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[Riviera Romagnola] Racket napos sulle spiagge romagnole per vendere il cocco bello, presi 22 napoletani

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Lota News

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Aug 21, 2010, 10:44:05 AM8/21/10
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http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/20-agosto-2010/racket-spiagge-romagnole-vendere-cocco-bello--1703614255009.shtml

Ai vertici ci sarebbero dei napoletani: secondo l'accusa, facevano
pressioni sui gestori degli stabilimenti balneari perchè non
vendessero quel tipo di frutta

Un vero e proprio racket di stampo camorristico per controllare la
vendita del cocco fresco in spiaggia. Questa la conclusione a cui è
arrivata la squadra mobile di Forlì, dopo un'operazione che ha
coinvolto praticamente tutta la riviera romagnola.

Agli arresti domiciliari sono finiti due napoletani di 72 e 37 anni,
padre e figlio, residenti il primo a Cervia, il secondo a Riccione. Ad
altre tre persone, appartenenti alla stessa famiglia, è stato imposto
l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. Sono poi indagate
altre nove persone e sono sotto sequestro, a Riccione e Cervia, due
locali adibiti a laboratorio per preparare la frutta. Le ipotesi di
reato sono quelle di associazione a delinquere finalizzata
all’estorsione; di illecita concorrenza mediante violenza e minacce;
di violenza e minacce a pubblico ufficiale e sostituzione di persona.
Nell’operazione sono poi state individuate 22 persone, tutte di
provenienza campana, venditori ambulanti lungo le spiagge romagnole
del «cocco bello». Già disposti 11 fogli di via.

Secondo le indagini, la famiglia esercitava da diversi anni il
monopolio assoluto della vendita del cocco sulla riviera romagnola, da
Cattolica ai lidi ravennati. I venditori ambulanti venivano ingaggiati
nel napoletano: si chiedeva loro di essere incensurati. A questi
andava il 30% dell’incasso quotidiano che, secondo quanto appurato
dagli investigatori, si aggirava attorno ai 500 euro. Da qui,
considerando la numerosa manovalanza impegnata, le dimensioni
finanziarie imponenti del «giro». Il compito principale dei "vertici"
sarebbe stato quello di mantenere l’assoluto monopolio del mercato:
facendo pressioni su altri, saltuari, venditori ambulanti, ma
soprattutto - sempre secondo l'accusa - sui gestori degli stabilimenti
balneari. Le indagini al momento non hanno accertato casi di minacce o
violenze dirette. Risulta però agli investigatori che chi vendeva al
bar del cocco riceveva una visita da un membro della "famiglia", che
dava "consigli" al gestore e, quasi per caso, ricordava casi di
violenze o devastazioni avvenute negli anni passati in Riviera.


20 agosto 2010

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