costringere i colpevoli a sobbarcarsi le spese del
risanamento ambientale) ha deciso di opporsi alla decisione del gip di
Taranto, Patrizia Todisco. La quale, cercando di applicare al meglio la
legge vigente, aveva disposto la chiusura delle acciaierie Ilva per mettere
in pratica le bonifiche ambientali necessarie, e poi aveva revocato al
presidente dell�azienda, Bruno Ferrante, la nomina a curatore dello
stabilimento per evidente conflitti d�interesse.
La risposta di chi di dovere non s�� fatta attendere: � stato
immediatamente annunciato l�invio dei ministri Passera e Clini n Puglia.
Uno s�aspetta che almeno il ministro dell�ambiente intervenga con decisione
per mettere fine alla scandalosa gestione delle acciaierie tarantine.
Clini, invece, intervistato da Rai News, ha affermato che la decisione del
gip di Taranto di chiudere gli impianti dell�Ilva per questioni ambientali
condanna di fatto l�Italia ad una situazione di concorrenza sleale nei
confronti degli altri Paesi europei, in quanto Francia, Germania e Polonia
hanno normative in materia ambientale tali che per l�Ilva non vengono
ritenute sufficienti. Poi � stata la volta del guardasigilli Severino (il
cui studio legale sta difendendo una banca accusata di usura, ndr), la
quale ha richiesto l�acquisizione degli atti dell�inchiesta, per verificare
eventuali irregolarit�: a me, che sono in malafede, quest�atteggiamento
ricorda molto quello tenuto da Alfano nell�affaire De Magistris. Ma la
decisione pi� clamorosa � stata quella del sottosegretario alla presidenza
del Consiglio, che ha reso nota l�intenzione del governo di ricorrere alla
Corte Costituzionale impugnando il provvedimento del gip, che menomerebbe
la prerogativa dell�esecutivo di esercitare una politica industriale, e
ribadendo che la chiusura immediata degli stabilimenti � un fatto
gravissimo.
Nel frattempo, il Ministro della salute Renato Balduzzi cosa fa? Sarebbe
lecito attendersi una presa di posizione chiara da parte di chi dovrebbe
salvaguardare la salute degli italiani. Invece se ne esce con un�analisi
acutissima: � vero, s�, che i dati riguardanti l'effetto dei veleni
dell'Ilva sulla popolazione generale �sono inquietanti�, ma anche �i
problemi occupazionali incidono sulle condizioni di salute�. Infatti �la
perdita del lavoro ha conseguenze negative sull�organismo e pu� costituire
causa di malattia seria� (l�ha detto davvero). Anche in questo caso, la
memoria corre a certi commenti di politici di piccolo cabotaggio sulle
operazioni delle Direzioni Distrettuali Antimafia, i quali, concedendo che
�� giusto combattere la criminalit� organizzata�, fanno tuttavia osservare
come le cosche diano per� da mangiare a un sacco di persone, e come siano
dunque parte integrante delle economie locali.
� evidente a chiunque analizzi con sincero spirito critico la vicenda
dell�Ilva (dunque non Bersani), che le varie giustificazioni addotte dal
governo per opporsi al provvedimento della magistratura sono risibili:
quasi come quelle addotte da Napolitano, Csm e Procura Generale della
Cassazione per detonare l�attivit� investigativa di chi cerca di far luce
sulle stragi che hanno sancito col sangue l�inizio della seconda
repubblica. Del resto, se lo stivale non fosse asservito alle logiche del
potere, quella messa in atto contro i magistrati tarantini, cos� come
quella contro i pm palermitani, verrebbe descritta per quella che �: una
meschina rappresaglia intimidatoria nei confronti di chi intralcia il
potere.
Resta da stabilire, per tornare alla domanda iniziale, chi � che lo
detiene davvero. questo potere. Certamente non la politica. Quello che sta
accadendo a Taranto � paradigmatico: governo e parlamento sono di fatto
inebetiti di fronte ai taciti diktat delle oligarchie industriali. Le
grandi famiglie di imprenditori e petrolieri tengono al guinzaglio Palazzo
Chigi non meno delle �lite bancarie, le quali poi � a ben pensarci �,
tutelando le esposizioni dei gruppi come l�Ilva non fanno che esercitare
�comprensibili pressioni� su chi ne ha in mano le sorti. E a questo
�d�mos�, il vero detentore del potere, che peso resta? Quello di volano
dell�industria funeraria: se la gente smettesse di morire, cadrebbe
un�intera filiera di operatori funebri, e sono sicuro che Balduzzi
osserverebbe che �la scomparsa della morte ha conseguenze negative
sull�organismo e pu� costituire causa di malattia seria�.
Del resto lo spiegava chiaramente anche Craxi quando veniva interrogato da
Di Pietro: �Ci sono gruppi industriali in Italia che sono una potenza,
molto pi� dei partiti. Proprietari di giornali, proprietari di banche: sono
loro ad incuterci timore e ad avere grande influenza nella vita pubblica�.
Ora, qualche ingenuo s�era comprensibilmente illuso che un governo di
tecnici, non ricattabile a livello elettorale dai grandi industriali e dai
grandi banchieri, potesse finalmente rompere questo legame di complicit�. E
forse prendere seri provvedimenti contro quei grandi industriali e quei
grandi banchieri di cui parlava Craxi, come ad esempio un Ferrante o un
Marchionne. Ma - se ci pensate bene - sono proprio banchieri e industriali
a comporre quest�esecutivo. Banchieri e industriali che, evidentemente,
hanno liquidato i rappresentanti del popolo e hanno deciso, per qualche
tempo, di mettersi in proprio.
� la specializzazione del potere, bellezza!
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Saluti
Taranto Rossoblu
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