Cari amici, provo a raccontare.
Sabato 21 Luglio. La manifestazione è finita, io e N. ci dirigiamo verso
Piazzale Kennedy percorrendo a ritroso il percorso del corteo, dobbiamo
recuperare la Vespa incautamente lasciata là. All'altezza della galleria di
C.so Sardegna decidiamo di bypassare gli scontri che si suppone siano oltre
a quella galleria. Il nostro percorso diventa Via Giacometti, Ponte di
Terralba, C.so Gastaldi Via Francesco Pozzo. Durante la strada decine di
persone: gruppuscoli di amici, famiglie, singoli evidentemente reduci dalla
manifestazione. La maggior parte di essi guarda cartine o si attacca ai
telefonini cercando di capire dove si trova, hanno tutti lo stesso problema
riunirsi ai loro amici, ritrovare il pullman o l'automobile e tornarsene a
casa propria. Questa è l'atmosfera quando giungo in Via Pozzo.
Do'un'indicazione a una signora che mi chiede dov'è Pzza Martinez, dopodichè
ci accingiamo ad andare verso Via Trento la via parallela a via C. Battisti.
In quel mentre una camionetta della polizia sfreccia dirigendosi verso
Piazza Tommaseo, un gruppo di ragazzi urla "assassini" unico atto di
ostilità nei confronti dei tutori dell'ordine. Notiamo due ragazze che si
abbracciano "Sei qui? come stai? bene" si sono ritrovate. Siamo ancora fermi
nei pressi del curvone quando vediamo arrivare due famiglie con i figli
piangenti (uno di pochi mesi) "che è successo?" "Ci hanno tirato dei
fumogeni dalla camionetta in corsa." Le due famiglie si dirigono verso Cso
Gastaldi. Li guardo allontanarsi, ho il magone e mi viene quasi da piangere
per quei bambini. Mi volto e ho paura. Almeno due camionette di poliziotti
e una macchina inchiodano davanti a noi lanciano due o tre (fa differenza?)
fumogeni nella direzione di quelle famiglie. Provo a scappare, ma desisto e
mi accuatto contro il muro ho le mani alzate, N. è rannicchiata due macchine
più in là, lei ha le mani sulla faccia e guarda per terra. Gli altri non li
vedo più, vedo solo delle tute blu che scendono dalle camionette e si
mettono a correre verso Cso Gastaldi uno mi guarda e capisco che sta
decidendo cosa fare di me. Non mi colpisce. Neanche N. Viene colpita, ci
fanno segno di andarcene. Eseguiamo prontamente. Forse mi ha salvato il mio
pass di lusso di cameramen che avevo al collo, ma N.? Non so nulla degli
altri: la signora che voleva andare in Piazza Martinez, le due amiche
ritrovate, i bambini ed i loro genitori, e anche il gruppo di ragazzi che ha
gridato assassini. Sono scosso io più di N. (le donne sono
più coraggiose, o forse lei è più abituata alla dittatura (è sudamericana,
ndr). Cerco di avvisare del pericolo altri gruppi che incontro all'incrocio
con via Trento, sembro un invasato ma spero che mi credano e non si dirigano
verso Brignole o Cso Torino. Percorriamo alcuni metri in Via Trento quando
sembra che la scena si ripeta, ma per fortuna le camionette si fermano danno
un'occhiata fanno marcia indietro e se ne vanno. Io mi sono spaventato lo
stesso. Arriviamo finalmente in via Nizza. Dall' alto in mezzo alla
devastazione vediamo la vespa salva insieme alla macchina posteggiatale
vicino, sembrano le uniche cose intere. Scendiamo prendiamo la Vespa e
andiamo verso levante,piano piano alla devastazione si sostituisce la
sporcizia di una manifestazione di decine di migliaia di persone ne
incontriamo ancora a centinaia, addirittura un corteo di un migliaio che si
dirige verso Piazzale Kennedy tenendosi per mano. A Quinto ci prendiamo un
gelato e poi da mia zia a Quarto Alto fino a tarda sera, la più tarda
possibile,avevamo
ancora paura.
M.