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1861, ma quale unità d'Italia, quale Risorgimento?

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Luigi

unread,
Nov 26, 2004, 1:42:03 PM11/26/04
to

Quale Risorgimento? Solo un lungo e perpetuato furto ai danni del Meridione.

Dopo 140 anni di menzogne che hanno avvolto il periodo dell'unità d'Italia
(o annessione forzata delle province meridionali), è dalla fine degli anni
80' che è in atto un forte revisionismo storico su quei anni.
Tutte le menzogne che ci hanno costretto a studiare sui libri di storia
stanno venendo a galla, cosi' come il grande business che i Savoia,Garibaldi
e Cavour apportarono al Piemonte prima e a tutto il nord poi, grazie
all'unità d'Italia.
In realtà il problema centrale dell'intera vicenda è che nel 1860 l'Italia
si fece, ma si fece malissimo. Al di là delle orribili stragi che l'unità
apportò, le genti del Sud patiscono ancora ed in maniera evidentissima i
guasti di un processo di unificazione politica dell'Italia che fu attuato
senza tenere in minimo conto le diversità, le esigenze economiche e le
aspirazioni delle popolazioni che venivano aggregate.

La formula del "piemontismo", vale a dire della mera e pedissequa estensione
degli ordinamenti giuridici ed economici del Regno di Piemonte all'intero
territorio italiano, che fu adottata dal governo, e i provvedimenti "rapina"
che si fecero ai danni dell'erario del Regno di Napoli, determinarono
un'immediata e disastrosa crisi del sistema sociale ed economico nei
territori dell'ex Regno di Napoli e il suo irreversibile collasso.

D'altronde le motivazioni politiche che avevano portato all'unità erano
come sempre accade in subordine rispetto a quelle economiche.
Se si parte dall'assunto, ampiamente dimostrato, che lo stato finanziario
del meridione era ben solido nel 1860, si comprendono meglio i meccanismi
che hanno innescato la sua rovina.
Nel quadro della politica liberista impostata da Cavour, il paese
meridionale, con i suoi quasi nove milioni di abitanti, con il suo notevole
risparmio, con le sue entrate in valuta estera, appariva un boccone
prelibato.
L'abnorme debito pubblico dello stato piemontese procurato dalla politica
bellicosa ed espansionista del Cavour (tre guerre in dieci anni!) doveva
essere risanato e la bramosia della classe borghese piemontese per la quale
le guerre si erano fatte (e alla quale il Cavour stesso apparteneva a pieno
titolo) doveva essere, in qualche modo, soddisfatta.
Lo stato sabaudo si era dotato di un sistema monetario che prevedeva
l'emissione di carta moneta mentre il sistema borbonico emetteva solo monete
d'oro e d'argento insieme alle cosiddette "fedi di credito" e alle "polizze
notate" alle quali però corrispondeva l'esatto controvalore in oro versato
nelle casse del Banco delle Due Sicilie.
Il problema piemontese consisteva nel mancato rispetto della
"convertibilità" della propria moneta, vale a dire che per ogni lira di
carta piemontese non corrispondeva un equivalente valore in oro versato
presso l'istituto bancario emittente, ciò dovuto alla folle politica di
spesa per gli armamenti dello stato.
In parole povere la valuta piemontese era carta straccia, mentre quella
napolitana era solidissima e convertibile per sua propria natura (una moneta
borbonica doveva il suo valore a se stessa in quanto la quantità d'oro o
d'argento in essa contenuta aveva valore pressoché uguale a quello
nominale).
Quindi cita il prof. Zitara, uno storico calabrese: "Senza il saccheggio del
risparmio storico del paese borbonico, l'Italia sabauda non avrebbe avuto un
avvenire. Sulla stessa risorsa faceva assegnamento la Banca Nazionale degli
Stati Sardi. La montagna di denaro circolante al Sud avrebbe fornito
cinquecento milioni di monete d'oro e d'argento, una massa imponente da
destinare a riserva, su cui la banca d'emissione sarda - che in quel momento
ne aveva soltanto per cento milioni - avrebbe potuto costruire un castello
di cartamoneta bancaria alto tre miliardi. Come il Diavolo, Bombrini,
Bastogi e Balduino (titolari e fondatori della banca, che sarebbe poi
divenuta Banca d'Italia) non tessevano e non filavano, eppure avevano messo
su bottega per vendere lana. Insomma, per i piemontesi, il saccheggio del
Sud era l'unica risposta a portata di mano, per tentare di superare i guai
in cui s'erano messi".
A seguito dell'occupazione piemontese fu immediatamente impedito al Banco
delle Due Sicilie (diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia) di
rastrellare dal mercato le proprie monete per trasformarle in carta moneta
così come previsto dall'ordinamento piemontese, poiché in tal modo i banchi
avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e
avrebbero potuto controllare tutto il mercato finanziario italiano (benché
ai due banchi fu consentito di emettere carta moneta ancora per qualche
anno). Quell'oro, invece, attraverso apposite manovre passò nelle casse
piemontesi.
Tuttavia nella riserva della nuova Banca d'Italia, non risultò esserci tutto
l'oro incamerato (si vedano a proposito gli Atti Parlamentari dell'epoca).
Il colpo di grazia all'economia del sud fu dato sommando il debito pubblico
piemontese, enorme nel 1859 (lo stato più indebitato d'Europa),
all'irrilevante debito pubblico del Regno delle due Sicilie, dotato di un
sistema di finanza pubblica che forse rigidamente poco investiva, ma che
pochissimo prelevava dalle tasche dei propri sudditi. Il risultato fu che le
popolazioni e le imprese del Sud, dovettero sopportare una pressione fiscale
enorme, sia per pagare i debiti contratti dal governo Savoia nel periodo
preunitario (anche quelli per comprare quei cannoni a canna rigata che
permisero la vittoria sull'esercito borbonico), sia i debiti che il governo
italiano contrarrà a seguire: esso in una folle corsa all''armamento,
caratterizzato da scandali e corruzione, diventò, con i suoi titoli di
stato, lo zimbello delle piazze economiche d'Europa.
Da subito, lo Stato unitario fu il peggior nemico che il Sud avesse mai
avuto; peggio degli angioini, degli aragonesi, degli spagnoli, degli
austriaci, dei francesi.
Il governo di Torino adottò nei confronti dell'ex Regno di Napoli una
politica di mero sfruttamento di tipo "colonialista" tanto da far esclamare
al deputato Francesco Noto nella seduta parlamentare del 20 novembre 1861:
"Questa è invasione non unione, non annessione! Questo è voler sfruttare la
nostra terra come conquista. Il governo di Piemonte vuol trattare le
province meridionali come il Cortez ed il Pizarro facevano nel Perú e nel
Messico, come gli inglesi nel regno del Bengala".
Nel 1866, nonostante il considerevole apporto aureo delle banche del sud, la
moneta italiana fu costretta al "corso forzoso" cioè fu considerata dalle
piazze finanziarie inconvertibile in oro. Segno inequivocabile di uno stato
delle finanze disastroso e di un'inflazione stellare. I titoli di stato
italiani arrivarono a valere due terzi del valore nominale, quando quelli
emessi dal governo borbonico avevano un rendimento medio del 18%.
Ci vorranno molti decenni perché l'Italia postunitaria, dal punto di vista
economico, possa riconquistare una qualche credibilità.

L'odierna arretratezza economica del Meridione è figlia di quelle scelte
scellerate e di almeno un cinquantennio di politica economica dissennata e
assolutamente dimentica dell'ex Regno di Napoli da parte dello stato
unitario, esattamente i primi 50/55 anni unitari furono per il Meridione un
colpo di grazia. Ecco spiegato dal 1880 in poi la grande fuga dai porti di
Napoli e Palermo di milioni di meridionali verso le americhe.

Si dovrà aspettare il periodo fascista per vedere intrapresa una qualche
politica di sviluppo del Meridione con un intervento strutturale sul suo
territorio attraverso la costruzione di strade, scuole, acquedotti (quello
pugliese su tutti), distillerie ed opifici, la ripresa di una politica di
bonifica dei fondi agricoli, il completamento di alcune linee ferroviarie
come la Foggia-Capo di Leuca, - iniziata da Ferdinando II di Borbone,
dimenticata dai governi sabaudi e finalmente terminata da quello fascista.

E non tralasciamoil periodo di repressione post unitario 1861-1870 nei
confronti delle popolazioni meridionali additate come briganti. Il Governo
Sabaudo lascio' in stanza al Sud circa 120.000 uomini per contrastare il
rigetto che la gente ebbe verso questa Italia. Rivolte ci furono un po'
ovunque dalla Campania alla Lucania al basso Lazio alla Puglia la Calabria e
l'Abruzzo. I Briganti non furono altro (questo la storia lo ha dimenticato)
che i partigiani meridionali. Il tutto fu represso dai generali piemontesi
(Bixio, La Marmora, Cialdini ecc. ecc.) nel sangue!
La prima pulizia etnica della modernità occidentale operata sulle
popolazioni meridionali

Cinquemiladuecentododici condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al
suolo, decine di migliaia di morti
(Pontelandolfo, Melfi, Matese, Gioia del
colle, Sila ecc. ecc.) Morti che solo ora si iniziano a ricordare e
commemorare!
Mentre l'attuale Governo italiano taceva, promulgava leggi repressive (vedi
Legge Pica) e anche la Santa Sede che fino al 1861 aveva benedetto il Regno
delle Due Sicilie inizio' a tacere, ma francesi e inglesi che sapevano
iniziarono a provare sdegno verso l'italietta.

QUESTA E' LA STORIA CHE CI HANNO NEGATO PER 140 ANNI
LA NOSTRA IDENTITA' CANCELLATA CON UN COLPO DI SPUGNA, GRAZIE ITALIA !

ps. per chi l'altra notte ha potuto vedere il documentario su Rai tre
"Uomini e briganti" (che io ho registrato) ne è una conferma.

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

ViaPrč

unread,
Nov 26, 2004, 2:28:23 PM11/26/04
to

"Luigi" <sudi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:151Z37Z85Z20Y1...@usenet.libero.it...
>
> cut

Terůn!


Gåtto Fieschi®

unread,
Nov 26, 2004, 2:45:59 PM11/26/04
to

"ViaPrè" ha risposto a "Luigi":

> Terùn!

Forse, ma Luigi ha dato un quadro convincente.
Peraltro ambientato in un periodo storico in cui il
più pulito aveva la rogna.... Ma i Savoia avevano
una marcia in più! Vero, Cesariddin ???

:-)
--
"I cani hanno dei padroni.
I gatti hanno del personale."

Gåtto Fieschi®


Luigi

unread,
Nov 26, 2004, 3:46:48 PM11/26/04
to

> Terůn!


COGLIONE

ViaPrč

unread,
Nov 26, 2004, 4:16:33 PM11/26/04
to

"Luigi" <sudi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:151Z38Z187Z140Y...@usenet.libero.it...
>
> COGLIONE

Bravo!!!


John

unread,
Nov 26, 2004, 4:59:04 PM11/26/04
to
Luigi wrote:
>

> QUESTA E' LA STORIA CHE CI HANNO NEGATO PER 140 ANNI
> LA NOSTRA IDENTITA' CANCELLATA CON UN COLPO DI SPUGNA, GRAZIE ITALIA !
>


Non è mai troppo tardi per riparare !
Perchè non vi trovate un Bossi che spinga per la 'indipendenza'
dall'Italia ??

ViaPrč

unread,
Nov 26, 2004, 6:09:02 PM11/26/04
to

"John" <gaNO...@agdp.de> ha scritto nel messaggio
news:co88t5$vn1$03$1...@news.t-online.com...
> Luigi wrote:

> Non è mai troppo tardi per riparare !
> Perchè non vi trovate un Bossi che spinga per la 'indipendenza'
> dall'Italia ??

Dove si firma???


John

unread,
Nov 26, 2004, 6:19:21 PM11/26/04
to
ViaPrč wrote:
> "John" <gaNO...@agdp.de> ha scritto nel messaggio
> news:co88t5$vn1$03$1...@news.t-online.com...
>
>>Luigi wrote:
>
>
>>Non č mai troppo tardi per riparare !
>>Perchč non vi trovate un Bossi che spinga per la 'indipendenza'
>>dall'Italia ??
>
>
> Dove si firma???
>
>

Ebbelin, questo non lo so. Ma sono sicuro che se vi impegnate avrete
successo. Coraggio.

ViaPrč

unread,
Nov 26, 2004, 6:23:13 PM11/26/04
to

"John" <gaNO...@agdp.de> ha scritto nel messaggio
news:co8djl$6f4$03$1...@news.t-online.com...

> > Ebbelin, questo non lo so. Ma sono sicuro che se vi impegnate avrete
> successo. Coraggio.


Eh Eh Eh!!!!
Ce la metteremo tutta per renderli indipendenti...
.-))


John

unread,
Nov 26, 2004, 7:35:00 PM11/26/04
to
Luigi wrote:
>

> Quale Risorgimento? Solo un lungo e perpetuato furto ai danni del Meridione.
>

Questa era la parte prima del racconto.
Ora andiamo avanti e raccontiamo la parte seconda.

Ammesso e non concesso che tutto quello riportato sia veritá sacrosanta.
Resterebbe allora da domandarsi se i sudditi del regno delle due Sicilie
si sentissero più 'spagnoli' che 'italiani'.
Resterebbe da domandarsi come mai il Regno delle due Sicilie fu quasi
conquistato totalmente da *MILLE volontari MILLE* di Garibaldi. Dove
erano i soldati borbonici ? dove erano i cittadini a difendersi
dall'invasore piemontese ? Un piccolo Stato come il Piemonte, nemmeno
tanto amato magari dai genovesi, quindi potenzialmente con tanti
'ribelli' già al suo interno, ha potuto conquistare quasi come se fosse
un passeggiata il Regno delle due Sicile ? Ma quando mai si è vista una
cosa simile in una 'guerra di conquista' ? La verità è forse un'altra :
il popolo del sud, e magari quello siciliano molto di più, ha magari
visto i Borboni solamente come i 'padroni di turno'.
Se si pensa che la Mafia era nata come una associazione di mutuo
soccorso tra siciliani, in opposizione al dominatore di turno, magari si
riesce a capire come mai la conquista della Sicilia non costò migliaia
di morti 'ribelli'. Anzi le cronache riportano che molti siciliani e poi
calabresi e napoletani, si unirono ai mille di Garibaldi.

Ci deve essere una ragione per questo. e non una ragione 'economica'.

Fosse stata solo una ragione economica, la conquista del Sud non sarebbe
stata per niente una passeggiata.

L'Unitá di Italia era già stata 'teorizzata' già molto prima da Giuseppe
Mazzini.

Esisteva una 'Idea' di una Italia Unita. Forse i giornali esistevano
anche a Napoli e a Palermo allora. Qualcuno magari ha letto e si
interesso alla cosa. Non ufficialmente chiaramente.

Ma di 'Gattopardi' magari in Sicilia ce ne fu più di uno.
Che stettero a 'guardare' ma non si opposero perchè sapevano che una
Sicilia in un contesto italiano era la cosa più logica. dato che una
'Sicilia indipendente' non sarebbe mai esistita perchè non era
abbastanza forte economicamente e militarmente, ma sopratutto, perchè
non era mai esistita una 'idea nazionale' della Sicilia, e se esisteva
era appunto rappresentata dalla 'Mafia'. Un termine che poi col tempo ha
assunto un significato completamente diverso a quello originale.

I 'Gattorpardi' siciliani magari ritennero più giusto 'socialmente'
un 'padrone piemontese' invece di un padrone spagnolo, o
franco-angioino, o peggio, mussulmano.

Per quanto molti la pensino diversamente, e vedano le ragioni economiche
come 'vincenti' ebbene si sbagliano di grosso.
Una guerra non si vince mai per solo denaro.
la miliardaria America di Nixon perse contro i motivati e straccioni
Vietcong.
I mujaheddin combatterono sulle montagne contro l'invasione russa e vinsero.
L'America ha vinto in Afghanistan e in Iraq perchè una grande parte
della popolazione locale ha 'accettato' questo.

Senza l'appoggio della popolazione si potrà vincere provvisoriamente,
ma alla fine si perde. Perchè la popolazione si ribella finché ha un
filo di forza.


> Dopo 140 anni di menzogne che hanno avvolto il periodo dell'unità d'Italia
> (o annessione forzata delle province meridionali), è dalla fine degli anni
> 80' che è in atto un forte revisionismo storico su quei anni.

E parliamo adesso della parte seconda.
Del dopoguerra. Dell'Italia dal 1945 al 2000.

La famosa 'questione del mezzogiorno' fu talmente prioritaria che la
situazione si 'rivoltò' completamente.
L'emigrazione in massa dal sud al nord cambio il volto sociale
dell'Italia. Popoli sconosciuti per la prima volta dall'unità d'Italia
cominciarono a conoscersi, vennero a 'contatto' in un modo massiccio.
Certamente le diverse mentalità si scontrarono i primi tempi.
Intolleranze reciproche. Ma piano piano si stavano formando quegli
'italiani' che aveva sognato Cavour, cento anni prima, e che la
dittatura fascista 'impose dall'alto', senza peraltro riuscirci, perchè
'integrata' era solo la borghesia. Non il popolo.

Invece il dopoguerra fece partire la società italiana 'da zero'.

Però allo stesso tempo si assistette alla 'meridionalizzazione'
dell'Italia. Si assistette al 'centralismo' romano.

Tutto era a Roma. Tutte le decisioni locali del nord dovevano avere
sempre il 'beneplacito' del governo romano. Non si poteva tirare una
scorreggia senza prima chieder il permesso a Roma.

Non solo. Per 'vocazione' magari tutta 'meridionale' di cercare 'il
posto statale' si assistette alla 'meridionalizzazione dei centri di
decisione' nel Nord Italia.

Mentre i 'cattivi settentrionali' pensavano a farsi il culo fondando
imprese a proprio rischio, giocando sulla propria pelle, i 'poveri
maltrattati meridionali' invadevano tutti i 'posti statali'.
Comandanti di carabinieri, comandanti di polizia, funzionari di uffici
governativi al nord, TUTTO era in mano 'meridionale'.
'Favorisse i documenda' era la lingua ufficiale dei funzionari di polizia.
La decisione finale era sempre in mano ad un Dottor Calogero, o qualcun
altro.
Sto parlando dell'Italia degli anni 50 e 60.

La RAI 'romanizzò' tutta l'Italia. La sede di Torino, dove la Radio
italiana era nata, piano piano perse la sua importanza.
Attori, registi, studi di produzione, erano a Roma. Oppure a Napoli.
I film famosi, tutti romani o napoletani.
Il dialetto romano ed il napoletano erano quasi diventate 'lingue
nazionali'.

Una Italia tutta 'meridionale' insomma. Così come l'immagine dell'Italia
all'estero era solo una immagine 'meridionale', tutta 'spaghetti,
mandolino, O sole mio'.

Manco uno che identificasse l'Italia con Treviso, con Cremona, con
Abbiategrasso. Il massimo della 'settentrionalità' dell'Italia erano le
gondole di Venezia, il Duomo di Milano e la torre di Pisa.

In compenso però tutto il mondo imparava ad identificare l'Italia con
'paisà', 'mafia', 'italiano ladro', 'camorra' e tutto il resto.

Bella pubblicità. Bella immagine dell'Italia.


Cos'è il succo di tutto questo discorso ?

Il succo é che sembra che la storia d'Italia non abbia insegnato nulla a
certe persone. Sia del Nord come del Sud.

Con la nostra esperienza in comune, dopo sessantanni di 'contatti
diretti' tra italiani del nord e del sud, matrimoni misti, turismo, e
tutte le altre cose, si avrebbe dovuto imparare magari a godersi in pace
il nostro bel paese. La stessa lingua, stessa religione, stessa
condivisione di due guerre mondiali ed una dittatura in mezzo alle due,
dovrebbe essere magari un motivo di 'identità', di 'coesione'.
Magari come lo sono i 'francesi' tra loro. E si che la Francia è grande
quasi due volte l'Italia, con meno abitanti.

E invece cosa succede ? Siamo ancora qui a parlare di Nord e Sud,
addirittura dei piemontesi 'nemici' di Genova, e a contare i morti della
azione del generale Cadorna su Genova.

E non basta.

Adesso andiamo a ricordarci anche dei 'nemici' savonesi, a circa 50 km
di distanza.

Ma c'è un limite alla 'schizofrenia' dell'identità campanilistica ?

Benvenga la storia patria. Ci mancherebbe altro. Ma ricordiamoci che
oggi viviamo nell'anno di grazia 2004 e più di una certa 'misura' di
'pathos' negli eventi storici, non è bene investirla. Non é *sano*.

Il disfacimento della Jugoslavia iniziò proprio così.

Ho ancora davanti a me l'orgoglio di un amico jugoslavo che aveva un
ristorante, quando ci si incontrava a vedere le olimpiadi invernali a
Sarajevo del 1984.
C'erano attorno ad un grande tavolo sloveni, serbi, croati, tutti che
erano orgogliosi delle medaglie jugoslave. Si ubriacavano tutti quanti e
facevano festa.

Poi dopo qualche anno, ad qualche coglione venne in mente di far notare
che dopotutto chi comandava in Jugoslavia erano i serbi. Le decisioni
erano tutte in mano serba. E lì cominciò il casino.


Vogliamo fare la stessa cosa in Italia ??

Beh, se andiamo avanti così non si tarderà ad arrivarci.

Basta andare a spulciare la storia e rileggerla in modo 'moderno',
esaltando la 'individualitá', la 'regionalità', il 'cmpanilismo' e
riducendo l'importanza della *Italianità*


Augh !! Anche per stasera ho detto la mia.


John.


Luigi

unread,
Nov 26, 2004, 11:55:27 PM11/26/04
to
Il 27 Nov 2004, 01:35, John <gaNO...@agdp.de> ha scritto:
> Luigi wrote:
> >
>
> > Quale Risorgimento? Solo un lungo e perpetuato furto ai danni del
Meridione.
> >
>
> Questa era la parte prima del racconto.
> Ora andiamo avanti e raccontiamo la parte seconda.
>
> Ammesso e non concesso che tutto quello riportato sia veritá sacrosanta.
> Resterebbe allora da domandarsi se i sudditi del regno delle due Sicilie
> si sentissero più 'spagnoli' che 'italiani'.
> Resterebbe da domandarsi come mai il Regno delle due Sicilie fu quasi
> conquistato totalmente da *MILLE volontari MILLE* di Garibaldi. Dove
> erano i soldati borbonici ? dove erano i cittadini a difendersi
> dall'invasore piemontese

Quando Garibaldi giunse a marsala carico di denaro avuto dalla Massoneria
anglo-americana, alcuni suoi emissari erano già andati in Sicilia (la
Sicilia ribelle che inizialmente voleva a tutti i costi che cadesse lo Stato
Borbonico). Bastarono grosse somme di denaro per corrempere gli alti ranghi
dell'esercito borbonico ( dal libro di Lorenzo del Boca "Maledetti Savoia")
che un'esercito di 18.000 uomini a Palermo si trovo' a fare il contrario di
quello che ogni singolo militare avrebbe voluto fare.
Contemporaneamente il buon Garibaldi inizio' a corrompere i signorotti
siculi (i picciotti) cosi' in breve tempo da mille uomini si ritrovo' al suo
seguito oltre 5.000 picciotti.
Nel frattempo, non esistendo televisione, la popolazione meridionale era
all'oscuro di tutto.
L'unica vera battaglia in Sicilia fu combattutta a Calatafimi. Da li'
inizio' la risalita delle camicie rosse, ogni provincia erano promesse di
liberare il sud dalla "dittatura borbonica" e via con la corruzione a suon
di denaro liquido. Altre battagli vere furono combattute a Capua, gaeta e
Civitella del Tronto ma ormai le file Garibaldine si erano igrossate a
dismisura. L'ultimo assedio fu proprio Gaeta, dove Francesco II fu costretto
a rifugiarsi dopo Napoli e poi a scappare verso la Spagna. Solo allora il
popolo inizio' a realizzare (1861) quello che stava accadendo e da li' per
circa 5 anni inizio' una vera e propria rivolta nelle campagne (fenomeno del
brigantagio) che il neo-nato Governo piemontese decise di reprimere nel
sangue (vedi legge Pica). Decine di migliaia di morti, interi paesi
sterminati, contadini (i briganti) che si scagliarono con ogni forza contro
il barbaro invasore che nel frattempo rastrellava le ricche casse Borboniche
e promulgava leggi in favore dello stato unitario (piemontese) oltre che
aumentare a dismisura le tasse. I primi anni unitari (questo i libri non lo
raccontano) furono un disastro. I primi provvedimenti del Parlamento
piemontese furono tutti rivolti a distruggere ogni retaggio borbonico (5.000
aziende, una forte moneta, un'esercito ed una flotta mercantile 3° in
Europa) oltre che a confiscare tutti i beni della Chiesa presenti al Sud,
tutto questo per risanare le deficitarie casse piemontesi.
Tutto questo avvenne con l'avallo dell'Inghilterra ed il malcontento della
Francia, della Spagna e della Russia. Molti meridionali abboccarono
inizialmente alle promesse fasulla di Garibaldi.


? Un piccolo Stato come il Piemonte, nemmeno
> tanto amato magari dai genovesi, quindi potenzialmente con tanti
> 'ribelli' già al suo interno, ha potuto conquistare quasi come se fosse
> un passeggiata il Regno delle due Sicile ? Ma quando mai si è vista una
> cosa simile in una 'guerra di conquista' ? La verità è forse un'altra :
> il popolo del sud, e magari quello siciliano molto di più, ha magari
> visto i Borboni solamente come i 'padroni di turno'.
> Se si pensa che la Mafia era nata come una associazione di mutuo
> soccorso tra siciliani, in opposizione al dominatore di turno, magari si
> riesce a capire come mai la conquista della Sicilia non costò migliaia
> di morti 'ribelli'. Anzi le cronache riportano che molti siciliani e poi
> calabresi e napoletani, si unirono ai mille di Garibaldi.
>
> Ci deve essere una ragione per questo. e non una ragione 'economica'.

I borghesotti meridionali, come alcuni contadini abboccarono alle sue
promesse, inoltre ci fu molta corruzione con denaro liquido.


> Fosse stata solo una ragione economica, la conquista del Sud non sarebbe
> stata per niente una passeggiata.

Non fu proprio una passegiata come i testi di scuola descrivono.

> L'Unitá di Italia era già stata 'teorizzata' già molto prima da Giuseppe
> Mazzini.

Questo è vero.

> Esisteva una 'Idea' di una Italia Unita. Forse i giornali esistevano
> anche a Napoli e a Palermo allora. Qualcuno magari ha letto e si
> interesso alla cosa. Non ufficialmente chiaramente.
>

La mia non è far polemica, ma ogni tanto rivedere la storia, la nostra
storia per capire le nostre origini, che non sono certo di italiani ( solo
140 anni contro 600) fa sempre bene. Ti ricordo che anche in Liguria i
Savoia fecere parecchie schifezze!
Cmq onore ai partigiani meridionali (i Briganti) che si immolarono per la
loro (nostra) terra con un invasore che non fece nemmeno la dichiarazione di
guerra.

Gughy

unread,
Nov 27, 2004, 2:53:48 AM11/27/04
to

"John" <gaNO...@agdp.de> ha scritto nel messaggio
news:co88t5$vn1$03$1...@news.t-online.com...

> Luigi wrote:
> >
>
> > QUESTA E' LA STORIA CHE CI HANNO NEGATO PER 140 ANNI
> > LA NOSTRA IDENTITA' CANCELLATA CON UN COLPO DI SPUGNA, GRAZIE ITALIA !
> >
>
>
Grazie!!
Ho letto con attenzione il tuo post e l'ho trovato interessante e pieno di
cose al quale non avevo mai pensato e del quale io non ne sapevo nulla e
riflettedoci sů mi sono chiesto:
Ma perchč non vi siete mai ribellati a tutte queste angherie???
Storicamente siete sempre sottostati ai piů forti, senza mai un bricciolo di
carattere, prova ne č il fatto che romani, arabi, spagnoli, mafia, la
Chiesa, i Savoia, Mussolini e adesso i nostri governati hanno sempre fatto
quello che volevano di voi meridionali...anzi, siete sempre dalla loro
parte!! (siete il piů grande serbatoio di voti del nostro premier, non
dimentichiamolo eh!!)
....forse perchč č nella vostra indole andare dove tira il vento, dove c'č
meno fatica, dove si suda meno!!
Avete mai fatto una rivoluzione per liberarvi di almeno uno di questi
novelli conquistadores???
Noi genovesi potremmo ricordarti che i romani prima di avere il sopravvento
sui liguri ne han preso legnate!!
Genova repubblica marinara, Balilla che scaglia una pietra contro gli
austriaci, la stessa ribellione nei confronti del regno di Sardegna (con
conseguente bombardamento di Genova) e ultima ma non meno importante la
guerra partigiana sui monti liguri.
Quando mai voi vi siete solo una volta ribellati, fatto valere le vostre
ragioni, forse aspettavate anche lě la manna dal cielo??

Il Gughy.


Stefano Agnini

unread,
Nov 27, 2004, 2:55:06 AM11/27/04
to
Hello, Luigi!

You wrote on Sat, 27 Nov 2004 04:55:27 GMT:

> La mia non è far polemica, ma ogni tanto rivedere la storia, la nostra
> storia per capire le nostre origini, che non sono certo di italiani (
> solo
> 140 anni contro 600) fa sempre bene.

Già la rividero in forma canzone gli Stormy Six nel 1972, gruppo cardine del
movimento studentesco. Ti linko i bellissimi testi:
http://digilander.libero.it/gianni61dgl/lunita.htm

--
Arveire

Stefano

--

GIGAMAIL By X-Privat - http://www.x-privat.org/gigamail.php

Kairaddin

unread,
Nov 27, 2004, 3:18:10 AM11/27/04
to
Il Fri, 26 Nov 2004 19:45:59 GMT, "Gåtto Fieschi®"
<maria...@aliceposta.it> ha scritto:

>

>più pulito aveva la rogna.... Ma i Savoia avevano
>una marcia in più! Vero, Cesariddin ???
>
>:-)


Che ti devo dire ?

Provenendo da una famiglia che ha dato i suoi bravi morti per il
Risorgimento e per l'Italia, con tanto di Medaglie d'Oro e tutto il
resto, sono stato allevato, come tutti, a pane e vivalitalia.

Che per me vale ancora ( sia il pane che Viva l'Italia ).

Ma cinque anni di vita - piu' tanti e tanti viaggi - nel Sud hanno
diciamo cosi', "temperato" molti slanci.

L'unificazione italiana e' stata - bene o male - fatta ( e Genova vi
ha preso parte da comprimaria ) ma sarebbe anche l'ora che i
meridianli la piantassero di frantumare le palle piangendosi addosso e
lamentando i torti subiti.

Che fanno parte della Storia e vanno ricordati storicamente, ma nulla
piu, e che non giustificano ( e non spiegano ) certi attuali andazzi
del meridione.

Il vittimismo e la piagnogneria meridionali hanno fatto piu' vittime
dei bersaglieri, e sarebbe ll'ora di capirlo.


Kairaddin


Kairaddin

unread,
Nov 27, 2004, 3:24:42 AM11/27/04
to
Il Sat, 27 Nov 2004 07:53:48 GMT, "Gughy" <gu...@gughy.it> ha scritto:


>Noi genovesi potremmo ricordarti che i romani prima di avere il sopravvento
>sui liguri ne han preso legnate!!
>Genova repubblica marinara, Balilla che scaglia una pietra contro gli
>austriaci, la stessa ribellione nei confronti del regno di Sardegna (con
>conseguente bombardamento di Genova) e ultima ma non meno importante la
>guerra partigiana sui monti liguri.
>Quando mai voi vi siete solo una volta ribellati, fatto valere le vostre
>ragioni, forse aspettavate anche lě la manna dal cielo??


Quoto


Kair

Coboldo

unread,
Nov 27, 2004, 3:44:24 AM11/27/04
to
Il 27 Nov 2004, 09:18, Kairaddin <xxx...@xxxx.com> ha scritto:
> L'unificazione italiana e' stata - bene o male - fatta ( e Genova vi
> ha preso parte da comprimaria ) ma sarebbe anche l'ora che i
> meridianli la piantassero di frantumare le palle piangendosi addosso e
> lamentando i torti subiti.
>
Sono pienamente d'accordo.

Coboldo

Coboldo

unread,
Nov 27, 2004, 3:51:56 AM11/27/04
to
Il 27 Nov 2004, 05:55, sudi...@libero.it (Luigi) ha scritto:
> sterminati, contadini (i briganti) che si scagliarono con ogni forza
contro
> il barbaro invasore che nel frattempo rastrellava le ricche casse
Borboniche
> e promulgava leggi in favore dello stato unitario (piemontese) oltre che
> aumentare a dismisura le tasse.

Penso che al nord avremmo fatto molto volentieri a meno delle ricche casse
borboniche visto poi il conto che ci è toccato pagare fino ad oggi.

> Molti meridionali abboccarono
> inizialmente alle promesse fasulla di Garibaldi.
>

Poveri! Come al solito vittime di qualcuno!



> I borghesotti meridionali, come alcuni contadini abboccarono alle sue
> promesse, inoltre ci fu molta corruzione con denaro liquido.

La colpa sempre agli altri ...come vedi una mentalità dura da togliere da
certe teste meridionali.

> Cmq onore ai partigiani meridionali (i Briganti) che si immolarono per la
> loro (nostra) terra

Il nome "briganti" la dice già lunga su cosa fossero e per cosa
combattessero: inutili ulteriori commenti.

Invece dei soliti piagnistei cercate di essere voi stessi artefici del
vostro futuro, rimboccarsi le maniche, lavorare e non attendere la manna dal
cielo incolpando sempre qualcun altro dei propri mali.

Saluti

Coboldo

FletcherLynd

unread,
Nov 27, 2004, 5:39:30 AM11/27/04
to
On Fri, 26 Nov 2004 18:42:03 GMT, sudi...@libero.it (Luigi) wrote:

>Quale Risorgimento?

il fatto che gli storici del Risorgimento spesso abbiano
"favoleggiato" un po' troppo è verissimo.

> il grande business che i Savoia,Garibaldi
>e Cavour apportarono al Piemonte prima e a tutto il nord poi, grazie
>all'unità d'Italia.

che i Savoia non volessero tanto unificare l'Italia, quanto annettere
gli stati italiani al Piemonte, è altrettanto vero.

>Al di là delle orribili stragi che l'unità
>apportò, le genti del Sud patiscono ancora ed in maniera evidentissima i
>guasti di un processo di unificazione politica

questa invece è una immensa cazzata.
il sud era un territorio depresso da MOLTO tempo prima che si
verificasse l'Unità d'Italia (come minimo 3/4 secoli).
ed era un territorio depresso a causa dei suoi vizi congeniti come il
clientelismo ed il parassitismo.

>Se si parte dall'assunto, ampiamente dimostrato, che lo stato finanziario
>del meridione era ben solido nel 1860

è ben dimostrato che lo stato meridionale fosse composto da un nucleo
ristrettissimo di nobili (di origine francese o spagnola) ricchi a
liveli indecenti, al di sotto dei quali c'era una enorme massa di
"cafoni", "lazzaroni" eccetera, insomma di popolino poverissimo, ai
limiti dell'indigenza.
mancava totalmente la classe media che è l'unico vero indizio di una
economia solida e "moderna".
il fatto che le casse fossero piene era vero... ma erano piene le
casse dei signori che dominavano il Meridione, non le casse "del
Meridione". è una differenza importante.

>In parole povere la valuta piemontese era carta straccia, mentre quella
>napolitana era solidissima e convertibile per sua propria natura

certo. era anche tutta nelle mani dei signori, mentre il popolo usava
per le sue transazioni di tutti i giorni BEN ALTRA valuta, molto meno
solida e vantaggiosa!!!
oppure mi vuoi dire che il popolino vivesse maneggiando in scioltezza
monete d'oro o d'argento con valore uguale a quello nominale???
(ROTFL)

>all'irrilevante debito pubblico del Regno delle due Sicilie, dotato di un
>sistema di finanza pubblica che forse rigidamente poco investiva, ma che
>pochissimo prelevava dalle tasche dei propri sudditi.

ci credo, i suoi sudditi non avevano NIENTE!

>QUESTA E' LA STORIA CHE CI HANNO NEGATO PER 140 ANNI
>LA NOSTRA IDENTITA' CANCELLATA CON UN COLPO DI SPUGNA, GRAZIE ITALIA !

stai calmo, non ti agitare.
se questo post voleva essere un atto d'accusa verso la monarchia
sabauda, ci può stare.
si sa che i Savoia non fossero i Santi protettori della Liberta
d'Italia che alcuni storici del Risorgimento ci vogliono far credere.
se invece vuoi sostenere che il Sud fosse florido e prosperoso, caschi
male.

il degrado del Meridione è vecchio di 600 anni, non di 140.
si può dire che lo Stato Italiano non abbia fatto molto per aiutarlo
(ed in effetti è vero, ma d'altronde lo Stato italiano - sia
monarchico che repubblicano - non è mai stato noto per la sua
efficenza), ma non certo che i problemi del sud derivino dall'Unità
d'Italia.

è cmq sempre interessante parlare di questi argomenti che vengono
trattati così poco.

--
FletcherLynd

Piscià sensa tià un petto, l'è comme sunnà un violin sensa l'archetto.

John

unread,
Nov 27, 2004, 5:40:01 AM11/27/04
to
Luigi wrote:

<cut>

> L'unica vera battaglia in Sicilia fu combattutta a Calatafimi. Da li'
> inizio' la risalita delle camicie rosse, ogni provincia erano promesse di
> liberare il sud dalla "dittatura borbonica" e via con la corruzione a suon
> di denaro liquido. Altre battagli vere furono combattute a Capua, gaeta e
> Civitella del Tronto ma ormai le file Garibaldine si erano igrossate a
> dismisura. L'ultimo assedio fu proprio Gaeta, dove Francesco II fu costretto
> a rifugiarsi dopo Napoli e poi a scappare verso la Spagna. Solo allora il
> popolo inizio' a realizzare (1861) quello che stava accadendo e da li' per
> circa 5 anni inizio' una vera e propria rivolta nelle campagne (fenomeno del
> brigantagio) che il neo-nato Governo piemontese decise di reprimere nel
> sangue (vedi legge Pica). Decine di migliaia di morti, interi paesi
> sterminati, contadini (i briganti) che si scagliarono con ogni forza contro
> il barbaro invasore che nel frattempo rastrellava le ricche casse Borboniche
> e promulgava leggi in favore dello stato unitario (piemontese) oltre che
> aumentare a dismisura le tasse. I primi anni unitari (questo i libri non lo
> raccontano) furono un disastro. I primi provvedimenti del Parlamento
> piemontese furono tutti rivolti a distruggere ogni retaggio borbonico (5.000
> aziende, una forte moneta, un'esercito ed una flotta mercantile 3° in
> Europa) oltre che a confiscare tutti i beni della Chiesa presenti al Sud,
> tutto questo per risanare le deficitarie casse piemontesi.
> Tutto questo avvenne con l'avallo dell'Inghilterra ed il malcontento della
> Francia, della Spagna e della Russia. Molti meridionali abboccarono
> inizialmente alle promesse fasulla di Garibaldi.
>

Da quando in qua una parte d'Italia, voglio dire la 'gente' che si
abita, i contadini, si puo' *identificare* come 'borbonica' piuzttosto
che facente parte di una Italia più grande, dalle Alpi alla Sicilia ?
I Savoia non volevano 'sottomettere' le regioni meridionali, ma 'unire'
l'Italia. Cosa hce era già stata 'ipotizzata', 'sognanta' da Mazzini e
compagni.

Che tutti i cambiamenti storici non siano incruenti è logico. Che ci
siano dei nobili nostalgici a cui non va bene è pure ovvio.
Ma che la gente del sud sia più contenta ed abbia più possibilità di
sviluppo sotto il dominio spagnolo che nell'ambito di un re piemontese o
di una repubblica, cioè come al giorno d'oggi, mi sembra una grande
fesseria solo a pensarla.

I meridionali di oggi sono quello che *loro stessi* vogliono essere.
La *questione meridionale* è una *questione* solo perchè certe cose là
sono *endemiche*, come il clientelismo e le istituzioni
camorristico-mafiose. Il meridionale non è certamente stato 'educato al
tartassamento' noncertamente dai piemontesi, ma dalla loro mentalità
stessa ereditata da secoli di dominio arabo.

Il 'patriarcalismo', la 'sottomissione e la deferenza al signorotto
locale più forte', il concetto allargato di 'rispetto' che arriva fino
al servilismo ed al parassitismo, è *tipico* delle regioni meridionali
da secoli e non è stato 'esportato' dai piemontesi.
*Queste cose* sono la causa della *questione meridionale*.
Le ditte del nord manco per kakkio ne hanno voglio di impiantare
fabbriche o attività nel sud, quando per ogni pisciata che si deve fare
laggiù bisogna pagare il pizzo alla mafia locale.

Cominci il sud a cambiare mentalità, ad eliminare le radici di questo
modo di pensare, di questa 'mentalità', ad eliminare tutti i mafiosi, e
non esistera più una *questione meridionale*

>
> I borghesotti meridionali, come alcuni contadini abboccarono alle sue
> promesse, inoltre ci fu molta corruzione con denaro liquido.
>

La promessa di una Italia riunita sotto una corona, con rappresentanti
popolari del nord e del sud con eguali diritti e doveri, era una
promessa forse non mantenuta ?

La corruzzione ed il malgoverno non sono tipici della monarchia.
Esistono dappertutto. Ma l'istituzione di una Italia unita è stata una
cosa buona e giusta.

Viva l'Italia dalle Alpi alla Sicilia ! Viva Mazzini Viva Garibaldi !
Viva Cavour !

> La mia non è far polemica,

A me invece sembrava di si.


> ma ogni tanto rivedere la storia, la nostra
> storia per capire le nostre origini, che non sono certo di italiani ( solo
> 140 anni contro 600) fa sempre bene. Ti ricordo che anche in Liguria i
> Savoia fecere parecchie schifezze!
> Cmq onore ai partigiani meridionali (i Briganti) che si immolarono per la
> loro (nostra) terra con un invasore che non fece nemmeno la dichiarazione di
> guerra.
>

E perchè forse che i Borboni non erano 'invasori' ??
E perchè la storia del meridione la fai cominciare a 600 anni fa ?
Forse che l'impero romano non era stato un fattore di 'unità' già da
allora ?


John.

John

unread,
Nov 27, 2004, 5:46:25 AM11/27/04
to
Kairaddin wrote:

> L'unificazione italiana e' stata - bene o male - fatta ( e Genova vi
> ha preso parte da comprimaria ) ma sarebbe anche l'ora che i
> meridianli la piantassero di frantumare le palle piangendosi addosso e
> lamentando i torti subiti.
>
> Che fanno parte della Storia e vanno ricordati storicamente, ma nulla
> piu, e che non giustificano ( e non spiegano ) certi attuali andazzi
> del meridione.
>
> Il vittimismo e la piagnogneria meridionali hanno fatto piu' vittime
> dei bersaglieri, e sarebbe ll'ora di capirlo.
>


Altro Oscar per il miglior post della settimana !


John

unread,
Nov 27, 2004, 5:44:39 AM11/27/04
to
Gughy wrote:

> Ma perchè non vi siete mai ribellati a tutte queste angherie???
> Storicamente siete sempre sottostati ai più forti, senza mai un bricciolo di
> carattere, prova ne è il fatto che romani, arabi, spagnoli, mafia, la


> Chiesa, i Savoia, Mussolini e adesso i nostri governati hanno sempre fatto
> quello che volevano di voi meridionali...anzi, siete sempre dalla loro

> parte!! (siete il più grande serbatoio di voti del nostro premier, non
> dimentichiamolo eh!!)
> ....forse perchè è nella vostra indole andare dove tira il vento, dove c'è


> meno fatica, dove si suda meno!!
> Avete mai fatto una rivoluzione per liberarvi di almeno uno di questi
> novelli conquistadores???
> Noi genovesi potremmo ricordarti che i romani prima di avere il sopravvento
> sui liguri ne han preso legnate!!
> Genova repubblica marinara, Balilla che scaglia una pietra contro gli
> austriaci, la stessa ribellione nei confronti del regno di Sardegna (con
> conseguente bombardamento di Genova) e ultima ma non meno importante la
> guerra partigiana sui monti liguri.
> Quando mai voi vi siete solo una volta ribellati, fatto valere le vostre

> ragioni, forse aspettavate anche lì la manna dal cielo??
>


URCA, adesso sei tu che mi hai fatto notare altri aspetti.
Bravo.


Ciao.
John.

FletcherLynd

unread,
Nov 27, 2004, 7:41:53 AM11/27/04
to
On Sat, 27 Nov 2004 04:55:27 GMT, sudi...@libero.it (Luigi) wrote:

> Solo allora il
>popolo inizio' a realizzare (1861) quello che stava accadendo e da li' per
>circa 5 anni inizio' una vera e propria rivolta nelle campagne (fenomeno del
>brigantagio) che il neo-nato Governo piemontese decise di reprimere nel
>sangue (vedi legge Pica). Decine di migliaia di morti, interi paesi
>sterminati, contadini (i briganti) che si scagliarono con ogni forza contro
>il barbaro invasore

il fenomeno del brigantaggio c'era già al tempo degli spagnoli, non è
che "nacque" alla fine del XIX secolo.
gli eserciti occupanti avevano a che fare con questo fenomeno da
secoli.

poi sul fatto che gli eserciti regi sterminassero queste rivolte di
popolo in modo terribilmente cruento, suscitando anche qualche
reazione irritata in giro per l'Europa, ti do' pienamente ragione.
però, ancora una volt,a non presentare il Meridione come un Paese di
Bengodi rovinato dal Regno d'Italia: è vero che questo si comportò
spesso più da invasore che da "Fratello d'Italia", probabilmente non
fece nulla per migliorare la situazione del territorio, ma sicuramente
non aggravò una situazione che era grave già da secoli.

Paolo Fasce

unread,
Nov 27, 2004, 9:13:33 AM11/27/04
to
Il giorno Sat, 27 Nov 2004 09:18:10 +0100, Kairaddin <xxx...@xxxx.com>
ha scritto:

> Il vittimismo e la piagnogneria meridionali hanno

> fatto piu' vittime dei bersaglieri, e sarebbe l'ora
> di capirlo.


Insomma: "aiutati che il ciel t'aiuta".

--
Paolo Fasce
fa...@despammed.com
www.fasce.it/paolo/

"Zena a l'č solo rossobleuçerciâ"

Luigi

unread,
Nov 27, 2004, 12:28:29 PM11/27/04
to

> I meridionali di oggi sono quello che *loro stessi* vogliono essere.
> La *questione meridionale* è una *questione* solo perchè certe cose là
> sono *endemiche*, come il clientelismo e le istituzioni
> camorristico-mafiose. Il meridionale non è certamente stato 'educato al
> tartassamento' noncertamente dai piemontesi, ma dalla loro mentalità
> stessa ereditata da secoli di dominio arabo.

Istituzioni camorristico mafiose nel 1800'? Non mi risulta affatto.
Esistevano come ovunque forme di corruzione. Era uno Stato feudale, con pro
e contro di questo. Ma il tartassamento a livello di tasse inizio' proprio
nel 1861, con un aumento da 4 a 14 delle tasse, c'era bisogno di colmare le
deficitarie casse piemontesi. Secoli di dominio arabo? Siamo all'avanti
Cristo? Io di domini rilevanti ricordo quello Greco, quello romano, un breve
dominio ottomano, poi spagnoli e francesi e poi i borboni (che di spagnolo
avevano solo le origini) 1200-1861

> Il 'patriarcalismo', la 'sottomissione e la deferenza al signorotto
> locale più forte', il concetto allargato di 'rispetto' che arriva fino
> al servilismo ed al parassitismo, è *tipico* delle regioni meridionali
> da secoli e non è stato 'esportato' dai piemontesi.
> *Queste cose* sono la causa della *questione meridionale*.
> Le ditte del nord manco per kakkio ne hanno voglio di impiantare
> fabbriche o attività nel sud, quando per ogni pisciata che si deve fare
> laggiù bisogna pagare il pizzo alla mafia locale.

Io come il 100% della gente che mi circonda non siamo ne parassiti ne
servili nei confronti di nessuno. In verità vorrei non esserlo nemmeno nei
confronti di uno stato nel quale non mi rispecchio. Le aziende del nord e
qui' sei molto mal informato, qui' ci hanno mangiato e stramangiato, soldi
presi dalla cassa del Mezzogiorno finanziamenti pubblici, tangenti
volontarie per poi chiudere dopo 10/20 anni, ne ho decine di questi esempi.

Ma mi sbaglio o da 15 anni circa a questa parte a piagniucolare siete sempre
voi??? Roma ladrona, noi paghiamo le tasse (si è visto!) noi qua noi la, noi
lavoriamo 20 ore al giorno, noi siamo questo noi siamo quest'altro..... e
basta non se ne puo' più! E ora abbiamo anche la lega al Governo, bella
merda!

> Cominci il sud a cambiare mentalità, ad eliminare le radici di questo
> modo di pensare, di questa 'mentalità', ad eliminare tutti i mafiosi, e
> non esistera più una *questione meridionale*

Nessuno metterà mai a tacere la Questione Meridionale, che non è certo
quello che dici tu.
Qui' ci si spacca il culo per portare 800/900 euro a fine mese. Non ci sono
le aziende sotto casa dove la mattina ti alzi e vai a lavorare. O il papi
che ti compra il bel ferrarino per andare a Cortina.

>
> La promessa di una Italia riunita sotto una corona, con rappresentanti
> popolari del nord e del sud con eguali diritti e doveri, era una
> promessa forse non mantenuta ?

NO, solo menzogne mai mantenute. Rappresentanti popolari del nord e sud con
uguali diritti??? Ma hai mai sentito parlare di Legge Pica? Vatti un po' a
vedere nei primi 10 anni unitari quanto il governo decise di spendere al
nord e quanto al sud, vai vai!


>
> Viva l'Italia dalle Alpi alla Sicilia ! Viva Mazzini Viva Garibaldi !
> Viva Cavour !

Si si, pero' gridalo solo tu questi viva, perchè qui' a questi mercenari noi
non siamo grati. E' logico che tu sia grato a questa gente... e' logico e
matematico...


> E perchè forse che i Borboni non erano 'invasori' ??

Quelli del 1800 ormai erano nati e vissuti al sud, quali invasori? Un
sistema economico florido ed inviato dalle altre 2 super-potenza Inghilterra
e Francia
Un ultima cosa, quei contadini che la propaganda storico-piemontese chiamo'
Briganti non furono altro che gente del popolo che cerco' invano di liberare
la loro terra invasa, dei veri e propri partigiani.
http://www.realcasadiborbone.it/ita/archiviostorico/primati.htm

Luigi

unread,
Nov 27, 2004, 12:33:30 PM11/27/04
to

>
> il fenomeno del brigantaggio c'era già al tempo degli spagnoli, non è
> che "nacque" alla fine del XIX secolo.
> gli eserciti occupanti avevano a che fare con questo fenomeno da
> secoli.

Quel Brigantagio al quale ti riferisci tu, che i piemontesi accorparono per
comodità alle rivolte contadine post-unitarie, era un fenomeno di banditismo
circoscritto a zone interne. Mi risulta che anche Ighilterra e Germania ad
inizio 800' a vessero a che fare con bande di sbandati che nelle campagne
facevano un po' come volevano.

> poi sul fatto che gli eserciti regi sterminassero queste rivolte di
> popolo in modo terribilmente cruento, suscitando anche qualche
> reazione irritata in giro per l'Europa, ti do' pienamente ragione.
> però, ancora una volt,a non presentare il Meridione come un Paese di
> Bengodi rovinato dal Regno d'Italia: è vero che questo si comportò
> spesso più da invasore che da "Fratello d'Italia", probabilmente non
> fece nulla per migliorare la situazione del territorio, ma sicuramente
> non aggravò una situazione che era grave già da secoli.

Situazione grave da secoli? A me risulta che una situazione molto più grave
economicamente l'avesse il Piemonte ad esempio e non il meridione. Se guardi
il documentario "Uomini e briganti" trasmesso da Rai tre la scorsa settimana
puoi vedere.
Oppure http://www.realcasadiborbone.it/ita/archiviostorico/primati.htm

Ciao

John

unread,
Nov 27, 2004, 12:52:49 PM11/27/04
to
Luigi wrote:

>
>
>>Il 'patriarcalismo', la 'sottomissione e la deferenza al signorotto
>>locale più forte', il concetto allargato di 'rispetto' che arriva fino
>>al servilismo ed al parassitismo, è *tipico* delle regioni meridionali
>>da secoli e non è stato 'esportato' dai piemontesi.
>>*Queste cose* sono la causa della *questione meridionale*.
>>Le ditte del nord manco per kakkio ne hanno voglio di impiantare
>>fabbriche o attività nel sud, quando per ogni pisciata che si deve fare
>>laggiù bisogna pagare il pizzo alla mafia locale.
>
>
> Io come il 100% della gente che mi circonda non siamo ne parassiti ne
> servili nei confronti di nessuno. In verità vorrei non esserlo nemmeno nei
> confronti di uno stato nel quale non mi rispecchio. Le aziende del nord e
> qui' sei molto mal informato, qui' ci hanno mangiato e stramangiato, soldi
> presi dalla cassa del Mezzogiorno finanziamenti pubblici, tangenti
> volontarie per poi chiudere dopo 10/20 anni, ne ho decine di questi esempi.
>

Certo. Mica ho detto che TUTTI i meridionali sono così. Mica si deve
generalizzare. Dappertutto ci sono i farabutti e i disonesti.
Ma certe cose sono 'solamente' figlie del sud.

La camorra siciliana, la ndrangheta calabrese, la mafia siciliane, sono
'figlie' di un certo virus che è nato là e si perpetua perché là esiste
la 'mentalità adatta' a far perpetuare il virus.
Certe cose là sono 'accettate' by default ormai.

Prima della 'integrazione' nord-sud, se un 'guappo' andava in una
trattoria di Pordenone, o Abbiategrasso, o Campomorone, a chieder il
pizzo in una trattoria appena aperta, sarebbe stato preso a calci in
culo e buttato in strada malamente. Al nord c'era anche la malavita. Ma
un altro tipo di malavita. Il 'bandito' del nordo ruba alle banche,
incula le assicurazioni, ruba nelle ville dei ricchi.


Invece la malavita 'contro tutti, perfino i poveri' è tipica del sud.
perchè lá tutta la faccenda fa parte di una 'filodofia di vita'.
La mafia é organizzata a 'famiglie' che hanno il loro 'codice' di
comportamento. Esiste un concetto di 'rispetto' che non ha pari in
nessuna forma di società 'civile e adulta'.

Magari ora in questo si è meridionalizzata tutta l'Italia e adesso
magari non c'è più differenza tra la Sanità a Napoli e via Gramsci a Genova.
Non c'è nemmeno più differenza tra quelle strade e la Kaiserstrasse di
Francoforte.

Certo che la delinquenza dilaga e sul modo di combatterla si puo'
discuterne ad nauseam, ma magari su un altro NG.

Ti faccio un esempio di 'mentalità' : una tedesca era andata anni fa in
calabria come turista. Dato che era una bella gnocca, per di più tedesca
(le tedesche non hanno particolari inibizioni ed il sesso lo praticano
senza problemi quando e con chi ne hanno voglia) mezzo paese le stava a
dietro. Si dà al caso che un giovane ebbe più fortuna degli altri, e
piaceva anche alla ragazza. Ma non aveva fatto i conti col 'bullo del
paese'.
Il quale 'impose' al ragazzo di chiudersi in casa e non uscire più fino
a che la tedesca era andata via.

E QUELLO ESEGUÌ !!! Ma te l'immagini ??? Quello si è *sottomesso* a
questa ingiunzione ! La mentalità è tutta storta là. Te lo dico io.

Se qualcuno fosse venuto da me con una simile richiesta, l'avrei fatto
scappare come un coniglio, se il caso con un fucile in mano. Bullo o non
bullo. E se si riprovava ad avvicinarsi a casa mia gli avrei sparato.


> Ma mi sbaglio o da 15 anni circa a questa parte a piagniucolare siete sempre
> voi??? Roma ladrona, noi paghiamo le tasse (si è visto!) noi qua noi la, noi
> lavoriamo 20 ore al giorno, noi siamo questo noi siamo quest'altro..... e
> basta non se ne puo' più! E ora abbiamo anche la lega al Governo, bella
> merda!
>

> Nessuno metterà mai a tacere la Questione Meridionale, che non è certo


> quello che dici tu.
> Qui' ci si spacca il culo per portare 800/900 euro a fine mese. Non ci sono
> le aziende sotto casa dove la mattina ti alzi e vai a lavorare. O il papi
> che ti compra il bel ferrarino per andare a Cortina.
>
>
>>La promessa di una Italia riunita sotto una corona, con rappresentanti
>>popolari del nord e del sud con eguali diritti e doveri, era una
>>promessa forse non mantenuta ?
>
>
> NO, solo menzogne mai mantenute. Rappresentanti popolari del nord e sud con
> uguali diritti??? Ma hai mai sentito parlare di Legge Pica? Vatti un po' a
> vedere nei primi 10 anni unitari quanto il governo decise di spendere al
> nord e quanto al sud, vai vai!
>

Io quando sento questi discorsi, mi viene voglia di fare come la
Cecoslovacchia. Un bel 'divorzio consensuale' senza spargimento di sangue.

Tiriamo una bella linea, dove volete voi. Voi state da quella parte, noi
stiamo da questa. Ognuno per i cazzi suoi. E così siamo tutti felici e
contenti.

Vogliamo impegnarci su questo ? Ok. Cominciamo a raccogliere firme da
domani.


>>Viva l'Italia dalle Alpi alla Sicilia ! Viva Mazzini Viva Garibaldi !
>>Viva Cavour !
>
>
> Si si, pero' gridalo solo tu questi viva,

Okay. Ritiro tutti i Viva. Hai ragione tu. Non ne valeva la pena.
Poveri Mazzini e Garibaldi. Non sapevano con chi avevano a che fare !

John.

ViaPrč

unread,
Nov 27, 2004, 3:27:15 PM11/27/04
to

"Luigi" <sudi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:151Z41Z64Z143Y1...@usenet.libero.it...

>
>>
>
> Io come il 100% della gente che mi circonda non siamo ne parassiti ne
> servili nei confronti di nessuno.

Questa si che è una buona notizia!!!
Quanta gente ti circonda?
Perchè il 100% di 12 persone fa 12... e gli altri?
(psst.... "nè" si scrive con l'accento...)

> In verità vorrei non esserlo nemmeno nei
> confronti di uno stato nel quale non mi rispecchio. Le aziende del nord e
> qui' sei molto mal informato, qui' ci hanno mangiato e stramangiato,

quindi avremmo fatto meglio a non portarvi, che so... la Fiat?
Insomma, se non ci sono le fabbriche è colpa del nord che non vi dà
lavoro...
se invece ci sono è colpa del nord che le porta per sfruttarvi...
e che palle!!!
Allora createlo da te il lavoro, mi sembra che siate stati abbondantemente
foraggiati, a fondo perduto, dalle *nostre* tasse...
(psst... "qui" si scrive senza accento...)

> soldi
> presi dalla cassa del Mezzogiorno finanziamenti pubblici, tangenti
> volontarie per poi chiudere dopo 10/20 anni, ne ho decine di questi
> esempi.

Minghia!!! (vedi che parlo anche la tua lingua?)
Ma in 10-20 anni non avete imparato a gestirvele da soli le fabbriche?
Sempre a lamentarvi??? Di imparare qualcosa non se ne parla, neh???
Sempre assistiti, neh???

( i "neh" sono assolutamente non casuali)

>
> E ora abbiamo anche la lega al Governo, bella
> merda!

E tu non votarla no?
Sai cosa? Lo faccio io al posto tuo, eh?
Tu intanto, liberato da questo pesante fardello, pensa a costruire qualcosa
e non aspettare la manna da chi non è più disposto a dartela...


>
>> > Qui' ci si spacca il culo per portare 800/900 euro a fine mese.

E allora cambia lavoro, *crea* il tuo reddito.
In alternativa, emigra e vieni qui dove paghi 1000 euro al mese di affitto.
Il tuo reddito è proporzionale al tuo costo della vita.
Se non ti va, cambia.

(ri-psst... "qui" si scrive senza accento...)

>Non ci sono
> le aziende sotto casa dove la mattina ti alzi e vai a lavorare.

Neanche qui. Informati...

>O il papi
> che ti compra il bel ferrarino per andare a Cortina.

Brutta cosa l'invidia. Non ti porta da nessuna parte...
se poi pensi che qui la Ferrari sia la normalità, allora sbagli di grosso, e
perde ogni credibilità tutto quello che hai scritto finora (tra l'altro in
un italiano corretto, quindi probabilmente hai fatto un copiaincolla)

Bah....

Enraz

unread,
Nov 27, 2004, 3:28:27 PM11/27/04
to
Nel messaggio news:qddgq0lm6o3iabrt0...@4ax.com , *Kairaddin*
<xxx...@xxxx.com> invece di visitare http://marcoelaura.splinder.com ha
scritto :

> L'unificazione italiana e' stata - bene o male - fatta ( e Genova vi
> ha preso parte da comprimaria ) ma sarebbe anche l'ora che i
> meridianli la piantassero di frantumare le palle piangendosi addosso e
> lamentando i torti subiti.
>
> Che fanno parte della Storia e vanno ricordati storicamente, ma nulla
> piu, e che non giustificano ( e non spiegano ) certi attuali andazzi
> del meridione.
>
> Il vittimismo e la piagnogneria meridionali hanno fatto piu' vittime

> dei bersaglieri, e sarebbe l'ora di capirlo.

Quotooooo!

--

Marco e Laura blog: http://marcoelaura.splinder.com


giorgio

unread,
Nov 27, 2004, 4:36:45 PM11/27/04
to
Luigi wrote:
[...]

Finalmente un bel thread!

Trovo difficile parteggiare: molte verita' si trovano in punti di vista
opposti.
Quello che mi preoccupa e' che ho sentito spesso far leva sul passato
per impostare il futuro, e la sanguignita' di certi discorsi e le
esperienze personali che ciascuno di noi ha con i terroni, i bauscia, i
leghisti, i mafiosi, (a seconda di quale 'squadra' si fa parte) crea
senza dubbio un serbatoio di rancore, e un lasciapassare per essere
severi nei giudizi (quando va bene) o nell'azione (quando va male).

John ha detto che la Jugoslavia ha insegnato: noi siamo senz'altro
diversi, perche' forse siamo una 'nazione' da piu' tempo, forse perche'
i regnanti del sud sono quasi sempre arrivati da fuori, impedendo
quell'orgoglio nazionalistico che porta alle guerre di secessione.

Un fondo di verita' credo ci sia da entrambe le parti. Vivo nel nordest,
dove si guarda con sospetto chiunque non sia 'dei nostri', salvo poi
generare situazioni paradossali (qui non si trova manodopera; ovvero
certi lavori li fanno i 'negri' e basta), per cui c'e' bisogno di chi
non si vuole.

La situazione nord-sud, bianchi-neri c'e' e ci sara' sempre. Parlavo
oggi con un amico napoletano, e mi ha descritto situazioni che qui
sembrano impossibili: gente che vive nei garage, e si sente
privilegiata; ragazzini di dodici anni che sniffano robe allucinanti;
boss di quartiere di diciassette anni che girano con l'Uzi. Non credo
che i 'meridionali' abbiano quello che si meritano. Certo tanta colpa e'
anche loro, ma come dicevano i pellerossa "non giudicare un uomo prima
di aver percorso cento miglia con i suoi mocassini". Forse se fossi nato
la' la penserei diversamente.

Io sono un emigrante, ma dato che non vengo dal sud e mi sono portato
dietro una professione, non ho trovato porte sprangate; ma ho comunque
visto che non e' facile integrarsi.

Che poi il capo della polizia si sia chiamato Caputo o Scuoglio e' un
altro discorso, e sono d'accordo che ci sia poca iniziativa nel creare
societa' o aziende. Ma quando ti viene chiesto il pizzo per lavare i
vetri ad un semaforo, forse se vuoi aprire un'azienda vieni sottoposto a
pressioni talmente forti che ti passa la voglia, e ti cerchi un lavoro
statale o un sussidio.

Ho amici a Bari che studiano all'universita', perche' il lavoro che
trovano e' a livello di educatore, per trecento euro al mese, in nero.
Prendere o lasciare, altrimenti c'e' la fila di chi prende il tuo posto.
E si vive in quattro in famiglia, con lo stipendio del padre, vigile
urbano. D'accordo che il pane costa 1,30 al kg e gli affitti sono bassi.

Scusate per i pensieri disordinati, sono stanco...

Ciao!

3G

unread,
Nov 27, 2004, 4:52:10 PM11/27/04
to

"John" <gaNO...@agdp.de> ha scritto nel messaggio
news:coaerc$1dh$00$1...@news.t-online.com...

> >>
>
> Io quando sento questi discorsi, mi viene voglia di fare come la
> Cecoslovacchia. Un bel 'divorzio consensuale' senza spargimento di sangue.
> Tiriamo una bella linea, dove volete voi. Voi state da quella parte, noi
> stiamo da questa. Ognuno per i cazzi suoi. E così siamo tutti felici e
> contenti.
> Vogliamo impegnarci su questo ? Ok. Cominciamo a raccogliere firme da
> domani.
>>>Viva l'Italia dalle Alpi alla Sicilia ! Viva Mazzini Viva Garibaldi !
>>>Viva Cavour !
>>
>> Si si, pero' gridalo solo tu questi viva,
>
> Okay. Ritiro tutti i Viva. Hai ragione tu. Non ne valeva la pena.
> Poveri Mazzini e Garibaldi. Non sapevano con chi avevano a che fare !

> John.


Bravo John!
Almeno avessero il pudore di starsene zitti, e invece attaccano pure.
Dovrebbero baciare i piedi ai settentrionali, e invece gliene andrebbe
ancora a loro? Questa poi!
Gli dà pure fastidio sentire che qualche politico parli con accento
settentrionale, capisci?
Secondo loro, i politici dovrebbero parlare solo quel gergo
meridionalizzante come si è sempre udito sinora in grandissima
parte. Non tollerano che si possano sentire anche altre cadenze.
Non le sopportano.
Perbacco, che accettino almeno la parità!
Ma la prevaricazione (come per tanti aspetti hanno fatto sinora), no eh.
Bene, come dici tu: allora divorzio! Ma subito anche e con piacere.
No, va beh, a parte gli scherzi...
Per fortuna, bisogna anche riconoscere che non ce ne sono poi tanti di
esseri indegni come questo qui.
E allora passato lo sfogo e ragionando con calma, bisogna anche dire
che la stragrande, ma proprio la stragrande maggioranza dei meridionali,
è gente rispettabilissima ed accettabilissima.
E magari ce ne fossero, ed anche tanti.
Adesso più che mai e più di prima, siamo tutti
e ci sentiamo tutti italiani, tutti europei.
Sono ben altri i pericoli che incombono.
Sono ben altre le invasioni che dobbiamo temere.
Perché ormai, proprio di invasione si tratta.
Quindi ripeto, ce ne fossero di meridionali e tanti.
E questo piccolo, falso, meschino, mostro di ingratitudine,
lasciamolo pure dire.

3G

Stefano Agnini

unread,
Nov 27, 2004, 5:33:30 PM11/27/04
to
Hello, 3G!

You wrote on Sat, 27 Nov 2004 22:52:10 +0100:


> Adesso più che mai e più di prima, siamo tutti
> e ci sentiamo tutti italiani, tutti europei.

Quoto e sottoscrivo.

--
Arveire

Stefano

--

X-Privat "FREE Usenet" - http://www.newsserver.it

pgg

unread,
Nov 27, 2004, 6:03:10 PM11/27/04
to
"ViaPrè" ha scritto:

>(psst.... "nè" si scrive con l'accento...)

Si', ma acuto: né.

John

unread,
Nov 27, 2004, 6:21:40 PM11/27/04
to


Comunque 'you made the point'.

Il fatto è, caro Giorgio che si é toccato un tasto complesso e di non
facile soluzione.
Troppe e ingarbugliate e 'recursive' sono le situazioni.

*Se* non avviene una certa cosa, non puo' avvenirne un'altra.
*Se* non avviene quest'altra, nemmeno la prima si puo' portare avanti
con successo.
Talvolta non si sa da dove cominciare perché sembra un circolo di cose
che si 'influenzano' a vicenda.

Se non si elimina la povertà e si dà un senso di 'giustizia che
funziona' la mentalità non cambia.
Se la 'mentalitá' non cambia la giustizia non puo' funzionare.
Se non vi è lavoro nuovo la povertà rimane.
Se però la mentalità rimane quella che è, col kakkio che un imprenditore
investe soldi al sud.

Come vedi, la situazione è troppo complessa.


Quasi quasi mi verrebbe voglia di *applaudire fortemente* quella notizia
che ho 'percepito' solo vagamente senza approfondire : distribuire le
armi ai cittadini.
Io sarei d'accordo. Darei il porto d'armi 'automaticamente' ad ogni
napoletano ed ogni siciliano, ed emetterei una legge 'speciale' : direi
: se un cittadino viene avvicinato da uno che gli chiede il pizzo, puo'
sparare a vista.

E se succede come in questi giorni che i camorristi/mafiosi si accoppano
a vicenda, io pagherei le bare e i funerali a spese del comune.

Kazzo ! Se non sono i meridionali stessi che si liberano della merda
locale, chi deve essere ?

Dopotutto se lo fa uno 'dall'esterno' possono accusarci di fare di cotte
e di crude a favore di questo o quell'altro, o peggio, di volerli
'sottomettere'.

Che se la cavino loro con la Mafia e la Camorra. Loro la conoscono bene.
Conoscono la mentalità.

Dicono gli anglosassoni : *it takes thief to catch a thief* (ci vuole un
ladro per catturare un ladro).


John.


ViaPrč

unread,
Nov 27, 2004, 6:27:12 PM11/27/04
to

"pgg" <p...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:5k1iq0phiq7d1fdjk...@4ax.com...

> "ViaPrè" ha scritto:
>
>>(psst.... "nè" si scrive con l'accento...)
>
> Si', ma acuto: né.

Allora abbiamo pareggiato...


pgg

unread,
Nov 27, 2004, 6:49:46 PM11/27/04
to
"ViaPrč" ha scritto:

>Allora abbiamo pareggiato...

Mi chiamo fuori dal ruolo di giudice nella questione meridionalistica...
;-)
pgg

John

unread,
Nov 27, 2004, 7:01:14 PM11/27/04
to
pgg wrote:
> "ViaPrè" ha scritto:


Il che mi ricorda un anneddoto veramente accaduto a me nei primi anni 70.

(vuole essere solo una battuta da farci su una risata, non è una
provocazione)

Allora si dà al caso che i quegli anni vigeva ancora il feeling di
'terroni' e 'polentoni', per cui dire 'terrone' a qualcuno non era una
cosa tanto simpatica e magari si poteva dire tra 'settentrionali' magari
parlando di una terza persona non presente 'ma guarda quel terrone là...'.

Un'altra cosa curiosa, di cui non ero cosciente, era che la 'linea di
demarcazione' tra 'Terronia' e 'Polentonia' era 'labile'.
Per noi genovesi, era più o meno a Grosseto, ma per i romani non era
così, evidentemente.

Allora stavo parlando con un collega romano di un altro collega di
Napoli, e non so per quale mnotivo mi scappò un 'vabbé, ma intanto
quello è terrone, questo spiega tutto'
e poi, accortomi della gaffe dissi ' uhh...scusa, non volevo offenderti..'.

Quello invece rispose : 'macché offesa, hai proprio ragione, quello è un
terrone, che ci vuoi fare'.

Allora divenni cosciente che la 'linea di demarcazione' era molto labile
e si spostava sempre più a Sud a seconda di dove ci si trovava.

Detto questo, vuoi vedere che i friulani considerano 'terroni' anche i
genovesi ?? VERO JEZ ?? (Speriamo che mi smentisca) :-)))))


Ciao.
John.

pgg

unread,
Nov 27, 2004, 7:32:01 PM11/27/04
to
John ha scritto:

>Allora divenni cosciente che la 'linea di demarcazione' era molto labile
>e si spostava sempre più a Sud a seconda di dove ci si trovava.

Invece a me e' rimasta impressa un'esperienza giovanile: ero ad un campo in
cui c'erano ragazzi di diverse zone d'Italia, uno di loro, pugliese, chiese
ad un altro di dove fosse e lui rispose "Campania", poi chiese a me "Anche
tu?" ed io, tanto per non rispondere con un laconico "Liguria" dissi "No, io
vengo da un po' piu' su..." non mi lascio neppure proseguire, protestando
risentito perche' secondo lui non c'erano su' e giu'... Boh! E se avessi
detto "piu' da nord"?

>Detto questo, vuoi vedere che i friulani considerano 'terroni' anche i
>genovesi ?? VERO JEZ ?? (Speriamo che mi smentisca) :-)))))

Beh, se per "terrone" si intende "lavoratore della terra" (ma non sono
sicuro di questa etimologia), il Friuli e' a vocazione agricola piu' della
Liguria... ;-)
pgg

pgg

unread,
Nov 27, 2004, 7:54:48 PM11/27/04
to
John ha scritto:

Caro amico krukko, trovo i tuoi interventi interessanti, generalmente, ma
spesso restano segnati "non ancora letti" in eterno perche' talmente lunghi
che rimando ad un "dopo" indefinito la lettura... Meno male che oltre meta'
per lo piu' e' "quote"... >8->
Questo post l'ho letto, e dissento fortemente dalla seconda parte, che
secondo il mio punto di vista inizia male...

>Quasi quasi mi verrebbe voglia di *applaudire fortemente* quella notizia
>che ho 'percepito' solo vagamente senza approfondire : distribuire le
>armi ai cittadini.
>Io sarei d'accordo. Darei il porto d'armi 'automaticamente' ad ogni
>napoletano ed ogni siciliano, ed emetterei una legge 'speciale' : direi
>: se un cittadino viene avvicinato da uno che gli chiede il pizzo, puo'
>sparare a vista.

...e finisce peggio...

>Che se la cavino loro con la Mafia e la Camorra. Loro la conoscono bene.
>Conoscono la mentalità.
>
>Dicono gli anglosassoni : *it takes thief to catch a thief* (ci vuole un
>ladro per catturare un ladro).

'notte
pgg

FletcherLynd

unread,
Nov 27, 2004, 8:33:11 PM11/27/04
to
On Sat, 27 Nov 2004 17:33:30 GMT, sudi...@libero.it (Luigi) wrote:

>Quel Brigantagio al quale ti riferisci tu, che i piemontesi accorparono per
>comodità alle rivolte contadine post-unitarie, era un fenomeno di banditismo
>circoscritto a zone interne.

circoscritto mica tanto, già gli spagnoli erano soliti mandarci contro
gli eserciti perchè intere regioni dell'entroterra si sollevavano
contro il potere che stava nelle città!
il termine "cafone" nasce proprio così: i meridionali delle città
apostrofavano in questo modo quelli dell'entroterra, che una volta
ogni tot mettevano su una bella rivolta che veniva puntualmente
soffocata nel sangue dall'esercito del Re (spagnolo o francese,
Asburgo o Borbone, '500 o '700, cambia poco).

> Mi risulta che anche Ighilterra e Germania ad
>inizio 800' a vessero a che fare con bande di sbandati che nelle campagne
>facevano un po' come volevano.

vero, ma qui non erano bande di sbandati. qui si tratta di ampie zone
di territorio che sono da secoli refrattarie al potere centrale.
è così che nasce la "mafia" e la "camorra", termini che
originariamente non hanno un connotato del tutto negativo, come
"organizzazione criminale"!
designano semplicemente il fatto che il contadino dell'entroterra si
fidi più del banditello locale che dello Stato.
perchè lo "Stato" è un Re straniero che rende ricchissimi pochi eletti
e lascia nella povertà tutti gli altri, e non ti aiuta mai.
il banditello invece sarà un po' stronzo, però se qualcuno ti fa un
torto e tu glielo vai a riferire, lui ti fa giustizia.

è per questo che la "mafia" è così difficile da combattere, ancora
oggi: perchè sono secoli e secoli che è più efficiente dello Stato.

>Situazione grave da secoli? A me risulta che una situazione molto più grave
>economicamente l'avesse il Piemonte ad esempio e non il meridione.

il Piemonte aveva un enorme debito pubblico, ma era uno stato moderno.
così come Lombardia, Toscana e più in generale tutta l'Italia dalle
Legazioni (l'ex Stato della Chiesa) in su.
tutto il resto, da Roma in giù, nell'800 era ancora sostanzialmente al
livello dell'economia feudale!!! pochi signorotti ricchissimi ed
onnipotenti, una massa di popolo indistinto, e nessuna classe media,
nessuna borghesia, nessuna attività produttiva che non fosse il
latifondo e la pastorizia!
poi tu puoi dirmi che le casse dello Stato fossero floride, e quelle
del Piemonte vuote... è una falsa verità! perchè le casse dei sovrani
del Meridione erano piene, mentre le casse dei Savoia erano vuote
(Vittorio Emanuele dopo essere succeduto a Carlo Alberto era solito
dire che lui faceva il Re solo perchè aveva una moglie -illegittima- e
dei figli da mantenere).
però lo Stato piemontese era efficiente e "moderno", lo "Stato" delle
Due Sicilie era un residuo di medioevo che non aveva alcun eguale,
come arretratezza, in tutta Europa!!! (forse solo la Spagna era
l'unica nazione rimasta ancorata a strutture medievali come il
Meridione. Austria, Francia, Inghilterra, la Prussia in via di
formazione erano tutte monarchie, ma monarchie strutturate socialmente
in modo ben diverso).

Kairaddin

unread,
Nov 28, 2004, 2:32:04 AM11/28/04
to
Il Sat, 27 Nov 2004 21:36:45 GMT, giorgio <gioca...@libero.it> ha
scritto:

>oggi con un amico napoletano, e mi ha descritto situazioni che qui
>sembrano impossibili: gente che vive nei garage, e si sente
>privilegiata; ragazzini di dodici anni che sniffano robe allucinanti;
>boss di quartiere di diciassette anni che girano con l'Uzi. Non credo
>che i 'meridionali' abbiano quello che si meritano. Certo tanta colpa e'
>anche loro, ma come dicevano i pellerossa "non giudicare un uomo prima
>di aver percorso cento miglia con i suoi mocassini". Forse se fossi nato
>la' la penserei diversamente.


Cinosco bene Napoli.
Ci vissi un anno concludendo il lungo servizio militare in Marina
( ero imbarcato su una delle navi cisterne che portano acqua alle
isole ancora oggi, Capri Ischia Ventotene S. Stefano ) e quattro anni
come Responsabile della stazione avio all'Aeroporto di Capodichino
A Napoli m'e' nato un figlio, a Napoli andavo sempre a teatro a
sentire Eduardo, a Napoli andavo anhe al S. Carlo a sentire le opere,
da Napoli partvo per localita' da favola, come S. Agata dei Due Golfi,
le isole, la costiera Amalfitana, l'alto Sannio .
Abitavo in cima a Via Giacinto Gigante, sotto l'Arenella : per andare
in ufficio scendevo in macchina per Mater Dei e per andare in Via Roma
a mangiare una pizza nei quartiere spagnoli scendevo lungo O' Cavone.

Poi, per motivi di lavoro molto diversi ci son tornato spesso sino al
1980, per brevi o brevissimi periodi.

Di Napoli ho ricordi splendidi ( come potrebbe essere diversamente ? )
ma anche amarissimi.

Napoli e' una citta amara, provata e cinica, lo e' sempre stata ( hai
mai letto Kaputt di Malaparte ? ) dove uomini e donne recitano in
continuazione una loro parte.

Sanno di recitare e capiscono sempre se lo tu lo hai capito, ma anche
se tu lo hai capito( e loro sanno che sai ) la recita va avanti lo
stesso, ma in modo piu' sottile.

CI sono tratti favolosi nella gente napoletana e irripetibili, per
sense of humour, eleganza, intelligenza, amore e conoscenza del bello
e ci sono tratti di violenza e di cinismo che ti lasciano esterefatto.

Da sempre, credo.

Per Napoli l'avvento di Bassolino a sindaco fu un fatto addirittura
epocale : smisero di essere cinici e smisero di recitare.

" Ci ha ridato la dignita', la fierezza di essere napoletani " ti
sentivi dire.

Ma nel tuo post ho ritrovato piu' o meno identica la stessa Napoli in
cui ho vissuto io, tale e quale, con piu' droga di allora ( ma c'era
anche allora eccome se c'era!) e la stessa violenza e insicurezza
della gente.

La camorra imperava anche allora E NON HA MAI SMESSO DI FARLO.

La spazzatura - nei periodici scioperi comandati dalla malavita
organizzata - raggiungeva i primi piani delle case gia' in quei tempi.

Le discariche abusive, come la pesca abusiva, l'edilizia abusiva, il
commercio abusivo,lo spaccio, il contrabbando, la microcrminalita'
erano le stesse.

MI ci e' voluto un par d'anni a capire lo sfascio morale e materiale
di quella stupenda citta', ma non mi ci sono ( per fortuna ) mai
abituato, e fui felice di tornare a Genova.

Perche' scrivo questo ?

Perche' ritrovo nei commenti di alcuni la stessa ipocrisia di sempre,
la recita di sempre, il cinismo di sempre ( e la disperazione di
sempre.)

Non ho ricette,non giudico e non suggerisco nulla.

Non condanno, non cavalco tigri non scaglio anatemi.

Ho scritto un post amaro per una situazione amara, non l'ho scritto
volentieri ma dovevo portare, per la splendida e disperata Napoli,
la mia testimonianza.


Kairaddin


Caro Marco : conosco bene Napoli.

Ci vissi un anno concludendo il lungo servizio militare in Marina
( ero imbarcato su una delle navi cisterne che portano acqua alle
isole ancora oggi, Capri Ischia Ventotene S. Stefano ) e quattro anni
dal 1963 al 1968 per lavoro , come Responsabile della stazione avio
della Shell all'Aeroporto di Capodichino ( pensa che sostituii il
papa' di Gualberto che tornava in Brasile ).

A Napoli m'e' nato un figlio, a Napoli andavo sempre a teatro a
sentire Eduardo, a Napoli andavo anhe al S. Carlo a sentire le opere,
a Napoli - e precisamente da Ricordi in Galleria ( c'era allora un
commesso bravissimo, competente, gentile) acquistai vinili che ascolto
ancora oggi.

Abitavo in cima a Via Giacinto Gigante, sotto l'Arenella : per andare
in ufficio scendevo in macchina per Mater Dei e per andare in Via Roma
a mangiare una pizza nei quartiere spagnoli scendevo lungo O' Cavone.

Poi, per motivi di lavoro molto diversi ci son tornato spesso sino al
1980, per brevi o brevissimi periodi.

Di Napoli ho ricordi splendidi ( come potrebbe essere diversamente ? )
ma anche amarissimi.

Napoli e' una citta amara, provata e cinica, lo e' sempre stata ( hai
mai letto Kaputt di Malaparte ? ) dove uomini e donne recitano in
continuazione una loro parte.

Sanno di recitare e sanno sempre se lo sai anche tu, ma anche se tu lo
sai( e loro sanno che sai ) la recita va avanti lo stesso, ma in modo
piu' sottile.

CI sono tratti favolosi nella gente napoletana e irripetibili, per
sense of humour, eleganza, intelligenza, amore e conoscenza del bello
e ci sono tratti di violenza che ti lasciano esterefatto.

Da sempre, credo.

Per Napoli l'avvento di Bassolino a sindaco fu un fatto addirittura
epocale : smiserto di essere cinici e smisero di recitare.

" Ci ha ridato la dignita', la fierezza di essere napoletani " ti
sentivi dire.

Ma nel post di Vox Marittoni ( e nell'articolo di Repubblica ) ho
ritrovato piu' o meno identica la stessa Napoli in cui ho vissuto io,
tale e quale, con piu' droga di allora ( ma c'era anche allora eccome
se c'era!) e la stessa violenza e insicurezza della gente.

La camorra imperava anche allora E NON HA MAI SMESSO DI FARLO.

La spazzatura - nei periodici scioperi comandati dalla malavita
organizzata - raggiungeva i primi piani delle case gia' in quei tempi.

Le discariche abusive, come la pesca abusiva, l'edilizia abusiva, il
commercio abusivo,lo spaccio, il contrabbando, la microcrminalita'
erano le stesse.

MI ci e' voluto un par d'anni a capire lo sfascio morale e materiale
di quella stupenda citta', ma non mi ci sono ( per fortuna ) mai
abituato, e fui felice, nel 68, di tornare a Genova.

Perche' scrivo questo ?

Perche' ritrovo nell'articolo di Repubblica e nei pensosi commenti di
alcuni la stessa ipocrisia di sempre, la recita di sempre, il cinismo
di sempre ( e la disperazione di sempre.)

Non ho ricette, Marco, non giudico e non suggerisco nulla.

Non condanno, non cavalco tigri non scaglio anatemi.

Ho scritto un post amaro per una situazione amara, non l'ho scritto
volentieri ma dovevo portare, per la splendida e disperata Napoli,
anche la mia testimonianza.

Ciao


Cesare Kair

Kairaddin

unread,
Nov 28, 2004, 2:37:27 AM11/28/04
to
Il Sun, 28 Nov 2004 01:01:14 +0100, John <gaNO...@agdp.de> ha
scritto:


>Un'altra cosa curiosa, di cui non ero cosciente, era che la 'linea di
>demarcazione' tra 'Terronia' e 'Polentonia' era 'labile'.
>Per noi genovesi, era più o meno a Grosseto,

Grosseto sta minchia.

Io dopo Sarzano mi sento gia' a disagio....


Kairaddin

unread,
Nov 28, 2004, 2:43:11 AM11/28/04
to
Il Sun, 28 Nov 2004 08:32:04 +0100, Kairaddin <xxx...@xxxx.com> ha
scritto:

>Il Sat, 27 Nov 2004 21:36:45 GMT, giorgio <gioca...@libero.it> ha

Spiegazione :

Ho copiaincollato il post di cui sopra da quello scritto per un altro
NG in cui si e' dibattuta la situazione di Napoli, e poi l'ho lasciato
appeso li perche' dormo ancora....

John

unread,
Nov 28, 2004, 6:00:11 AM11/28/04
to
pgg wrote:

> Caro amico krukko, trovo i tuoi interventi interessanti, generalmente, ma
> spesso restano segnati "non ancora letti" in eterno perche' talmente lunghi
> che rimando ad un "dopo" indefinito la lettura... Meno male che oltre meta'
> per lo piu' e' "quote"... >8->
> Questo post l'ho letto, e dissento fortemente dalla seconda parte, che
> secondo il mio punto di vista inizia male...
>
>

<cut>


>
> ...e finisce peggio...
>
>
>>Che se la cavino loro con la Mafia e la Camorra. Loro la conoscono bene.
>>Conoscono la mentalità.
>>
>>Dicono gli anglosassoni : *it takes thief to catch a thief* (ci vuole un
>>ladro per catturare un ladro).
>
>
> 'notte
> pgg
>

Ebbé, certo che se uno lo legge così, lapidario, senza conoscermi almeno
un po', potrebbe interpretare che io dia del 'ladro' a tutto il meridione.

Ma sono sicuro che tu hai capito il senso di tutto il discorso e sai che
non è così.

Io invece per la faccenda della distribuzione delle armi sono d'accordo.

Perchè magari tu non provi la stessa frustrazione mia di fronte a questo
'status perenne' di presenza incessante di mafia, camorra e ndrangheta,
principalmente nel meridione. E sempre sentire che 'lo stato non fa
abbastanza'. magari è vero che non fa abbastanza. Ma KE KAKKIO si puo'
fare di fronte ad un fenomeno così devastante e sopratutto così *locale* ??

Certo che la mafia esiste dappertutto. Cioè anche qui a Francoforte si
danno battaglia mafie russe, albanesi, cinesi, italiane, per il
controllo della prostituzione e srozzinaggio.

Però tu puoi stare sicuro al 100% che se un tedesco apre un ristorante,
non si aspetta che un altro tedesco vada subito il primo giorno a fargli
capire che se non paga un certo pizzo il suo ristorante sará bruciato in
una settimana.

A questo il Nord Europa non è abituato.

Se qualcuno si 'sottomette' sta tranquillo che cento altri si ribellano
e prima o dopo il delinquente sarà rimpatriato. Perchè si tratta
senz'altro di uno straniero.

Qui fece scalpore un napoletano degli anni 80 che taglieggiava i
ristoranti italiani (bada bene solo quelli italiani).
Un ristorante *parlò*. Era un ligure, di Sanremo. Il napoletano fu
imprigionato e poi, finita la galera, espatriato e dato che aveva dei
cont in sospeso anche in Italia, finì in galera anche la.
Dove fu ammazzato.

Io non sarò 'normale' caro piergiorgio, ma io 'godo' quando vedo che
i mafiosi e camorristi si ammazzano tra loro.

Io forse non mi sono 'assuefatto' alla presenza di mafia e camorra.
Li vorrei vedere tutti morti.

E se fossi governante, *NON* sarei garantista. Anzi sarei un
Saddam Hussein alla rovescia. Non avrei pietà. Istituirei un 'servizio
segreto speciale' che vada ad 'infiltrarsi' e poi, raccolte prove
sufficienti, autorizzerei ad eliminarli subito senza processo o avvocati.

A tale punto di 'pazzia' sono arrivato io, caro pgg.

Sono stufo e frustrato vedere che nell'anno 2004 si senta ancora i
napoletani (ho scritto per un anno intero sul NG di Napoli l'anno
scorso) infelici dire che il loro sogno è di andarsene da Napoli perchè
non ci vogliono vivere.

Per noi, per i turisti, Napoli è la più bella città dell'universo (dopo
Genova s'intende). Noi apprezziamo Eduardo, la canzone napoletana,
l'anima napoletana, così piena di fantasia e improvvisazione, l'arte
napoletana di Totò e compagni.

Ma LORO ci abitano e ci vivono.

L'Oro di Napoli, caro piergiorgio, è bello da vedersi nei film. Ma non a
viverci dentro.
Questo non lo dico io. Lo dicono i napoletani.

Leggi il loro NG.

E penso che il discorso vada per il meridione in generale.

Anche se io personalmente, più a sud di Anzio non sono mai stato.


John.


giorgio

unread,
Nov 28, 2004, 6:54:41 AM11/28/04
to
John wrote:
> *Se* non avviene una certa cosa, non puo' avvenirne un'altra.
> *Se* non avviene quest'altra, nemmeno la prima si puo' portare avanti
> con successo.
> Talvolta non si sa da dove cominciare perché sembra un circolo di cose
> che si 'influenzano' a vicenda.

Questo e' il dramma della politica "all'italiana". Perche' devo fare un
progetto a lungo termine quando sio che all'inizio sono solo dolori, e
se si arriva alla fine non so se sono io al governo?
Ed e' un po' il dramma della visione "consumistica" del mondo
occidentale. Ma su questo intervengo dopo.


> Se non si elimina la povertà e si dà un senso di 'giustizia che
> funziona' la mentalità non cambia.
> Se la 'mentalitá' non cambia la giustizia non puo' funzionare.
> Se non vi è lavoro nuovo la povertà rimane.
> Se però la mentalità rimane quella che è, col kakkio che un imprenditore
> investe soldi al sud.
>
> Come vedi, la situazione è troppo complessa.

D'accordissimo.

> Quasi quasi mi verrebbe voglia di *applaudire fortemente* quella notizia
> che ho 'percepito' solo vagamente senza approfondire : distribuire le
> armi ai cittadini.
> Io sarei d'accordo. Darei il porto d'armi 'automaticamente' ad ogni
> napoletano ed ogni siciliano, ed emetterei una legge 'speciale' : direi
> : se un cittadino viene avvicinato da uno che gli chiede il pizzo, puo'
> sparare a vista.

Ora io so che tu sei una persona eccezionale, e hai scritto queste cose
per strapparmi un sorriso. E ce l'hai fatta.
Ma secondo te, con la mentalita' che tu stesso hai confermato, quella
del "tiriamo a campa'", se io do una pistola ad un disoccupato criminale
questo la usa per cambiare la sua visione del mondo o per fare uno
scippo "legalizzato"?
Se do un fucile a pompa al gioielliere, questo lo usa per difendersi,
per vendicarsi delle diciotto rapine e delle mille richieste di scippo,
o diventa un "autorizzato dal dolore" e si limita a sparare allegramente
alla schiena del ragazzino che succhia la benzina dal motorino?
A me fa piu' paura quello che spara perche' si sente un "giusto" che
quello che spara per rapinare. Il primo rappresenta milioni di persone,
il secondo qualche migliaio.
O vuoi che ci siano i ragazzini che alle elementari invece del kinder
brioss si portano la smith&wesson, come negli USA?

Sono d'accordo che in tutti e due i casi io morirei per una "palla
vagante", come disse Guccini, pur rimanendo disarmato. Quindi sono contro.

> E se succede come in questi giorni che i camorristi/mafiosi si accoppano
> a vicenda, io pagherei le bare e i funerali a spese del comune.

Si, ma quelli accoppano anche gli amici degli amici, che magari non
c'entrano nulla, solo per "pareggiare i conti" (logica della vendetta e
dell'autorizzazione a delinquere, che hai proposto prima, anche se
applicata ai "giusti").

> Kazzo ! Se non sono i meridionali stessi che si liberano della merda
> locale, chi deve essere ?

La merda locale e' radicata dala cultura, e armando uno che e' cresciuto
in quella cultura non risolvi il problema. Gli puoi dare le tue armi, ma
non la tua mentalita' o la tua esperienza, che in nessun caso e'
condivisibile.

> Dopotutto se lo fa uno 'dall'esterno' possono accusarci di fare di cotte
> e di crude a favore di questo o quell'altro, o peggio, di volerli
> 'sottomettere'.
> Che se la cavino loro con la Mafia e la Camorra. Loro la conoscono bene.
> Conoscono la mentalità.

Vedo in queste frasi un approccio secondo me senza uscita: il trattare
la cosa come un "loro" e un "noi". Sapresti tracciare un confine?
perche' se si potesse sarebbe tutto risolto.
Credo che ci siano la logica della violenza, quella della vendetta e
quella del vivere insieme. Credo che le prime due siano molto simili,
anche se applicate a persone diverse. La terza e' MOLTO piu' faticosa,
ma e' l'unica che ha un futuro.

> Dicono gli anglosassoni : *it takes thief to catch a thief* (ci vuole un
> ladro per catturare un ladro).

Sono d'accordo, ma siamo troppo "globalizzati".

Giorgio

giorgio

unread,
Nov 28, 2004, 6:56:26 AM11/28/04
to
John wrote:

> Detto questo, vuoi vedere che i friulani considerano 'terroni' anche i
> genovesi ?? VERO JEZ ?? (Speriamo che mi smentisca) :-)))))

Posso dirti che a Verona me la sono sempre cavata, perche' non si sa
bene Genova se sta sotto le alpi o gli appennini... :o)

giorgio

unread,
Nov 28, 2004, 7:04:50 AM11/28/04
to
Kairaddin wrote:

> Napoli e' una citta amara, provata e cinica, lo e' sempre stata ( hai
> mai letto Kaputt di Malaparte ? ) dove uomini e donne recitano in
> continuazione una loro parte.

L'amico mi diceva che dopo il terremoto dell'80 sono cambiate tante
cose. Secondigliano, che allora era una zona agricola dove i signorotti
avevano le ville, e' diventata una zona dove sono stati "deportati"
interi rioni, facendogli perdere l'identita' (immagina che Marassi,
Pontedecimo, Sturla e Sestri fossero raggruppate al CEP di Voltri).
In una situazione nuova, la prima cosa che succede sono le spartizioni
di autorita'. ER da ghetti sono diventati isole, dove non entra neanche
la polizia.

> Per Napoli l'avvento di Bassolino a sindaco fu un fatto addirittura
> epocale : smisero di essere cinici e smisero di recitare.
> " Ci ha ridato la dignita', la fierezza di essere napoletani " ti
> sentivi dire.

L'amico mi dice che il vantaggio/svantaggio dell'avvento di Bassolino e'
stato quello di "addormentare" i problemi, e infatti da un po' di anni
non si e' piu' sentito parlare molto di Napoli.
Ma sotto al tappeto ci sta un po' di polvere, non di piu'. Oltre, si
vede la montagnola.
E non parliamo di destra/sinistra, per favore. Questi sono i casi in cui
si vede che la lungimiranza politica attuale non porta a nulla.

> Ma nel tuo post ho ritrovato piu' o meno identica la stessa Napoli in
> cui ho vissuto io, tale e quale, con piu' droga di allora ( ma c'era
> anche allora eccome se c'era!) e la stessa violenza e insicurezza
> della gente.

Ciao

Giorgio

giorgio

unread,
Nov 28, 2004, 7:05:27 AM11/28/04
to
Kairaddin wrote:

Sarzano o Sarzana? ;o)

giorgio

unread,
Nov 28, 2004, 7:08:27 AM11/28/04
to
John wrote:

John

unread,
Nov 28, 2004, 7:08:49 AM11/28/04
to
giorgio wrote:
>
>
> Vedo in queste frasi un approccio secondo me senza uscita: il trattare
> la cosa come un "loro" e un "noi". Sapresti tracciare un confine?
> perche' se si potesse sarebbe tutto risolto.
> Credo che ci siano la logica della violenza, quella della vendetta e
> quella del vivere insieme. Credo che le prime due siano molto simili,
> anche se applicate a persone diverse. La terza e' MOLTO piu' faticosa,
> ma e' l'unica che ha un futuro.
>


Caro giorgio, è ovvio che io sto parlando con la 'rabbia' in corpo e tu
invece le vedi da 'calmo e razionale'. E quindi sei tu che hai ragione.

Ciononostante, le tue obiezioni mi rinforzano la convinzione che questo
della criminalitá del meridione si puo' risolvere solo a livello
governativo e con metodi 'non ortodossi'.

L'unnico metodo 'legale' che io vedo per risolvere la questione della
delinquenza organizzata, è fare una legge speciale che vede la camorra
organizzata come un 'nemico dello stato equiparabile ad una invasione di
un altro stato', cioè in questi casi applicare la 'legge marziale'.
E comportarsi come ci si comporta in guerra.

La guerra NON È un gioco. Quelli che l'hanno fatta lo sanno.
Là si spara. A vista. E si considera cioè come 'legittima difesa'.

Se noi applichiamo questa legge, allora appena vedi un capomafia uscire
dalla sua tana e lo ammazzi, non è più un reato.

Mi dispiace, ma io vedo *solamente* questa soluzione.

Le leggi 'normali' non funzionano con la delinquenza organizzata, che ha
leggi proprio e segue solo quelle.
E' una vera *guerra* che si deve combattere. Una guerra con soli morti e
niente feriti.

Solo così si estirpa la zizzania.

E poi magari, estirpao il cancro, la gente comincerà a 'cambiare
mentalità', piano piano, certamente apportando 'contemporaneamente' alla
'guerra' quei cambiamenti sociali necessari, le strutture, l'educazione,
alzando la soglia della 'povertà' etc.

Si lo so. È facile sognare.

John.

Stefano Agnini

unread,
Nov 28, 2004, 7:11:36 AM11/28/04
to

"giorgio" <gioca...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bajqd.54795$Ni.18...@twister1.libero.it...

> Sarzano o Sarzana? ;o)

Magari si riferisce proprio a Piazza Sarzano! :-)

--
Stefano

pgg

unread,
Nov 28, 2004, 9:13:14 AM11/28/04
to
Kairaddin ha scritto:

>Spiegazione :
>Ho copiaincollato il post di cui sopra da quello scritto per un altro
>NG in cui si e' dibattuta la situazione di Napoli, e poi l'ho lasciato
>appeso li perche' dormo ancora....

Ah, ecco, hai scritto "dormo" e non "dormivo"... infatti ce l'hai
riproposto per intero per la terza volta! 8-Ş
Un post le cui considerazioni condivido.
Io sono stato a Napoli diverse volte ma per brevi o brevissimi periodi, non
posso certo vantare la conoscenza che ne hai tu, pero' la mia impressione e'
di aver sempre trovato la citta' e gli abitanti immutati nel corso degli
anni.
pgg

Kairaddin

unread,
Nov 28, 2004, 10:34:41 AM11/28/04
to
Il Sun, 28 Nov 2004 15:13:14 +0100, pgg <p...@libero.it> ha scritto:


>
> Ah, ecco, hai scritto "dormo" e non "dormivo"... infatti ce l'hai

>riproposto per intero per la terza volta! 8-Ţ

Il post " originale" lo puoi trovare, se vuoi, su
it.arti.musica.classica thread OT -Napoli e merda.
Era un post di risposta a Marco Marcelli ( Genovese di Pegli ) e non
ho potuto non difendere - in un certo senso - quella grande ex
capitale che e' Napoli.

Di Napoli puoi tranquillamente parlare male per un mese, ma se c'hai
vissuto ( e l'hai vissuta ) qualcosa di bello in fondo al cuore ti
resta sempre.

Purtroppo, aggiungo, perche' e' una pena vedere come s'e' ridotta.

Kairaddin


PS

Stamattina non carburavo proprio .....


aori

unread,
Nov 28, 2004, 10:42:05 AM11/28/04
to

"ViaPrè" <via...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:go5qd.15405$C94....@tornado.fastwebnet.it...


> Perchè il 100% di 12 persone fa 12... e gli altri?


> (psst.... "nè" si scrive con l'accento...)

Anche su " Perchè " va l'accento acuto, come su né.
--
Saluti.
Aldros
Le mie pagine http://digilander.libero.it/aori/indexhtm.htm sono aggiornate
al 23 novembre 2004.


pgg

unread,
Nov 28, 2004, 1:46:48 PM11/28/04
to
John ha scritto:

>Ebbé, certo che se uno lo legge cosě, lapidario, senza conoscermi almeno

>un po', potrebbe interpretare che io dia del 'ladro' a tutto il meridione.

Ho riportato tutto il pezzo paripari, senza tagli e senza commenti: se
anche tu, rileggendoti, ci hai visto questa possibile interpretazione, la
stessa e' legittima anche per il lettore come il ragazzo pugliese di cui ho
scritto, magari un po' prevenuto...

>Ma sono sicuro che tu hai capito il senso di tutto il discorso e sai che

>non č cosě.

Quantomeno lo immagino... ;-)


>Io invece per la faccenda della distribuzione delle armi sono d'accordo.

Non so se sia un atteggiamento causato dal recente fatto di cronaca nera,
il benzinaio ucciso dai rapinatori, in seguito al quale i politici della
Lega hanno offerto una taglia ed hanno proposto di rendere piu' facile
l'armamento dei cittadini, ma mi fa piacere segnalare che i familiari della
vittima sono contrari: "Non vogliamo il Far West, in cui la gente si faccia
giustizia da se".
pgg
Il resto del tuo post me lo leggero' con calma. ;-)


John

unread,
Nov 28, 2004, 2:15:31 PM11/28/04
to
pgg wrote:

> Non so se sia un atteggiamento causato dal recente fatto di cronaca nera,
> il benzinaio ucciso dai rapinatori, in seguito al quale i politici della
> Lega hanno offerto una taglia ed hanno proposto di rendere piu' facile
> l'armamento dei cittadini, ma mi fa piacere segnalare che i familiari della
> vittima sono contrari: "Non vogliamo il Far West, in cui la gente si faccia
> giustizia da se".


L'individuo, la famiglia, lo stato, sono tutti 'enti' che si trovano a
fronteggiare il problema morale da un punto di vista diverso.

Io come individuo, come famiglia, porei anche perdonare uno che uccide
mio fratello.

Ma come 'stato' ho un problema morale 'più ampio' perchè ho la
responsabilitá di molti individui, di molte famiglie.

Se il 'perfetto cristiano' individualmente puo' decidere di 'perdonare',
ebbene lo stato non puo' fare lo stesso.
Perchè questo equivarrebbe a 'non difendere' il cittadino da altri
'attacchi'.

Io come 'governante' mi devo chiedere fino a dove' posso spingermi per
proteggere i cittadini.

Pur restando cristiano, non sono un essere perfetto, e ho il diritto
alla mia difesa. Come governante ho il 'dovere' della difesa dei cittadini.

Sebbene il 'Far West' come lo chiami tu, o altri, sarebbe il male
minore, visto e considerato come stanno andando le cose, io non andavo
così 'distante'.
Io proponevo la 'legge marziale'.
Cioè considerarmi 'in guerra' come 'stato'.
E' una cosa diversa. E più che legittima, secondo il mio parere.

Non è forse una 'guerra contro i cittadini' che fanno le cosche mafiose
e la criminalità organizzata ? Non è forse una guerra ingiusta, contro
persone disarmate, contro 'non professionisti' ?
Un conto è una guerra tra soldati, dove entrambi sono armati ed
addestrati alla guerra.
un altro conto è incutere paura alla gente e far sì che la gente si
'sottometta' alle loro richieste.

Te lo dico io, caro pgg, certi personaggi dovrebbero essere fucilati sul
posto con processo per direttissima.
Altro che 'scarcerazioni', altro che 'condizionale', altro che 'pentimenti'.
Finchè non capiamo che questa *È* una guerra e siamo pront a
considerarla tale anche attraverso le leggi, lo stato sarà sempre e
solamente *perdente*.

E questo NON È moralmente giusto che un governante lo permetta.
Perchè ha L'OBBLIGO di difendere i cittadini.


Ciao.
John.

Luigi

unread,
Nov 28, 2004, 3:21:49 PM11/28/04
to
Ho letto un po' tutti i commenti. Davvero un bel dibattito, anche se il post
originale era un altro...
Bhe adesso mi sento chiamato in causa in prima persona perchè io a Napoli ci
sono nato e attualmente dopo 6 anni in Lombardia sono ritornato in Campania
a 30 km da Napoli ma ci vado spesso. Come vedete, c'è chi vorrebbe andar via
(anche a Milano c'erano milanesi che volevano andar via) e chi invece colto
da saudade ritorna, perchè innfondo il legame con la propria terra per
determinati popoli (Campani, Siculi, Liguri ecc. ecc.) è fortissimo.
Ho girato molto l'Europa e fuori Europa e vi dico che nel bene e nel male
Napoli (una ex Capitale come qualcuno ricordava) è una città unica al mondo.
Una città con un'identità fortissima, dove anche un vicolo o una piazza
parlano e ti danno l'impressione di una vitalità incredibile.
Io penso che (sicuramente molti mi potranno smentire) Napoli il colpo di
ritrovarsi da un giorno all'altro da essere un'illustrissima capitale ad una
città emarginata dal potere centrale, sia stato durissimo. Fenomeni come la
Camorra nell'800' non avevano nulla a che vdere con quella di oggi, era il
signorotto che voleva aver un po' di potere in più e voleva comandare su
gruppi di persone più deboli con la forza del denaro.
Ma poi con l'indebolimento politico/economico, il processo di
industrializzazione concentrato solo verso Nord, la disoccupazione
crescente, le 2 guerre mondiali, lo sbarco degli americani (che tante
schifezze qui' a Napoli fecero) si arrivo alla fine della 2° guerra mondiale
ad una situazione di povertà e miseria unica (era l'Italia perdente che
stava anch'essa messa male). E' in questo periodo che tanti fattori uniti
fra di loro generano il vero fenomeno della malavita organizzata (e
sottolineo organizzata) e del malaffare, tutto cio' con la consapevolezza
dello Stato centrale (che sapeva ma faceva finta di non vedere, come in
Sicilia e Calabria d'altronde!). Fino ad arrivare alla potente
organizzazione di fine anni 70' ed inizio anni 80' con il conosciuto Cutolo
il boss dei boss ed una violentissima guerra di camorra che costrinse lo
Stato ad intervenire con le maniere dure.
Poi un momento di stallo, processi arresti, ma quando il lavoro latita prima
o poi la disperazione delle masse più povere (pur sempre una minoranza)
porta a nuove forme di criminalità, non è solo voglia di malaffare è anche
(ahimè) necessità.

Da alcune settimane a questa parte lo Stato e la Tv (che comunque qui' è
forestiera) si sono ricordati di nuovo di Napoli, perchè Napoli fa notiza,
perchè contrastare il crimine a Napoli mandando 300 agenti in più puo'
portare voti e perchè tra i feriti c'è stato anche un poliziotto. Ma questa
non è la guerra di camorra degli anni 80', nulla a che vedere, anche se i
morti da inizio anno sono oltre 120, quasi tutti pregiudicati.
Ma che quei quartieri erano degradati questo lo sapevami tutti qui', anche
le autorità i politici la Chiesa, quelli sono quartieri sorti dopo il
terremoto dell'80', sono quartieri distanti dal centro, un'altra Napoli, non
quella di Bassolino la Napoli da Cartolina, questa è la Napoli scomoda
perchè qui' la disoccupazione è altissima ed i giovani sono tentati a
buttarsi nel malaffare, perchè qui' lo Stato è latitante. Qui' non è
Posillipo Mergellina il Vomero qui' è un'altra cosa. Quartieir periferici
dove la persona perbene vuole scappare, dove denunciare pubblicamente
davanti ad un giudice puo' costarti la vita e poi magari grazie al sistema
Italia i denunciati escono prima del tempo e quella denuncia ti puo' costare
la vita... Farsi giustizia da soli, o fare campagne singole è inutile, ecco
che quindi la maggioranza tace (sempre qui' estrema periferia).
Se pero' lo Stato fosse presente sempre come in questi giorni, se pero' i
vari politici destra come la sinistra facessero qualcosa di concreto per
questa gente che vuole riemergere dalla trincea, qualcosa continua e
duratura, forse la situazione nel tempo (anche anni) cambierebbe.
Anche se sicuramente qualcosa sta cambiando anche qui', i giovani sono
diversi, la globalizzazione a qualcosa è servita.

Ma Napoli da città forte fortissima supererà anche questa situazione, perchè
in fondo la gente perbene è sempre la maggioranza e come tale non puo'
soccoimbre ad una minoranza di delinquenti ignoranti.

Napoli è una città da amre per la sua bellezza, per la sua identità forte
(molto più di Milano o Roma) per la sua gente (quella perbene si intende),
perchè qui' basta poco per sorridere, perchè qui' la vita è ancora semplice
e ogni vicolo è un mondo a se.
Se tutte le persone perbene abbandonassero Napoli, lasceremmo la "nostra"
città in mano a chi non la merita in mano a chi della vita non ha capito
nulla, in mano a chi merita di marcire (se la Giustizia italiana
funzionasse) in un carcere. La corruzione è ovunque in Italia, anche il
pizzo a livelli diversi è generalizzato.

Per favore pero' non etichettateci come delinquenti sfaticati mafiosi perchè
la stragrande maggioranza di bella gente non puo' subire questo oltragio per
copla di una minoranza di delinquenti. Viviamo le situazioni prima di
commentarle.
Nella vita ci vuole ottimismo e dè questo ottimismo che mi ha portato a
tornare dalla ricca Lombardia alla mia amata terra, tanto alla fine meglio
lavorare onestamente per 1.000 euro al mese che lavorare per 2.000 ma
sentirsi foresterie ed insoddisfatti.

Luigi

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Kairaddin

unread,
Nov 28, 2004, 3:57:17 PM11/28/04
to
Il Sun, 28 Nov 2004 20:21:49 GMT, sudi...@libero.it (Luigi) ha
scritto:

> Ho letto un po' tutti i commenti. Davvero un bel dibattito, anche se il post
>originale era un altro...

(cut)

Hai visto i "freddi" e distaccati genovesi come se la aprendono calda
per la tua Napoli ( che un po' e' anche mia ) ?


Kairaddin


John

unread,
Nov 28, 2004, 4:40:56 PM11/28/04
to
Luigi wrote:

<cut>

Permettimi di 'tagliare' il tuo intervento, per ragioni di spazio.

Intervento senz'altro meno aggressivo del primo e senz'altro condivisibile.

Certo. Io penso che in fondo tutti gli italiani amino un po' Napoli.

Però mi permetto di farti osservare una cosa, (è la mia deformazione
professionale, essendo informatico) : in ogni riga del tuo lungo
intervento traspare preponderante solo un concetto : lo 'Stato' assente.

Cioè tu rispecchi, riassumi nel tuo itervento tutta la filosofia 'del
sud' : ci si aspetta che 'mamma Stato' risolva i problemi.

Come un 'deus ex machina'.

Ma perchè, in un periodo di 'autonomia regionale' non cominciate a
'pensare' come se Napoli, la Campania, fosse uno 'Stato indipendente' e
cominciate ad affrontare *voi per primi* i problemi più assillanti della
cittá e della regione ??

Il potere centrale non puo' fare altro 'materialmente' che erogare soldi.
Siete *voi* che dovete decidere *cosa farne* dei soldi. *come
spenderli*. Definire le vostre priorità. Insomma 'governatevi' da soli.

Vedi, la differenza tra la 'mentalitá lombarda' e la vostra é che non
troverai mai un milanese che si lamenta perchè 'mamma stato' non l'aiuta.

Un mio capo mi insegnò un precetto che ho fatto mio da molto tempo e lo
passo ai miei alllievi (quando mi capita di averne) :
Non andare mai dal tuo capo con un problema. Vai con delle soluzioni.

Cioè uno non va dal presidente del consiglio a dire 'abbiamo la camorra,
cosa dobbiamo fare per combatterla' ??
Si va dal presidente del consiglio e si dice : 'Noi per combattere la
camorra abbiamo deciso questo e questo. Dateci i soldi necessari'.

Questo si chiama 'agire da adulti'. E prendersi le proprie
responsabilità , nel bene e nel male.

Perchè *così* si comportano i milanesi.
E se una cosa va bene, okay, ma se va storta ne prova un'altra.
Ma non andranno mai a dire 'Mamma stato è assente e non ci risolve i
problemi'.

Ma se tu hai lavorato in Lombardia queste cose le dovresti sapere.

Io comunque ti faccio tanti auguri affinchè i tuoi progetti, il tuo
contributo per far fiorire la tua città e cambiare la realtà napoletana
abbiano successo.

Ciao.
John.

3G

unread,
Nov 28, 2004, 5:35:37 PM11/28/04
to

"Luigi" <sudi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:151Z37Z86Z103Y1...@usenet.libero.it...

> Ho letto un po' tutti i commenti. Davvero un bel dibattito, anche se il
> post
>> Luigi


Approfitto del tuo post per chiederti scusa di aver usato qualche tono forse
un po' troppo aspro con te che, in fondo, avrai pure le tue idee, ma lo
riconosco, ti sei presentato come una persona civilissima e gentilissima,
come del resto, devo dire, lo sono tutti quei napoletani che conosco.
Sono stato soltanto una volta a Napoli (a Pozzuoli, e come ci sono stato
bene), parecchi anni fa, ma il tuo post mi ha suscitato un forte interesse
a ritornarci.
Certo, capisco, tu ti lamenti del disagio delle periferie.
Troppo facile apprezzare la Napoli delle cartoline, di Eduardo,
della "A livella".
Quanto a Napoli capitale, tu lo sai meglio di me, che tante città d'Italia
lo furono: anche Genova, Venezia, Milano, Torino, Firenze, Parma, ecc.
Ma è proprio questo che rende così bella la nostra Italia.
Che dire? Sono sicuro che un giorno la maggioranza "buona" dei napoletani
riuscirà a sconfiggere il cancro della malavita.
Ma una cosa è certa, certissima: la prima, primissima cosa da fare (come ti
suggerisce John nel suo post che ho appena letto) è quella di non cercare
scuse, di non cercare capri espiatori all'"esterno".
Perdonami eh, te lo dico con la massima franchezza, ma questo è un
comportamento perdente, anche un po' puerile se vogliamo, ed alla fine,
anche non veritiero.
Aspettare sempre le cose da ...qualcun altro.
E' sempre colpa di...qualcun altro.
Siete voi, voi, che dovete sbrogliarvela.
Aiutati sì, e ci mancherebbe altro, ma da soli.
Non gettare subito la spugna e dire: ma è colpa di questo e di
quest'altro...e "cavalcarci sopra" e intanto, così facendo, mai e poi
mai, mai i problemi si risolveranno.
Scusami ancora eh, ma è proprio un atteggiamento come il tuo, che rende
impossibile la risoluzione della questione.
E' come dire, non mi metto a risolvere il MIO problema,
perché la colpa è la SUA.
Anche tu, in fondo, sai bene che tutto ciò non è vero.
Con franchezza e con tanta, tanta, tanta cordialità.
Ciao

3G


Gåtto Fieschi®

unread,
Nov 28, 2004, 5:59:05 PM11/28/04
to
"Luigi" ha concluso:

> Bhe adesso mi sento chiamato in causa in prima persona perchè io a Napoli
ci
> sono nato e attualmente dopo 6 anni in Lombardia sono ritornato in
Campania

mega cut con riluttanza, perchè rileggerlo fa bene...

Intervengo solo ora, perchè questo 3D è stato l'evento
più interessante di questi giorni.

Forse per origini (io sono nato ad Atene e Napoli è la Nea Polis)
forse per il fatto di aver passato molto tempo a Napoli,
dove avevo anche una agenzia marittima, mi sento commosso
e partecipe.

Lo stato è sempre stato latitante nel meridione. E nel quadro
generale solo un cretino non può assimilare fatti come il
prefetto Mori ai tempi del regime, con la débacle del caso
Cirillo, preceduti dalle figure carismatiche di Lauro e Covelli,
dai fatti denunciati nelle "mani sulla città" per finire alla catena
di sangue che ha visto cadere Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa
ed altri... bisogna fermarsi per decenza di spazio di banda...

Mafia, Camorra, N'drangheta e n'drina, Sacra corona unita
sono le stesse facce di chi, Stato latitante, si sostituisce ad
esso profittando della paura di chi viene lasciato solo.

I Napoletani sono delle grandi persone. Ne usciranno, perchè
sono stati creati da chi ha inventato il concetto di "Democrazia"
e cioè i Greci. Come i siciliani e gli altri Italiani (non "tagliani"
come dicono in Friuli) del Sud.

E per uscirne ci vuole coraggio. Il coraggio di chi torna a mille
euro contro i duemila di Milano. Il coraggio di chi denuncia
gli usurai. Il coraggio di chi ha la forza di dire : Io non lo
faccio anche se molti dietro me lo farebbero e per molto meno.

E per dirla tutta, caro Luigi, non credere che qui sia molto
diverso....

Il concetto di democrazia, che gli Americani, da bravi "nouveaux
riches" vogliono "esportare" bombardando ed occupando
militarmente, è "governo del popolo" e quindi una attenta
analisi alle necessità ed ai bisogni primari.

Ma se i rappresentanti del popolo, eletti dal popolo, marciano
a 50 milioni al mese del vecchio conio, in Italia ed in Europa,
mi sai dire a quali cupole non si aggregherebbero, pur di
salvare il cadreghino ???? E tu sbattiti per mille euri al
mese....

Oltre non vorrei andare, se no comincio a parlare degli
anni di piombo.

Un saluto ed una scusa per la risposta-sfogo. :-)))

------------------
"I cani hanno dei padroni.
I gatti hanno del personale."

Gåtto Fieschi®


Luigi

unread,
Nov 28, 2004, 8:28:46 PM11/28/04
to

>
> Però mi permetto di farti osservare una cosa, (è la mia deformazione
> professionale, essendo informatico) : in ogni riga del tuo lungo
> intervento traspare preponderante solo un concetto : lo 'Stato' assente.

> Cioè tu rispecchi, riassumi nel tuo itervento tutta la filosofia 'del
> sud' : ci si aspetta che 'mamma Stato' risolva i problemi.

No aspetta, qui' lo Stato quando ha fatto finta di essere presente (anni
50-80) ha combinato solo guai erogando miliardi (vedi cassa del Mezzogiorno
o cose simili) che sono stati spartiti tra aziende del nord, politici
corrotti e malavita, non una lira nelle tasche della popolazione non un
beneficio duraturo per il popolo, la massa per intenderci.
Apro una parentesi storica visto che tu sei informato, nei primi 20 anni
unitari lo Stato ha gettato le basi per l'industrializzazione in determinate
regioni d'Italia, investendo cifre enormi in infrastutture, pochi spiccioli
al sud. Abbiamo dovuto aspettare il fascismo, dopo l'unità d'Italia, per
vedere grosse opere pubbliche. E quando lo stato non investe in
infrastutture in epoca di seconda industrializzazione (fino 800') ti taglia
fuori da ogni giro. Ma allora lo Stato era Piemontese... e chiudo questa
parentesi.

Lo Stato che invoco io, non è quello che butta miliardi per poi non far
nulla, ma è lo Stato che ti garantisce infrastutture (le grandi opere) la
sicurezza (noi non possiamo sostituirci alla polizia, o mi sbaglio?), quello
Stato qui' non è stato presente come altrove, in altre regioni del sud è
stato latitante. A noi Campani "ci salva" solo la vicinanza con Roma,
altrimenti...
Ognuno nel suo piccolo puo' adoperarsi e mi sembra che la maggioranza lo
facciano, basta vedere il Lunedi' mattina all'alba quanti furgoncini partono
per andare a lavorare nei cantieri del centro-nord per poi tornare dalle
famiglie il venerdi' sera e questo mi sembra comunque sacrificio. Ma se la
gente qui' non ha fiducia nello Stato un motivo ci deve essere. Prendi la
Basilicata, li' la macro-criminalità non esiste eppure la disoccupazione è
alta, non ci sono autostrade se non in piccoli tratti, le infrastrutture
statali sono carenti c'è la Fiat a Melfi e nulla piu', ci stavano facendo la
discarica nucleare.......... non ho parole.

> Come un 'deus ex machina'.
>
> Ma perchè, in un periodo di 'autonomia regionale' non cominciate a
> 'pensare' come se Napoli, la Campania, fosse uno 'Stato indipendente' e
> cominciate ad affrontare *voi per primi* i problemi più assillanti della
> cittá e della regione ??

Magari la Campania fosse uno Stato indipendente o magari autonomo come
l'alto Adige dove le agevolazioni sono altissime. L'autonomia della Campania
stile Catalogna la sto' teorizzando da un anno. Peccato che la classe
politica è ancorata ancora ai vecchi schemi, vogliono la poltrona a Roma.

> Il potere centrale non puo' fare altro 'materialmente' che erogare soldi.
> Siete *voi* che dovete decidere *cosa farne* dei soldi. *come
> spenderli*. Definire le vostre priorità. Insomma 'governatevi' da soli.

Quando li ha erogati lo ha fatto malissimo, senza apportare benefici vedi
Italsider di Bagnoli, una cattedrale costruita in un posto che era
incantevole a due passi dal mare; e poi? L' hanno chiusa e migliaia di
persone per strada...
La Peroni ha tre stabilimenti (Roma,Milano e Napoli), ora è stata acquisita
dagli inglesi che hanno deciso di ridimensionare la produzione per abbattere
i costi strutturali. Quale hanno deciso di chiudere? Napoli ovviamente.
Motivo? E' troppo vicina a Roma e 120 persone + l'indotto a spasso.


> Vedi, la differenza tra la 'mentalitá lombarda' e la vostra é che non
> troverai mai un milanese che si lamenta perchè 'mamma stato' non l'aiuta.

La Lobardia è una foresta dove piantare l'ennesimo pioppo è una cosa
semplice, la Campania è un'altra cosa. Avevamo cotonerie e setifici da far
invidia all'Inghilterra nell'800', poi qualcuno decise di spostare il grosso
a Biella....


> Cioè uno non va dal presidente del consiglio a dire 'abbiamo la camorra,
> cosa dobbiamo fare per combatterla' ??
> Si va dal presidente del consiglio e si dice : 'Noi per combattere la
> camorra abbiamo deciso questo e questo. Dateci i soldi necessari'.

Per combattere la Camorra non c'è bisogno di soldi......e nemmeno di
politici..... loro sono la camorra.
Ballaro' la scorsa settimana ha girato uno speciale su Scampia, ma hanno
fatto vedere solo il lato brutto della medaglia. Li negli ultimi anni sono
nate diverse associazioni, volontariato ecc. ecc. è solo l'inizio ma
qualcosa si muove nonstante i morti di questi giorni. Lo Stato si è
scomodato con 300 uomini in più ma solo perchè è stato ferito un poliziotto
e due civili non pregiudicati, altrimenti come al solito adottavano la
filosofia:"Lasciamo che si uccidino da soli"
Stao e mafie vanno a braccietto a volte..... qui' si chiama Camorra, in
Sicilia Mafia a Milano colletti bianchi o banchieri corrottissimi (per chi
avesse visto i Banchieri di Dio), lo Stato sa...


> Ma non andranno mai a dire 'Mamma stato è assente e non ci risolve i
> problemi'.

Si puo' darsi, ma sono 20 anni che chiamano Roma Ladrona e poi si è scoperto
che gli imbrogli più grossi sono stati fatti li'.
Non è la mia mentalità , anche se in molti (i più anziani) hanno ancora
questa mentalità perchè cosi' sono stati abituati.
Se non cambia il Sistema italico in generale, è tutto più difficile.

Cmq le volontà ci sono, ci devono creare le condizioni perchè quelle da soli
non possiamo crearle, un'Italia a due marcie è inconcepibile tanto vale
sarebbe stato non farla proprio...... ecco il succo del mio post originario.
Buonanotte

John

unread,
Nov 29, 2004, 5:03:18 AM11/29/04
to
Luigi wrote:

>
>
> No aspetta, qui' lo Stato quando ha fatto finta di essere presente (anni
> 50-80) ha combinato solo guai erogando miliardi (vedi cassa del Mezzogiorno
> o cose simili) che sono stati spartiti tra aziende del nord, politici
> corrotti e malavita, non una lira nelle tasche della popolazione non un
> beneficio duraturo per il popolo, la massa per intenderci.

<cut>

Ammettiamo che tutto quello che dici tu è vero, non intendo dire
'storicamente', ma 'interpretativamente', cioè che il tuo modo di
'leggere' gli avvenimenti fosse 'universale' nel Sud, questo non toglie
il fatto che qualsiasi cosa si puo' cominciare a fare solamente 'a
partire da oggi'.
Questo significa 'il passato è passato'. Ci saranno delle colpe, tutte
quelle a cui accenni tu, ma 'oggi' si deve incominciare ad 'agire'.

Io se fossi stato presente alle ultime elezioni avrei votato Berlusconi
semplicemente per un fatto che a me sta molto a cuore : la 'devolution'.
Cioè in poche parole, dare alle regioni italiane la stessa autonomia dei
Länder tedeschi.

Uno stato 'decentralizzato' al massimo possibile, senza 'demolire' lo
stato, come in Jugoslavia.

Ove ogni Regione sia padrona del proprio destino, e il governo centrale
abbia solo alcune funzioni 'centrali' come il governo di Washington
negli USA.

Germania e USA sono due ottimi esempi di due stati molto 'uniti' se si
guardano dall'esterno ma molto 'indipendenti' uno dall'altro se visti
dall'interno.

Un po' come dovrebbe essere l'Europa' di domani.

> Ognuno nel suo piccolo puo' adoperarsi e mi sembra che la maggioranza lo
> facciano, basta vedere il Lunedi' mattina all'alba quanti furgoncini partono
> per andare a lavorare nei cantieri del centro-nord per poi tornare dalle
> famiglie il venerdi' sera e questo mi sembra comunque sacrificio. Ma se la
> gente qui' non ha fiducia nello Stato un motivo ci deve essere. Prendi la
> Basilicata, li' la macro-criminalità non esiste eppure la disoccupazione è
> alta, non ci sono autostrade se non in piccoli tratti, le infrastrutture
> statali sono carenti c'è la Fiat a Melfi e nulla piu', ci stavano facendo la
> discarica nucleare.......... non ho parole.
>

Scusa ma la colpa di chi è ?

Se nella Lucania non c'è acqua potabile in un paesetto, nell'anno 1998,
di CHI è la colpa ?

Io non penso che nessun governante, di nessun colore, che siede a Roma,
rifiuterebbe i soldi per portare l'acqua potabile in Lucania.
Allora il *marcio* si deve andare a cercare 'localmente'.
QUALCUNO IN LOCO non fa il suo dovere.
Sorry ma è così.

Tu dici 'i politici sono la mafia' ? Ma se lo sapete, perchè li votate ?

O tu stai implicando l'idea che 'una volta eletti si diventa
automaticamente mafiosi' ? Ma allora questo dimostra una 'forma mentis'
già *insita* nella popolazione.
Ma non voglio credere che sia così.

Non si puo' sempre dire peste e cora dei governanti e sentirsi come 'se
noi non c'entriamo niente'.

Stiamo parlando di uno 'status' che dura da minimo cent'anni.
Di una 'questione del mezzogiorno' che non è stata risolta da nessun
governo dall'unità d'Italia a oggi.
L'Italia fu unita nel 1861. Per novantanni fu sotto i 'Savoia'.
Ma ora sono sessantanni che è finita la seconda guerra mondiale.
Si sono susseguiti governi di tutti i colori dell'arcobaleno.
Andreotti non c'è più, Fanfani non c'è più. Craxi non c'è più.
D'alema non c'è più. Berlusconi c'è solo dal 2001 e non puo' aver fatto
ancora troppi danni alla situazione.

Però la 'questione meridionale' rimane. Perchè ??

> Magari la Campania fosse uno Stato indipendente o magari autonomo come
> l'alto Adige dove le agevolazioni sono altissime. L'autonomia della Campania
> stile Catalogna la sto' teorizzando da un anno. Peccato che la classe
> politica è ancorata ancora ai vecchi schemi, vogliono la poltrona a Roma.
>

Stai parlando della 'classe politica campana' ? E #come mai' è diventata
'classe politica' ? Perchè è stata 'votata' ? Allora gira lo sguardo
perchè stai identificando i falsi colpevoli. Guardati intorno. Guarda i
tuoi concittadini. Sono *loro* i colpevoli della situazione.
*Loro* hanno eletto i politici.

Vedi, se l'Italia fosse una dittatura ti darei ragione.
Ma l'Italia da sessantanni vota la sua classe politica democraticamente.
E si presume anche senza imbrogli elettorali. E allora ?

Allora 'demo' 'crazia' vuol dire 'comando del popolo'.

Questo significa che solo 'il popolo' è 'colpevole' dei problemi locali.

E questo naturlmente non vale solo per la Campania.

Vale per tutti noi. Inclusi i genovesi.

Se leggi abbastanza frequentemente il nostro NG vedrai che il
nostro Kairaddin non smette mai di ricordarcelo a tutti noi.


Ciao.

John.

John

unread,
Nov 29, 2004, 7:07:19 AM11/29/04
to
Kairaddin wrote:

>
> Non e' per autolesionismo, ma perche' -almeno noi genovesi- crediamo
> nell'autocritica.
>
> Uno dei motivi per cui questa giunta mi sta tanto sulle palle ( e per
> la quale il mio disprezzo e' TOTALE ) sta proprio nel loro
> atteggiamento manicheo, loro sono SEMPRE nel giusto, loro hanno SEMPRE
> ragione, loro sono INTELLIGENTI- COLTI-SOLIDALI per default.
>
> Sto cazzo.
>
> Sono una manica di predoni, di notevolissima ignoranza pari solo alla
> loro presunzione.
>
> Ma non e' che dall'altra parte ci siano dei Cavour e dei Bismark o dei
> Don Bosco o degli Einstein.
>
> Difetti ne abbiamo a tonnellate noi genovesi....ma, come dice il
> proverbio...:
>
> " Niente se mi considero, molto se mi confronto "
>
>


Ti gh'è raxion !! :-))))

Kairaddin

unread,
Nov 29, 2004, 6:18:07 AM11/29/04
to
Il Mon, 29 Nov 2004 11:03:18 +0100, John <gaNO...@agdp.de> ha
scritto:


>Se leggi abbastanza frequentemente il nostro NG vedrai che il
>nostro Kairaddin non smette mai di ricordarcelo a tutti noi.

Non e' per autolesionismo, ma perche' -almeno noi genovesi- crediamo
nell'autocritica.

Sto cazzo.


Kairaddin

Mucio

unread,
Nov 29, 2004, 10:18:15 AM11/29/04
to

"Luigi" <sudi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:151Z41Z64Z143Y1...@usenet.libero.it...
>
> > I meridionali di oggi sono quello che *loro stessi* vogliono essere.
> > La *questione meridionale* è una *questione* solo perchè certe cose là
> > sono *endemiche*, come il clientelismo e le istituzioni
> > camorristico-mafiose. Il meridionale non è certamente stato 'educato al
> > tartassamento' noncertamente dai piemontesi, ma dalla loro mentalità
> > stessa ereditata da secoli di dominio arabo.
>
> Istituzioni camorristico mafiose nel 1800'? Non mi risulta affatto.

Il ministro degli interni borbonico era appunto un camorrista e

> Io come il 100% della gente che mi circonda non siamo ne parassiti ne
> servili nei confronti di nessuno. In verità vorrei non esserlo nemmeno nei
> confronti di uno stato nel quale non mi rispecchio. Le aziende del nord e
> qui' sei molto mal informato, qui' ci hanno mangiato e stramangiato, soldi
> presi dalla cassa del Mezzogiorno finanziamenti pubblici, tangenti
> volontarie per poi chiudere dopo 10/20 anni, ne ho decine di questi
esempi.

Lui' tu non mi hai risposto nemmeno su i.d.salerno, ma che lavoro fai tu?

> Ma mi sbaglio o da 15 anni circa a questa parte a piagniucolare siete
sempre
> voi??? Roma ladrona, noi paghiamo le tasse (si è visto!) noi qua noi la,
noi
> lavoriamo 20 ore al giorno, noi siamo questo noi siamo quest'altro..... e
> basta non se ne puo' più! E ora abbiamo anche la lega al Governo, bella
> merda!

Lui' tu lavori? che fai? fammi capire, perchè finora non hai detto nulla di
concreto, hai solo sputato veleno dove ti fa comodo.

> Qui' ci si spacca il culo per portare 800/900 euro a fine mese. Non ci
sono
> le aziende sotto casa dove la mattina ti alzi e vai a lavorare. O il papi
> che ti compra il bel ferrarino per andare a Cortina.

Io tra Napoli e Salerno ne ho visti di coglioni con il papi e 900 euro sono
la norma anche al nord, se le aziende sotto casa non le hai cercatele, io
quando ho voluto ho trovato subito lavoro anche facendo sacrifici

> > La promessa di una Italia riunita sotto una corona, con rappresentanti
> > popolari del nord e del sud con eguali diritti e doveri, era una
> > promessa forse non mantenuta ?
>
> NO, solo menzogne mai mantenute. Rappresentanti popolari del nord e sud
con
> uguali diritti??? Ma hai mai sentito parlare di Legge Pica? Vatti un po' a
> vedere nei primi 10 anni unitari quanto il governo decise di spendere al
> nord e quanto al sud, vai vai!

E i dazi per l'agricoltura? non andavano a favore anche dell'agricoltura del
sud?

> Si si, pero' gridalo solo tu questi viva, perchè qui' a questi mercenari
noi
> non siamo grati. E' logico che tu sia grato a questa gente... e' logico e
> matematico...

Anche tu fai la stessa propaganda.

> Quelli del 1800 ormai erano nati e vissuti al sud, quali invasori? Un
> sistema economico florido ed inviato dalle altre 2 super-potenza
Inghilterra
> e Francia
> Un ultima cosa, quei contadini che la propaganda storico-piemontese
chiamo'
> Briganti non furono altro che gente del popolo che cerco' invano di
liberare
> la loro terra invasa, dei veri e propri partigiani.
> http://www.realcasadiborbone.it/ita/archiviostorico/primati.htm

Dati parziali e falsi, controlla sui libri di storia economica te l'ho già
detto

Mucio

Mucio

unread,
Nov 29, 2004, 10:04:55 AM11/29/04
to

"Gughy" <gu...@gughy.it> ha scritto nel messaggio
news:goWpd.54052$Es2.1...@twister2.libero.it...

> Grazie!!
> Ho letto con attenzione il tuo post e l'ho trovato interessante e pieno di
> cose al quale non avevo mai pensato e del quale io non ne sapevo nulla e
> riflettedoci sù mi sono chiesto:

Concordo con te e io sono di Salerno come Luigi, solo che io guardodei dati
storici reali altro che la propaganda che fa lui. Il risultato è che al sud
si è sempre stati sottomessi e la volontà di far e le cose era poca o si
scontrava con un muro che ti costringeva ad andare via :(

Mucio


Mucio

unread,
Nov 29, 2004, 10:10:37 AM11/29/04
to

"Luigi" <sudi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:151Z41Z75Z100Y...@usenet.libero.it...
> Il 27 Nov 2004, 01:35, John <gaNO...@agdp.de> ha
scritto:
> > Luigi wrote:

> Quando Garibaldi giunse a marsala carico di denaro avuto dalla Massoneria
> anglo-americana, alcuni suoi emissari erano già andati in Sicilia (la
> Sicilia ribelle che inizialmente voleva a tutti i costi che cadesse lo
Stato
> Borbonico).

Tu lo vedi Garibaldi che corre con la cassa coi soldisbarcando a Marsala? :(

Pfui puttanate

Mucio


Mucio

unread,
Nov 29, 2004, 10:22:22 AM11/29/04
to

"ViaPrè" <via...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:go5qd.15405$C94....@tornado.fastwebnet.it...

> quindi avremmo fatto meglio a non portarvi, che so... la Fiat?
> Insomma, se non ci sono le fabbriche è colpa del nord che non vi dà
> lavoro...
> se invece ci sono è colpa del nord che le porta per sfruttarvi...
> e che palle!!!

No, però la marzotto e altre aziende hanno aperto le fabbirche giù
(finanaziate dallo stato) e poi le hanno chiuse portandosi i macchinari
nuovi al nord e non è carino

> Allora createlo da te il lavoro, mi sembra che siate stati abbondantemente
> foraggiati, a fondo perduto, dalle *nostre* tasse...
> (psst... "qui" si scrive senza accento...)

Vero, purtroppo l'unico mezzo è farsi il culo così da soli, senza sperare
nell'aiuto di qualcun'altro, se poi arriva meglio.

Mucio


Luigi

unread,
Nov 29, 2004, 7:35:35 PM11/29/04
to

>
> Ammettiamo che tutto quello che dici tu è vero, non intendo dire
> 'storicamente', ma 'interpretativamente', cioè che il tuo modo di
> 'leggere' gli avvenimenti fosse 'universale' nel Sud, questo non toglie
> il fatto che qualsiasi cosa si puo' cominciare a fare solamente 'a
> partire da oggi'.

Ma quello che parti a fare oggi è diretta conseguenza di quello che si è
fatto ieri e se leggi il mio post dall'inizio, è molto critico con chi fece
l'Italia (I Savoia) e come la fece, una merda. Le colpe, che tu conosci
perchè le hai accennate hanno pur sempre un nesso un legame, anche minimo ma
c'è.
Perchè quando unisci uno stato con popolazioni, usi e costumi cosi'
differenti, devi gettare le basi per il futuro... e quelle basi furono un
disastro a partire dagli oltri 20.000 morti che l'esercito piemontese fece
al Sud (morti nascosti dalla storia moderna), gente che non aveva tollerato
l'occupazione piemontese. Al riguardo ho letto molto, nonchè ho film e
documentari quasi introvabili. Quei primi governi dovevano gettare le basi
per un'industrializzazione omogenee del paese, ma non lo fecero. Non mi sto
lamentando, ti sto semplicemente riportando delle verità storiche, verità
scomode. Perchè quando si analizzano i problemi di oggi bisogna anche dare
uno sguardo al passato. Qui' l'indifferenza verso lo Stato ha radici proprio
in quei tempi, alla fine 140 anni sono pochi...

> Questo significa 'il passato è passato'. Ci saranno delle colpe, tutte
> quelle a cui accenni tu, ma 'oggi' si deve incominciare ad 'agire'.
>
> Io se fossi stato presente alle ultime elezioni avrei votato Berlusconi
> semplicemente per un fatto che a me sta molto a cuore : la 'devolution'.
> Cioè in poche parole, dare alle regioni italiane la stessa autonomia dei
> Länder tedeschi.

Peccato pero' che allo stato attuale ci sono regioni che possono spendere
100 ed altre che possono spendere 10 o meno.

> Uno stato 'decentralizzato' al massimo possibile, senza 'demolire' lo
> stato, come in Jugoslavia.
>
> Ove ogni Regione sia padrona del proprio destino, e il governo centrale
> abbia solo alcune funzioni 'centrali' come il governo di Washington
> negli USA.

E su questo posso essere anche d'accordo. Ma spiegami una cosa che non ho
capito. Perchè la secessione l'hanno proposta quelle regioni o quelle genti
che 140 anni fa vennero qui' ad occupare e saccheggiare (questa è storia
documentata) le nostre terre?
Forse perchè gli siamo serviti per questo tempo ed ora non gli serviamo più?
Se non per comprare le loro auto, i loro prodotti industriali e depositare i
soldi nelle loro banche? Questa cosa non l'ho capita, mi sa tanto di
egosimo.... seppur condividendo in pieno le autonomie locali, visto che per
me l'Italia non esisste se non sulla cartina geografica.


> Germania e USA sono due ottimi esempi di due stati molto 'uniti' se si
> guardano dall'esterno ma molto 'indipendenti' uno dall'altro se visti
> dall'interno.
>
> Un po' come dovrebbe essere l'Europa' di domani.
>>

> Scusa ma la colpa di chi è ?
>
> Se nella Lucania non c'è acqua potabile in un paesetto, nell'anno 1998,
> di CHI è la colpa ?

Scusa ma perchè a Genova l'acqua potabile se la sono portata i genovesi
nelle case? O uno Stato apparato ha predisposto le infrastutture tali da
permettere i beni primari? O la gente di li deve costruirsi l'acquedotto?
Pero' il nucleare lo volevano portare in Lucania? Ed anche subito.

> Io non penso che nessun governante, di nessun colore, che siede a Roma,
> rifiuterebbe i soldi per portare l'acqua potabile in Lucania.
> Allora il *marcio* si deve andare a cercare 'localmente'.
> QUALCUNO IN LOCO non fa il suo dovere.

Un po' ovunque in Italia ci sono politici che non fanno il loro dovere. E'
una classe politica marcia, tutti.


> Tu dici 'i politici sono la mafia' ? Ma se lo sapete, perchè li votate ?

A volte certe collusioni vengono fuori solo dopo... io non ho votato questa
giunta regionale.
Purtroppo la piaga del voto di scambio è un male diffuso qui' più che
altrove.


>
> Questo significa che solo 'il popolo' è 'colpevole' dei problemi locali.

In parte è vero, ma il popolo vota a destra e vede che non cambia nulla,
vota a sinistra e non accade niente, ecco spiegato l'assenteismo elettorale
nel sud, con percentuali a volte altissime, la gente è stufa e non crede più
ne nei politici ne in questo stato, un stato nato sotto brutti auspici e
sotto i colpi di fucile...

Ciao, Luigi


p.s. per documentarsi un po' sull'argomento propongo interessanti letture:
"Maledetti Savoia" del piemontese Lorenzo del Boca, "Il sud e l'unità
d'Italia" scaricabile gratuitamente dal sito www.ilportaledelsud.org, "I
Savoia ed il massacro del Sud" di Antonio Ciano, "E furon detti Briganti" di
Antonio Nicoletta, "L'Unità truffaldina" di Nicola Zitara ecc. ecc.
Nonchè un documentario che Raitre sta mandando in onda a notte fonda in
queste settimane "Uomini e Briganti" ed il film "Li chiamarono...Briganti"
di Pasquale Squitieri (1999) con Claudia Cardinale,Giorgio Albertazzi ed
Enrico Lo verso, film introvabile perchè sigillato dalla casa di produzione
dopo appena dieci giorni dalla sua uscita... la casa di produzione si chiama
Medusa... forse a qualcuno dice qualcosa....

FletcherLynd

unread,
Nov 30, 2004, 5:14:05 AM11/30/04
to
On Tue, 30 Nov 2004 00:35:35 GMT, S...@l.it (Luigi) wrote:

>il mio post dall'inizio, è molto critico con chi fece
>l'Italia (I Savoia) e come la fece, una merda.

che l'Italia sia stata fatta "male" dai Savoia è un dato di fatto.
resta però il problema che all'epoca non esistesse un problema di
"Nord" contro "Sud", bensì un problema di "Piemonte contro tutti".
quindi comunque non si spiega perchè, nonostante l'incapacità dello
stato sabaudo (che era globale, non limitata al Sud) certi stati che
non erano così prosperi sono migliorati tantissimo (ad esempio le
Legazioni), mentre stati che già erano disastrati sono ulteriormente
peggiorati.

>Perchè quando unisci uno stato con popolazioni, usi e costumi cosi'
>differenti, devi gettare le basi per il futuro... e quelle basi furono un
>disastro

vero.

>Perchè quando si analizzano i problemi di oggi bisogna anche dare
>uno sguardo al passato. Qui' l'indifferenza verso lo Stato ha radici proprio
>in quei tempi, alla fine 140 anni sono pochi...

eh no! l'indifferenza verso lo stato nel Meridione non ha le sue
radici 140 anni fa, ma MOLTO PRIMA.
non insistere su questa storia del Meridione florido rovinato
dall'Unità, perchè non regge.
il Meridione non era florido, era la zona più disastrata d'Europa da
un punto di vista economico, politico ed imprenditoriale già nel
Seicento e nel Settecento (basta leggersi le opinioni a tal punto dei
diplomatici spagnoli, inglesi, francesi, austriaci).

certo, l'arrivo dei Savoia non ha fatto proprio NIENTE per dare una
mano ai problemi del Sud, e forse li ha addirittura peggiorati... ma
erano tutti problemi PREESISTENTI.

poi è arrivato lo Stato Italiano che con il lodevole intento di fare
finalmente qualcosa (che in realtà nascondeva il molto meno lodevole
intento di accaparrarsi voti) ha deciso di perseguire per decenni una
politica di assistenzialismo anzichè una politica di sviluppo... ma
questo è un altro problema, separato e distinto dai danni provocati
dai Savoia (che furono, come detto, TANTI... ma non indirizzati solo
al Meridione).

--
FletcherLynd

Piscià sensa tià un petto, l'è comme sunnà un violin sensa l'archetto.

Luigi

unread,
Nov 30, 2004, 8:46:10 AM11/30/04
to

> eh no! l'indifferenza verso lo stato nel Meridione non ha le sue
> radici 140 anni fa, ma MOLTO PRIMA.
> non insistere su questa storia del Meridione florido rovinato
> dall'Unità, perchè non regge.
> il Meridione non era florido, era la zona più disastrata d'Europa da
> un punto di vista economico, politico ed imprenditoriale già nel
> Seicento e nel Settecento (basta leggersi le opinioni a tal punto dei
> diplomatici spagnoli, inglesi, francesi, austriaci).

Mi dispiace caro amico mio, non so quale siano i tuoi testi informatori ma
quello che scrivi non è assolutamente vero e ti puoi documentare
tranquillamente anche su internet
http://www.realcasadiborbone.it/ita/archiviostorico/primati.htm oppure
www.ilportaledelsud.org
L'altra notte hanno fatto un documentario su Raitre alle 2.00 di notte molto
interessante dal titolo "Uomini e briganti", il presentatore ha esaltato il
Meridione pre-unitario come uno Stato dove seppur nell'entroterra c'erano
contadini che vivevano solo dei frutti della terra, conobbe il suo massimo
splendore dal punto di vista economico e culturale proprio nell'800'. Solo
in Campania c'erano cotonerie e seterie che occupavano circa 9.000 persone e
facevano concorrenza alle cotonerie di Liverpool. C'era un settore
metallurgico che in tutto il sud aveva 30.000 addetti, in Calabria c'erano
le famose ferrerie di Siderno. C'era una flotta commerciale terza in Europa
dopo Francia ed Inghilterra, questa è storia non lo dicoi io. Le tue notizie
sono inesatte.

> certo, l'arrivo dei Savoia non ha fatto proprio NIENTE per dare una
> mano ai problemi del Sud, e forse li ha addirittura peggiorati... ma
> erano tutti problemi PREESISTENTI.

No no qualcosa lo hanno fatto, smantellare tutto questo tessuto industriale.
Le cotonerie, ad esempio, furon via via spostate su Biella dove tutt'ora
esistono. Crearono una Banca d'Italia unendo le floride casse del Banco di
Napoli, del Banco di Sicilie con le sgangheratissime casse del Regno di
Sardegna. Il meridione non emetteva carta moneta, ma solo monete d'oro e
argento. Dopo l'unità al Banco di Napoli (nata nel 1200) fu vietato di
emettere moneta. L'unione di una moneta svalutata (quella piemontese) ed una
molto forte (quella del Meridione) fu un disastro.
Per non parlare delle scelte operate dai Savoia nelle infrastutture.
Nei primi 15 anni di Unità, impegnati al Sud a reprimere nel sangue le
sollevazioni popolari contro questo regime (prima dell'unità anche a Genova
fu repressa nel sangue una rivolta anti-piemontese), al nord spendevano il
ricavato dal saccheggio delle casse borboniche e del Banco di Napoli (oltre
440 milioni di lire) in infrastutture di ogni genere che avrebbero poi
permesso la 1° rivoluzione industriale italiana di fine 800'
E ce ne sarebbe da parlare per giorni.........

> poi è arrivato lo Stato Italiano che con il lodevole intento di fare
> finalmente qualcosa (che in realtà nascondeva il molto meno lodevole
> intento di accaparrarsi voti) ha deciso di perseguire per decenni una
> politica di assistenzialismo anzichè una politica di sviluppo... ma
> questo è un altro problema, separato e distinto dai danni provocati
> dai Savoia (che furono, come detto, TANTI... ma non indirizzati solo
> al Meridione).

E su questo mi trovi d'accordo.

FletcherLynd

unread,
Nov 30, 2004, 11:27:12 AM11/30/04
to
On Tue, 30 Nov 2004 13:46:10 GMT, sudi...@libero.it (Luigi) wrote:

>in Campania c'erano cotonerie e seterie che occupavano circa 9.000 persone e
>facevano concorrenza alle cotonerie di Liverpool. C'era un settore
>metallurgico che in tutto il sud aveva 30.000 addetti, in Calabria c'erano
>le famose ferrerie di Siderno. C'era una flotta commerciale terza in Europa
>dopo Francia ed Inghilterra, questa è storia non lo dicoi io.

non metto in dubbio che si producesse ricchezza nel Meridione, così
come non ho messo in dubbio che le casse dello Stato fossero strapiene
d'oro.
il problema è che si trattava di ricchezza concentrata nelle mani di
pochissimi! tutto questo ben di Dio era dominato e controllato da
pochissimi ricconi clamorosi che gravitavano attorno alla Corte dei
Borboni e detenevano tutto il potere economico, al di sotto dei quali
c'era solo una enorme massa poverissima.

insomma, non esisteva (e non era mai esistito) un ceto medio: una
anomalia che nell'800 era presente solo nel Regno delle due Sicilie e
nella penisola iberica... che guardacaso ancora oggi sono le regioni
economicamente più povere d'Europa, perchè in questi due secoli non
sono riusciti a risalire la china in cui si erano cacciati nei secoli
precedenti (la Spagna ce la sta forse facendo, molto lentamente, a
partire dalla metà degli anni '90).

è questo il punto: la ricchezza di uno Stato non è misurata con la
ricchezza di chi lo governa! i Borbone di Napoli erano i sovrani più
ricchi d'Europa, e Napoli era una città sfavillante, molto più
lussuosa di Parigi e Londra... ma in realtà la stragrande massa della
popolazione era povera, anzi poverissima.
in queste condizioni non può esserci sviluppo, e non si può
considerare uno stato "florido"... è una ricchezza di facciata, ma in
realtà senza una classe imprenditoriale, senza il "ceto medio"
produttivo, uno Stato non ha futuro, a prescindere da quanto siano
sfacciatamente ricchi i monarchi che vi regnano.

i tuoi links erano molto interessanti, però non puoi non riconoscere
che il sito ufficiale della "Real casa di Borbone" sia una fonte
quantomeno dubbia dal punto di vista dell'imparzialità!
non si può criticare la poca imparzialità degli storiografi fedeli ai
Savoia portando come contropartita fonti fedeli ai Borboni!!!
così come occuparsi della storia del Meridione partendo dal "Portale
del Sud" è come occuparsi della storia del NordEst partendo dalla
"Padania".

molto meglio rifarsi a fonti meno campanilistiche... che so, Acton,
Mack-Smith, o il sempre imprescindibile Montanelli (che spesso e
volentieri nelle sue opere storiche si dilunga sul Meridione).

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