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Giolfo e Calcagno, dopo la cassa integrazione il nulla?

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Anne Onime

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Oct 28, 2010, 2:12:39 PM10/28/10
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Ieri, 27 ottobre 2010, dalle 15.00 alle 17.00 circa, in CONFINDUSTRIA si � riunita la giolfo e calcagno spa in liquidazione, le categorie sindacali e la rsu per la proroga della cassa integrazione in deroga che scade il 13 novembre prossimo.

La liquidatrice categoricamente non ha dato nessuna speranza: l�azienda non ha la possibilit� materiale di prorogare la cassa, impossibilit� basata su tre punti particolari che �la spaventano�:

1 in due anni di tempo nessuno si � mostrato disponibile ad acquisire il sito.

2 non essendoci nessun piano di industrializzazione ed essendo l�azienda in liquidazione, non esistono le basi per cui richiedere la proroga

3 le istituzioni locali non hanno mostrato fino ad ora nessun interesse a �collaborare�: tra l�altro ultimamente l�azienda ha anche richiesto all�autorit� portuale la proroga della concessione e non ha ricevuto alcuna risposta (n.b.).

In due ore di supplica non si � riusciti a farla smuovere dalla sua posizione anche ribadendo la non colpa dei lavoratori riguardo questa situazione e comunque il loro diritto ad avere gli ammortizzatori sociali che dovrebbero servire a tamponare il �non lavoro� e a permettere loro un minimo di sopravvivenza.

Si � anche proposto di contribuire alle spese della contabilit� che l�azienda dovrebbe sostenere nel mantenere in forza i lavoratori attraverso un�autotassazione (!!!!).

Usciti da CONFINDUSTRIA una buona parte dei lavoratori infuriati � rientrata chiedendo alla liquidatrice di dirigersi insieme a loro verso il comune. Non si � mossa dalla sedia abbastanza intimorita.

Nonostante la titubanza dei segretari di categoria i lavoratori (per la maggior parte donne anche troppo educate!), decisi si sono recati in piazza del municipio sapendo che in uno dei due palazzi si stava tenendo un �tavolo� per lo sviluppo del territorio. Avendo visto entrare il confederale della cisl in comune, l�hanno seguito e sono entrati nella sala scaturendo lo stupore del sindaco e di tutti i presenti.

Il sindaco si � reso disponibile a telefonare alla liquidatrice per farla tornare sui suoi passi, ma ha specificato che nessuno se non l�azienda ha il potere di risolvere questa situazione, che d�altra parte questi signori se ne sono andati con i soldi perch� non hanno fallito e che le istituzioni non sono disposte a regalare loro niente. Ha affermato inoltre che il prezzo del sito � troppo elevato e che l�azienda (o chi per essa �centro banca- non ci si capisce pi� nulla) deve decidersi a calare.

Siamo consapevoli del fatto che troppi interessi a noi sconosciuti ruotano intorno a questo sito, ma siamo anche consapevoli che tanti discorsi quali la liquidazione, le banche, il prezzo, la concorrenza, �.a noi non interessano.

Il governo ha stanziato gli ammortizzatori sociali anche per 2011 proprio per queste situazioni di crisi e quindi devono tutti trovare la maniera di sostenerci dato che non abbiamo chiesto noi di NON LAVORARE (noi come tanti altri a cui nemmeno sono riconosciuti).

Dopo anni di sacrifici a pro del �padrone� � arrivato il momento di sacrificarsi per noi stessi!

Trovarsi precari e poi disoccupati dopo aver speso la nostra energia per il nostro futuro e vedersi questo futuro negato, � diventato inconcepibile e insopportabile.

Domani alle 15 saremo in piazza del municipio ad attendere risposte dal sindaco.

Il percorso da seguire si costruir� di volta in volta, ma tenteremo di essere uniti e decisi a non mollare.

Alcuni lavoratori della G&C spa

28 ottobre 2010

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