Povera Taranto, ogni pi� piccolo settore della sua economia e cultura sta
morendo. Finch� non capiranno che l'unica via d'uscita � uccidere il
"Mostro", andr� sempre peggio.
http://www.corrieredelgiorno.com/2012/06/05/cozze-valori-oltre-i-limiti-50784/
La notizia � arrivata ieri mattina dall�Istituto Zooprofilattico di Teramo:
le cozze del primo seno di Mar Piccolo sono di nuovo fuorilegge per
diossine e pcb: i valori si attestano su una media di 7,5 picogrammi al
grammo, con punte di 8, quando il limite previsto � quello di 6,5. � una
nuova batosta per gli operatori ittici che gi� avevano accusato un
pesantissimo colpo il 22 luglio 2011, quando i valori si erano alzati
costringendo la Asl ad emettere un�ordinanza che vietata la vendita e la
movimentazione delle cozze.
Dopo aver perso la produzione del 2011, vedono dissolversi anche la
speranza di vendere il prodotto del 2012: un vero e proprio dramma per chi
si ritrova ormai sul lastrico. Tra i mitilicoltori che attendevano i
risultati davanti all�ospedale Testa la notizia ha cominciato a circolare
al di fuori dei canali ufficiali gettando tutti nello sgomento. Guidati da
Egidio D�Ippolito, gli operatori ittici si sono spostati davanti a Palazzo
di Citt� dove hanno atteso per l�intera mattinata l�arrivo del sindaco
Stef�no. Sembrava imminente una conferenza stampa che non si � tenuta,
nonostante l�urgenza di fornire informazioni pi� dettagliate agli operatori
ittici.
Tutto � rimandato alla riunione del Tavolo tecnico regionale convocata per
venerd� prossimo, a Bari, a partire dalle ore 10. Intorno al tavolo si
ritroveranno, tra gli altri, Regione, Asl, Cnr e ministero dell�Ambiente.
�Solo dopo questo vertice saremmo nelle condizioni di emettere una nuova
ordinanza�, ha dichiarato Ripa, responsabile dei Servizi Veterinari della
Asl. Tra gli operatori ittici, intanto, cresce la rabbia per i ritardi che
si sono accumulati in questi mesi. �Il trasferimento in Mar Grande doveva
avvenire molto prima, gi� dallo scorso novembre. Avremmo salvato almeno la
produzione di quest�anno � si sono sfogati � ora chi pagher� per questi
ritardi colossali?�.
Ma non � questo l�unico nodo tornato al pettine. �E� passato un anno da
quando � scoppiata l�emergenza, ma ancora non sappiamo nulla su chi ha
messo in ginocchio la nostra categoria � ha dichiarato Luciano Carriero,
presidente della cooperativa �Cielo Azzurro� � gli inquinatori ci stanno
negando il presente e il futuro, ora basta: devono risarcirci fino
all�ultimo centesimo e le istituzioni devono pretenderlo insieme a noi�. In
tutti questi mesi non si � saputo nulla o quasi sulle indagini che
avrebbero dovuto accertare le responsabilit� della contaminazione da pcb.
Nell�ottobre del 2011 il Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica della
Regione aveva indicato come fonte primaria le aree gestite dalla Marina
militare (Arsenale), in cui la presenza di Pcb � stata accertata nei
terreni e nella falda superficiale. La contaminazione, infatti, sarebbe
stata veicolata dalla falda superficiale che ha come recapito le sponde del
Mar Piccolo a nord di via del Pizzone.
Come fonte secondaria, i tecnici della Regione avevano indicato i sedimenti
del Mar Piccolo, dove erano state individuate due zone interessate dalla
presenza di Pcb: una in corrispondenza dell�Arsenale militare, l�altra a
nord del primo seno, a circa 200 metri ad ovest dall�Isola di Punta Penna.
Un alone di mistero continua ad avvolgere un�altra possibile fonte
primaria, situata nell�area industriale, sulla strada Taranto-Statte, in
un�area occupata dalla San Marco Metalmeccanica, dove sarebbe stata
accertata la presenza di una cava colmata, nel periodo tra il 1972 e il
1995, anche da materiale contenente Pcb. Nella relazione si afferma che la
diffusione della contaminazione verso il Mar Piccolo non � stata accertata,
ma �l�ipotesi di un rischio non nullo appare verosimile in considerazione
del fatto che il moto delle acque della falda carsica profonda avviene
verso il Mar Piccolo�. Chi ha utilizzato quella cava per scaricare
materiale altamente inquinante? Cosa � stato fatto finora dagli enti
preposti per identificare gli autori e consentire il ripristino ambientale?
Nei giorni scorsi, il dottor Cardellicchio, responsabile del Cnr locale, ha
dichiarato che servono stanziamenti dalla Regione anche per finanziare
queste attivit� di indagine. Eppure, questa dovrebbe essere considerata una
priorit� se si vuole bloccare la contaminazione del Mar Piccolo e
consentire un�effettiva bonifica che altrimenti risulterebbe inutile.
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Saluti
Taranto Rossoblu
taranto...@gmail.com