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rifiuti tossici in calabria

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thorndyke

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Jul 1, 2010, 6:51:07 PM7/1/10
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http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/01/news/calabria_fanghi_tossici_sotto_al_fiume_quattromila_persone_a_rischio-5313152/
--
Calabria, rifiuti tossici sotto al fiume
"Oltre quattromila persone a rischio"
I risultati della perizia sul letto del fiume Oliva, nei territori dei
comuni di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d'Aiello. Rilevato Cesio
137, e poi berillio, cobalto e altre sostanze che minano gravemente la
salute

AMANTEA - "Più di quattromila persone a rischio". Insomma, esiste un
pericolo attuale per la popolazione residente nei territori dei comuni di
Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d'Aiello possano soffrire le
conseguenze di un drammatico inquinamento. E' la conclusione della perizia
della Procura di Paola eseguita dopo i rilievi nel fiume Oliva. Centomila
metri cubi di fanghi industriali provenienti non si sa da dove e scaricati
nel letto del fiume e dintorni.

La zona è quella circostante al letto del fiume Oliva a sud della località
Foresta (centri di Campora San Giovanni, Coreca e Case sparse comprese tra
il mare e la località Foresta), letto nel quale sono stati riversati
"contaminanti ambientali capaci di indurre patologie tumorali e non: metalli
pesanti e radionuclidi artificiali".

Dai carotaggi ordinati dal Procuratore di Paola Bruno Giordano - che sta
indagando sulle cause dell'aumento dei tumori nella zona - emerge la
presenza del cesio 137 "che rende il danno ambientale assai più grave". E
poi berillio, cobalto, rame, stagno, mercurio, zinco e vanadio che superano
i limiti consentiti dalla legge. Manganese nell'acqua del fiume. E ancora:
"Antimonio, cadmio e altri radionuclidi di uso medicale e industriale".

Con che effetti sulla popolazione? "Un segno utile alla valutazione di
effetti già evidenti sulla salute - scrive, nella sua relazione, il dottor
Giacomino Brancati - è proprio determinato dalla presenza nei territori
più prossimi ai siti di contaminazione di neoplasie maligne, ed in
particolare della tiroide, per le quali in specie il cesio 137 è conosciuto
in letteratura quale fattore etiologico". In pratica gli abitanti si
ammalano di tumore in modo direttamente proporzionale alla vicinanza ai siti
contaminati.

In cifre, nei Comuni di Amantea, San Pietro, Serra d'Aiello, Aiello, Cleto,
Lago, Domanico, Grimaldi e Malito, tutti in provincia di Cosenza. dal 1996
al 2008 ben 1483 persone si sono ammalate di tumore. Ma è proprio in
prossimità del fiume Oliva che si registra il picco: "Si conferma
l'esistenza di un eccesso statisticamente significativo di mortalità
rispetto al restante territorio, dal 1992 al 2001 in particolare nei comuni
di Serra d'Aiello (tumori del colon, del retto, degli organi uro genilai e
del seno), Amantea (con prevalenza di tumori del colon), Cleto e Malito
(prevalenza tumori del colon). I dati sono stati estrapolati dalle schede di
dimissione ospedaliere, sia in regione che fuori regione, relative ai
ricoveri dei residenti nei comuni esaminati.

La perizia parla di "contaminanti radioattivi in quantità e collocazione che
fa fortemente sospettare l'origine esogena". Cioè è roba che non è del luogo
(non ci sono industrie ad Amantea), ma che è stata scaricata lì. In
particolare nel comune di Serra d'Aiello e di Amantea i ricoveri sono
aumentati, si legge nella relazione del dottor Brancati, con "un eccesso
statisticamente significativo rispetto al rimanente territorio regionale dal
1996 ad oggi".

Cosa fare ora? Come togliere centomila metri cubi di sostanze che mettono a
rischio la vita della gente? E chi risarcirà gli ammalati e le loro
famiglie? "Tali analisi - conclude la perizia - confermano la necessità
oramai improcrastinabile di approfondire il livello di analisi con indagini
epidemiologiche di campo in uno con le attività di sorveglianza sanitaria,
risk management e bonifica ambientale".

Ora bisogna capire chi ha scaricato queste sostanze nel fiume Oliva e
quando. Secondo la Procura, ci sono materiali portati anche negli ultimi tre
anni. Ma nelle vicinanze del fiume, lo ricordiamo, c'è la spiaggia di
Formiciche dove nel 91 si arenò la famosa nave Jolly Rosso, sulla quale
grava l'ombra delle "navi a perdere". La Procura di Paola sta cercando anche
gli ipotetici fusti che, secondo alcuni testimoni, sarebbero stati portati
di notte dalla nave fin nei pressi del fiume, con l'aiuto di camion. Ma
finora di fusto non ne è stato trovato neanche uno. In compenso, è stata
inaspettatamente trovata una colonna del VI secolo a. C che, secondo un
primo sopralluogo archeologico effettuato questa mattina , apparterrebbe
all'antica città di Themesa. Un gioiello buttato nella "discarica" dopo
esser stato probabilmente ritrovato in altro luogo. Forse per evitare un
blocco di lavori a causa del valore storico della colonna. Alle violenze
contro l'ambiente e la salute si è dunque aggiunta oggi la scoperta di
questa violenza contro l'arte e la storia. E probabilmente le sorprese del
fiume Oliva non sono finite qui.

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