E' quanto afferma il Wwf Italia in un comunicato. 'La sorveglianza
antincendio attiva nell'oasi - si legge nella nota - ha consentito di
dare l'allarme fin dal mattino e tutto sembrava essere sotto controllo,
ma alle 15 le fiamme alimentate da un forte vento di scirocco, hanno
distrutto canneto, macchia mediterranea e le numerose specie di animali
che vivono nella zona: testuggini e rettili in particolare che non
riescono a trovare scampo e tra questi il raro e prezioso Colubro
leopardiano, un piccolo serpente tipico dell'area".
"Dopo l'oasi delle Cesine sempre in Puglia e quella di Torre Salsa in
Sicilia, viene colpita un'altra area del Wwf e qui il danno al paesaggio
e alla fauna è gravissimo - dichiara il segretario generale del Wwf
Italia Michele Candotti -. Il canneto si rigenererà facilmente, ma non
la macchia mediterranea. Per anni questa rimarrà una lingua di terra
sfregiata; moltissimi gli animali rimasti intrappolati nelle fiamme.
L'aspetto più sconcertante - aggiunge Candotti - è che l'incendio doloso
in un'area protetta come questa è un puro atto di vandalismo; qui non si
potrà mai costruire, cacciare o coltivare alcunché, è solo volontà di
distruzione".
Il Wwf, presente a Torre Guaceto dagli anni '70, dove successivamente
negli anni '90 è stata istituita una Riserva naturale dello Stato, fa
sapere che da 9 anni non si registravano incendi di natura dolosa in
quell'area "grazie alla sorveglianza e al grande impegno di operatori e
dipendenti del consorzio che tutela l'intera area". "Non resta che
rimanere vigili sul campo e nelle aule di tribunale - conclude Candotti
- dove il Wwf si costituirà parte civile, come negli anni passati, per
fare in modo che la lotta agli incendi non rimanga confinata al periodo
dell'emergenza estiva".