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Addio a Francesca Patanè, innamorata della verità

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daliaga

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Sep 21, 2009, 5:05:00 PM9/21/09
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Addio a Francesca Patan�, innamorata della verit�
Quando meno te l'aspetti, ecco che ti arriva, in un anonimo pomeriggio,
un pugno nello stomaco: la notizia improvvisa della morte di Francesca
Patan�. Francesca era una giornalista. Di quelle speciali. Di quelle
innamorate della verit�.
Ho chiesto al professor Quirino Paris, suo compagno di battaglie contro
i baroni universitari, di ricordarla a tutti noi. Lui che la conosceva
bene scrive...Nino Luca


Elogio di Francesca Patan�

Il giornale Ateneo Palermitano non turber� pi� il sonno di coloro che
gestiscono la malauniversit�, la malasanit�, il malgoverno, e la mafia
accademica. Il suo direttore responsabile, Francesca Patan�, � spirato
il 16 settembre 2009 in seguito a metastasi da cancro. Il 26 agosto u.s.
� da sola, come sempre � aveva messo online l�ultimo numero del suo
amatissimo e sempre devastante (www.ateneopalermitano.it).
Nessuno, all�infuori dei familiari, sapeva della malattia che si
protraeva dal 1998. Francesca Patan� non voleva la compassione di
nessuno e, soprattutto, che la sua condizione di malata venisse a velare
� nella mente dei suoi lettori e di coloro ai quali i suoi strali erano
indirizzati � la professionalit� della sua attivit� di giornalista.

Francesca Patan� divenne giornalista fin dagli anni dell�Universit�,
nell�amata Catania, alla scuola di Giuseppe (Pippo) Fava, ucciso dalla
mafia il 5 gennaio 1984 perch� � scrisse Francesca Patan� � �� si era
opposto coi suoi articoli ai �cavalieri� della citt�, i maggiorenti che
a quel tempo dettavano la storia economica, politica e sociale di
Catania.� La verit� innanzitutto � costi quel che costi � la legalit� e
la giustizia, sono sempre stati i soli criteri che hanno ispirato e
guidato Francesca Patan� nella scelta e sviluppo dei temi per i suoi
articoli e per il suo giornale.

La storia di Ateneo Palermitano � emblematica. Diventata dirigente
bibliotecaria all�Universit� di Palermo, nel 1994 Francesca Patan�
ricevette l�incarico speciale dall�allora rettore, Antonino Gullotti, di
�riportare in vita il giornale� la cui testata, �Ateneo Palermitano,�
aveva visto una pubblicazione molto frammentaria fin dal 1950, con
ripetute decadenze della registrazione presso il Tribunale. Per pi� di
due anni, dal 1994 all�ottobre 1996, il giornale dell�Universit� di
Palermo usc� con puntualit� � la prima e fondamentale caratteristica di
professionalit� di una testata � ma �scelte politiche� lo ridussero al
silenzio ancora una volta, e alla decadenza della registrazione. Nel
2001, Francesca Patan� registr� a suo nome la testata �Ateneo
Palermitano� divenendone proprietaria legalmente riconosciuta dal
Tribunale di Palermo e direttore responsabile. Inizi� allora una serie
ininterrotta e puntuale di novantuno numeri, fino ad oggi.

I potenti dell�Universit� di Palermo, inclusi il rettore e il direttore
amministrativo, non si sono mai dati pace del fatto che la testata
�Ateneo Palermitano� fosse controllata da Francesca Patan�. I suoi
editoriali ed articoli, precisi e documentati, misero spesso a nudo una
situazione di malauniversit�. Il colmo dell�insofferenza istituzionale
fu raggiunto nel gennaio 2006 con un articolo che riportava la notizia,
gi� diffusa da giornali nazionali, di due docenti dell�Universit� di
Palermo indagati per associazione a delinquere dalla Procura di Firenze.
La macchina silenziatrice dell�Universit� di Palermo si mise in moto
avviando un procedimento disciplinare a carico di Francesca Patan� che
le venne comunicato assieme all�articolo del codice di disciplina che
prevede il licenziamento senza giusta causa. Francesca Patan� non si
diede per vinta e allert� la stampa nazionale del sopruso che si stava
consumando. Il giorno stesso della sua audizione davanti alla
commissione disciplinare, La Repubblica usc� con un articolo in sua
difesa e in difesa della libert� di stampa. I maggiorenti
dell�Universit�, presi alla sprovvista da tanta pubblicit� non
richiesta, fecero rapidamente marcia indietro e � per bocca del rettore
Silvestri � annullarono, di fatto, il procedimento.

Nonostante la bruttissima e pericolosissima esperienza inflittale
dall�istituzione alla quale aveva dedicato una vita di lavoro ma che,
forse, per avere il quartier generale nello Steri �l�edificio
dell�Inquisizione Spagnola � ne aveva assunto lo spirito che trasuda
ancora dalle sue mura, Francesca Patan� trasse maggiore convinzione che
la libert� di stampa fosse, in assoluto, il primo obiettivo e la prima
condizione di una societ� civile. Cos�, negli ultimi anni, Ateneo
Palermitano divenne un faro di luce a livello nazionale sulle vicende
dei concorsi universitari truccati, dei bilanci universitari falsi,
della magistratura che quando tratta di vicende universitarie spesso si
intorpidisce senza lasciare tracce significative, del Ministero
dell�Istruzione dell�Universit� e della Ricerca (Miur) che non esegue
mai le sentenze del Consiglio di Stato, del Miur che gestisce una
privatizzazione latente dell�Universit� italiana a partire dalle Scuole
di Specializzazione in Psicoterapia e dalle Scuole Superiori per
Mediatori Linguistici. Ateneo Palermitano prese spesso le difese di
singoli ricercatori e professori tartassati dalle cosche baronali. Si
scagli� contro le inutili ricette dei luminari di entomologia che non
sanno fare niente di proficuo contro il punteruolo rosso che devasta le
secolari palme di Palermo e della Sicilia.

Francesca Patan� amava la bellezza dello scrivere, la bellezza del
vivere, la bellezza del mare di Cofano. Con la sua giustizia morale e
onest� intellettuale ha fatto un grande onore al giornalismo.

� scomparsa una voce chiara ed importante.

Quirino Paris
19 settembre 2009


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