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DIPIETRO: Il Paese deve fermarsi e loro devono rispondere

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€rnesto

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Nov 26, 2009, 2:15:31 PM11/26/09
to
26 Novembre 2009
Il Paese deve fermarsi e loro devono rispondere


L'assoluzione dell’onorevole Cosentino da parte del Parlamento è stata
una vergogna. Il fatto che sia stata respinta nella serata di ieri
anche la mozione Italia dei Valori, che chiedeva le sue dimissioni da
sottosegretario all’Economia, è altrettanto vergognoso. Ma le
dichiarazioni di un pentito come Spatuzza che tirano in ballo un
Presidente del Consiglio, un senatore della Repubblica e ora anche il
Presidente del Senato come referenti di Cosa Nostra e le relazioni con
i capi mafia – se davvero fossero vere e riscontrate - non sarebbero
solo una vergogna, ma un attentato allo Stato di diritto e alla
democrazia.

Ecco perché credo sia necessario – per il bene del Paese – pretendere
che i magistrati siano lasciati in pace a lavorare per scoprire se le
accuse dei pentiti di mafia siano credibili o meno. Anzi, in un paese
normale sarebbero gli stessi chiamati in causa (Silvio Berslusconi,
Schifani, Dell’Utri), a sollecitare le indagini della magistratura.
Berlusconi, invece, si fa fare dal “suo” Parlamento le leggi per non
farsi giudicare, Dell’Utri se la prende con gli organi di informazione
e Schifani minaccia querele.

Io, come cittadino e parlamentare, chiedo al Presidente del Senato di
correre in un’aula di tribunale per smentire con i fatti quei macigni
così ben circostanziati e che parlano di lui, di Filippo Graviano e
dei loro presunti incontri. Così come vorrei che Silvio Berlusconi si
presentasse spontaneamente, prima che qualche giudice trovi il
coraggio di notificargli un avviso di garanzia, per confutare le
dichiarazioni e le prove raccolte su di lui che lo indicano come
“possibile mandante”, con il sodale Dell’Utri, delle stragi del '93.
Questo vogliono sapere i cittadini e lo vogliono sapere attraverso le
indagini della magistratura e non attraverso i proclami di ‘Porta a
Porta’ o le denigrazioni dei giornali di famiglia contro i magistrati
che indagano sulla vicenda. Qui non si tratta di “mettere il Paese
nelle mani dei pentiti”, come sproloquia Quagliariello, ma di essere
certi che il Paese non sia in mano alla mafia.

Il Paese deve fermarsi ora, adesso, ogni cittadino di questa Italia a
pezzi vuole sapere da Berlusconi, Schifani e Dell’Utri se possono
rimanere al loro posto. Qui non si tratta del patrimonio di un
impresentabile corruttore, di una mazzetta, di estorsione, evasione,
di aerei di Stato o lettoni di Putin, qui si tratta di sapere se le
più alte cariche dello Stato hanno contribuito a far crescere e
prosperare il potere mafioso nel nostro Paese.

Qui è in gioco la stabilità sociale, politica ed economica del Paese.
Una cosa è sicura, questo non è un complotto dei soliti comunisti o
una trama supportata da falsi volantini di brigatisti, qui si parla di
pentiti e quintali di fascicoli e prove documentali da confutare.

Piazza Navona, piazza Farnese, il No B Day, gli appelli della stampa e
della società civile, le centinaia di migliaia di firme, non sono
sufficienti, la situazione è scivolata di mano in Italia. I
parlamentari, anche quelli onesti, passano di giorno in giorno al di
là della barricata dell’onestà, ricattati, corrotti da privilegi e
soldi facili. Nel mezzo le vittime, i cittadini confusi, rassegnati,
messi nelle condizioni di non sapere, frastornati da una realtà
artefatta dalle televisioni che negano, confutano, inventano e
diffamano.

Non rimane che ragionare su come la Comunità Internazionale possa
intervenire per vigilare sulla situazione politica italiana. Dopo
tutto se gli Stati Uniti hanno deciso di scendere in campo per
destituire Saddam e portare la democrazia in Iraq, possono
tranquillamente intervenire per rianimare quella italiana e assicurare
alla giustizia i nostri politici.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica

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