--
Ciao :-)
Angelo
A mæ patria a l'é Zena, a "Superba"!
¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤øø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`
Storia, tradizioni, dialetto,
curiosità e barzellette su Genova,
nel mio sito: "Tutto genova" all'URL:
http://space.tin.it/lettura/xpavese
> Quarchedun de voiätri
> o sà cöse veu dî *Che l'inse* ?
> Segge che o scignificato letterale
> e segge cöse voèiva dî o coraggioso Balilla.
Ciao, Angelo.
Leggo, di Nunzio Semerara, giornalista,
queste righe che cercherò in altro post di verificare:
L’urlo che in dialetto genovese incitò un popolo alla rivolta contro l’
arrogante potere dell’uomo su l’uomo non può somigliare al gesto freddo di
chi vuole centrare l’auto in corsa o il tifoso di una compagine sportiva di
diverso colore.
Il povero Giovan Battista Perasso, detto per l’appunto il "Balilla", si
starà rivoltando nella tomba nel sentire certe similitudini.
Anzi, saranno in due, forse, a rivoltarsi nella tomba: infatti i Giovan
Battista Perasso, ai quali la storia-leggenda collega il soprannome di
"Balilla", erano due: uno, nato a Pratolongo di Montoggio, paese montano di
Genova, l’altro nato nel quartiere genovese di Portoria, tant’è che sulla
casa dove nacquero entrambi fu posta una lapide commemorativa.
"Balilla" era un nomignolo che voleva significare "monello" o "ragazzo",
mentre per altri voleva significare "Baciccia", che a Genova è il
diminuitivo di Giovan Battista.
Insomma, comunque siano andate le cose e chiunque sia stato il "Balilla",
dai versi risorgimentali del Mameli in poi, il "Balilla" ha sempre
rappresentato il simbolo di un gesto spontaneo e spavaldo quanto eroico e
generoso.
"Che l’inse?", cioè "Comincia la zuffa?", gridò il ragazzo di Portoria nel
1746, il 5 dicembre secondo lo storico Accinelli, contro ai tedeschi che
bastonavano alcuni genovesi per far sì che trascinassero un cannone
impantanato. I tedeschi scapparono, ma poi tornarono in forze: ancora una
volta furono messi in fuga! Chi l’avrebbe detto che proprio "Balilla"
sarebbero state chiamate le leve giovanili del fascismo, alleato, guarda un
po’, proprio dei tedeschi?
Ma il lancio del sasso ci ricorda un altro fatto che la mitologia ha
celebrato a perpetua memoria: quello del Davide che (aiutato dalla fionda
però) abbattè il gigante Golia (l’intifada palestinese ne è il moderno
revival). Il Davide fu immortalato in arte dal bellissimo gruppo marmoreo
del Michelangelo, maestoso proprio lì, a Piazza della Signoria in
Firenze!... mentre il "Balilla" dette il nome alla più celebre, cara,
vecchia, e famosa "Fiat Balilla": simbolo dell’arte industriale italiana di
questo secolo.
E adesso vediamo se riesco a trovare altro... Ciao :-))
--
"C'è un mulino che macina da solo,
gira da solo e sparge la polvere a
cento verste di distanza.
C'è anche un palo d'oro sormontato
da una gabbia d'oro che è pure il
Chiodo del Nord.
E c'è un Gåtto molto saggio che va
su e giù per questo palo:
quando scende canta canzoni, e
quando sale narra racconti."
Racconto degli Ostiachi dell'Irtys
Gåtto Fieschi®
>
>
>
>
>
>
Interessante ... se ti gh'æ de l'ätro, mandilo.
>"Gatto Fieschi" ha scritto
>> Leggo, di Nunzio Semerara, giornalista,
>> queste righe che cercherò in altro post di verificare ....
>Interessante ... se ti gh'æ de l'ätro, mandilo.
Stavo per scrivere qualcosa, ma poi ho letto cio' che ha riportato il
Gatto, e le mie osservazioni mi sembrano fuori luogo... ma tant'e'...
Ricordo che sui libri di scuola la frase era tradotta "La rompo?" oppure
"Devo proprio cominciare io?". Mi sembra curioso che le varie
interpretazioni date siano tutte in forma interrogativa...
Ricordo anche d'aver sentito raccontare dai vecchi che, secondo quanto
tramandato verbalmente ma non dai testi ufficiali, il G.B. Perasso aveva in
realta' il prosaico soprannome di "O merda".
ciao
pgg
> Ricordo che sui libri di scuola la frase era tradotta "La rompo?" oppure
>"Devo proprio cominciare io?". Mi sembra curioso che le varie
Mi sono riletto: sara' perche' sono sotto l'effetto di dosi massicce di
aspirina, ma non ricordo cosa intendessi circa la forma interrogativa...
mah! Comunque quello che non ho scritto prima e' che dovrebbe trattarsi del
verbo "insa'", che ho sempre sentito usare, ma sempre meno spesso, con il
significato di "iniziare", ma iniziare "ad usare", "a consumare"... qualcuno
conferma?
ciao
pgg
L'ho trovato (sono troppo pigro a volte ...)!!
dal vocabolario Casaccia (1876):
Insâ: manomettere, metter mano.
Insâla: romperla; vale *dar cominciamento ad una zuffa*,
che l'inse? (chi lo rompa?).