Bufera sulla Banca Carige
Un reportage del Corriere della Sera mette sotto accusa la gestione
dell'azienda di credito genovese. Nel mirino assicurazioni, acquisto
di immobili e assunzioni di parenti.
Ribassom dell'1,3% in borsa.. Scajola: manovre per accaparrarsi
l'istituto.
Genova. E' stato un "lunedì nero" ieri per la Banca Carige. Colpa: non
della Borsa che si limita a un ribasso dell'1,3%, ma di un'ampia
inchiesta (con titolo in "prima" e due pagine di servizi) apparsa sul
Corriere Economia, supplemento del Corriere della Sera.
Duro il tono e dettagliate le ricostruzioni fatte dal quotidiano, che
titola: «Il caso della Carige, la banca di famiglia» con sottotitolo:
«Fiduciarie, bancarottieri, capitali off-shore. E una rete di parenti
nei posti chiave». L'inchiesta è un attacco pesante alla gestione
delle compagnie assicurative guidate da Ferdinando Menconi (Carige
Assicurazioni e Carige Vita), ma non risparmia il presidente
dell'istituto, Giovanni Berneschi, che ha investito importanti risorse
nell'ex Levante-Norditalia e nella giovane compagnia vita pur avere
all'interno del gruppo i servizi di bancassurance.
«Risponderemo nei modi dovuti. Sono sereno», ha affermato il
banchiere, aggiungendo con il consueto piglio combattivo: «Più mi
attaccano, più mi eccitano». Sull'origine del dossier di cui è venuto
in possesso il quotidiano, Berneschi si è trattenuto a fatica: «Non so
da chi siano partite queste accuse, anche se in parte lo immagino. Ora
non posso dire di più, quando ci sarà qualcosa di penale lo saprete.
Non pensiamo di denunciare il giornale, ma qualcuno, per calunnia,
sì».
Ha adombrato, invece, la tesi del complotto per impadronirsi della
banca l'esponente di Fi Claudio Scajola, il cui fratello, Alessandro,
è vice presidente della Carige: «Non vorrei che qualcuno potesse
pensare di fare acquisizioni di banche non gradite» - ha osservato -
Non mi piace parlare di cose che non ho ancora approfondito. Posso
solo dire che Carige è un fior di banca, gestita bene, che
distribuisce utili agli azionisti, fa crescere il valore di Borsa
costantemente da più di 15 anni e dà lavoro a moltissime persone».
Tirreno Bianchi, capogruppo dei Pdci in Regione, ha
chiesto invece che Berneschi spieghi le sue scelte.
Ma ecco, per sommi capi, le conclusioni a cui giunge l'inchiesta del
Corriere Economia.
Le compagnie assicurative. «Che ci fa Banca Carige con due compagnie
assicurative che da anni le succhiano soldi e vengono sistematicamente
massacrate dall'Isvap»? si chiede l'autore, ricordando l'acquisto
delle due società dal gruppo svizzero Basilese (nel 1997), la
permanenza al vertice di Ferdinando Menconi (ex Savoia, Comitas e
Basilese), attuale consigliere della banca dopo esserlo stato anche
della Fondazione, e l'ispezione Isvap e Bankitalia del 2003, chiusa
con la richiesta di adeguare le riserve tecniche, ritenute
insufficienti.
Il nepotismo. Secondo il reportage del Corriere, fra le funzioni delle
compagnie c'è anche quella di «distribuire poltrone e relativi
compensi a parenti e amici dei due leader del gruppo, Berneschi, il
presidente, e Menconi, intoccabile capo del comparto assicurativo». Il
quotidiano cita Stefania e Alessandro Menconi, rispettivamente figlia
e fratello dell'assicuratore, entrambi dirigenti, il figlio di
Berneschi, Alberto, la nuora Francesca Amisano, nonché Anna Gallacci
ed Ettore Visconti, moglie e figlio del dg di Carige Vita, Manlio
Visconti.
Attività immobiliare. Il dossier si interroga su tre immobiliari
(Dafne, Portorotondo e I H Roma), recentemente acquisite dalle
compagnie per 53 milioni di euro dall'immobiliarista Ernesto
Cavallini, a suo tempo condannato per il dissesto della Comitas dopo
la gestione di Florio Fiorini (Sasea). Dall'inchiesta risulta che
Cavallini ha venduto gli immobili alle due compagnie dopo averli
comprati, lo stesso giorno, da terzi a valori vistosamente più bassi.
E. P.
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Genova. Si muove nervosamente per la stanza Giovanni Berneschi,
presidente e "uomo forte" della Banca Carige. Sul tavolino del salotto
c'è una copia del Corriere Economia che titola "Il caso della Carige,
la banca di famiglia" e rincara con un sottotitolo inquietante:
«Fiduciarie, bancarottieri, capitali off-shore. E una rete di parenti
nei posti chiave».
E' furente il vulcanico banchiere, artefice della crescita ma anche
"padre-padrone" della Carige. Non riesce nemmeno a sedersi per
l'intervista. Di nepotismo - dei parenti che lavorano nelle attività
assicurative che fanno capo alla banca - non vuole parlare. Si avverte
che l'accusa fa male. Ma per le altre questioni che il dossier
solleva, Berneschi ha una risposta.
Berneschi: è la vendetta di un privato... accuse infondate, resteremo
indipendenti... la difesa dalla prima pagina.
Berneschi afferma che le due compagnie assicurative sono a posto e che
le riserve sono state portate, in anticipo sulle previsioni, al
livello richiesto dall'Isvap. Sostiene che i prezzi di acquisto degli
immobili sono stati ritenuti congrui dall'Agenzia delle Entrate. E
respinge la tesi del complotto, il sospetto che Carige, una delle
poche banche rimaste single, faccia gola a qualcuno, lasciando
intendere di conoscere la probabile fonte del dossier: un operatore
assicurativo in guerra con il discusso "numero uno" delle due
compagnie, Ferdinando Menconi. Non c'è nessuna avance da
gruppi bancari o merchant bank, assicura. E rilancia: Carige non è in
vendita, semmai compra. E se dovesse fondersi con qualcuno, il partner
c'è già, il gruppo delle Casse di Risparmio francesi (Cncp) che oggi è
socio della banca con il 15%.
Tanto spazio sul Corriere, un dossier di accuse così puntiglioso.
Indebolire Berneschi per poter aver mano libera...
«No, guardi. Non siamo nel mirino di nessuno. E' un'altra storia. Non
posso dire con certezza... ma penso a qualcuno che è in guerra con le
compagnie assicurative».
Pero' è un fatto che Carige sia una delle due o tre banche
medio-grandi ancora indipendenti: potrebbe far gola...
«Questa banca è blindata: la Fondazione ha il 41%, i francesi hanno
poco meno del 15%. E se proprio dovremo fare una fusione, la faremo
con loro, che hanno il nostro stesso Dna. Piuttosto, noi siamo
acquirenti. Con le fusioni, saranno messi in vendita reti di
sportelli, piccole casse: noi siamo pronti».
Nell'articolo del Corriere si parla di nuovi "buchi" in Carige
Assicurazioni e Carige Vita. Alla banca saranno chiesti altri esborsi?
«Nel 1996 abbiamo acquistato una prima partecipazione dal gruppo
svizzero Basilese, rilevando poi l'intero controllo. Nel '99 le
compagnie hanno subito un'ispezione dell'Isvap che ha contestato -
oggi direi giustamente - che il trattato con cui avevano riassicurato
i rischi, era di natura più finanziaria che assicurativa, nel senso
che non c'era stato un completo trasferimento del rischio. Come
conseguenza di quel trattato, le riserve tecniche erano insufficienti,
per cui ci è stato richiesto un piano di risanamento, per riallineare
le riserve fra il '99 e il 2007».
Che è accaduto allora?
«Abbiamo chiuso tutto il 13 ottobre scorso, in anticipo. E con uno
sforzo enorme. Oggi il margine di solvibilitàè di 186 milioni, con un
margine eccedentario di circa 100 milioni. E abbiamo anche cambiato la
governance».
Menconi non ha più pieni poteri?
«Ora c'è una governance collegiale. Per le pratiche oltre i 150
milioni decide il consiglio».
Quanto sono costate le assicurazioni alla banca?
«Quello che le abbiamo pagate: 171 milioni di euro. Oggi ne valgono
circa 500».
E l'adeguamento delle riserve?
«Non è stata Carige a pagare, ma Carige Assicurazioni a destinare alle
riserve gli utili dell'esercizio. Una conseguenza di quello che ci ha
chiesto l'Isvap è stata poi la pulizia del portafoglio. La
sinistrosità è calata da 213 a 30 milioni. La velocità di liquidazione
è intorno al 72%. La compagnia è risanata».
L'inchiesta fa riferimenti pesanti ai parenti - suoi, di Menconi e di
Visconti - che lavorano nel settore assicurativo...
«Di questo non vorrei parlare».
La accusano di avere troppi incarichi. Per esempio la presidenza della
Ili, la società autostradale in cui Carige è socia di Vito Bonsignore.
«Guardi volevo dimettermi, perché ho troppo da fare. Ma non lo faccio
più. Ili è un'iniziativa più che trasparente: un bel progetto, che
abbiamo più volte illustrato alla stampa».
Le operazioni che le assicurazioni hanno fatto con la Edilver di
Ernesto Cavallini, però, appaiono sospette: immobili che Cavallini ha
acquistato a un prezzo e lo stesso giorno ha rivenduto alle compagnie
a prezzi più alti.
«Non voglio entrare nel merito. So solo che quando una compagnia
compra, vale la valutazione dell'Ute, la perizia dell'ufficio delle
entrate. Mi attengo a quello. Non posso sapere dei precedenti
passaggi».
Il Corriere sostiene che Cofid Sgr, di cui Carige ha il 15%, è una
società ombra...
«In quella società siamo tutor. Così come ci è stato chiesto di essere
tutor della Banca Federiciana, in Puglia, dove abbiamo il 15%».
Il Secolo XIX la primavera scorsa aveva ipotizzato un ingresso di
Cavallini nel capitale Carige. Siamo sicuri che non sia così?
«Ecco l'elenco dei soci che hanno riscosso il dividendo. Legga, cerchi
pure. Non lo troverà. Se ci fosse stato, non glielo avrei fatto
vedere».
Egle Pagano
24/10/2006
> Ribassom dell'1,3% in borsa.. Scajola: manovre per accaparrarsi
> l'istituto.
Probabile.
> Tirreno Bianchi, capogruppo dei Pdci in Regione, ha
> chiesto invece che Berneschi spieghi le sue scelte.
Ma guarda. L'Unipol paga anche i duri e puri...
> Il nepotismo. Secondo il reportage del Corriere, fra le funzioni delle
> compagnie c'è anche quella di «distribuire poltrone e relativi
> compensi a parenti e amici
Ma giura! Una novità assoluta! E' una cosa che nessun'altra banca ha mai
fatto , fa o farà.
> Tanto spazio sul Corriere, un dossier di accuse così puntiglioso.
Chi è l'ignorante che scrive?
> «No, guardi. Non siamo nel mirino di nessuno. E' un'altra storia. Non
> posso dire con certezza... ma penso a qualcuno che è in guerra con le
> compagnie assicurative».
Giuro che l'ho letto dopo aver nominato una compagnia assicurativa molto...
Unitària.
--
"Quella troia di tua sorella" (c)
Sistema testato per eliminare le teste di cazzo.
>> Il nepotismo. .....
>
>Ma giura! Una novità assoluta! E' una cosa che nessun'altra banca ha mai
>fatto , fa o farà.
La frequenza del male non giustifica il male.
LG
Ma non giustifica neppure un ribasso in borsa, ovvero ciò di cui parlava
l'articolo che riportavi. Ma l'articolo l'hai letto senza capirlo o l'hai
pubblicato solo per cercare di spargere un po' di merda?
>>>> Il nepotismo. .....
>>>
>>>Ma giura! Una novità assoluta! E' una cosa che nessun'altra banca ha mai
>>>fatto , fa o farà.
>>
>> La frequenza del male non giustifica il male.
>
>Ma non giustifica neppure un ribasso in borsa
?? Non vedo il nesso.
>Ma l'articolo l'hai letto
Ovviamente no...
>o l'hai
>pubblicato solo per cercare di spargere un po' di merda?
Piuttosto, per fartela produrre a te che lo leggi.
Queste sono domande che devi fare a te stesso, infatti lo spargi-merda
ufficiale sei te. Leggi, e il tuo metabolismo trasforma in merda. Non
tutti hanno il tuo stesso metabolismo. Tu sei... speciale ha ah ah.
LG
> On Wed, 25 Oct 2006 15:10:22 GMT, "F.Bertolazzi" <nos...@dynip.it>
> wrote:
E' mai possibile tu non sia neppure in grado di quotare?
Di scrivere cose sensate non se ne parla, ok, ma almeno quotare...
>>Ma non giustifica neppure un ribasso in borsa
>
> ?? Non vedo il nesso.
>
>>Ma l'articolo l'hai letto
>
> Ovviamente no...
Ah, ecco. Del resto, anche se tu lo avessi letto probabilmente non ci
avresti capito una cippa.
>>>Ma l'articolo l'hai letto
>>
>> Ovviamente no...
>
>Ah, ecco. Del resto, anche se tu lo avessi letto probabilmente non ci
>avresti capito una cippa.
Non capisco MAI una cippa in QUASIASI articolo che leggo! Se no la
gente non si renderebbe ben conto di QUANTO mi patisci.
T'ho collaudato in tutto questo tempo, e mi sono reso conto che sei...
attendibile: basta pensare al contrario di quello che dici! :->).
Mando a leggere gli articoli a te, ne ho il commento sbagliato, cosi'
mi oriento su quello giusto, e risparmio tempo.
LG
> Non capisco MAI una cippa in QUASIASI articolo che leggo! Se no la
> gente non si renderebbe ben conto di QUANTO mi patisci.
Capisco.
--
Come mai Dante mette assieme iracondi e accidiosi?