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"caro" leader...

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€rnesto

unread,
Feb 16, 2010, 8:21:32 PM2/16/10
to

"Caro leader,

ti stai moltiplicando. Sei presente ovunque, nelle didascalie dei
giornali, nelle auto celebrazioni dei congressi di partito, nelle
presentazioni di giornalisti ansiosi di servire. Non sei Giulio
Cesare, o più modestamente Pompeo Magno, reduce dai trionfi tributati
nell'antica Roma. Non hai bisogno di grandi conquiste o di risultati
almeno modesti per essere un "vero" leader, un "caro" leader, un
"grande" leader. Sei e basta. Incoronato dalle lingue e non dalle
baionette. Ti è sufficiente l'autocertificazione per diventare leader
e il silenzio assenso dei cittadini. La parola "leader" secondo il
dizionario significa "capo riconosciuto", nel tuo caso non ti ha
riconosciuto nessuno, rimane la parola "capo". Ma capo di che? Se
penso a un Casini, un De Luca o un Chiamparino la risposta è
immediata. Sono "glandi" leader.
Leader vuol dire decidere. Prendere decisioni per sé, ma nel nome del
popolo, per il bene degli elettori. Il programma elettorale, le regole
interne del partito, le stesse leggi dello Stato, i risultati dei
referendum possono essere calpestati, ma il leader sa quando è il
momento di prendersi le sue responsabilità. Il leader è un incompreso
giustificato: "Se lo ha fatto, avrà avuto le sue ragioni". Il leader
decide per gli altri, ma si sottrae al loro giudizio preventivo. Ed è
in questo politicamente accorto. Infatti, lo manderebbero spesso a
fanculo. E un leader questo non può permetterselo. Come potrebbe
altrimenti reintrodurre il nucleare o privatizzare l'acqua? Il
leaderismo è una malattia contagiosa. Chiunque può diventare leader,
dal dirigente d'azienda al responsabile del condominio, dal calciatore
al vincitore del Grande Fratello. Il leader può avere necessità
finanziarie, in questo caso, come Bottino Craxi, è sempre
giustificato, diventa un "leader lader". Una carriera, questa,
intrapresa da molti. Il leader è un dissociato della democrazia. Lui è
lui e gli altri non sono un cazzo. Il suo cervello vale e supera la
somma dei cervelli di tutti coloro che lo hanno votato. Altrimenti
come potrebbe essere cosi accorto e decisionista? Il leader è un
patriota, un Grande Italiano, la sua vita è essa stessa una
testimonianza della dedizione al Paese. Il leader può e deve essere
superiore al giudizio degli italiani, se preso con le mani nella
marmellata come Bertolaso, si dovranno ricordare i suoi meriti sul
campo. Un leader non si condanna, si serve.

Un leader ha sempre ragione come Mussolini, il prototipo dei leader di
oggi. D'Alema, ad esempio, vince anche quando perde (quindi quasi
sempre). Lo dimostra il fatto che non ha cambiato cognome dopo la
Bicamerale, il regalo delle televisioni a Berlusconi e la distruzione
di Telecom Italia venduta a debito, mentre il partito PDS-DS-
PDmenoelle ha dovuto farlo per non farsi riconoscere. Un leader non si
nasconde, al massimo distrugge le intercettazioni. Un vero leader per
essere accettato dagli altri leader deve essere ricattabile e poter
ricattare gli altri.

L'esistenza di un leader è un'offesa per i cittadini, un leader agisce
in nome e per conto loro senza chiedere mai il permesso. Quando sento
la parola "leader" mi è istintiva la pernacchia democratica, il
vaffanculo liberatorio. Il cittadino ha bisogno di altri cittadini
nelle istituzioni con il mandato di rispettare il programma. Beato il
popolo che non ha bisogno di eroi e di falsi leader. Ognuno vale uno."
Beppe Grillo

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