Sar� la volta buona?
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/10/taranto-si-dimettono-direttore-e-presidente-cda-dellilva-alla-vigilia-della-chiusura/289869/
Attesa a breve la chiusura delle indagini
L'azienda non ha spiegato i motivi del passo indietro del direttore Luigi
Capogrosso e del presidente del cda Nicola Riva, entrambi indagati per
disastro ambientale nell'ambito di un'inchiesta che nei prossimi giorni
arriver� a conclusione. E gli operai temono il sequestro dell'impianto
Che cosa succede al vertice dell�Ilva di Taranto? Dopo le recenti
dimissioni del direttore dello stabilimento siderurgico pi� grande
d�Europa, l�ingegner Luigi Capogrosso, l�azienda ha comunicato che Nicola
Riva, nipote del patron Emilio, ha lasciato l�incarico di presidente del
consiglio di amministrazione della societ�. �Le dimissioni � si legge nel
comunicato inviato alla stampa � sono state accettate dal Consiglio che ha
ringraziato il Rag. Nicola Riva per l�attivit� svolta e ha cooptato il
Dott. Bruno Ferrante (originario di Lecce, ex prefetto e gi� candidato
sindaco di centrosinistra a Milano, ndr), il quale ha contestualmente
assunto la carica di Presidente con i relativi poteri�.
Questa la nota stampa. Ma perch� Nicola Riva ha lasciato la guida
dell�azienda di famiglia? Questo l�azienda non l�ha spiegato. Riva e
Capogrosso sono entrambi indagati dalla procura di Taranto per disastro
ambientale nel procedimento che pende dinanzi al gip Patrizia Todisco.
Un�inchiesta che dopo la perizia ambientale e quella sanitaria che hanno
messo per la prima volta nero su bianco l�allarmante situazione nel
capoluogo e nella provincia ionica, sembra oramai a un passo dalla
chiusura. Alla luce di quanto emerso dalle relazioni dei tecnici, il pool
di magistrati, formato dal procuratore Franco Sebastio, dall�aggiunto
Pietro Argentino e dai sostituti Mariano Buccoliero e Giovanna Cannarile,
potrebbe chiedere al giudice l�applicazione di una serie di misure che
potrebbero arrivare fino al sequestro degli impianti.
Nelle perizie infatti � scritto che dallo stabilimento si diffondono gas,
vapori, polveri, contenenti sostanze pericolose per la salute dei
lavoratori e per la popolazione della provincia ionica. Dal solo parco
minerali � l�area di stoccaggio delle montagne di polvere di ferro e di
carbone a pochi metri dal quartiere Tamburi � si diffondono senza controllo
ogni anno 668 tonnellate di polveri nocive. Dall�intero stabilimento le
emissioni non controllate sarebbero pari a 2mila tonnellate all�anno.
Le voci di un sequestro stanno creando non poca tensione tra i quindicimila
lavoratori della fabbrica e dell�indotto. Nelle scorse ore, infatti, gli
operai hanno chiesto un incontro al prefetto Claudio Sammartino e al
sindaco Ippazio Stefano spiegando che � �sempre pi� forte la
preoccupazione� dei dipendenti per un �probabile e paventato provvedimento
della magistratura ionica finalizzato alla chiusura parziale dell�area a
caldo dello stabilimento e/o riduzione della marcia degli impianti, con
drammatiche conseguenze per il personale addetto�.
Per i lavoratori, insomma, la paura maggiore � quella di perdere
�immediatamente e irrimediabilmente il posto di lavoro�. Un fatto che
secondo gli operai dovrebbe essere considerato �inaccettabile� anche �da
qualsiasi persona di buon senso e dalle istituzioni�. �E� presto per
commentare � ha affermato sulle dimissioni di queste ore il portavoce del
cartello ambientalista Altamarea, Alessandro Marescotti � Sappiamo che i
periti nominati dalla procura hanno documentato che l�inquinamento a
Taranto causa ogni mese la morte di due persone. La magistratura non potr�
rimanere inerte. A Taranto � ha aggiunto Marescotti � deve cominciare la
messa in sicurezza di emergenza della falda acquifera sotto l�area
industriale. Mare e pascoli sono contaminati dalla diossina. Occorre
bonificare. Questa sar� la salvezza della citt� e della sua classe operaia�.
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Saluti
Taranto Rossoblu
taranto...@gmail.com